Rapporto tra maestro e allievo

Rapporto maestro/allievo

Prima di essere un guru, cioè coluti che toglie il velo dell'ignoranza, Daniel Odier è un uomo, proprio come noi. La cosa che più colpisce la prima volta che si entra in contatto con lui, è la sua estrema spontaneità. Durante i seminari, per esempio, ama scherzare, fare battute che rompono gli schemi e durante le pratiche, che sono molto intense a livello emozionale, riesce con poco a rendere leggero un momento pesante e a riportare la calma nei cuori più agitati.
I suoi insegnamenti sul Tantra non sono concetti distanti e irrealizzabili, ma principi che ci permettono di vivere la vita, con i suoi alti e bassi, in modo più sereno e libero. Da questo deriva una consapevolezza diversa e, soprattutto, uno stato finale in cui nasce una gioia che non dipende più dalle circostanze esteriori, ma da una coscienza dell'istante stesso in cui viviamo, non inquinata dal mentale. Questo ci permette di vivere ogni attimo in maniera creativa e di apprezzarlo per come viene. Solo così ogni emozione e ogni sentimento può essere vissuto pienamente e intensamente fino al suo esaurirsi. 

Yoga Kashmiro
Odier trasmette l'insegnamento di una particolare corrente dello Yoga Shivaita Kashmiro, il Pratyabhijna a cui è stato iniziato dalla maestra Lalita Devi. Lo Yoga Kashmiro si basa sul riconoscimento della nostra essenza divina: nel senso che non c'è nulla da aggiungere o eliminare all'essere. La perfezione è già in noi, basta ritrovarla. La pratica di tale disciplina ha inizio con l'accettazione totale di quello che siamo, della nostra natura, che è fatta di luce, ma anche di ombre. Perchè niente è da buttare via.
Sullo stesso piano
Nel Tantra il rapporto tra discepolo e maestro è visto come legame privo di formalismi. La relazione è paritaria, non crea dipendenza, e il guru accetta totalmente il discepolo così come è, senza pretendere di cambiarlo. Questa onestà di fronte a noi stessi implica un totale abbandono delle maschere, che è poi il lavoro fondamentale che Odier propone. Come maestro è esattamente l'opposto del guru inaccessibile, è una persona sempre disponibile all'ascolto, che instaura rapporti profondi e diretti con ogni singolo allievo. 

Il Pratyabhijna, insieme allo Spanda ("fremito, vibrazione interiore"), rappresenta la via tantrica più spoglia e si rivolge alla nostra essenza originale. Questo particolare tipo di Yoga non propone asana, poichè ha avuto origine prima dell'Hatha Yoga e di qualsiasi codificazione. Accanto all'aspetto fisico di tale pratica, Odier propone anche alcuni momenti in cui, rimendo seduti e immobili, si creano visualizzazioni, in genere ispirate da brani, letti da lui, di testi tantra dello yogi Matsyendranath
Un altro aspetto fondamentale del suo insegnamento è la meditazione, attuata sia come ascolto, sia come pratica a se stante. Nel Tantra non vi è l'obbligo di assumere una postura prestabilita, c'è molta libertà a riguardo, ma è importante impostare una respirazione addominale profonda e silenziosa.
La novità assoluta di questa dottrina è rappresentata dalle micropratiche. I maestri tantrici scoprirono che seguire la velocità della mente poteva essere più semplice che fermarla, perciò proposero di praticare in maniera breve e frequente. Durante la giornata, ogni momento è buono per comunicare con la realtà: l'importante è essere consapevoli e presenti al momento che si sta vivendo, in modo da accorgersi che nella ripetizione meccanica non c'è la felicità. Così, quando il corpo avrà sperimentato la gioia della presenza, vorrà sempre ripetere tale esperienza

di Barbara Tomeucci 

Anorgasmia: “il corpo non mente mai”

 

Anorgasmia: “il corpo non mente mai”

Ogni giorno, in ogni momento della nostra vita , abbiamo sempre un amico che ci sta vicino: il nostro corpo. Lui ci manda dei messaggi articolati ma anche di più semplici. Ci permette di percepire sensazioni ed emozioni che ci fanno sentire vivi ed in contatto con noi. Basta stare attenti e possiamo sentire come il nostro corpo spesso ci permette, se ascoltato, di raggiungere livelli di grande piacere. A volte, però, questo piacere non riesce a passare. Molti ostacoli non permettono al nostro corpo di lasciarsi andare, di rilassarsi, di abbandonarsi ad una maggiore profondità. Molte persone, infatti, temono la possibilità di lasciarsi andare, di sperimentare delle forti emozioni reprimendole e tenendole sotto controllo.

