Homo universalis, l’evoluzione della coscienza

Homo universalis, l'evoluzione della coscienza

L'umanità è di fronte a cambiamenti evolutivi mai accaduti in precedenza. E' stupefacente come da una profezia maya ci giunga l'indicazione della fine del mondo che conosciamo e dell'inizio di un nuovo mondo nel 2012. Questa data corrisponde alle predizioni di collasso o cambiamento sociale e ambientale diffuse ormai in tutto il mondo. Partiamo dall'ipotesi che queste profezie contengano una certa verità. Quale visione del futuro, di un mondo nuovo, potremmo alimentare perché questa visione faccia da attrattore per ciò che ci attende al termine di questa transizione critica?

La visione del futuro di Barbara Marx Hubbard nasce dallo stupore davanti al mistero del nostro passato, di 14 milioni di anni di stupefacente evoluzione e di creazione ed espansione dell'universo fino al momento attuale e oltre. E' meraviglioso vedere come il "niente" sia diventato tutto quello che è stato, che è e che sarà. La forza, l'intelligenza o il processo che ha prodotto questo universo sono ancora attivi dentro di noi. Noi siamo l'universo in persona. Siamo manifestazioni del suo mistero. Siamo il cosmo che prende coscienza di se stesso e tenta di capire le proprie origini, la propria nascita, la propria direzione e come partecipare consciamente al processo della creazione.

Stiamo ricevendo indicazioni su questa partecipazione conscia all'evoluzione e stiamo imparando dal nostro passato. Come ha fatto la natura ad evolvere dalle particelle subatomiche sino a noi? Osservando la storia della creazione, dalla prima scintilla fino all'attuale umanità, scopriamo un modello ricorrente di sempre maggiore complessità che produce una sempre maggiore coscienza e libertà. Dall'atomo alla molecola, alla cellula, agli animali, agli uomini, al Buddha, al Cristo e tanti altri, al noi che in questo preciso momento siamo sulla soglia di una "de-voluzione" o di una trasformazione. La "freccia dell'evoluzione", come la definisce John Stewart, indica una progressione verso sistemi globali sempre più inclusivi mediante il rafforzamento della cooperazione e della sinergia, salto quantico dopo salto quantico. Questa è la base della nostra speranza in un futuro incommensurabile e in continua evoluzione.
Ma notiamo anche che ogni trasformazione è preceduta da una crisi.

I problemi sono "driver evolutivi". La pressione sempre più forte può portare alla de-voluzione e all'estinzione, oppure all'evoluzione e alla trasformazione. Per questo il 2012 potrà essere per molti un cataclisma e uno shock. Osserviamo anche che l'evoluzione crea novità radicali: la vita dalla pre-vita, gli uomini dagli animali. E' possibile che dall'umanità attuale possa nascere un uomo nuovo, una nuova specie? Conosciamo la sequenza Homo abilis, Homo erectus, Uomo di Neanderthal, Homo sapiens e Homo sapiens sapiens. Perché la sequenza dovrebbe fermarsi qui? E' possibile che una nuova specie sia stata in gestazione nell'utero della coscienza, dando nascita ai grandi avatar, ai mistici e ai visionari per migliaia di anni e che oggi, sollecitato dalla crisi, l'uomo nuovo sia già nato in milioni di noi? E' già stato chiamato Homo progressivus (Teilhard de Chardin), Uomo gnostico (Sri Aurobindo), Homo sapiens sapiens sapiens (Peter Russell), Homo noeticus (John White) e Homo universalis (Barbara Marx Hubbard). E' quindi possibile che il grande cambiamento annunciato dalla profezia sia l'emersione dell'uomo universale, o comunque vogliate chiamarlo, come "nuova norma". E forse il punto critico sarà proprio il 2012.

E' innegabile che ci stiamo avvicinando alla fine della nostra sostenibilità e forse della nostra stessa sopravvivenza in questa attuale fase di coscienza egoica. Stiamo diventando "mutanti egoici", secondo la definizione di Alan Lithman, perché abbiamo acquistato poteri che un tempo si attribuivano agli dèi, ma siamo rimasti al livello di coscienza dei nostri progenitori.

Se proviamo a immaginare come saremo nel futuro, o già nel 2012, ovviamente a patto di non autodistruggerci prima, vediamo un'umanità matura che applica una coscienza matura, capacità e tecnologie evolutive, a obiettivi favorevoli alla vita. Sarà questa la trasformazione quantica della specie umana.

Tutte le principali tradizioni spirituali sono nate molto prima che scoprissimo il processo evolutivo, l'esistenza di miliardi di galassie e il fatto che la Terra non è al centro dell'universo, ma un piccolo pianeta che ruota attorno a un Sole in un universo multidimensionale di imponente mistero. Sono nate anche molto prima che avessimo il potere di provocare la nostra estinzione o la nostra trasformazione, molto prima dell'avvento dell'evoluzione conscia attraverso la quale in questo momento siamo chiamati a difendere la vita sulla terra. Questo evento è qualcosa di nuovo.
Secondo la visione della Hubbard, il primo elemento della nuova umanità è che dall'Homo sapiens sta nascendo, in molti di noi, un uomo universale che alla fine sarà diverso da noi quanto noi siamo diversi dal Neanderthal.
Questo uomo universale nascerà in ogni etnia, ogni nazione, religione o cultura. Alcune sue caratteristiche sono già evidenti. L'uomo universale si sente collegato, attraverso il cuore, alla totalità della vita ed è interiormente risvegliato alla passione e al desiderio amorevole di esprimere la propria creatività per il bene di se stesso e degli altri. Per questo uomo emergente, il velo tra le dimensioni della realtà si sta assottigliando. Stiamo diventando esseri multidimensionali, con una realtà più espansa e con esperienze di vetta, e riceviamo guida e manifestazioni dall'alto per incanalare la nostra evoluzione. L'uomo universale sta sviluppando una coscienza evolutiva e una spiritualità evolutiva che ci trasformeranno in un organismo cosmico globale, fondato scientificamente e spiritualmente sulla consapevolezza. Mentre le donne hanno meno figli e vivono più a lungo, stanno passando dalla procreazione alla co-creazione, dall'autoriproduzione all'autoevoluzione attraverso la scoperta dello scopo vitale e dell'espressione creativa, dando vita all'autentico sé femminile e alla sua espressione nel mondo. Anche gli uomini, in modo loro proprio, stanno sperimentando la stessa evoluzione interiore. Partecipiamo tutti a quella che Jung chiamava la continua incarnazione del Sé. Il Sé che era stato proiettato sugli dèi sta ritornando a noi sotto forma del nostro stesso potenziale evolutivo.

venerdì 11 marzo 2011

Barbara Marx Hubbard

L’attualità del 2012

Ci sono pochi argomenti che, nati dai movimenti alternativi, hanno avuto un impatto cosi importante sulla società in generale. Da una riflessione riservata all’ambiente dei conoscitori del Messico, come era negli anni 90, oramai è di dominio pubblico.

Tante cose si dicono oggi su ciò che dovrebbe succedere nel 2012. Tanto che oggi ci sono articoli dedicati all’argomento su riviste di larga diffusione.

Sfortunatamente, diffusione fa rima sovente con disinformazione. Dalla riflessione iniziale, profonda e arricchente quale era, eccola trasformata sovente in idea semplicistica che veicola un vecchio riflesso di paura.
Sorpreso dall’interesse del pubblico sull’argomento, un editore italiano mi diceva cinque anni fa che si trattava solo di un effetto della moda. Giocoforza bisogna constatare che si tratta di un’ondata di fondo che sta solo iniziando.
Il 13 novembre 2009 uscirà in prima assoluta negli Stati Uniti un film intitolato 2012. Si tratta di un film sensazionale che descrive gli avvenimenti nel modo più drammatico che si possa immaginare…

Perché il 21 dicembre 2012?

