Sessualita’ Tantrica oltre il tempo e lo spazio

“Ciò che è celebrato come fonte del flusso universale che spande la felicità è chiamato organo genitale, ma ha per essenza la via mediana”
(Jayaratha, Tantralokaviveka)

Nel tantrismo sessuale l’accento è posto, ovviamente e senza possibilità di dubbio, sugli organi genitali (upastha), definiti spesso vajra (diamante) e padma (loto). In tutte o quasi le immagini tantriche il pene e la vagina sono posti in grande evidenza, ma bisogna considerare che si tratta di organi sessuali “sacralizzati” o “divinizzati”.

Scrive Abhinavagupta (Tantraloka V, 122)
“l’insieme degli organi divinizzati risiede senza sforzo in questo regno pieno di felicità, quello di una coscienza perpetuamente emergente“.

Il turgore degli organi è l’aspetto visibile di vīryā, energia sessuale, ed è sacro di per sé, perché vīryā è una forma della Dea, ma ovviamente non basta avere il sesso turgido per essere un tantrico. Il vero yogin è colui che, colmo di questa potenza e, liberato dai vincoli (le cause di “contrazione”, ovvero la gelosia, la brama di possesso, la lussuria, i vincoli imposti dalla religione e dalla morale corrente) vive ogni esperienza immerso nel flusso di piacere che si trasforma “in un atto vibrante (spanda che significa “impulso”, “vibrazione”), la presa di coscienza di un qualcosa che sfugge ai limiti di spazio e tempo”.
Accrescere la propria energia sessuale significa, nel tantra, accrescere la capacità di vivere pienamente fino a raggiungere lo stato della felicità senza limiti definito sahaja, o stato naturale.
Scrive ancora Abhinavagupta, nella traduzione dalla Silburn (Paratrisikavivarana 49,50)

Mancare di virilità significa mancare di vita, mancare della capacità di meravigliarsi [caratteristica] dell’essere dotato di cuore [sahṛdaya che significa “sensibile” “empatico”, “di buon cuore”], immerso nel fervore e la cui potenza virile è in effervescenza, perché solo il cuore che fortifica questa potenza è capace di meraviglia”.

