Basi neurobiologiche e chimiche del piacere sessuale

Il professor Barry Komisaruk – scienziato dell’Università Rutgers del New Jersey – ha studiato l’orgasmo femminile attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica, diffondendo un in cui mostra cosa succede nel cervello di una donna quando sta per raggiungere l’apice del piacere sessuale.
L’obiettivo era quello di capire come si arriva all’orgasmo attraverso la stimolazione genitale, e quali parti del cervello siano coinvolte nel percorso. La ricerca mostra quanto sia complesso, a livello cerebrale, il processo che porta al culmine del piacere, attraverso l’attivazione successiva di varie zone, deputate a diversi compiti e tutte perfettamente coordinate tra di loro.
L’attività cerebrale prende il via dalla corteccia sensoriale – che è l’area legata alla zona genitale- , ma poi passa rapidamente nel sistema limbico, coinvolgendo emozioni e memoria a lungo termine. Da qui si divide nel cervelletto e nella corteccia frontale, per poi raggiungere il picco nell’ipotalamo, da dove iniziano gli impulsi nervosi responsabili del rilascio di un ormone – l’ossitocina – che causa la contrazione dell’utero ed è responsabile della sensazione di piacere. Vengono registrate attività anche nel nucleo accumbens, un’area legata alla ricompensa e alla sensazione di piacere. Passato l’orgasmo, l’attività cerebrale diminuisce lentamente, fino a tornare nelle condizioni di partenza.
Certamente non è il caso di ridurre il raggiungimento del piacere al sessuale al “semplice” funzionamento di alcune aree del cervello, tuttavia gli spunti di riflessione sono interessanti: ancora una volta nel mostrare quanto mente e corpo siano collegati tra loro! Tant’è che c’è chi sostiene che l’organo sessuale per eccellenza sia proprio il cervello.
principali componenti chimiche e biologiche dell’amore e della sessualità
È ovviamente impossibile condensare l’essenza di una relazione amorosa all’interno di semplici formule chimiche, ma è interessante
 sapere che il nostro corpo utilizza risorse sorprendenti per modulare la  vita amorosa… basta non dimenticare che a sua volta la nostra psiche influenza la produzione di determinate sostanze in varie fasi e momenti, in un vicendevole e continuo processo di accomodamento mente-corpo!

Dopamina: la sostanza dell’amore romantico.  Si tratta di un neurotrasmettitore che agisce su vari processi corporei e psicologici, e la sua attività è collegata strettamente al funzionamento del sistema limbico, zona del cervello sede delle emozioni e di alcune funzioni vitali, tra le quali la stessa sessualità. Essa permette di potenziare alcuni comportamenti che procurano piacere e soddisfazione, facilitando quindi la ricerca ripetuta dell’esperienza che ne ha stimolato la produzione: ecco come mai nelle prime fasi di una relazione di coppia si desidererebbe stare sempre insieme all’altra persona!


Testosterone: l’ormone del desiderio sessuale. A dispetto di quanto si creda solitamente, questa sostanza ha a che fare non solo con la sessualità maschile, ma anche con quella femminile. Nell’uomo regola il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha la funzione di regolare l’inizio e la fine dell’erezione, collegando l’attività cerebrale con le manifestazioni fisiologiche dell’eccitazione. Nel cervello i recettori neurali di testosterone producono una vera e propria cascata di eventi biochimici che coinvolgono i recettori di testosterone nei nervi, nei vasi sanguigni e nei muscoli, e la regione pelvica è ricca di recettori di questa sostanza. Nella donna il testosterone ha un ruolo importante collegato al desiderio sessuale, fino ad ora esplorato principalmente grazie all’evidenza della diminuzione di desiderio nel periodo post-menopausale.


Feromoni: la chimica della ricerca del partner. Si tratta di molecole invisibili e volatili prodotte da ghiandole situate sotto le ascelle, intorno ai capezzoli e nell’inguine; sono inodori, e vengono captati da un apposito sistema, detto vomeronasale. Essi variano in rapporto allo stato d’animo e possono stimolare il desiderio sessuale. Dato che gli odori vengono percepiti senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, i feromoni sono uno strumento perfetto per fissare ricordi legati alla sfera emotiva (più che a quella razionale).