Il calendario Maya è composto da anni di 360 giorni (tun). 400 anni formano un baktun, cioè 144.000 giorni. Il calendario maya comprende 13 baktun in totale. Poiché la fine del mondo precedente è stata fissata dai Maya all’11 agosto 3114 a.C., il calendario ciclico riprenderà il 21 dicembre 2012.
Questa iscrizione primordiale e mezza cancellata, del monumento n. 6 del sito di El Tortuguero in Messico, indica che alla fine del 13° baktun, il dio Bolon Yokte scenderà sulla terra. Questo Dio è sovente rappresentato come il Dio del conflitto, della guerra e dei mondi inferiori. Non è dunque di distruzione che si tratta, ma della discesa di un Dio. Come nel caso di altre civiltà antiche, bisogna tradurre “discesa” con un cambiamento di atteggiamento dell’umanità.

Le origini

Per capire meglio, bisogna mettere questo movimento in un contesto più generale. Dalla nascita delle grandi religioni attuali, la nozione di “fine dei tempi” è una costante. Questo pensiero escatologico si è sviluppato molto in seno al cristianesimo. Basta leggere il vangelo di Luca per convincersene: “ve lo dico: questa generazione non passerà senza che tutto ciò accada” (1). Gli apostoli stessi erano convinti che sarebbero stati testimoni del ritorno del Cristo. Giovanni non dice forse: “ se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?” (2).

Poi, c’è stata la paura dell’anno 1000 in cui numerosi pensavano che il mondo stava arrivando alla fine. Questo timore arrivava dalla lettura dell’Apocalisse di San Giovanni: “ poi vidi scendere dal cielo un angelo che aveva le chiavi dell’abisso e una grande catena in mano. Afferrò il dragone, l’antico serpente, che è il diavolo e Satana, e lo legò per mille anni. Lo getto nell’abisso, chiuse e sigillò l’ingresso al di sopra di lui, in modo che non seducesse più le nazioni, fino a che i mille anni non passino. (…) quando i mille anni saranno passati, Satana sarà liberato dalla sua prigione. Uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra. “ (3)

In un altro ordine di idee,ricordiamoci della paura che si viveva alla vigilia dell’anno 2000. Comunque, da una ventina d’anni questo fenomeno si sta accelerando. Ci sono sempre più regolarmente degli annunci di date di sconvolgimenti. Tutti questi movimenti hanno in comune l’annuncio di una scadenza al di là della quale niente sarà più come prima. Sul dopo-scandenza regna sempre un flusso che lascia sovente la porta aperta a tutte le paure inconsce.

La fine del mondo?

Le informazioni più disparate circolano sui giornali, su certi libri e su Internet. Come non restare sorpresi dal numero di cose a volte contraddittorie che possono dirsi qua e là. È ben difficile orientarsi in un tale ammasso di informazioni.

Che cosa rientra nel possibile e cosa invece rientra più nell’immaginario di autori privi di pubblico? La prima cosa che non bisogna perdere di vista nel momento in cui si affronta un tale argomento, è il buon senso. Questo buon senso profondo, terreno che è una vera bussola per capire la situazione. Le cose vere sono sovente semplici e facili da capire.

Quanti annunci di grandi sconvolgimenti climatici, di terremoti, di cataclismi di ogni genere sentiamo? La terra, come tutto ciò che esiste, ha conosciuto un inizio e quindi conoscerà una fine. Nutrire questo genere di idee, è alimentare un serbatoio di paure. Questo catastrofismo, non è forse la leva di cui si servono la maggior parte dei governi per far esplodere le guerre e limitare le libertà? È verso questo modo di funzionare che dobbiamo andare?

Questo meccanismo è abbastanza classico attraverso tutta la storia. Bisogna riprodurre questa famosa paura dell’anno 1000 in cui dei predicatori passavano in rassegna le campagne predicando il pentimento? Sono stupito dal pessimismo delle teorie avanzate intorno al 2012. 2000 anni fa, un uomo ripeteva a chi desiderava ascoltarlo: “ uomini di poca fede” (4). Questo discorso non ha fatto una piega.

I discendenti dei Maya stessi lo dicono, non si tratta della fine del mondo, ma della fine di un mondo. Sono dei modelli di pensiero, dei vecchi riflessi che sono in corso di cambiamento. Ne va dell’umanità e di noi stessi , le trasformazioni hanno bisogno di tempo per maturare. Un cambiamento rapido e brutale non servirebbe a nessuno.

L’esigenza di coerenza con il nostro impegno interiore, ci rende portatori di speranza. Portatori non solo attraverso la parola, ma anche attraverso atti concreti. Partecipare, accompagnare il cambiamento, e anche a volte precederlo.

Quale cambiamento ci attende?

La stele Maya del sito di El Tortuguero rivela che il Dio Bolon Yokte “scenderà” sulla terra. Al di là del nome impronunciabile, si sanno poche cose sul suo conto. Ritroviamo in lui le caratteristiche della dea egizia Sekhmet che, secondo la tradizione sarebbe anche lei discesa sulla terra. Lei condivide con Bolon Yokte le caratteristiche di Divinità, della guerra e dei mondi inferiori.
 Bisogna capire che i “mondi inferiori” dell’epoca, non sono gli inferi di cui potremmo avere la visione noi oggi. Sono a immagine dei nostri propri demoni interiori.
 La venuta di Sekhmet sulla terra, significava lo scatenamento delle passioni, la liberazione delle forze interiori. È un caso se il suo nome è diventato sinonimo di terapeuta durante il medio impero? I suoi sacerdoti padroneggiavano le arti della terapia…
 Anche se questo oggi può sembrare sorprendente, la guerra, presso i Maya, come tra gli Egizi, era soprattutto un mezzo per risolvere i conflitti, i disaccordi. Come nella malattia, Sekhmet è stata inviata sulla terra per far scoppiare un ascesso.

Si ritrova questo concetto nell’India antica che parla di Kali Yuga (5) per descrivere l’epoca attuale. Kali Yuga si traduce con epoca di kali, la nera, o ancora con epoca del vizio. Kali rappresenta uno di quattro aspetti della madre divina, quello della distruzione per la ricostruzione. Le passioni sono lasciate libere per permetterci di ritrovare la nostra natura essenziale. I valori morali sono rimessi in questione per far nascere dei nuovi principi basati più sull’esperienza che sulla credenza. Kali e Sekhmet sono tutte e due associate alla fase delle mestruazioni nel ciclo mestruale: una fase necessaria per permettere un rinnovo interiore.

È ciò che gli Egizi hanno immaginato con il passaggio dalla natura passionale di Sekhmet con la testa da leone, alla serenità della sfinge che senza negare il suo corpo da leone, ha posato sopra la testa di un uomo.

Il punto in comune che si trova nei racconti apocalittici è la descrizione di uno stato di confusione che regna all’approssimarsi del cambiamento. Confusione in cui si mescolano ogni genere di informazioni. Non è ciò che si osserva già oggi? I canali di informazione si sono moltiplicati: internet, televisione, cinema, telefono. Offrono una cassa di risonanza a tutti coloro che hanno sete di sensazionalismo, o che agiscono in preda alla paura. Informazioni disparate si accumulano e ci invitano sempre più a esercitare il nostro discernimento. Non si tratta di rinnegare tutto, ma di riconoscere ciò che ci fa veramente crescere.

Sta a noi saper ritornare al cuore di noi stessi per poter “sentire” il segnale silenzioso. Quello che ci permette di sapere se una affermazione risuona in noi o no. Il Cristo riassume questo concetto con una parabola: “ i ladri e i briganti sono venuti, ma le pecore non li hanno ascoltati. (…) il buon Pastore conosce le sue pecore, esse riconosceranno la sua voce.” (6)

Quando accadrà questo?

La stessa domanda veniva posta al Cristo 2000 anni fa dagli apostoli stessi. Ecco ciò che Lui risponde: “guardate il fico e tutti gli altri alberi. Appena iniziano a germogliare voi non dovete fare altro che osservarli per capire che l’estate è vicina. Allo stesso modo, anche voi, appena vedrete che ciò accade, saprete che il regno di Dio è vicino. “ (7)

Quali sono i germogli? Credo che i primi innegabili germogli non siano altro che noi stessi… Da 20 anni il numero di gente in ricerca è considerevolmente aumentato. Lo sviluppo delle medicine alternative è senza precedenti. La crescita del numero di libri, e di riviste dedicate allo sviluppo personale è esponenziale, portando i libri spirituali alla portata di tutti.