È evidente che la nostra idea di virilità è assai diversa da quella dei maestri tantrici. Essere virili significa per Abhinavagupta essere dotati della capacità di meravigliarsi tipica del bambino. Il quieto stupore, il trasporto misurato degli amanti indiani vuole rappresentare non l’assenza di passione, ma l’effervescenza sottile della potenza sessuale quando la si usa per espandere gli organi sensoriali e, quindi, la coscienza. 
Effervescenza, espansione, rapimento, meraviglia… nei testi tantrici queste parole ricorrono continuamente, e sono parole che fanno a pugni con l’immagine dello yogin come un asceta tutto assorbito in se stesso e occupato ad ottenere il distacco dai sensi. Per il tantra il distacco non è distacco dall’oggetto percepito, ma dal desiderio di possederlo e di esserne posseduti. Bloccare, arrestare, fermare sono invece verbi che non compaiono nel vocabolario del tantrismo, le cui tecniche si basano sulla leggerezza e sulla dolcezza, sull’abbandono controllato (nel senso di cosciente) al flusso del piacere. Cogliere “la potenza virile nell’atto di zampillare” ad esempio non significa impedire l’emissione dello sperma senza tener conto dei bisogni della nostra partner, come credono in molti.
Ciò che va bloccato o interrotto non è il processo naturale dell’eiaculazione, ma la dinamica nascita del desiderio – soddisfazione – morte del desiderio.
L’effervescenza dell’energia sessuale, che produce lo stato definito “il ruggito dello yogin”, può nascere solo dalla libertà. Il tantrico non ricerca il piacere, ma ne viene sorpreso. Con l’animo del fanciullo, o dell’artista, scopre la bellezza di un suono, di un colore, del volo di un gabbiano in maniera “tattile” e se ne stupisce. Questa specie di sinestesia e il divertito distacco che la accompagna, sono tra i sintomi di quella che viene chiamata Ascesa di Kuṇḍalinī, 
Il suono dei cembali durante la meditazione o una pietanza gustosa vengono “sentiti” come una carezza o un soffio di vento. Probabilmente la danza e i corpi dei danzatori sono così frequenti nelle rappresentazioni pittoriche, nelle sculture e nella simbologia tantriche perché rendono visibile l’invisibile, quella carezza divina che sfiora il corpo e il cuore dello yogin nello stato di ānanda, in ogni momento della sua esistenza. 
Paradossalmente l’espansione dei sensi causata dall’accumulo di energia sessuale porta all’assorbimento nel Sé.  La diversa “qualità” degli stimoli sensoriali, permette di penetrare l‘essenza dell’oggetto che li provoca favorendo l’identificazione dello yogin con la percezione (azione del godere) e con l’oggetto percepito (oggetto di godimento): è questa l’esperienza che viene definita Samadhi.
Il Samadhi è lo strumento che scioglie i cinque veli della Grande Dea dell’Illusione.  Nello Yoga ogni cosa nasce dallo Spazio Infinito.
La Dea stessa è Spazio infinito, incomprensibile e incommensurabile, come l’Oceano senza Sponde che bagna l’Isola delle Gemme, il talamo degli amanti divini. 
Dallo Spazio illimitato nasce, nella mente, lo spazio limitato dai punti cardinali (Est, Ovest, Nord e Sud), dall’ alto e dal basso.
È il primo velo di Māyā e viene generato dal desiderio della Dea di risvegliare il suo Sposo.
La limitazione è creazione.
Lo spazio limitato contiene in sé una indefinita possibilità di architetture, generata dal potere del desiderio, Icchā Shakti.
La continua alternanza di pieno e vuoto e chiaro e scuro che chiamiamo esistenza è ritmo ed il ritmo è vibrazione.
Il seme di tutte le vibrazioni, il primo suono potenzialmente udibile, ma ancora inespresso, è rappresentato nell’Isola delle Gemme, dalle tre vocali A, I ed U.
La seconda limitazione è la conoscenza, Vidya, la possibilità di udire il primo suono. È l’Aria che conduce la vibrazione da un luogo all’altro.
La dea prende il nome di Jnana śakti. Il Dio la riconosce e la desidera con gli occhi, con la pelle, con l’anima. Il desiderio si fa passione, raga, e la passione è il Fuoco, il terzo velo limitante, radice dell’Azione, Kriya Shakti.
Desiderio, Conoscenza, Azione. La conoscenza nasce dal desiderio, l’azione dalla conoscenza, di fatto l’Universo è creato: c’è un prima, il Dio che dorme un sonno senza sogni e c’è un dopo, il Dio che dimentica se stesso nel corpo della Sposa. 
Nasce allora il Tempo, la quarta limitazione, il quarto velo della grande Dea. 
Il Tempo è il fiume che trascina i pensieri, le azioni e i loro frutti come fossero ciottoli, o rami spezzati . Alcuni lo chiamano inconscio.
È il Tempo a creare la Terra e in ogni porzione di Terra si ritrova un po’ di Spazio e di Vento e di Fuoco e d’Acqua. 
Pure l’Uomo è una porzione di Terra, ma racchiude in sé l’intera manifestazione.
Le orecchie, la bocca la capacità di esprimersi sono figlie dello Spazio.
La pelle, le mani, la voglia di conoscere, sono figlie dell’Aria.
Gli occhi, i piedi, l’impulso ad andare da un luogo all’altro, sono figli del Fuoco.
La lingua, i genitali, la volontà di creare sono figli dell’Acqua.
Quando i cinque vāyu, la forza di coesione che tiene insieme la materia, abbandonano il corpo, nel samadhi come nella morte, tutto ritorna a prima dell’inizio e la Terra si fa Acqua, l’Acqua si fa Fuoco e così via.
Come il moribondo, lo yogin smette di percepire con chiarezza il mondo esterno e sente, vede, tocca la furia degli elementi dentro di sé.
La materia solida diviene liquida e nell’estasi si sentono l’odore della Terra bagnata e il sapore dei fluidi corporei.
Forma e colore si scontrano, si fondono, si mutano l’una nell’altro.
La forza di disgregazione consuma il corpo dall’interno.
Si ascoltano suoni dimenticati e meravigliosi.
Dapprima sono gli odori a farsi meno intensi, poi i sapori.
Alla fine non rimane che un suono, il suono della vita.
Il suono che ci accompagna da sempre e che gli yogin percepiscono in meditazione. Ci si aggrappa a quel suono e ci si fa strada nel vuoto.
E nel vuoto si torna a vedere, ma si vede dentro.
Lo Spazio è un uovo blu dai contorni indefiniti.
Al centro un punto di luce bianca, accecante, luce che riempie e dà quiete.