Feniletilamina: la droga dell’amore. E’ alla base dell’innamoramento e dell’attrazione amorosa: la sua presenza è strettamente collegata con il rilascio di dopamina, in una continua vicendevolezza che genera eccitazione, euforia, entusiasmo. viene rilasciata nel cervello quando l’individuo sperimenta sentimenti di gioia e amore 


Ossitocina: la colla chimica dell’amore. Viene secreta dalla ghiandola pituitaria e liberata nel cervello e nel sistema riproduttivo ogni volta che c’è un contatto con la persona amata. Essa aumenta notevolmente durante l’orgasmo, e soprattutto nella donna è presente durante il parto e l’allattamento; inoltre, è ormai dimostrato che aumenta la nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al contatto fisico e agli abbracci. La sua funzione è quindi strettamente collegata all’importanza del contatto fisico come collante necessario a far durare una coppia nel tempo

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Bharatanatyam antica Danza Tantrica

ll Bharatanatyam è un'arte composita avente come elementi che la costituiscono la danza, l'arte drammatica, la musica, la rima e il ritmo in assonanza ai principi tantrici dove danza, arte, musica, ritmo erano tenuti in grande considerazione . E’ una collezione di un gran numero di movimenti, una varietà di ritmi, di elaborate espressioni del volto, di gesti della mano, di movimenti del corpo e di differenti gesticolazioni che hanno significati profondi.

 La patria del Bharatanatyam è il sud dell'India , dove e’ fiorito il Tantrismo Shakta legato al culto della Shakty femminile. La tradizione dice che la danza Bharatanatyam è intimamente connessa con l'aspetto religioso. Viene persino affermato che il ritmo fondamentale, implicato nella creazione cosmica, fu usato come materiale di base per questa forma di danza. Nel cercare l'origine di questa danza, infatti, si finisce per risalire a storie intessute di leggenda e mitologia.

In accordo con le scritture, il divino Shiva danza ogni giorno con il figlio Ganesha sul picco del monte Kailasha. Shiva, il ballerino per eccellenza, il più esperto nell'arte della danza originò dapprima Tandava, nella quale l'elemento dominante, nella sua lotta per sconfiggere il male, è Vira Rasa. Parvati, la consorte del dio Shiva, danzò un ruolo complementare, nel quale gli elementi complementari, sono Lasya, ossia la grazia e Sringara Rasa o sentimento erotico.

Alla danza come arte viene data così tanta considerazione che le pose di danza sono usate come motivi di decorazione nei templi. I bellissimi dipinti, fregi e figure, sia all'interno che all'esterno della maggior parte dei templi antichi dell'India , e anche in particolar modo i templi di origine tantrica ,ci mostrano quanto quest'arte fosse rispettata nei tempi antichi. L'arte fu lasciata in consegna ai tradizionali nattuvanar, i tradizionali maestri, e alle Devadasi, le ballerine tantriche dei templi. Così si è preservata la continuità della tradizione.

Furono comunque le Devadasi le principali responsabili della preservazione di quest'arte, che altrimenti si sarebbe del tutto estinta, lasciando le statue nei templi come uniche reliquie per ricordarci della tecnica di quest'arte. Le Devadasi erano le ancelle del tempio desiderose di dedicare la loro vita, anche come danzatrici, al servizio delle divinità installate nei templi esperte nella poesia, danza,  Le Devadasi possono essere classificate in tre gruppi: devadasi, rajadasi, sivadasi. Le rajadasi sono quelle che danzano davanti ai dipastambham, i paletti delle insegne dei templi. Le devadasi danzano dentro i templi e le sivadasi danzano in speciali occasioni. Con il passare del tempo l'usanza di danzare nei templi andò in declino a causa della mancanza di appropriato patrocinio (il bramanhesimo induista osteggio’ il tantra) , e anche a causa della colonizzazione inglese che chiuse i templi. Privata della sicurezza e del patronato del tempio la danza degenerò , per potere sopravvivere, nella direzione della prostituzione. Alcuni scritti inglesi pero’ ricordano come queste donne avessero una capacita’ amatoria cosi’ coinvolgente da far svenire un uomo.

Molti inglesi erano marinai e avevano condiviso il talamo amoroso con donne di tutto il mondo , ma questi  inglesi ricordano ,nei loro diari , che le Devadasi avevano delle capacita’ particolari amatorie e una grazia e avvenenza innate naturali che non avevano riscontro in tutto il mondo.