Negli anni 80, eravamo poco numerosi a leggere dei libri che all’epoca erano denominati “esoterici”. Erano diffusi da un pugno di piccoli editori e erano sovente relegati a un piccolo scaffale nelle librerie. Oggi le cose si sono evolute. Ciò che cambia anche, è che questo movimento, all’ora limitato essenzialmente al dominio spirituale, prende una dimensione sociale, politica. Una azione concreta è in corso.

Il messaggio è chiaro: i segni sono sotto i nostri occhi, un nuovo mondo sta nascendo. Allo stesso modo, invece di interpretare gli sconvolgimenti cosmici o storici come segni precursori di una catastrofe, il Cristo vi discerne al contrario l’annuncio di un avvenire. Un rinnovamento si è già innescato in modo irreversibile ed è già iniziato.

Dietro la parabola del fico si nasconde anche un’altra lettura. Gli alberi sono un punto di riferimento stupefacente. Seguono in diretta la pulsazione del cuore della nostra umanità e ci danno informazioni sullo stato di avanzamento del cambiamento che ne segue. Da 25 anni lavoro nel campo della percezione sottile, mi sento di affermare che anno dopo anno, la qualità energetica degli alberi evolve. Sono un indicatore molto preciso del cambiamento della terra.

Se crediamo alle tradizioni antiche, sciamaniche, le cose sono seguite da molto vicino al livello del cuore dell’umanità, cioè dal sole centrale al centro della terra. Colui che è stato chiamato “re del mondo” (8) nel buddhismo tibetano o ancora “Mahatma della terra”.

Come prepararsi?

In un’epoca in cui è così facile dibattere di idee e concetti, è più che mai importante relegarsi alla terra. È sprofondando le radici nel cuore di questa che è possibile collegarsi all’umanità come a un tutto. Questa sensazione da una forza poco comune, perché diventa evidente che non siamo più gocce isolate che da sole non possono fare niente. Anzi, al contrario, diventiamo la goccia che sa di appartenere all’oceano intero. Diventiamo parte ricevente dell’evoluzione dell’umanità stessa.

Per aiutare questa presa di contatto, ecco una meditazione semplice ispirata da quelle che praticavano gli egizi al tempo del faraone Akhenaton

Si tratta di sedersi e di prendere contatto con il suolo, di sentire le proprie radici sprofondare nel suolo e a mettersi in contatto con la terra e di richiamare la sua presenza vibrante al centro del nostro petto.

Lentamente e con fluidità, spostate la vostra coscienza al centro della terra fino a che non vi identificherete con il centro stesso della terra. Dopo un po’ di impregnazione del nostro amore, la presenza del cuore della terra si confonderà con la presenza del nostro cuore. Il nostro cuore diventerà il cuore della terra, e il cuore della terra il nostro. In questo momento di comunione intensa, le informazioni sul futuro del nostro pianeta si impregneranno in noi. Non sarà per forza cosciente, ma ci sarà un legame che poco a poco si tesserà tra la terra e noi stessi e che permetterà al nostro lavoro di inscriversi in uno schema globale dell’umanità.

Poi la nostra coscienza potrà fare il cammino inverso facendo ritornare la coscienza della terra nel suo insieme al livello del cuore. Poi ringraziarla per l’esperienza vissuta.

Esiste un meccanismo a cui poche persone danno importanza. Ogni notte, che lo vogliamo o no, noi riportiamo alla nostra coscienza molte informazioni. Alcuni sogni ci segnano molto e ci danno delle indicazioni precise sul nostro ruolo in seno al “grande piano”. Attraverso dei tocchi successivi il linguaggio dei sogni ci indica il cammino da prendere e ci prepara al ruolo che avremo, per quanto umile esso sia

A mo’ di conclusione

In questi tempi di cambiamento, credo che abbiamo una responsabilità particolare. Se i nostri ideali non si riflettono in una azione concreta, quale discorso possiamo fare? Le parole sono vane se non sono accompagnate dai fatti. La malattia di cui soffriamo oggi come umanità è quella di non andare fino in fondo alle nostre idee. Noi iniziamo una riflessione senza arrivare fino alle sue conseguenze. Per paura, per sentimento di colpa, noi tratteniamo la forza di ciò che batte nel nostro petto.

Se abbiamo iniziato un reale percorso interiore, la prima domanda da farci è di sapere come aiutare il meccanismo di cambiamento che è in atto. È un reale risveglio delle coscienze che dobbiamo accompagnare. Perché ciò sia possibile, non dimentichiamo il vecchio proverbio: “il primo prossimo è se stesso”.
 La vita ci chiede più che mai di cominciare a cambiare noi stessi, ciò che desidereremmo veder evolvere nell’altro. Gandhi diceva molto giustamente a proposito: “siate il cambiamento che volete vedere nel mondo”.
 Il ruolo delle forze separatiste che noi viviamo oggi e quello di dividere per insegnarci l’importanza della coerenza interiore. Ci inducono a mentire, a mentire a noi stessi per insegnarci la forza della verità interiore.

È ciò che all’incirca diceva il profeta Maometto a un suo discepolo parlando del tempo della fine (10).

Sapere che la terra si avvicina a una fase di mutamento non deve farci perdere l’istante presente. Al contrario, questo dà un’altra intensità allo sguardo che possiamo avere sulla realtà. Questo permette di porci la domanda di chi ci fa vivere e respirare. Una presenza in ogni istante della vita che ci permette di essere di volta in volta attori e spettatori.

 Bernard Rouch

 

Evoluzione Planetaria

                                                        

Ci si potrebbe chiedere cosa c'entra il Tantra nell'evoluzione planetaria.

In realta' antichi scritti e testi indicano che  il Tantra sia anche uno strumento donato dagli antichi mistici per aiutare gli uomini e le donne a transitare psicologicamente e spiritualmente nel difficile periodo  della fine della era del  KaliYuga.

Il KaliYuga come molti sapranno e' la fine della era del Ferro che prepara l'Eta' dell'Oro e corrisponde con il nostro periodo storico e con le assonanze legate al 2012 e alle varie profezie di varie civilta' antiche che convergono simbolicamente su questa data.

Al di la delle sbavature catastofiste ,un po' da rotocalco, e scivolature New Age stereotipate e fantasiose,  e' innegabile che il pianeta sta cambiando frequenza vibrazionale e cio' influisce su noi stessi immancabilmente. Tutto scorre piu' veloce e piu' rapidamente.

Molti aspetti scientifici lo dimostrano, in particolar modo  aspetti legati alle ultime scoperte scientifiche della meccanica quantistica, e comunque e' lampante la fortissima interconessione planetaria che oramai esiste non solo sul piano eterico (aspetto piu' sconosciuto ),  ma anche piu' banalmente sul piano materiale.

Un battito di ali ad Hong Kong fa crollare le borse di Wall Street, una esplosione di una centrale nucleare determina il fall out radioattivo su tutto il mondo, irradiazione di onde a bassa frequenza dalle centrali emittenti americane determina lo spostamento del clima monsonico mondiale e cosi' via.

Nessuno puo' chiamarsi fuori da questo fenomeno, e tutti sono influenzati ,chi piu' chi meno, da questa interconnessione  e nessuno puo' veramente dirsi immune agli affetti planetari della evoluzione della razza umana nei suo vari aspetti, ed e' manifesto platealmente anche dagli strumenti politici statali sono gravemente insufficienti ad affrontare i problemi globali planetari. Nemmeno gli organismi internazionali come ONU FAO ecc. riescono a porre rimendio a una gestione privata dei mezzi di produzione che invece sono diventati sociali e di tutta la popolazione planetaria.  Sembra che il sistema economico/sociale/politico attuale abbia fatto il suo tempo, e stia evidenziano potentemente i suoi limiti,  e ora si renda necessario  qualcosa di diverso  per affrontare le nuove sfide dell'evoluzione planetaria.

A tal fine riteniamo utile contribuire alla evoluzione planetaria diventando noi stessi ripetitori di questo messaggio evolutivo, anche di la' di alcune sbavature legate ad aspetti eccessivamente rigidi rispetto a date fiscalmente predette, interessando a noi l'evidenziare il cambio vibrazionale del pianeta e l'esigenza della presa di coscienza personale.