Se noi prendiamo come riferimento alcune persone che soffrono di attacchi panico o Disturbo di Panico (DP), vediamo che loro stesse, tendono ad evitare il dolore, tenere tutto fermo, fissato, sotto controllo. Pensano a volte di poter vivere nell’assoluta mancanza di emozioni, bloccate da uno schiacciante senso di responsabilità. Non si lasciano trasportare dal flusso degli eventi. Emozioni, aspettative o rapporti interpersonali diventano rigidi, assumono una fissità innaturale. Con la propria rigidità, la propria paura di cambiamento, la paura di morire, alcuni soggetti affetti da panico uccidono la parte più vitale di sé. Per mantenere la loro instabile sicurezza perdono la capacità di correre rischi e, con essa, la capacità di vivere emozioni, scoperte ed innamoramenti. Hanno così tanta paura di perdere la testa e quindi il controllo, che non se lo concedono neppure di fronte a cose straordinarie: tutte le emozioni vengono represse anche quelle più piacevoli. 

La loro vita sessuale è molto coartata, provano un’estrema difficoltà a lasciarsi andare. Le prestazioni sessuali diventano sempre più fredde, distaccate e poco coinvolgenti sul piano emotivo. Nel rapporto interpersonale donne e uomini mostrano un enorme calo del desiderio sessuale. L’orgasmo è particolarmente evitato nelle donne, in quanto percepito come una perdita di controllo ed un insopportabile calo delle difese. Generalmente, reprimendo la propria sessualità le donne si sentono più sicure e sfogano le proprie energie sul lavoro, rafforzando sempre più le proprie strategie di autocontrollo e di repressione emotiva. Anche l’uomo vuole tenere tutto sotto controllo, ma per farlo ricorre maggiormente all’uso di oggetti o all’impegno sul lavoro. Il sesso è meno rifiutato di quanto non avvenga per le donne, ma viene svuotato di passionalità, eseguito in modo distaccato, spersonalizzato.

Le reazioni sessuali possono funzionare con successo se la persona ha uno stato d’animo calmo ed il processo non è contrastato da controlli coscienti in altre parole, per un buon funzionamento sessuale, l’individuo deve essere in grado di abbandonarsi all’esperienza erotica. Deve essere capace di rinunciare temporaneamente al controllo. Questo è requisito indispensabile per un buon funzionamento sessuale. Tra le cause della disfunzione orgasmica possiamo dire che la sua intensità spaventa la donna. Inoltre l’impegno verso la relazione in corso, la paura di essere abbandonata, la paura di affermare la sua indipendenza, un senso di colpa verso la sessualità, etc… sono tutte condizioni che possono svolgere un ruolo fondamentale nell’insorgere di un “ supercontrollo” involontario del riflesso orgasmico che provocherà alla lunga la disfunzione orgasmica.

In alcune donne anorgasmiche, la paura di perdere il controllo delle proprie sensazioni e del proprio comportamento può essere una condizione frequente, e i concomitanti meccanismi di difesa del “ trattenersi “ e del supercontrollo sono probabilmente fondamentali nella patogenesi di questo disturbo. La donna ha paura di “lasciarsi andare” ed il controllo sulla scarica orgasmica è rafforzato dalla riduzione dell’ansia che la donna prova quando riesce a controllare le sue sensazioni. Dopo che questa inibizione volontaria del riflesso orgasmico è stata ripetuta parecchie volte, l’inibizione diventa a quanto pare automatica e non può essere più controllata volontariamente, cosicché dopo un certo tempo la donna che ha imparato a controllare il suo orgasmo non riesce più ad ottenerlo nemmeno quando è calma, innamorata, propriamente stimolata e reattiva per ogni altro verso. È necessario quindi diminuire od eliminare il supercontrollo involontario del riflesso orgasmico ad es. attraverso una psicoterapia corporea o altre tecniche della sfera corporea in cui l’allentamento delle tensioni muscolari può portare molti benefici alle persone che sono spaventate di attraversare emozioni, in quel momento troppo forti per loro

Dott. Giacomo Del Monte

Nudita’ di entrambi nei massaggi

La nudità di entrambi: ricevente (persona ricettiva) e operatore (persona attiva) 