Avendo perduto giocoforza , con la chiusura dei templi, il senso di santità religiosa, le Devadasi si trasformarono in mantenute di qualche ricco e dei responsabili dei pubblici intrattenimenti. La reputazione ne soffrì tanto, che si parlò persino di abolire l'istituzione delle Devadasi. Grazie, comunque, al nuovo spirito generato dagli elementi progressisti della società indiana, la manovra trovò forti resistenze. La famosa Rukmini Devi giocò un ruolo guida nel risollevare la condizione sociale di quest'arte e nel farla rivivere in vari altri modi. L'apertura di due scuole per l'addestramento di allieve ebbe un ruolo importante nella rinascita del Bharatanatyam. Si tratta della Kalakshetram a Adayar, e dell'Istituto Indiano di Belle Arti e Egmore, situate entrambe a Madras. Non passò molto tempo prima che la danza Bharatanatyam venisse riconosciuta in tutto il mondo come la più ricca e migliore forma di danza classica dell'India.

Alla sopravvivenza di questa danza contribuirono le mogli vittoriane inglesi degli ufficiali, gli stessi che chiudevano i templi tantrici. Si erano probabilmente accorte della ricchezza antica di questa danza e ne tutelarono le maestre piu’ famose e trascrissero i passi e le movenze. Ovviamente fecero rivestire le Devadasi che notoriamente danzavano nude, coperte solo di gioielli, o al limite con corti gonnellini a seno nudo, come si vede nelle sculture degli antichi templi. E interessante notare come le movenze , le acconciature dei capelli, i mudra della mani, i gioielli indossati, siano praticamente identici attualmente a quelli ritratti negli antichissimi templi , anche tantrici, indiani.

Jose'&Resya – TantraLove

Thribanga

 

Nataraja1

 

 

Ponte

 

 

 
 
Specchio
 

La differenza tra Tantra e Yoga

Il Tantra e lo Yoga sono fondamentalmente diversi.
Raggiungono lo stesso obbiettivo, tuttavia i loro sentieri sono non solo diversi, ma anche opposti.
Perciò questo punto deve essere compreso molto chiaramente. Anche il processo dello Yoga è una metodologia, anche lo yoga è una tecnica. Lo yoga non è filosofia ; proprio come il Tantra, dipende dall’azione, dal metodo, dalla tecnica: il fare conduce all’essere anche nello yoga, ma il processo è diverso.
Nello Yoga si deve lottare: è la via del guerriero.
Sul sentiero del Tantra non si deve assolutamente lottare. Anzi, al contrario, si deve indulgere, ma con consapevolezza.
Lo Yoga è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole.
Il Tantra dice che qualunque cosa tu sia, l’Assoluto non è opposto a te.
E’ una crescita: puoi crescere fino a essere l’Assoluto. Non c’è opposizione tra te e la realtà: ne fai parte, perciò non è necessaria alcuna lotta. Devi sare la natura, devi usare qualunque cosa tu sia per andare oltre.
Nello Yoga devi lottare con te stesso per andare oltre.
Nello Yoga, il mondo è moksha, la liberazione –come sei e come puoi essere- sono due cose opposte.
Reprimi, lotta, dissolvi ciò che sei in modo da raggiungere ciò che puoi essere. Nello Yoga andare oltre è una morte, devi morire perché possa nascere il tuo essere reale.
Lo Yoga è molto attraente perché è proprio l’opposto della mente ordinaria, perciò la mente ordinaria può capire il linguaggio dello yoga: tu sai come il sesso ti stia distruggendo, come ti abbia distrutto, in che modo continui a girarci intorno come uno schiavo, come un fantoccio.
Lo sai per esperienza personale. Perciò quando lo yoga dice di combatterlo, capisci subito il messaggio. Questa è l’attrattiva, la semplice attrattiva dello yoga. (…)
Perciò, a meno che questa fissazione sul sesso non verrà dissolta, l’uomo non potrà mai essere naturale.
L’uomo si è sviato solo a causa del suo atteggiamento nei confronti del sesso. Nessun atteggiamento è necessario: solo allora sarai naturale. Che atteggiamento hai nei confronti dei tuoi occhi? Sono malefici o divini? Sei a favore o contro i tuoi occhi? Non assumi un atteggiamento!
L’atteggiamento semplicemente non c’è! Ecco perché i tuoi occhi sono normali. Assumi un atteggiamento. Se pensi che i tuoi occhi siano malefici, la vista diventerà difficoltosa, assumerà la stessa forma problematica che ha assunto il sesso: vorrai vedere, desidererai vedere, bramerai vedere, ma quando vedrai ti sentirai in colpa. Tutte le volte in cui vedrai ti sentirai in colpa per aver fatto qualcosa di sbagliato, per aver peccato. Vorresti uccidere lo strumento stesso della vista, vorresti distruggere i tuoi occhi, e più vuoi annientarli, più ti fisserai su di loro; comincerai un’attività veramente assurda: vorrai vedere sempre di più e, allo stesso tempo, ti sentirai sempre più in colpa. Lo stesso è accaduto con la fissazione sul sesso.
Il Tantra dice dunque di accettare qualsiasi cosa tu sia. Sei un grande mistero di molte energie multidimensionali: accettalo e muoviti con ogni energia con profonda sensibilità, con consapevolezza, con amore, con comprensione. Muoviti con loro! Di conseguenza ogni desiderio diventa un veicolo per andare oltre, ogni energia diventa un aiuto, e questo stesso mondo è il nirvana, questo stesso corpo è un tempio: un tempio sacro, un luogo sacro.