A questo stato di fatto ci sono due scelte: o fingere che nulla accade o iniziare un percorso di presa di consapevolezza prima di tutto personale e poi planetario.

Frequenza di risonanza planetaria di Schumann

Si tratta della frequenza sonora della Terra che sta aumentando con molta velocità. Essa è la frequenza sonora di base conosciuta con il nome di Risonanza di cavità Schumann, che fu identificata già nel 1899. Dal momento della sua scoperta al 1940 questa frequenza è rimasta inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo. L'inizio del suo innalzamento è avvenuto nel 1986-87 e all'inizio del 1996 aveva raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavità Schumann avrebbe già superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente.
Ma non finisce qui !
L'aumento della risonanza di cavità Schumann è "accompagnato" da un altro fenomeno: la diminuzione del campo magnetico terrestre. Il nostro pianeta è un enorme magnete avente una moltitudine di livelli che ruotano per formare un campo magnetico. L'intensità della densità del campo magnetica è proporzionale alla velocità di rotazione del pianeta. Tanto tempo fa, all'incirca duemila anni fa, l'intensità del campo magnetico terrestre raggiunse il massimo della sua intensità, ma da allora questa intensità è sempre diminuita, man mano che la Terra diminuiva la sua velocità di rotazione.
Attualmente il campo magnetico terrestre ha raggiunto una flessione pari al 50 per cento se comparato a quello di 1.500 anni fa.
Questo fenomeno, che è destinato ad andare avanti, rientra in un meccanismo del tutto naturale. Per rendere l'idea, un po' come il meccanismo che regola le stagioni, ma assai più complicato e potente.

Secondo il geologo Gregg Braden , tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero.
Secondo Gregg Braden, il Punto Zero sarà associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico.
Nonostante ciò, la gravità del pianeta non sparirà in quanto essa è governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Non sarà la prima volta che accadrà una simile trasformazione visto che una cosa simile pare si sia palesata per ben 14 volte negli ultimi 4,5 milioni di anni.
L'ultima volta che il fenomeno è esordito risale tra gli 11mila e 13mila anni fa, un'era che molti esperti associano con la fine di Atlantide e l'inizio della ricostruzione dopo il grande cataclisma avvenuto dopo il 10500 a.C.
Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel mezzo di esso.
Ora, questo Grande Ciclo è in dirittura d'arrivo e questo comporterà enormi mutamenti. Gregg Braden non scarta certo la possibilità che il nostro pianeta possa smettere di roteare. Inoltre, da analisi del ghiaccio in Groenlandia e nelle aree polari emerge che probabilmente l'asse terrestre si sia spostato di recente, circa 3.500-3.600 anni fa. Tutte le volte che l'intensità del campo magnetico del nostro pianeta è diminuita, fenomeno che oggi possiamo sperimentare in prima persona, è corrisposto uno spostamento dei poli, ovvero l'inversione del nord e sud magnetico. 

Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire, e alla peggio, ignorare molti eventi geofisici. Anch'egli conferma la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungerà lo zero.
Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi.
L'ente di stato sostiene che ogni 500mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. Questa transazione causerà epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, ecc.,

Colleghi di Brian Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia già toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell'idrogeno in elio.
Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l'intera galassia.
Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra.
I calendari dei Maya (che risalgono a circa 18 mila anni fa), degli egizi (che risalgono a circa 39 mila anni fa), dei tibetani, dei cinesi e di altre civiltà portano nel periodo che corrisponde a quello nostro; quello che sta per terminare.
In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo di "Assenza di tempo", in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel luglio del 1982 e avrebbe condotto al cambiamento nel 21 dicembre 2012. Infatti, neanche a farlo apposta, attorno agli anni ottanta si inizia a sentire sempre con maggiore intensità di mutamenti del clima, del surriscaldamento della Terra e via dicendo…

fonte: www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/clima-61/1/0/14535/it/

Risonanza planetaria e codice genetico

Risonanza planetaria e codice genetico

Se c'è una risonanza tra i ritmi respiratorio e cardiaco e quello delle maree, ci dovrebbe pure essere una interazione, una interdipendenza tra le due classi di fenomeni: ma quale significato può avere ciò? Non è più logico pensare ad un terzo fattore che li governa entrambi? Perché i ritmi vitali del corpo umano raggiungono il loro minimo durante le ore notturne?
Il professore Giorgio Piccardi dell'Università di Firenze intorno agli anni cinquanta si propose di studiare lo strano comportamento delle reazioni chimiche che riguardano l'acqua. Egli s'interessò soprattutto alla diversa velocità di precipitazione dei colloidi e trovò, dopo migliaia di esperimenti iniziati nel 1951 e protratti per oltre un decennio, che reazioni chimiche fra composti inorganici danno risultati diversi a seconda del luogo e del tempo in cui vengono effettuate.
In particolare egli notò, operando su campioni protetti da schermi metallici, che la velocità di precipitazione dei composti dipende dall'attività solare. Poté così dimostrare la quasi esatta corrispondenza tra macchie solari e velocità di reazione. Nel 1958 gli esperimenti di Piccardi furono ripetuti un po' in tutto il mondo e i risultati furono confermati.
Tuttavia egli poté osservare che altre variabili intervenivano nel corso delle prove, le quali davano risultati che variavano con la stagione. E allora egli formulò "la sua ipotesi solare", secondo la quale le reazioni chimiche sulla Terra hanno corrispondenze non solo con gli avvenimenti solari a breve e lungo termine, ma anche con "la posizione della Terra nella sua traiettoria elicoidale attraverso la galassia" (36).
Più tardi Piccardi passò a sperimentare sul sangue e trovò tempi di coagulazione sensibilmente più lenti nei campioni di sangue contenuti in recipienti protetti da schermi di rame.
Nello stesso periodo il dottor Maki Takata dell'Università di Tokio notava che gli indici di flocculazione del sangue subivano un brusco aumento poco prima del sorgere del Sole.

Al contrario, la velocità di flocculazione si abbassava durante una eclisse di Sole o in fondo al pozzo di una miniera.
Dopo venti anni di ricerche, Takata concluse che l'indice di coagulazione del sangue è strettamente legato all'attività del Sole: al sorgere e al tramontare, al manifestarsi di un'eruzione o di un'eclisse. Oggi si ritiene che questa interdipendenza tra indice di flocculazione e attività solare sia dovuta all'azione esercitata da onde elettromagnetiche irradiate nell'atmosfera poco prima del sorgere del Sole.
Dopo le scoperte di Piccardi e di Takata, visto che per circa due terzi siamo fatti di acqua (instabile alla temperatura del corpo) come possiamo escludere di essere sotto l'influsso di forze extraterrestri? Tutta la materia vivente si può considerare come una dispersione in acqua di colloidi macromolecolari in equilibrio instabile. Hanno carattere di colloide il plasma sanguigno, il siero del latte e altri liquidi circolanti nel nostro organismo. Anche il liquido amniotico, nel quale "galleggiamo" per circa otto mesi prima di venire alla luce, contiene sostanze organiche in sospensione colloidale e, come tale, soggetto alle variazioni del campo geomagnetico indotte dal Sole e dalla risonanza planetaria. Forse, quando i pianeti si trovano tra loro angolati in modo da formare una sorta di circuito oscillante capace di risuonare con le forze di origine galattica (raggi e particelle) che continuamente ci investono, la formazione del feto si completa ed esso stesso, per motivi che ancora ci sfuggono, "decide" di nascere.