Quando si tratta un corpo questo non è mai un entità asessuata; anzi il corpo è proprio l’espressione fisica del principio sessuale maschile o femminile in esso presente, anche dal punto di vista energetico e spirituale; dato che non massaggiamo solo carne, ma anche l’anima e la psiche, è chiaro che trattiamo anche una entità sessuale. Slegare il corpo, la psiche e lo spirito è ovviamente un operazione commerciale che nulla ha a che fare con il benessere e la salute della persona che stiamo trattando.  Rende il massaggio monco e con una efficacia inferiore alle potenzialità di un vero massaggio.  Mortifica la persona, che è, sia nella psiche che nel corpo, proprio un genere. Un massaggio tra le giuste polarità maschile-femminile produce un esperienza che aiuta la donna a recuperare le caratteristiche proprie della femminilità, come l’accoglienza, l’amore, l’apertura e la sensualità e a fare esperienza del principio maschile quando si esprime in una forza che è fluida, dolce, rispettosa, ferma e intensa; e l’uomo a vivere l’esperienza di ricevere il contatto di una donna in una condizione di rilassatezza, di serenità, di naturalezza e di spontaneità. 

La nudità integrale di entrambe riporta il massaggio a quello che è realmente, quando non è epurato: un tipo di relazione tra due persone. Dove non c’è un “medico” e un “paziente”, ma solo due persone, due esseri umani, in una condizione paritetica, dove una dona all’altro e viceversa. Chi ha più conoscenza svolge la funzione attiva e chi ne ha meno quella ricettiva; ma in una situazione di scambio energetico e sensoriale che fa di ogni massaggio in nudità totale un momento di crescita personale per entrambe i partecipanti. L’assenza di abiti da parte di chi massaggia è un segno di rispetto verso chi riceve, che solitamente si ritrova nudo di fronte ad una massaggiatrice o ad un massaggiatore in divisa, che pone già gerarchie e barriere, quasi a lanciare un messaggio intimidatorio. Infine se la temperatura del luogo è sufficiente per far stare nudo chi riceve figuriamoci per chi si muove per un ora facendo il massaggio. 

In una società dove quasi tutto è fatto al contrario di come bisognerebbe, abbiamo fatto una scelta allineata alla natura, adatta a quelle persone che la condividono o vogliono sperimentarla.  Molti pensano che sia ora di cambiare e di aprirsi alla natura, per davvero. Sono necessari strumenti particolari e quelli che si trovano in commercio purtroppo sono i meno adatti per permettere l’esecuzione di un buon massaggio. Per riscaldare la sala o il luogo, se necessario, è ideale una stufa a legna o un caminetto, per il tipo di calore che producono; meglio una temperatura non inferiore ai 27° C. Il lettino da massaggio deve essere auto-costruito perché non se ne trovano in commercio di larghi almeno 90 cm., dimensione necessaria per permettere un comodo appoggio delle braccia (da evitare quelli normalmente presenti nei centri estetici), oppure un futon da usare a terra. Olii vegetali spremuti a freddo: mandorle, soia, vinaccioli, ecc. ecc. e olii essenziali, incensi, e creme 100% vegetali (rarissime anche in erboristeria) da utilizzare a seconda del trattamento. Infine una musica adatta al tipo di massaggio che andremo a fare e luci soffuse.

Possiamo ritenere che il massaggio sia nato con l’uomo e che i due filoni principali del toccarsi fossero quelli del massaggio come preliminare all’amore e del massaggio come lenitivo di un dolore. Possiamo dire che in entrambe i casi la loro funzione fosse il curarsi a vicenda. Oggi l’estrapolazione commerciale di questo istinto umano ha prodotto un modo di massaggiare dissacrato e completamente epurato dalle sue valenze naturali. Tuttavia nonostante tutto anche oggi tutti i massaggi esistenti si possono fare in modo naturale, con entrambe gli attori completamente nudi e recuperando le due valenze originarie, negli intenti, nel modo di relazionarsi, nella qualità del contatto. Riteniamo che il perizoma, e ancor più di recente l’asciugamanino bianco, siano stati introdotti di pari passo con l’imposizione della vestizione coatta nel corso della storia, ma che in realtà tutti i ceppi principali di massaggio fossero svolti da nudi, in un luogo appositamente riscaldato o caldo per natura. Anche i più recenti come il Bioenergetico, il Californiano e l’Antistress prevedevano già alla nascita la nudità totale almeno del ricevente. Ma è certo che i massaggi più antichi siano nati come una relazione in completa nudità.

Davide Quaranta