Lo Yoga pensa in termini di dualità: ecco la ragione della parola “yoga” .
Significa unire due cose insieme.
Mahavira per esempio, era sulla via dello yoga, ma non reprimeva realmente il sesso: lo aveva conosciuto, lo aveva vissuto, aveva profonda familiarità con esso, ma gli diventò inutile, perciò il sesso cessò.
Una volta che conosci qualcosa te ne liberi: semplicemente cade, come le foglie morte cadono da un albero (…)
In un mondo sano, dove ognuno vive in modo autentico, individualmente, non imitando gli altri ma vivendo a modo proprio, sono possibili entrambi i sentieri.
Un uomo del genere impara la profonda sensibilità che trascende i desideri, può giungere al punto in cui tutti i desideri diventano inutili e si esauriscono. Anche lo yoga può condurre a questo, nello stesso modo in cui il Tantra può condurvici ma abbiamo bisogno di una mente sana, di un uomo naturale.
In questo mondo dove c’è un uomo naturale il Tantra e lo Yoga condurranno alla trascendenza dei desideri. Nella nostra società malata né lo yoga né il Tantra possono farlo perché se scegliamo lo yoga, lo scegliamo non perché i nostri desideri sono diventati inutili . No! Hanno ancora significato, non stanno esaurendosi da soli. Dobbiamo forzarli. Se scegliamo lo yoga lo scegliamo come tecnica di autorepressione, se scegliamo il Tantra, lo scegliamo come astuzia come un profondo autoinganno, una scusa per indulgere sul sesso. Con una mente malata né il Tantra né lo Yoga possono avere un effetto positivo,condurranno entrambi all’automanipolazione.

Per poter cominciare occorre avere una mente sana, in particolare una mente sessualmente sana, in questo caso non sarà difficile scegliere il tuo sentiero: puoi scegliere lo Yoga come il Tantra.
Fondamentalmente esistono due tipologie di persone, il tipo maschile e quello femminile. Non intendo biologicamente, ma psicologicamente.
Lo Yoga è il sentiero per coloro che di base sono psicologicamente maschili, mentre il Tantra è il sentiero per coloro che di base sono psicologicamente femminili .(…)
Lo Yoga è energia che si muove verso l’esterno, il Tantra è energia che si muove verso l’interno.
In termini psicologici moderni lo yoga è estroverso e il Tantra è introverso.
Perciò dipende dalla personalità: se hai una personalità introversa, la lotta non fa per te; se hai una personalità estroversa, la lotta fa per te.

Articolo su REnudo n.06

La Sessualita’ come via Esperienziale Tantrica

Le culture antiche, che non condividono l'occidentale separazione moderna tra il sacro ed il profano, hanno sempre considerato la sessualità come un aspetto del grande mistero dell’esistenza. In grado, quindi, di fornire importanti contributi culturali. La letteratura Indiana, in pratica scritta in Sanscrito, ma anche in Tamil e Pali (la lingua del Buddha), ha una ricca tradizione di trattati sulla sessualità che fu scoperta in Occidente dalle traduzioni degli studiosi nelle lingue indo-europee. Il testo più antico e più conosciuto è il Kama Sutra, scritto da Vatsyasana tra il IV e VI secolo. Dal Kama-Sutra (il più antico noto, ma non il primo che fu scritto) fino al Aranga Ranga, una serie di opere del XVII° secolo che, a partire da fonti analoghe, adatta la conoscenza della sessualità e dell’amore a ciascuna delle relative epoche. Essa include il Koka Shastra, scritto nel XII° secolo da un poeta e trovatore di nome Kokkoka di cui sappiamo ben poco.