Non sappiamo come ciò possa avvenire, ma possiamo pensare che la sensibilità ad una data configurazione planetaria faccia parte del patrimonio genetico del nascituro, in modo che il feto senta istintivamente che è giunta l'ora di venire alla luce (Gauquelin M., 1975).
Possiamo considerare l'embrione in formazione come un complesso sistema di "biorisonatori" costituiti da spazi in parte vuoti, in parte ripieni di liquido, conduttori e semiconduttori, capaci di entrare in risonanza con frequenza di natura acustica ed elettromagnetica. Dopo le ricerche del dottor Stuart Hameroff (USA) e del biofisico Fritz A. Popp di Marburg, sembra che si possa parlare di biorisonatori anche a livello cellulare. I microtuboli presenti nel citoplasma possono risuonare a frequenze vicine a quelle della luce ultravioletta e quindi presiedere alla crescita della cellula mediante la luce.
L'elica del DNA potrebbe paragonarsi ad un circuito oscillante in cui lo stesso DNA avrebbe la funzione di bobina e le membrane quella di condensatori collegati in parallelo. E questo perché, secondo Popp, gli acidi nucleici, se eccitati con luce ultravioletta di adeguata intensità, diventano conduttori (37).
Lo sviluppo cellulare e, con esso, la crescita dell'embrione sarebbe regolato dall'accoppiamento energetico fra DNA e cellula e tra questa e le energie modulate di origine extraterrestre.
C'è ancora del mistero in questa correlazione tra luce e vita, ma una cosa ci sembra di poter affermare sulla base di queste ultime scoperte: dallo spazio esterno ci giungono onde, visibili e invisibili, generate dal Sole e da lontani corpi celesti, variamente modulate a seconda del mutevole assetto delle configurazioni planetarie, onde che interagiscono con la materia vivente tanto da regolarne lo sviluppo. "Dall'etere cosmico ci giungono Onde di Vita".

CONVERGENZA COSMICA 23-26 SETTEMBRE 2011

CONVERGENZA COSMICA 23-26 SETTEMBRE 2011

Nel momento in cui sto scrivendo (31 luglio 2011) siamo all'inizio del 5 Giorno della Nona Onda e ci stiamo anche rapidamente avvicinando alla fine di quest'ultima e al culmine di tutti i livelli del Calendario Maya, il 28 ottobre 2011. Devono ancora trascorrere tre Giorni (su un periodo di tempo di tre mesi ordinari) affinché gli effetti della Nona Onda si intensifichino secondo la sua alta frequenza di trasformazione verso l'Unità di Coscienza. Per quanto tutti possiamo avere un'idea di come avverrà questa trasformazione, non c'è essere umano che conosca i dettagli esatti di ciò che sta per accadere. Siamo seduti nella sala d'attesa del dottore cosmico e non sappiamo come Lui, o Lei, curerà questo paziente.
Durante i punti cruciali di cambiamento di questa Nona Onda sono state intraprese svariate iniziative per eventi d'ispirazione orientati verso il suo culmine; sono stati programmati eventi non solo per il punto di mezzo (21 ottobre 2011) ed il punto finale (28 ottobre 2011) del 7 Giorno, ma anche per la data gregoriana 11:11:11 (11 novembre 2011). Anche se quest'ultima data non si basa sul Calendario Maya, ma sulla numerologia, acquista il suo reale significato da questo calendario e diventa il giorno per festeggiare il superamento dei tempi finali e l'arrivo in un nuovo mondo che dovrà essere creato successivamente. Io incoraggio tutte queste iniziative che celebrano i punti di cambiamento, soprattutto se fanno conoscere ad un più ampio numero di persone l'autentico significato del Calendario Maya e dei suoi vari Giorni e Notti. Al di là di questo, credo che ci sia la necessità di eventi che mettano in evidenza il lavoro che dobbiamo compiere in questo momento. Per questo aspetto del processo penso che ci sia un punto di cambiamento che merita la nostra totale attenzione ed è l'inizio della 6 Notte. La ragione è che l'inizio della 6 Notte, il 23 settembre 2011, e i pochi giorni seguenti comporteranno la convergenza di un cambio di energia nel Calendario Maya e il passaggio della cometa Elenin tra la Terra e il Sole (e, se si vuole, anche l'equinozio d'autunno).
Questa piccola cometa Elenin ha attirato un'immensa attenzione in internet ed è talvolta associata a predizioni più o meno terribili. Il suo nome è stato interpretato come Evento di Livello d'Estinzione, per quanto possa anche essere letto come El + Lenin (Dio + rivoluzione anti-capitalista) oppure Ellen In (i nomi Ellen, Helen o Elaine significano luce)
oppure ancora El enin (Dio + Nove fasi precedenti, in riferimento al completamento del piano divino dei Nove Underworld). Tutto ciò che comunque veramente sappiamo su di lei è che è sincronizzata con la fine del Calendario Maya, il 28 ottobre 2011. Essendo parte di tutto questo, la Nona Onda, chiamata anche Universal Underworld, porta un contesto cosmico all'esistenza umana in un modo che non si era mai verificato in precedenza. In altre parole, gli esseri umani, nell'Universal Underworld, devono diventare abitanti dell'Universo – un cambio di coscienza che ha portato un aumento di interesse verso tutto ciò che è extraterrestre. Tuttavia, forse questo cambiamento riguarda principalmente la nostra capacità di essere all'altezza della nostra origine cosmica e la Convergenza Cosmica è un invito a fare una completa esperienza di questa origine all'inizio della 6 Notte. Quindi il termine “cosmico” qui è inteso più nel suo significato Maya di “Intelligenza che racchiude tutto”.
Penso che non si sottolineerà mai abbastanza che il Calendario Maya è l'espressione di un piano temporale veramente cosmico, ma anche divino. È da questo che riconosciamo che ha un proposito ed è benevolo. Molti di coloro che non riescono a riconoscere che questo calendario descrive un piano divino che si sviluppa attraverso onde di sette Giorni e sei Notti corrono il rischio di finire nella disperazione o credere che il mondo debba finire. (La mancanza di relazione con un piano divino è la ragione per cui la falsa data finale del Calendario Maya nella cultura popolare, il 21 dicembre 2012, spesso è stata associata a pensieri di questo tipo). È il contesto divino del piano, descritto dal Calendario Maya, che spiega che nulla nell'Universo accade per caso. Qualsiasi cosa ha un ruolo per il raggiungimento dell'obiettivo del piano cosmico, e ciò la rende significativa nonostante le avversità e le sfide che possiamo attenderci nel tempo a venire. In questa prospettiva ci potremmo domandare cosa Dio ci stia comunicando attraverso la cometa Elenin, specialmente riguardo a cosa c'è da fare all'inizio della 6 Notte, ma anche nel 7 Giorno della Nona Onda. Dopo tutto, le profezie dissero che le comete sarebbero state parte del linguaggio che Dio avrebbe usato per comunicare con noi nei tempi finali.
Un'altra cosa che conosciamo della Nona Onda e della sua 6 Notte e, in particolare, del suo 7 Giorno, è che essa causa un cambio di polarità verso l'Unità di Coscienza, come è illustrato nella figura 1. Elenin può quindi essere anche vista come il messaggero della finalità di questo cambiamento. Oggi spesso sentiamo il concetto di un’imminente inversione dei poli che risale a sensitivi come Helena Blavatsky e Edgar Cayce. Tuttavia, la maggior parte (se non tutti) degli scienziati che studiano la Terra sostiene che non c'è motivo di aspettarsi un’inversione dei poli nel prossimo futuro. Quindi, considerato che Blavatsky e Cayce non avevano familiarità con il tipo di cambi di polarità che causano le differenti onde del Calendario Maya e non avevano termini per descriverli, semplicemente confusero queste variazioni con uno spostamento del polo magnetico della Terra. A favore di un'interpretazione di questo genere, ad esempio, c'è il fatto che Cayce predisse ciò che lui chiamò “un cambio di polarità” per l'anno 2000. Questo, come oggi sappiamo, non avvenne, ma ciò che accadde veramente fu un cambio di polarità della Coscienza, in quanto l'Ottava Onda del Calendario Maya fu attivata nel 1999 e molto probabilmente fu ciò che egli vide nel suo stato di trance e erroneamente interpretò come un’inversione dei poli.

