Il Tantra richiede di rompere gli schemi.

Un aspetto sui cui non si riflette abbastanza e' la richiesta della Via tantrica di rompere gli schemi, di superare le paure, di seppellire i giudizi, di andare oltre il moralismo, di travalicare il falso sentimentalismo, di osservare i luoghi comuni beceri, di scavalcare il benpensante, di distruggere i formalismi, andare oltre la rigidita' del nostro carattere, osservare la realta' da punti di vista inusuali.

Non che questo sia facile o semplice , in realta' siamo pieni di regole, di formalismi, di mentalismo intellettivo, ma e' cio' che ci richiede la Via Tantrica, e NON possiamo chiamarci tantrici, se prima non abbiamo affrontato questo tema FONDAMENTALE del Tantra su cui molti maestri tantrici hanno lavorato.

Quando il Tantra ci propone di meditare in unione sessuale tra una Donna e Un Uomo in Maithuna siamo tutti d'accordo e ci attira molto, ma il Tantra invece richiede anche una riorganizzazione interiore che vada oltre il moralismo bigotto, oltre il formalismo. Infatti non puoi realmente meditare tra uomo e donna se sei pieno di schematismi. Puoi solo fingere.

Se qualcuno vuole vie piene di puritanesimo, di regole, di formalismi, si puo' rivolgere ad altre vie spirituali, come i Veda Induisti per esempio, dove potra' trovare regole di tutti i generi.

I Maestri tantrici hanno sempre molto lavorato su questo con i propri allievi. Questo e' il significato di molte pratiche difficili, a volte anche terrifiche, e quindi poco comprese del Tantra. 
Rompere lo schema rigido della nostra mente benpensante moralista rigidamente ancorata a visioni puritane che ci sono state tramandante dalle istituzioni che vogliono imbrigliare la nostra liberta'.

Un aforisma antico recita

“….Egli può toccare membri di tutte le caste senza difficoltà, e non c'è nulla che non può consumare, perché la sua mente non concepisce distinzioni. Il suo perizoma e’ multicolore, egli si adorna con tintura di argilla di vari colori e, raccolti fiori in un cimitero, se li mette fra i capelli….” – Hevajra Tantra

Chi di noi raccoglierebbe i fiori da una tomba per adornarsi i capelli? Un tantrico non c'e' nulla che non possa consumare.
Perche' i maestri antichi portavano i praticanti a meditare nei campi di cremazione tra ossa fumanti?

“…Uno deve svolgere questo raduno o puja in un cimitero, in una cava, in una città fantasma, in un luogo solitario. Deve sistemare gli scranni nel numero di 9 fatti di cadaveri, di pelli di tigre ed i panni presi da un cimitero….” – Hevajra Tantra

Alcune pratiche erano anche terrifiche, i praticanti erano portati nei campi crematori venivano fatti meditare a cavalcioni dei cadaveri. Rottura degli schemi, travalicamento del moralismo, scavalcamento del disgusto, superamento del falso sentimentalismo.

Un altro aforisma tantrico antico infatti recita :

“…L’allievo meritorio deve presentare al maestro un teschio intero riempito di vino e fatto omaggio, bere. Egli deve tenere il teschio fra le proprie mani congiunte nella figura del loto, e offrirlo con le mani nella stessa posizione, mentre gli altri yogin fanno anche essi omaggio di obbidienza…” Hevajra Tantra

Bere nella coppa di un teschio dove spesso i teschi erano ricavati da crani di maestri che erano vissuti precedentemente.

O facevi questo oppure ti scontravi con tutti i tuoi schemi , le tue barriere di carattere, con tutti i tuoi moralismi. "….Mio dio proprio i fiori nei capelli da un cimitero questo proprio assolutamente no !!!!…. E i Maestri stavano ad osservare i tuoi comportamenti, le tue reazioni, i tuoi disgusti, per vedere se effettivamente avevi rotto lo schema nei fatti o solo a parole.

E ma questo non lo possono fare tutti. Infatti il Tantra e' una via aperta a tutti, ma che non da tutti puo' essere attraversata. 
Ora nei percorsi tantrici moderni non si arriva ad estremi come in antichita', ma cio' non toglie che la ROTTURA DELLO SCHEMA rimane un tema assolutamente fondamentale nella Via Tantrica della Mano sinistra, perche' senza rottura dello schema non puo' esserci vera e autentica liberta' e senza liberta' interiore sei fuori dalla Via Tantrica.

Jose'&Resya – Tantralove

La sessualita’ c’entra con il Tantra?

E’ una domanda che sentiamo ricorrere spesso. A cui sentiamo dare risposte di vario tipo. Proviamo a comunicare la nostra visione in funzione alla nostra approfondita conoscenza della Via Tantrica, anche perche’ ci sembra una questione importante.