Il fatto che tutti i manoscritti sanscriti sulla sessualità venerano il classico di Vatsyasana e si basano su di esso, e l'esistenza di molte versioni e traduzioni che portano alla stessa opera, mettono spesso in dubbio l'originalità dei testi. La lettura di queste opere ci ricollega alla tradizione tantrica in cui il sesso ha una dimensione religiosa e simbolica. I libri del Maestro Vatsyasana dedicati al massaggio sensuale e alle posizioni dell’amore sono stati elaborati e sviluppati in maniera più dettagliata per avere un più abbordabile linguaggio.

In Occidente abbiamo una visione troppo ristretta dell'umanità, e quindi, abbiamo anche una limitata visione della sessualità. Noi non possiamo vivere l’erotismo senza prima recuperare la sua profondità spirituale. La sessualità ci aiuta a riprendere contatto con tale profondità ed è la porta d'accesso alla dimensione spirituale. La verità della tradizione tantrica Indù risale al periodo più lontano della storia umana, dato che la sua epoca d'oro fu nel 7000 a.C., e nel suo aspetto più essenziale non colpì gli occhi dell’uomo, stupefatto davanti al mistero della sua esistenza e stupito davanti alla potenza della sua naturalezza sessuale.

Il Tantra è un antico sistema di pratiche rituali e tecniche che utilizzano la capacità creativa della energia sessuale per portare gli individui ad un più elevato stato di coscienza. Quasi tutte le tradizioni religiose lo guardano con diffidenza e celato sospetto perché il Tantra utilizza l’unione sessuale come il veicolo per l'illuminazione cosmica. Questo lo ha portato a rimanere nascosto e a conservare le sue tecniche segrete per secoli. Le menti controverse di questi detrattori "religiosi" hanno fatto più male delle Inquisizioni Sataniche. La trascendenza tramite il sesso che rende possibile il Tantra non deve essere intesa come una licenza per una sfrenata lussuria sessuale poichè la sua pratica richiede una grande disciplina. Il Tantra trasforma la lussuria in amore. I metodi del Tantra utilizzano l’energia più potente che abbiamo, l'energia sessuale, per penetrare nel reame spirituale. La padronanza della propria energia sessuale è il primo passo per il dominio dell’energia cosmica.

Coraggio e disciplina sono entrambi necessari e indispensabili per sviluppare una prospettiva della sessualità tantrica, a causa delle molte forze che cercano di inibire l’espressione del sesso. L'idea ossessiva occidentale di sopprimere il sesso porta alla creazione di numerosi problemi psicopatologici. L'amore è l'essenza autentica dell'uomo. La civiltà occidentale ha proibito l'espressione dell’amore per condannare la sessualità. L'amore è l'energia sessuale trasformata. Per conoscere l’elementare verità dell’amore, è necessario innanzitutto accettare la divinità del sesso e imparare ad adorarlo attraverso i sensi. Maggiore accettazione del sesso, maggiore libertà di fronte ad esso. La totale accettazione e apertura alle energie naturali porta verso le più sublimi esperienze. Questo è il messaggio del Tantra.

Il Tantra è una via difficile, pur essendo la meta con un ego molto forte. L'uomo di oggi non cerca di capire la sua bellezza, non cerca di scoprire la vera natura del suo essere, non cerca di conoscere se stesso: ciò implica il "mettere il dito sulla piaga". In cambio, preferisce ridurre il tantra, ridicolizzarlo, fino a creare danni con i suoi metodi diretti per ottenere la verità. Tuttavia, il Tantra rimane vero, immutabile, impossibile da offuscare. Lo stesso vale per gli altri metodi che esistono in tutte le parti del pianeta, e che fin dai tempi antichi hanno dimostrato di poter ottenere la vera conoscenza di sé. "Infinite strade portano all’Essere", ma l'ego è ignorante e arrogante, e cerca di manipolare la sua percezione: solo l'ego è capace di trasformare la luce e farla ritornare ombra, come disse Platone, molto saggiamente, nella sua allegoria della caverna.

L’Homo sapiens non è stupido, è solo offuscato. Possiamo dire che egli ha fatto della pigrizia e dell'orgoglio il suo Dio. Preferendo vedere le ombre, si perde la possibilità di gustare la vera bellezza e la perfezione dell’Essere. Le Scritture dicono: "Quando la Shakti danza, la maya avvolge il mondo". Infatti, quando l'energia si muove, nasce la Maya, e con la nascita di Maya, emerge l'ego – strumento indispensabile per muoversi nel mondo – e se così non fosse, al di là di ciò, è diventato il protagonista del nostro vita. Il mondo delle apparenze, dunque, domina l'essere umano con l’auto-inganno e così, le passioni, non possono essere controllate. Pertanto, un maestro tantrico aiuterà il discepolo serio e costante ad emergere vittorioso dal labirinto dell’ego. Ben difficile compito quello del maestro, che si avvarrà di tutta la sua conoscenza e creatività al fine di portare il discepolo nella sua evoluzione.