 

(Fig.1) Le differenti polarità di Coscienza create dalle cinque più alte onde del Calendario Maya.
I cambiamenti di polarità nella Coscienza si verificano in sincronia su vari differenti livelli dell'Universo – cosmico, galattico, eliosferico, planetario e umano – nei momenti corrispondenti ai punti di cambiamento del Calendario Maya. La Nona Onda, nella quale ci troviamo attualmente, porta il cambio di polarità che crea l'Unità di Coscienza. Ci dobbiamo chiedere quindi cosa dobbiamo fare, se non altro, se come individui vogliamo essere parte di questo cambio di polarità e rimuovere tutti i filtri oscuri dalla nostra mente. Dopo tutto abbiamo solo il potere diretto di trasformare noi stessi e poi sperare che ciò si espanda, come secondo i versi del grande saggio e leader indiano Mahatma Gandhi: "Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo".
Più specificatamente, cosa comporterebbe tutto questo per la Convergenza Cosmica? Una regola generale delle onde del Calendario Maya vuole che le energie delle Notti e dei Giorni si relazionino le une alle altre come preparazione interiore per la manifestazione esterna. Ciò può essere particolarmente vero riguardo le ultime due energie di questo tipo nell'intero schema di creazione: la 6 Notte e il 7 Giorno della Nona Onda, che iniziano, rispettivamente, il 23 settembre e l'11 ottobre. Questa alternanza tra le energie significa che la 6 Notte si presterà favorevolmente al lavoro interiore, come la preghiera, la contemplazione o la meditazione, mentre il 7 Giorno si presterà meglio alle cerimonie globali che esterneranno i cambiamenti interiori avvenuti nella 6 Notte. Cerimonie e rituali in un contesto sacro sono potenti strumenti per esternare la nuova disposizione del nostro panorama interiore.
(Fig.2) Questo diagramma indica il movimento dell'"onda" di energie che appartengono alla Nona Onda e le date relative di quando entrano in gioco, nonché le relazioni tra le comete Honda ed Elenin con i sette Giorni e le sei Notti della Nona Onda del Calendario Maya. A è la distanza più ravvicinata tra la cometa Honda e la Terra, B mostra il momento del passaggio di Elenin tra il Sole e la Terra e C è la sua distanza più ravvicinata dalla Terra.
Al punto B nella figura 2 sento che la cometa Elenin ci indica che dovremmo consegnare il nostro ego all'onnicomprensiva intelligenza cosmica e anche che questa è l'ultima possibilità che abbiamo per essere parte del cambio di polarità verso l'Unità di Coscienza o, se preferiamo, l’Unità Universale o Coscienza di Dio. Questo sarà anche un test per l'integrità degli attuali leader dell'evoluzione, per non parlare degli "esperti del 2012". Elenin è la chiamata finale al risveglio che sarà udita anche dai tanti che non conoscono nulla del Calendario Maya o come questo esprime il piano divino. Dopo tutto, la 6 Notte è l'ultima energia nella quale ci possiamo rivolgere alla nostra interiorità per prepararci al cambio di polarità portato dall'onda. Appena inizierà il 7 Giorno, la nuova polarità sarà fissata nella sua posizione e genererà la sua manifestazione finale.
Questa finalità è in parte il motivo per cui la Convergenza Cosmica del 23-26 settembre 2011 è diversa dagli eventi precedenti come la Convergenza Consapevole del 17-18 luglio 2010, che stabiliva anch'essa l'intento di manifestare l'Unità di Coscienza. Nella Convergenza Cosmica sarà anche necessario fare uno sforzo per vedere quest'intento manifestarsi. Questo è il momento per connettersi con il divino, per l'introspezione e la ricerca dell'anima. Una connessione con il divino può essere raggiunta tramite intense preghiere o altri esercizi spirituali. Al fine di rimanere allineati con il piano cosmico ed essere parte del suo cambio di polarità nella Coscienza vorrei anche suggerire che i seguenti impegni diventino il fondamento della Convergenza Cosmica:
1) un impegno a lasciare costantemente le decisioni delle nostre azioni e la direzione delle nostre vite alla guida divina piuttosto che al nostro ego;
2) la dichiarazione della nostra indipendenza dal lato oscuro che includa l'abbandono del diritto di usare il lato oscuro per combattere il lato oscuro negli altri. http://www.youtube.com/user/forunity#p/u/2/pkVHYQFL2Xk (nella mia personale comprensione il lato oscuro non è una sorta di eterna forza oscura, ma qualsiasi cosa che risulti dai filtri più oscuri delle onde inferiori, come si può vedere nella Figura 1).
La Convergenza Cosmica riguarda fondamentalmente l’assicurarsi che noi stessi, come individui, siamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Questo può portare molto disagio, se non abbiamo elaborato la maggior parte del nostro passato. Qui,
chiaramente, non si tratta di addossare la colpa dello stato delle cose del nostro pianeta ad altre persone o forze. Si tratta di prendersi le proprie responsabilità. Penso che a questo punto sia necessario andare profondamente dentro di noi e osservare dove, come individui, abbiamo contribuito a danneggiare gli altri o la natura del nostro pianeta. Siamo diventati così abituati a lamentarci della violenza e delle guerre del mondo o delle minacce al suo stato naturale: tuttavia, un conto è lamentarsi mentre sotto sotto si incolpano gli altri o semplicemente dire "è così che vanno le cose", mentre qualcosa di totalmente diverso è osservare come noi, come individui, abbiamo fatto scelte che hanno contribuito al deterioramento globale. L'idea qui è vedere e riconoscere questi casi e queste scelte nella nostra vita e, tuttavia, non rimanere bloccati nel senso di colpa ma, piuttosto, trovare un sentiero di guarigione attraverso una linea d'azione correttiva. Visto che abbiamo represso o siamo diventati insensibili a qualsiasi responsabilità personale riguardo il corso degli eventi sul pianeta, potremmo effettivamente dover pregare che ci vengano ricordati questi casi del passato. Quindi, se sinceramente vogliamo creare un cambio di polarità in noi stessi e così, ad esempio, siamo disposti ad accogliere gli impegni menzionati sopra, è naturale conseguenza che facciamo la necessaria ricerca nell'anima di modo che riconosciamo come non siamo riusciti a vivere all'altezza di questi impegni nel passato. Se non facciamo questo, alcuni aspetti dei filtri oscuri continueranno a dominarci, e il cambio di polarità non sarà totale.
La Convergenza Cosmica richiede quindi che i partecipanti si prendano la responsabilità della trasformazione verso l'Unità di Coscienza e che lo facciano con impegno. Lo ammetto, questi possono essere compiti difficili, ma, ripeto, se non siamo noi a creare questo cambiamento per l'Unità di Coscienza in noi stessi, chi lo farà? Perciò, la Convergenza Cosmica riguarda proprio il fornirci un'opportunità almeno di impegnarci per determinare irreversibilmente un cambiamento nella polarità di Coscienza in noi stessi. Se può risultare difficoltoso essere immediatamente all'altezza di un impegno di questo tipo, esso potrebbe avere potenti conseguenze se fosse preso molto seriamente. Dal punto di vista del beneficio, un elemento da considerare è che un simile profondo impegno verso l'Unità di Coscienza è possibile che sia davvero necessario per poter ricevere una guida appropriata per il nuovo mondo.
Da parte mia, in occasione di questo evento, parteciperò ad un festival della pace in Francia, insieme ad anziani Maya e Hopi (http://www.lothlorienfestival.com/EN), nel quale si mediterà su questi argomenti. A causa della natura del lavoro interiore richiesto sento che la Convergenza Cosmica può essere ben osservata individualmente o, l'ideale, in piccoli gruppi che forniscano un contesto tranquillo per la condivisione. Raccomando che si rielabori il proprio passato e si osservi se stessi nel momento presente in un intento di introspezione, guarigione e azione correttiva, attingendo all'energia collettiva dell'osservanza della Convergenza Cosmica intorno al globo.
Un elemento comune potrebbe essere la luce delle candele come sacra proclamazione di questi impegni. I gruppi e gli individui che partecipano alla Convergenza Cosmica ovviamente possono scegliere le loro personali forme di espressione, ma il denominatore comune deve essere l'impegno per la trasformazione verso l'Unità di Coscienza. Nella Convergenza Cosmica ci si deve arrendere a ciò che, dal nostro interno, ci viene richiesto. Per vivere all'altezza del nostro impegno la cometa Elenin ci darà, in questo evento, una naturale connessione alla dimensione cosmica e, allo stesso tempo, si aggiungerà alla nostra esperienza di un comune destino dell'umanità. Sarà in questo contesto su larga scala che avremo bisogno di realizzare l'impegno di essere parte del cambiamento di polarità per l'Unità di Coscienza. Ogni persona che fa tutto ciò fa una grande differenza e diffonde luce e speranza intorno a lei. Questo potrebbe essere più che mai necessario, infatti, se i tempi comporteranno una sfida alla nostra agiatezza. La Convergenza Cosmica, 23-26 settembre 2011, è intesa come un evento solenne e umile che permette
alle persone nell’Unità di Coscienza di connettersi ad un livello molto profondo, ovunque si trovino sul pianeta.
Sento che questa è davvero l'ultima possibilità per l'umanità e che siamo al giorno della resa dei conti. Sento che l'impegno per il cambiamento di polarità verso l'Unità di Coscienza non è solo un passaporto per la nascita del nuovo mondo, ma anche l'unica speranza che ha il mondo di sopravvivere. I filtri oscuri hanno governato l'umanità per millenni e non forniscono alcuna via d'uscita. Se gli esseri umani non realizzano questo impegno, davvero non abbiamo ragione di aspettarci che il mondo sopravviva. Voglio quindi incoraggiare ognuno a fare del proprio meglio per diffondere questo messaggio e incoraggiare gli altri a realizzare solennemente un impegno per cambiare verso l'Unità di Coscienza. Noi siamo coloro che stavamo aspettando. E dipende totalmente da noi. Se stiamo cercando di vedere la nostra grandezza, la vedremo non nel rifiuto o nell’evitare ad ogni costo ciò che può provocare paura, ma nel coraggio di affrontare direttamente ciò che abbiamo fatto a questa creazione come si manifesta su questa Terra. La Nona Onda porta davvero un cambiamento a livello cosmico del quale possiamo diventare parte: ma tutto ciò non succederà senza un profondo e serio impegno proveniente dal cuore delle nostre anime.
Carl Johan Calleman 31 luglio, 2011 (2 Chuen) Primo giorno del Quinto Giorno della Nona Onda
Trad. a cura di Tiziana