So’ham …Io sono Lei, So’Ham…Io sono Lui.

Paolo Proietti

Le Fossette di Venere

Avete mai notato sulla zona lombare della vostra schiena – o quella di qualcun altro – due piccole fossette?
Vi siete mai chiesti cosa sono o cosa indicano?

Fossette di Venere: sono congenite e hanno origine nel genoma della persona.

Queste piccole fossette – più frequenti nelle donne che negli uomini – hanno un nome romantico “fossette di Venere” o anche “buchi di Venere” , mentre quello medico è “rientranze lombari laterali” e si trovano tra il punto di congiunzione delle due ossa del bacino. Le fossette o buchi di Venere non devono essere confuse con i cosiddetti “occhi di Venere”, che sono invece le fossette che si creano sulle guance quando sorridiamo.

In entrambi i casi si tratta di caratteristiche congenite e non dipendono, come erroneamente alcuni credono, dal fatto che una donna sia più morbida o più magra, ma semplicemente dalla conformazione fisica scritta nel DNA di ciascuno di noi sin dalla nascita. 

La derivazione di questo nome è tratto dalla mitologia greco-romana, più precisamente dalla dea dell’amore Venere o Afrodite. Ella era nota per la sua estrema bellezza e avvenenza. Possedeva 7 particolarita’ che la rendevano speciale: leggendariamente aveva i capelli biondi, ma con un colore diverso sull’attaccatura, il dito medio della mano più lungo del palmo, quello centrale del piede più lungo dell’alluce, aveva rughe a circonferenza sul collo, una visuale strabica (Strabismo di Venere) e linee addominali oblique e possedeva le fossette di Venere.

Le fossette di Venere sono quindi rientranze lombari laterali che si trovano precisamente all’altezza della spina iliaca superiore posteriore, ovvero sulle ossa che congiungono l’anca all’osso sacro, quando vi è una particolare conformazione anatomica nella quale le ossa sono fatte e posizionate geneticamente in un certo preciso modo. La pelle aderisce al tessuto sottostante e quando vi sono delle rientranze a causa della mancanza del muscolo, si creano dei buchi, le fossette.

Perché le fossette di Venere sono considerate sensuali?

Se abbiamo le fossette di Venere, possiamo dirci fortunati: la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne trova sensuale la loro presenza nell’altro sesso. Specialmente sulla schiena di una donna sono considerate molto seduttive. Anche gli uomini possono avere le fossette di Venere, e in genere anche le donne le trovano sessualmente attraenti.

Il motivo per cui rappresentano una attrazione sessuale così forte non è ancora del tutto chiara, ma sembrerebbe essere legato al concetto di simmetria, così importante per indicare la salute di un soggetto (un corpo simmetrico è un corpo sano) e quindi la sua capacità riproduttiva e della manifestazione di un sistema immunitario efficiente.

Inoltre la presenza di queste fossette sembra indicare giovinezza e tensione della cute, oltre ad un adeguato tono della muscolatura dorsale e lombare, condizioni legate anch’esse ad una superiore capacità riproduttiva. 
Questo dettaglio compare sin dai primi anni nei bambini/e, se è presente questa conformazione, non c’è modo per crearle. Secondo una certa corrente di pensiero chi ha i buchi di Venere, dovrebbe raggiungere più facilmente l’orgasmo, perché favorirebbero la circolazione sanguigna corretta nella zona sacro-lombare.