Senza aspettarsi nulla in cambio, egli rinuncia alla sua illuminazione per prestare il suo aiuto a quegli ego evasivi, resistenti ed esperti nella sublime arte della scusa, che si avvicinano a lui con la speranza di ottenere un miracolo in cambio di nulla, però i miracoli esistono solo per quelli che fermamente credono che tutto è possibile, e che lottano con una fede ferrea per ottenere ciò che vogliono. Il maestro diventa, quindi, un bodhisattva, ed è grazie a questa rinuncia, che egli può trovare la propria illuminazione, "Chi aiuta gli altri, in realtà aiuta se stesso".

Gli antichi abitanti della terra, vivevano in armonia con la natura, perché in realtà l'universo non è un’ eredità avuta dai nostri genitori, ma è un prestito ai nostri figli; gli attuali abitanti della Terra sono dei parassiti, e ciò che è peggio: la stanno distruggendo. Cioè, noi la stiamo distruggendo, perché, senza la Terra, senza l'universo, cosa può esserci per noi, come possiamo riempire le nostre pance?. E questa attitudine autodistruttiva la troviamo perfino nei virus. Guardatevi allo specchio, siate umili e onesti con voi stessi, e ditemi: perché continuare senza affrontare le situazioni che fanno soffrire, e perché stare con persone che non sono convenienti, e perché rifiutarsi di dire basta! nei rapporti o sul luogo di lavoro, e perché rifiutare di essere se-stessi e preferire di fare ciò che dicono gli altri, e perché non cambiare quelle abitudini che vi danneggiano e vi rendono infelici, e perché lasciare che vi accusino, perché rispondere con la violenza alla violenza, mettendovi allo stesso livello, e perché mentire perfino a se stessi, di cosa avete paura… E sicuro che troverete una scusa per evitare di rispondere con umiltà. Quando affronterete con coraggio le vostre scuse, potrete trovare la risposta a questi interrogativi, con vera sincerità, allora e solo allora starete facendo Tantra. Perciò, gli antichi tantrici adottarono il Guru Yoga come il miglior metodo per cui un discepolo, chiamato il guerriero spirituale, possa conoscere il suo vero maestro, il maestro interiore. C'è una sola condizione: volontà di evolversi veramente. Il Guru Yoga, o la stretta relazione tra maestro e discepolo, è il metodo di insegnamento in generale impiegato per il Tantra, e in particolare per gli Shivaiti. 

Il guerriero spirituale è esposto a qualche rischio canalizzando la passione per farla finire più in alto, così da farle oltrepassare la condizione umana. Chi è un adepto del dharma usa il veleno come una medicina, trasgredisce il rigido dogma delle religioni, si espone alle conseguenze karmiche per poter trovare un altro modo di espressione, per ottenere una coscienza equanime ed inalterata, e per saper distruggere tutti i tipi di legami e attaccamenti. Egli entra nel mondo delle ombre per illuminarlo, ciò che distrugge gli altri, aiuta a purificare il tantrico, ciò che rende svuotati gli altri, ricolma di energia il tantrico, ciò che indebolisce e confonde gli altri, dà vigore e lucidità al tantrico. Egli così giunge alla conoscenza di tutti i suoi difetti e li trasmuta negli scopi più elevati: l'amore, l’eroismo, la creatività, la conoscenza di se stessi… Noi ci priviamo di tutto per raggiungere il massimo. Il Tantra è asociale, ma non antisociale. La prima cosa che un tantrico deve fare è di riconoscersi schiavo, di riconoscere quali sono i suoi legami e frantumarli per diventare libero. Quindi, chi ha realizzato la sua vera natura, non può essere soggiogato da nessuna volontà né dogmatica, nè politica nè religiosa. Ma attenzione ad evitare gli equivoci! La libertà non esiste all’esterno, ma è al nostro interno: Fate in modo di trovarla! 
Il Tantra è il culto della femminilità, della Dea, delle donne. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Il Tantra è lo sviluppo della sensibilità, l'esperienza di amare intensamente, senza timore della perdita, completamente fusi con l'amato o l’amata. È il saper trascendere il superficiale e l’apparente, in quanto un tantrico non è mai un collezionista di amori. La donna è la passione stessa, la Shakti, però prima egli deve scoprire se stesso, e poi trovare il suo Shiva interiore, la sua temperanza, il suo maestro, e deve anche riconoscere il suo Shiva esterno – la sua anima-gemella, così da raggiungere l'unità, lo Yoga supremo. Il Tantra sarà di grande aiuto e fondamentale l'assistenza di un maestro tantrico, essenziale per ottenere la liberazione. I tantrici personificano Dio con l'amore e la devozione per poterlo venerare più facilmente. Noi chiamiamo Shiva la parte maschile della coscienza, e Shakti la parte femminile, l’energia, la Dea. Shiva e Shakti, il matrimonio cosmico, formano tutte le dualità emotive che dobbiamo imparare ad unire. Perciò, il tantrico celebra la Shakti in ogni atto della vita, impara ad amarla e venerarla nel dolore e nel piacere, nel profitto e nella perdita, e grazie ad essa produce la Liberazione. L’Essere, Shiva, non è possibile senza Shakti, e senza la Shakti, l’Essere non è in grado di espandersi.