Fonte:http://www.coscienzacreativa.com/index.html

Per capire meglio il significato e le energie della Nona onda del calendario Maya da non perdere questo articolo correlato
http://liberamente-ajk.blogspot.com/2011/03/calendario-maya9-marzo-2011la-nascita.html

Gli articoli Di C.J. Calleman tradotti da Stazione Celeste
http://www.stazioneceleste.it/articoli/calleman.htm
http://www.coscienzacreativa.com/CC_manifesto_background_IT.pdf
http://www.lothlorienfestival.com/EN/
Piramide di Luce (PD) convergenza cosmica

di Carl Johan Calleman

19 settembre 2011

Il Tantrismo, una psicologia naturale

Il Tantrismo, una psicologia naturale

Filosofia pratica, psicologia e spiritualità naturale che ha per fine la libertà

La parola tantra deriva da due temi: tan, che significa stendere e tra, liberare. I Tantra sono libri in cui si esplicita la stesura di metodi atti a conquistare la libertà. Il tantrismo è una filosofia pratica, una psicologia e una spiritualità naturale che ha per fine la libertà. I testi più antichi risalgono ai primi secoli dell'era volgare e la loro elaborazione non è mai cessata; non appartengono a un'epoca, a una scuola, a una religione, a un popolo preciso; culti, scuole, popoli tra loro rivali posseggono ciascuno i propri Tantra.

La prima forma di libertà è quella dal conosciuto. Il tantrico, dovunque e comunque lo incontri, è sempre un personaggio capace di destrutturare il tuo mondo di opinioni: presenta la possibilità di un cammino controcorrente rispetto a quello tracciato dalle tue conoscenze; di una percezione naturale, cioè non mediata da valori percettivi comuni, della realtà.

Da un punto di vista psicologico, in ogni cammino tantrico l'innocenza dei sensi è la chiave dell'esperienza di sé. Ciò che rende i sensi vittime dell'ipnotismo comune è la paura, la quale spinge l'individuo a conformarsi. Causa della paura è l'attaccamento a sé, o senso dell'ego. Tutti i metodi tantrici, dallo yoga indiano a quello tibetano, dalla meditazione induista a quella buddista, hanno come effetto lo scioglimento degli attaccamenti, quegli stessi attaccamenti, quel medesimo senso del vantaggio e dello svantaggio personale, il calcolo razionale, sul quale le culture, le economie, le società sono fondate. Ogni cultura può essere vista, nella sua essenza immediata, come l'espressione di un tentativo umano di fuga dalla morte.

La tradizione tantrica esiste come forma di manifestazione dell'esperienza del sacro, intesa quale alta capacità di darsi. Il tantrismo, dunque, è una riflessione sulla morte, sull'amore, sulla bellezza e sulla giustizia, riflessione che non esiste se non in presenza del manifestarsi dell'esperienza stessa. Le tecniche tantriche sono strumenti estatici di evocazione di quella esperienza; ciò fa sì che l'intera ritualistica tantrica ruoti intorno al tema del sacrificio.

Estraneo alle religioni ortodosse, il tantrismo costituisce uno dei più vasti movimenti spirituali dell'India, ma non solo. Filosofia e psicologia astorica per eccellenza, la tradizione tantrica ha raccolto in sé l'eredità delle tradizioni sciamaniche e animiste pre-buddiste e pre-induiste sviluppandole in un corpus di testi la cui codificazione risale a varie epoche ed è ancora viva ai giorni nostri: i Tantra, per l'appunto.

Ma la tradizione senza tempo è anche la tradizione apolide che, con diverse vesti e nomi, si ritrova in Oriente come in Occidente quale parte connaturante delle tradizioni dei misteri. In Occidente si pensi agli aspetti tantrici dell'alchimia, dei riti templari, dei culti celtici e persino, nel mondo islamico, alle somiglianze evidenti tra le tecniche dell'estasi del sufismo e quelle del tantrismo.

Lo yoga è l'aspetto più pratico del tantrismo indiano e tibetano ma, in senso allargato, esso assume molteplici connotazioni a seconda del tessuto socioculturale nel quale si innesta: vi è uno yoga tantrico buddista, uno yoga tantrico induista, uno yoga tantrico antico e uno moderno, uno yoga tantrico occidentale spesso identificato con l'alchimia, uno yoga tantrico islamico, come è anche stato definito il sufismo, e vi è persino uno yoga tantrico in Estremo Oriente, identificato con lo Zen. Con la parola yoga si definisce un cammino di risveglio della consapevolezza atto a portare l'uomo alla liberazione a mezzo della unione con la natura divina. In perfetta sintonia con la filosofia tantrica, tutte le forme di yoga comprendono l'utilizzo del corpo come strumento della liberazione.

Nel tantrismo non è presente una concezione metafisica, semmai la tradizione tantrica tramanda una visione animista e sciamanica in cui la divinità è un tutt'uno con la natura e con il corpo. Nella prospettiva metafisica la salvezza è nel trascendimento della dimensione naturale del limite, ma nel misticismo naturale, essere uno con la divinità significa essere uno con la Grande Madre, con la terra, che è anche oscurità, che è anche morte, che è anche dolore, che è fondamentalmente limite. Il tantrico, dunque, aspira ad essere uno con il limite, senza speranza di riscatto e senza paura, ma semmai ritrovando una percezione libera, selvaggia, autonoma del limite che, in condizioni non socialmente gestite, si rivela pura forza e conoscenza.

Liberarsi dall'idea che ciò che è luminoso tale invece non sia, liberandosi dalle aspettative e dai timori è un'essenza dell'insegnamento tantrico.

Il tantrico non aspira a sovvertire l'ordine delle cose ma a liberare l'anima. In una filosofia naturale le cose acquistano significato grazie all'esistenza del loro contrario: la libertà ha senso unicamente in relazione a un mondo che libero non è. Perciò il tantrico, liberato in vita, fa del mondo un proprio strumento, un mezzo, non un soggetto di una rivoluzione. Tuttavia neppure si deve pensare che il tantrismo sia un cammino di salvazione personale che escluda una salvezza globale: semmai è proprio l'opposto.  La felicità è per il tantrico una meta collettiva, la cui realizzazione non può essere lasciata esclusivamente allo sforzo individuale. Tuttavia il raggiungimento collettivo della felicità è subordinato a certe condizioni epocali il cui manifestarsi sulla terra non è influenzabile a livello individuale. Dinnanzi a ciò il tantrismo non assume un atteggiamento fatalista di attesa passiva, come sarebbe logico (nel tantrismo la logica è una scelta, non un imperativo). Il tantrico sa che la libertà degli altri, in quanto evento interiore, non può essere influenza dagli uni, pur tuttavia offre il proprio essere al servizio della libertà generale. Nella filosofia naturale il limite e l'impossibilità non esistono se non come basi di partenza per aprire infinite possibilità.