Essendo i buchi di Venere una caratteristica congenita, non è possibile ottenerle. Tuttavia ci sono dei casi in cui sono esse sono presenti ma poco o per niente visibili: in tale evenienza la dimensione delle fossette e la loro forma è condizionata dal peso corporeo e da quanto siamo in forma.

Da milioni di anni la Natura ha sviluppato nelle donne e negli uomini la capacita’ di analizzare lo stato di salute e la capacita’ riproduttiva dell’altro sesso. Cio’ che indica uno stato di salute corporeo (capelli, barba, colorito della pelle, seno, rapporto vita fianchi, tonicita’ dei muscoli ecc.ecc.) per la nostra specie si trasforma in qualcosa di sensuale e seducente, e che quindi manifesta attrattivita’.

Jose’&Resya – TantraLove

Se non sono in coppia fissa non provo piacere

In un post precedente un partecipante alla nostra community ESSENZA DEL TANTRA scrive :

“….sto incontrando donne che considerano il sesso come sgradevole e degradante, se non all’interno di una “coppia fissa”. che vorrebbero grandi promesse e non sanno vivere la bellezza del momento….”

Tema molto interessante e molto attuale che riguarda le donne in particolar modo latine, ovviamente non tutte ( la situazione e’ un po’ diversa in Nord Europa). Una falsa ideologia probabilmente legata ai condizionamenti religiosi cosi’ imperanti in Italia, sede della “Santa Romana Chiesa”.

Proviamo a osservare quale e’ la visione tantrica della Via della Mano Sinistra o Tantra Rosso.

La sessualita’ non e’ mai ne’ degradante ne’ disdicevole, tanto meno sgradevole. E questo sia all’interno di una “coppia fissa” che all’esterno di una coppia fissa. E’ una delle energie piu’ trasmutative e piu’ sacre della nostra specie, a cui e’ possibile accedere anche con uno sconosciuto.

“…La donna appassionata, con il desiderio nello sguardo, pronuncia parole dolci come miele. Ella si unisce a lui, muovendo il Loto che porta una pioggia di piacere…” – Sahajayoginicinta Tantra

In antichita’ durante i rituali tantrici, in molti lignaggi, se ti presentavi con tuo compagno/campagna moglie/marito venivi immediatamente separato dal il Maestro di Cerimonia, il Pujari, e attraversavi il rituale con uno sconosciuto/a scelto a caso, proprio per rompere lo schema della “coppia fissa”.

Molte donne affermano mentalmente ed erroneamente, seguendo la energia dei condizionamenti, che non riescono a provare piacere sessuale se non c’e’ un lungo rapporto amoroso/affettivo alle spalle e non sono in coppia fissa.

Questa visione e’ un Velo di Maya, la illusione. E’ il condizionamento della societa’ paternalistica che prevede che le donne stiamo a casa a fare la maglia con le gambe ben strette.
Queste donne quindi fanno proprio il condizionamento , spesso passato dalla filiera parentale femminile (madre,zia, sorella piu’ grande, ecc.) e si illudono che poi sia effettivamente cognitivametne cosi’. Ma la mente mente.

“…Oh Mente! Perché ti sei intossicata al vino delle credenze? Piuttosto che all’amore vero? Perché hai visto una realtà irreale? La tua assenza e divisione, mi ha proiettata in un mondo di artifici. E di movimenti illusori…” – Lallaśvarī – Maestra Tantrica XII sec

Poi un giorno scoprono, meravigliandosi, che hanno avuto orgasmi multipli ed estasi sessuale nel fugace incontro erotico con uno sconosciuto collega in una stanza di albergo durante un meeting aziendale in trasferta.

Ma come e il lungo rapporto affettivo altrimenti non sento nulla??
Ho bisogno di stare in coppia fissa altrimenti non mi accendo ??
Che fine ha fatto ?

Questo aspetto e’ ulteriormente confemato da quelle donne regolamente sposate o con un compagno che giungono a ricevere un massaggio tantrico rituale con un Tantrika perfettamente sconosciuto, ma poi vivono un intenso viaggio emozionale. Eppure non hanno nessun rapporto precedente affettivo con il tantrika e non sono certamente in coppia fissa. Qualcosa non quadra.