I veri maestri sono "poveri", ma non perché rinunciano al denaro, che è una forma di energia che è necessario saper gestire, ma piuttosto perché sono snobbati dagli ignoranti che rinunciano ad essi. E gli ignoranti sono ignoranti perché amano i loro vincoli, le loro disgrazie, e soprattutto, il mondo delle apparenze e delle vanità illusorie. Dobbiamo imparare a farle finire. Il vero maestro è ricco, è l'uomo più ricco del mondo, perché ha rinunciato a tutto. C.G. Jung disse, "Colui che resiste, persiste". La nostra Via è il sentiero dell’amore, della rinuncia, dell’umiltà e della fiducia, che non nega il dolore e lo sforzo. Concentrate tutte le vostre energie per ottenere ciò che desiderate, non perdete una sola goccia per rinunciare a ciò che volete.

Possiamo dire che il Tantra è un’autentica rivoluzione interna, è spogliarsi di tutte le fedi religiose, le morali, i vincoli, i pregiudizi, ecc. E’ creare lo spazio interno che è necessario per concepire l'infinito e la verità senza tempo. Dal momento in cui la mente si svuota e si adatta a ciò che realmente accade, quando apprendiamo dal nostro interno più profondo, tutto diventa un mantra, che è il tessuto, la base della vita, in cui uno mette tutto e che magicamente assume molte forme diverse di creatività infinita. Il Tantra spezza i tabù, le credenze e i dogmi imposti da qualunque religione.

Per questo esso prevede una ribellione contro la morale sociale e le credenze religiose. Ed è anche l'intelligente osservazione dell’essere umano con tutte le loro contraddizioni, l'ammissione che il corpo è tanto divino quanto l'anima, perché tutto proviene dalla stessa fonte. Così, per trovare Dio, noi non dobbiamo rinunciare al sesso né alla celebrazione di esso, non dobbiamo rinunciare alla vita. Se noi reprimiamo il sesso, lo respingiamo, o lo portiamo verso il suo contrario, la lussuria, questo ci porterà innumerevoli problemi psicologici e spirituali. Invece, dovremmo imparare che la libertà è ben diversa dalla dissolutezza e che il sesso deve essere collegato all’amore, perché è così che si può godere la vita, vivere e imparare. Se non vi è amore nella nostra vita, vi è la paura, che è l’opposto dell’amore, e noi moriremo prima di morire.

Il Dio Shiva ha affermato che il sesso è l'energia fondamentale. Il Tantra la fa sua e la trasforma. Ed inoltre, quando noi amiamo, il passato e il futuro non esiste. L’Amore ci apre all'Infinito, all'eternità della vita. La sessualità è quando abbiamo il sesso nella testa, il pensare sempre ad esso è sessualità. L'esperienza reale è molto diversa. Qualunque cosa, pienamente vissuta, vi porta oltre. Non abbiate paura di nulla! Vivetelo! Quando si sopprime il moto del cuore, si creano esigenze simboliche, e falsi bisogni. Noi siamo pieni di falsi bisogni, per questo non siamo mai soddisfatti. Quando nell'abbraccio i vostri sensi si agitano, come le foglie di un albero, addentratevi in questa sensazione di scuotimento. 
Quando fate l’amore, lo state facendo con la vostra stessa esistenza. La donna è solo una porta, ed anche l'uomo è solo una porta. L'altra persona è solo una porta verso il Tutto.