In un discorso del 21 Giugno 2005 del primo ministro bhutanese, Jigmi Y. Thinley si legge: «La felicità può essere realizzata come un traguardo sociale, essa non può venire conseguita come obiettivo personale, come fosse una merce, parimenti non può essere perseguita come uno scopo della competizione individuale. La felicità non può venir distribuita agli individui come una merce o un servizio. Tuttavia essa è troppo importante perché venga lasciata al puro sforzo e alla ricerca individuale, senza un impegno collettivo o di governo. […] Nelle società comuni, a mezzo dell'apprendimento culturale, dell'educazione, dell'insegnamento psicologico, molti sforzi vengono profusi per far sì che le persone cerchino la libertà partendo da una attitudine che nega loro la felicità. Portare alla luce ciò che assilla l'uomo, scoprire ciò che inganna la sua vera natura e rivelare il suo Sé interiore, è un compito assai più elevato che domare la natura e conquistare il mondo esterno.»

Il Bhutan è il solo luogo al mondo che ha per religione ufficiale il buddhismo tantrico Drupa Kagyu. Non solo il tantrismo buddista conserva molti dei tratti fondamentali dell'antica religione sciamanica primitiva, ma, in particolare, il Drupa Kagyu, la forma di tantrismo buddista del Bhutan è, rispetto al Buddhismo Mahayana in generale, il più vicino alla antica religione primitiva, ai culti mitico-simbolici dello sciamanismo ed enfatizza la pratica della disciplina dello yoga tantrico e della meditazione solitaria, secondo l'insegnamento dei grandi yogin tantrici che da Naropa arrivò a Marpa e al famoso poeta mistico Milarepa. Non si può liberare la mente a mezzo della mente, non si può liberare l'intelligenza se non per tramite di un'intelligenza superiore. Esiste nella natura, nella femminilità, e, dunque, nel tantrismo, una intelligenza mistica che appare un po' come l'altra metà della mela rispetto alla mente logica.  La tradizione tantrica ha la consapevolezza di essere nata oltre la storia, così come sa di essere legittimata da una forza che è oltre la mente; per accedere all'origine di quella forza il tantrico passa attraverso l'esperienza estatica.

La natura dell'esperienza estatica è puramente artistica e creativa: la poesia e l'immaginazione sono gli strumenti dell'estasi tantrica.

È a mezzo della forza poetica che si può creare nella coscienza quello «stato ampliato» nel quale ciò che è immaginato acquista la forza di accadere nella realtà quotidiana. Il grande Aurobindo sosteneva di essere divenuto uno yogin poiché era un poeta. La poesia è da sempre il segreto dell'estasi tantrica. Leggendo le vite dei grandi tantrici (Milarepa, Ma gcig, Padamasambhava, ecc) ciò risulta evidente.  Sbaglia chi ritiene che l'estasi sciamanica sia la conseguenza dell'utilizzo di droghe psichedeliche o di squilibri mentali. Anzi, come sostiene autorevolmente Mircea Eliade, il ricorso alle droghe rappresenterebbe piuttosto un'aberrazione del fenomeno sciamanico, «la decadenza di una tecnica dell'estasi» (Lo Sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Mircea Eliade, Edizioni Mediterranee, 1988, Roma, p. 507. Sull'argomento di veda anche alle pp. 442 e 523).

La «percezione libera, creativa» della realtà è dovuta piuttosto all'animo poetico dello sciamano, al suo essersi risvegliato dall'ipnotismo dei valori del mondo e all'aver acquisito un modo libero di percepire la realtà attraverso l'innocenza dei sensi. Tamburo, canto, danza, controllo del respiro e tutti gli altri strumenti della trance, non avrebbero efficacia se non fossero mezzi di una percezione libera.  Il tantrismo è una tradizione nobile la cui simbologia ha lo scopo di risvegliare nella coscienza la capacità di darsi. Le tradizioni dell'anima hanno sempre coltivato il senso del sacro, ovvero il sacruum facere, quell'alta capacità di darsi, la quale contiene in sé sia la guarigione che la liberazione. La psicologia moderna e la psicanalisi, nella misura in cui sono espressione della visione di una certa classe sviluppatasi in tempi relativamente recenti, la borghesia, concepiscono il simbolo in maniera autonoma rispetto alle tradizioni psicospirituali di natura e i valori interpretativi risultano di fatto ribaltati. Ma sono proprio le categorie diagnostiche e il bisogno di normalizzazione che applicati alla psiche ne causano i disagi.  Il metodo scientifico applicato alla psiche ne determina l'osservazione a mezzo di strumenti di valutazione che dipendono dai valori dell'epoca, dalle mode culturali, dallo spirito dei tempi. La scienza, per via dello strumento discriminante che la produce, la ragione, viene ad essere un prodotto dei valori della società da cui nasce.

In una civiltà in cui il soggetto che detiene il potere del simbolo ed è padrone del linguaggio è il mercato, sono fioriti a dismisura i paradigmi scientifici e pseudoscientifici della psiche, unitamente ai modelli terapeutici proposti per il mercato. La crisi del metodo scientifico lascia oggigiorno molto spazio al ritorno alla filosofia degli antichi e alle tradizioni dell'anima pre-scientifiche come, appunto, il tantrismo, che dimostrano il loro carattere universale nella capacità di rispondere anche ai bisogni dell'uomo moderno in una chiave non terapeutica. Si dovrebbe riflettere in maniera approfondita sul nesso tra la necessità terapeutica e il dio dei tempi moderni: il mercato. In proposito, chiedo perdono se non riesco a resistere alla tentazione di citare la battuta di un grande dei nostri giorni, Woody Allen, che, mi auguro, farà sorridere per primi gli psicanalisti stessi: «La psicanalisi è un mito tenuto in piedi dall'industria dei divani».   Dopotutto «c'è bisogno di «riflettere sulla mentalità analitica, di rendersi conto delle sue predilezioni per la psicopatologia e del fatto che la psicologia è divenuta un imponente e tuttavia sottile sistema per deformare la psiche instillandole il convincimento che in essa vi è qualcosa di sbagliato e, di conseguenza, per analizzare la sua immaginazione attraverso categorie diagnostiche.» (James Hillman Il mito dell'analisi, Adelphi, Milano, 1979., p. 16.)

Ma «l'analisi è troppo potente perché sia possibile disfarsene così facilmente. Fa troppo parte della concezione che questo secolo ha di se stesso ed è troppo necessaria alla sua psicologia dell'Io. L'analisi avrà fine quando scopriremo quale mito essa mette in scena, una scoperta che potrà anche non arrivare tutta d'un colpo ma che affiora gradualmente con le intuizioni che rivelano il rapporto dell'analisi con il fare anima.È il fare anima che ci tiene avvinti, come affascinati, all'analisi. Non la diagnosi di ciò che non va, e neanche la cura della nostra malattia, ma il potenziale contenuto nella terapia analitica in rapporto appunto al fare anima.» (James Hillman, op. cit., p. 19)

Voglio concludere con una poesia.

Premetto che, secondo i Tantra, l'attività percettiva è una attività di pensiero che comporta delle scelte: io posso scegliere attraverso quali strumenti filtrare la percezione e in quali modi usare i miei strumenti. Ne consegue che non esiste un solo modello di corpo e di psiche, ma tanti modelli possibili quanti sono gli strumenti e i modi della attività percettiva umana. Ecco una visione tantrica del corpo umano.

Nel tuo corpo c'è il monte Meru

racchiuso dai sette continenti;

ci sono fiumi,

mari, montagne, pianure,

gli dei della terra.

Si vedono profeti, monaci,

luoghi di pellegrinaggio

e divinità che li proteggono.

Ci sono le stelle e i pianeti

il sole insieme alla luna.

Ci sono le due forze,

quella che distrugge, quella che crea.

Sì, nel tuo corpo c'è tutto ciò

che esiste nei tre mondi.

 

di Selene M. Calloni Williams