Solitamente osserviamo un oscillare tra gli estremi, la sessualita’ non c’entra assolutamente nulla con il Tantra, La sessualita’ e’ fondamentale nel Tantra. In realta’ la risposta e’ nel mezzo.

Il primo aspetto che possiamo dire che all’interno della Via del Tantra della mano Destra o Tantra Bianco la sessualita’ condivisa incarnata non e’ contemplata come strumento. Altre sono le pratiche a cui il Tantra Bianco pone maggiore attenzione e sono incentrate su aspetti simbolici e metafisici, e quindi mai calati nella realta’ vissuta nell’esperienza.

Invece nella Via del Tantra della Mano Sinistra o Tantra Rosso, la sessualita’ puo’ invece essere contemplata e prevista come strumento di crescita e di conoscenza del se’. Quindi troviamo il primo bivio: nel Tantra Bianco la sessualita’ condivisa non e’ prevista, nel Tantra Rosso si.

“…In piedi! Donna regale ! Pronta ad offrire vino, carne, e piacere dei sensi. Quando conosci lo stato supremo tutto si riunisce al cuore della non dualità. Quando celebri in compagnia degli altri Tantrika glorifichi la Via della Mano Sinistra…” – Lallaśvarī – Maestra Tantrica XII sec

Quindi la prima risposta a un tale quesito e’ a quale linea filosofica del Tantra ti stai riferendo? Via Destra o la Via Sinistra?

Ma anche se nella Via della Mano Sinistra la Sessualita’ Sacra e’ uno degli strumenti che e’ possibile utilizzare come pratica, cio’ agita molto le menti di noi occidentali degli anni 2000, pieni come siamo di giudizi rispetto alla sessualita’, che abbiamo assorbito gli schemi pregiudizievoli cattolici del peccato da almeno un paio di millenni. 
E allora vediamo sorgere risposte molto giudicanti e piene di pregiudizio, risposte che non fanno altro che includere i nostri giudizi personali e le nostre visioni distorte e limitate come occidentali.

Un conto sono i nostri giudizi personali, un conto e’ cio’ che veicola il Tantra.

Non va bene, e’ disdicevole, inopportuno, peccaminoso, negativo, manipolatorio. Risposte che criticano anche le scuole tantriche della Via della Mano Sinistra che includono come strumento di crescita anche la sessualita’. Nel Tantra Rosso l’uomo non e’ spezzato energeticamente in due, tra sopra e sotto, tra alto e basso, tra immanenza e trascendenza.

Nei testi tantrici antichi del Tantra della Via della Mano Sinistra nessun giudizio viene veicolato rispetto l’utilizzo della sessualita’ come pratica, essendo la via tantrica rossa assente a ogni giudizio, perche’ e’ una via di Liberazione. 

Infatti come potremmo liberarci dagli schemi restrittivi in un Via piena di Giudizio, sensi di colpa e di regole? 

Nella Via della Mano Sinistra possono essere state trasmesse delle indicazioni, o dei suggerimenti, possono essere stati veicolati dei rituali o pratiche specifiche, vengono suggerite indicazioni su come attraversare nel miglior modo le pratiche, ma non certamente viene indicata una stigmatizzazione negativa della sessualita’ sacra come energia inopportuna alla crescita del se’.

“…L’uomo vede la donna come una Dea. La donna vede l’uomo come un Dio. Attraverso l’unione dello Scettro di Diamante e del Fiore del Loto loro dovrebbero compiere offerte uno all’altro. Non c’e’ alcuna adorazione oltre a questa…” – Candamaharosana Tantra

La sessualita’ rappresenta quindi nel Tantra Rosso uno degli strumenti trasmutativi piu’ potenti, perche’ non passa dalla mente dualizzante. 
La Sessualita’ risiede negli istinti, nel cervello della pancia, nel corpo e nel corpo risiede una intelligenza naturale e diretta e soprattutto risiede una conoscenza archetipica che integra e non divide il nostro essere. Di due ne fa uno.

“….Così il corpo giova vederlo pieno di tutti i cammini, variegato dal vario operare del tempo, sede di tutti i moti del tempo e dello spazio. Il corpo, così veduto, e dentro di sé naturato di tutte le divinità, dev’essere quindi oggetto di contemplazione, di adorazione e di riti di soddisfazione. Chi penetra in esso, trova la liberazione…..” – Abhinavagupta maestro tantrico XI sec.