Quanto più siete sensibili, più sarete vivi! Quanto più siete vivi, molta più vita entrerà nel vostro Essere interiore. Che male c’è nel vostro godere? Cosa c'è di sbagliato nell'essere felici? Se qualcosa di male c’è, è la vostra infelicità, perché la persona infelice porta sempre infelicità intorno a sè. Siate dunque felici!

Il sesso è solo il principio, non la fine. Ma se ci si perde nell'inizio, si perderà anche la fine. Gli ideali non possono far sviluppare le vostre potenzialità, soltanto l'esperienza, la conoscenza della realtà, vi può aiutare. Nell’amore c’è una potenzialità naturale di rinuncia. Rinunciate e sentitelo; estendetelo poi a tutte le dimensioni della vostra vita.

Sessualità, Soggettività ed Energia

La nostra sessualità viene dalla nostra personale storia sessuale, dalle situazioni e dalle esperienze che ci apparivano sessuali durante la nostra crescita. La sessualità fa riferimento alla radice stessa dell'identità di ogni persona. Viviamo in un continuo rito sessuale, un permanente calore derivante dal nostro essere bipedi. Una sessualità il cui scopo principale è il nostro piacere, il rafforzamento dei legami affettivi, l'aumento dell’energia sessuale e della potenzialità di riproduzione.

Secondo l'OMS, "La salute sessuale è l'integrazione degli elementi somatici, emotivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuale, in modo che siano positivamente proficui e che rafforzino la personalità, la comunicazione e l'amore". Il diritto all’informazione sessuale, il diritto al piacere e ad intensificare il godimento della vita sono condizioni essenziali per l'esistenza di quelle relazioni amorose dalla parità di genere, per imparare a risolvere i conflitti, e ad evitare critiche, disprezzo e atteggiamenti evasivi e di difesa. Seguendo il rituale magico degli antichi tantrici, al di là di un piacere senza fine, si trova la loro vera identità universale. Questa è la vera luce che ora li illumina, la vera gioia che rimarrà in loro eternamente e per sempre…

Ricordate sempre: Date allo stesso modo in cui ricevete, perciò, date al vostro partner quello che vi piacerebbe ricevere. Compiacetelo, o compiacetela, se volete essere accontentati. Se avete troppa fretta di arrivare alla fine, perderete la gloria del principio, e l'emozione del durante finirà presto. E' assurdo voler terminare quando c'è il piacere, avere fretta quando si sta godendo.

Il sesso libero e il libero amore sono cose completamente diverse. Il sesso libero ha paura dell'amore e di amare, anzi reprime l’amore. Con il persistere dei timori, si creano dipendenze affettive, che poi sono violentemente rotte, con grande amarezza e rancori, senza saper perdonare, quando il rapporto si conclude. L'amore libero è di per sé cosciente, puro, senza dipendenze, senza condizionamenti o attaccamento e, quando la relazione finisce, l'amore continua. L'amore libero è solo per coloro che cercano la vera coscienza, l’emancipazione, la luce, la conoscenza, la libertà. E' per i coraggiosi.

Se l'amore è vero, non potrete mai soffrire. Soffrirete solo se vi innamorerete con il vostro possessivo ego che crede di possedere qualcosa che non appartiene a lui. Le persone non sono oggetti da dover possedere. Esse non appartengono a nessuno, ma solo a Dio, ed anch’io non appartengo a nessuno, se non a Dio. Quando si impara ad amare senza possesso, in quel giorno si cresce e ci si libera dalla sofferenza causata da una perdita che è reale solo nel vostro orgoglio. È umanamente comprensibile che quando si è innamorati, se il vostro partner vi lascia, vi fa male. Ma ricordate, voi non siete il suo proprietario e non potete trattenerlo. Se davvero vi ama, non potrà mai abbandonarvi e se vi lascia è perché non vi ama realmente. Evolvetevi, perché volete al vostro fianco qualcuno che non vi ama?

Una volta che il rapporto è finito, la lezione appresa e il karma soddisfatto, la coppia dovrebbe essere sciolta, ma resterà sempre qualcosa di bello che non potrà mai cancellarsi, anche se non è l’ego che potrà mai possederlo o cancellarlo. Il karma sarà la vostra benedizione…, ricevetelo, unitevi, e vi sarà sempre un perpetuo godimento. In esso si trova l'illuminazione. Volate!

Aliberth