Il sesto chackra possiede dei demoni e dei talenti. Se il chackra e’ orientato sugli aspetti di espansione si trasforma in medianicita’ e preveggenza.

Se e’ orientato in contrazione allora diventa Proiettivita’ e illusione. E il sesto chackra e’ radiante nel femminile.

Ecco perche’ le donne, se non hanno un sesto chackra in equilibrio sono molto esposte agli effetti della proiezione mentale cioe’ l’autoinganno.

E quindi cascano nella visione illusoria che se non hanno una storia “seria” non sentono il piacere e che anelano a grandi promesse, al principe azzurro e , come indicato nella frase iniziale, non riescono a vivere il momento di estasi sessuale nel Qui e Ora della bellezza del momento istantaneo.

Jose’&Resya – TantraLove

Gli aspetti manipolativi dei Mass media rispetto alla violenza sulle donne

Ci risiamo. Riparte il tam tam ossessivo dei mass media manipolativo contro la violenza sulle donne.
Tutti a stracciarsi le vesti. Tanto fa moda.
Articoli martellanti in ogni dove. Assemblee, cortei in piazza….

Interessante domanda e’ come mai viene sempre cosi’ spettacolarizzata assillantemente questa problematica??
Una giornalista nostra allieva ci ha detto che si vendono davvero piu’ giornali e si ha un picco sulle visualizzazioni web.

Ma bravi, per vendere qualche giornale in piu’ andiamo ad alimentare ad arte l’odio tra Uomini e Donne. Complimenti.

Qualche giorno fa era la Giornata Mondiale dell’Uomo il 19-11-2017. Non siamo riusciti a trovare uno straccio di articolo. NON uno su centinaia di giornali. Come mai? Molto molto strano.
Perche’ vengono sempre messe in evidenza le ombre del maschile e tutti lo sbandierano assilantemente, ma i talenti del maschile vengono sottaciuti e sempre nascosti? 
Che gioco perverso di divisione stiamo facendo?

Qui non si vuole minimizzare il problema che alcuni uomini attuano una violenza sulle donne nei paesi occidentali, i femminicidi, parola inventata da poco e del tutto inutile, se non per la spettacolarizzazione della violenza.
Ma si vuole mettere in evidenza l’aspetto amplificativo, manipolativo  e distorcente dei mass media.

Quando un uomo commette un reato , e’ da considerare un reato personale a cui deve rispondere personalmente nel karma e rispetto agli uomini. Non puo’ diventare una aspetto di genere. Altrimenti se una donna si prostituisce tutto il genere femminile diventa una puttana.

C’e’ una moda perversa di attaccare ossessivamente sempre e comunque il maschile. Perche’ prende gli animi, alimenta le ferite del femminile. Fa un sacco di audiance, si vendono un sacco di giornali.

Non si parla mai dei milioni di Uomini che amano le loro compagne, che sono Padri affettuosi, che sono Uomini volonterosi, ma ci si concentra solo ossessivamente su un centinaio di uomini su milioni , con gravi problemi psichiatrici disfunzionali, che commettono dei reati. L’Uomo come genere si trasforma in un molestatore.

In Inghilterra si vuole eliminare la Favola di Biancaneve, perche’ il Principe viene ritenuto un “molestatore”. Ma siamo impazziti completamente? Siamo in una psicosi di caccia all’Uomo.

Non si evidenzia mai delle centinaia di uomini che si suicidano per effetto dell’attacco aggressivo giuridico del femminile, carico di ira, che li riduce in reietti della societa’ (oltre 500 suicidi all’anno in Italia) che dormono in auto senza piu’ una casa, senza la possibilita’ di vedere i figli, messi in ginocchio da false denunce e spese legali. Niente silenzio assoluto.

Questi atti manipolatori dei mass media amplificano la divisione tra maschile e femminile a bella posta. 
Mi spiace, ma non ci stiamo!

Ogni volta che una donna parla male degli uomini colpisce e ferisce il femminile anche. Ogni volta che un uomo parla male delle donne colpisce e ferisce il maschile anche.