Anche la sessualita’ piu’ mondana, senza grandi fini evolutivi e inconsapevole, per il solo motivo di attraversarla, anche inconsciamente, genera comunque, anche nelle persone inconsapevoli, dei semi di crescita personale. Tanto piu’ quando la sessualita’ e’ veicolata con presenza in un momento di crescita e di interazione estatica, un momento di riunificazione tra corpo, emozioni, spirito e mente.  Tutto ciò che riavvicina ed armonizza sessualità e spiritualità e non danneggia il corpo e la mente, ma piuttosto li fa stare meglio va sempre bene.

Certo meglio che sia una sessualita’ priva di brama, priva di ossessioni, priva di dipendenza, una sessualita’ che non ruba all’altro qualcosa, che non usa l’altro come mero strumento manipolatorio, non un semplice strofinio meccanico di organi genitali, che non riduce ad un oggetto l’altro, priva di dominio e controllo sull’altro, ma che diventa momento di condivisione sacra di unione tra Shiva e Shakti.

È giusto rifiutare la sessualità volgare, mercificata, violenta, abbrutita e lontana dalla spiritualità.
La sessualità separata dalla spiritualità perde il suo punto di forza, che è l’energia divina e sacra che pervade ogni corpo vivente. Però chi parla di spiritualità e nega la fisicità va contro la natura creatrice della vita stessa.

Il campo della sessualita’ e’ un campo delicato, perche’ dobbiamo sempre chiederci se la visione che abbiamo della sessualita’ all’interno dei rituali sia vista da noi stessi come negativa, manipolatoria, disdicevole per qualche nostro irrisolto o qualche trauma con il campo energetico dell’energia sessuale. Se non siamo liberi dal giudizio, integrare la sessualita’ in un percorso di crescita sara’ complesso, perche’ la proiezione e il pregiudizio saranno sempre in agguato.

La Sacra unione sessuale tra un maschile e un femminile puo’ portarci in campi estatici trascendenti difficilmente tangibili con altre pratiche, oppure tangibili con grossa difficolta’ o con anni di pratica. La Sessualita’ Sacra rappresenta quindi la possibilita’ di un accesso diretto, non mediato, con la Trascendenza.

“….La Shakty consiste nel piacere della yoni; Il supremo Shiva e’ il Lingam; la destrezza della loro congiunzione e’ causa del piacere del mondo..…” – Sahajayoginicinta Tantra

Infatti la donna nel Tantra viene vista come ponte tra la immanenza e quindi la sessualita’ fisica e la trascendenza, la spiritualita’.  Nel Tantra si dice che Shiva è incapace senza Shakti e Shakti è la sacerdotessa.
Perciò, quando si pratica la Sessualita’ Sacra, l’uomo deve avere una attitudine assolutamente tantrica nei confronti della donna.  Prolungando la durata del culmine dell’estasi sessuale, i Tantrici del passato, hanno scoperto che l’atto sessuale poteva essere utilizzato per esplorare differenti stati di coscienza, ma anche per approfondire l’intimità fra due amanti.

Occorre pero’ non cadere nel tranello nel vedere la Sessualita’ come unico strumento del Tantra Rosso. La Sessualita’ Sacra e’ solo UNO dei molteplici degli strumenti, assieme ad altri (che possono anche non includere la sessualita’), perche’ ampie e numerose sono le pratiche utilizzate dal Tantra. Ricordiamo che ‘e sempre l’integrazione delle sette energie che ci compongono e non di una sola. L’esplorazione dell’energia dei sette chackra. Energia Trascendente, energia meditativa, energia espressiva, energia affettiva, energia radiante, energia emozionale ed energia sessuale.

La Sessualita’ Sacra non puo’ essere fonte di critica dall’esterno, perche’ solo chi interagisce nel rituale puo’ sapere e comprendere le reali energie in gioco e i processi trasmutativi in atto, il resto e’ solo giudizio dell’ego. Tutto cio’ che viene giudicato dall’esterno, attraverso la mente dualizzante, e’ appunto solo pregiudizio superficiale gratuito.

Il Sesso Sacro va a toccare corde energetiche che possono essere fatte vibrare al meglio solo con la Sessualita’. La Sessualita’ coinvolge tutti i chacra, tutti i nostri centri energetici, ed e’ l’unica energia a permettere cio’. Altre pratiche interessano prevalentemente un chackra alla volta, ma non sono cosi’ potenzialmente trasmutative. 

Quindi il tantra ci ricorda di vivere  la sessualità con la pienezza dei sensi sottili che hai sviluppato, di gioire di essa nella pienezza dei sensi,  profumi, gusto, visione e del tocco, annegati nel “qui ed ora” del piacere intenso che essa ti arreca, e al tempo stesso ricorda che il “samadhi” , l’estasi che provi  non è che l’anticipazione pallida di un ben più alto samadhi che ti attende: la fusione con Dio

Jose’&Resya – TantraLove