Questa campagna martellante manipolativa spinge il potere sano radiante del Maschile sempre piu’ in un angolo, e poi le donne si lamentano che non trovano piu’ “l’Uomo Vero”.
Ci vogliono tenere nella oppressione della Dualita’, uno contro l’altro.

L’altro giorno, mentre in prima pagina veniva sbattuto delitto di questo o quel carabiniere sulla famiglia, in diciasettesima pagina in uno striminzito trafiletto c’era la notizia che due vecchietti sono morti insieme, Lui non ha saputo resistere alla morte della compagna con cui era insieme da una vita. E’ morto dopo pochi minuti. E non e’ la prima volta che sentiamo questo. Perche’ non era in prima pagina questa notizia commovente? Non fa vendere abbastanza giornali ? 

Il Tantra auspica l’Unione in Maesta’ tra Uomo-Shiva e Donna-Shakti, un Dio e una Dea che si amano profondamente e non vuole che venga alimentata ad arte la divisione tra maschile e femminile per vendere qualche giornale in piu’.

Il maestro Sat Gurunath Siddhanath ci rammenta “….L’Uomo ricorda alla Donna la meta e ve la conduce, La Donna ricorda all’Uomo da dove proviene. Si tratta di un ciclo, Lei gli ricorda l’origine della sua nascita sulla Terra, Lui le ricorda che la loro origine e’ la nascita in paradiso….”Immanenza e Trascendenza uniti.

Non c’e’ Shiva senza Shakti non c’e’ Shakti senza Shiva.

“….Sebbene Shiva e Shakti appaiano separati sono per sempre uniti, mangiando sempre dallo stesso piatto. Lei è una Compagna che non può vivere senza il Suo Signore. E senza di Lei, colui che può fare tutto, non può nemmeno apparire. Come possiamo distinguerli l’uno dall’altro? Lui appare per causa di Lei e Lei esiste per causa di Lui. Non possiamo separare lo zucchero dalla sua dolcezza, né la canfora dal suo aroma…” – Amritanubhava Tantra

Jose’&Resya – TantraLove

Il Maestro Tantrico e il Contropelo

Un maestro tantrico (o maestra) può divenire a volte una entità molto scomoda per il nostro Ego. 

Fintantoché il Maestro ti liscia il pelo tutto bene.
Quando ti fa un po’ di contropelo, avendo osservato magari qualche ombra da far emergere, allora il nostro ego a volte lo appella con vari giudizi e l’ego si ribella.

Il Maestro non va piu’ bene, e’ insensibile, e’ intransigente, non mi capisce. Fino a 10 minuti prima lo inneggiavamo, baci e abbracci e poi…?  Per l’allievo/a e’ anche umano e comprensibile, man mano che veniamo portati piu’ vicini alle nostre reali ferite che il dolore possa aumentare e con esso possano aumentare i nostri comportamenti reattivi e nel tentativo di sfuggire alla realta’ che non ci piace attiviamo le proiezioni mentali che sono la manifestazione dei nostri vissuti interiori.

Un maestro/a tantrico , pur comprendendo umanamente la difficolta’ e il disagio, non puo’ abdicare al suo ruolo di guida solo per essere accondiscendente e mellifluo. Per un maestro/a aiutare a tenere l’allievo fuori dalle secche dell’Illusione, il velo di Maya, e’ molto importante, altrimenti tutto il percorso ne e’ inficiato.

E quel punto abbiamo due opzioni.
O renderci conto autenticamente dei nostri rivolgimenti interiori e delle nostre ombre che sono emerse nei fatti oppure rigettare il Maestro egoicamente e solitamente lo si fa attraverso il giudizio.

A noi la scelta. Nel primo caso abbiamo la possibilità di una evoluzione nel secondo caso andiamo verso una involuzione. 
Il libero arbitrio ci lascia la scelta ed è in fondo il bello del lavoro spirituale.

Sentiamo cosa dice un maestro Indiano sul tema:

“….Un insegnante e’ come un artista, con martello e scalpello. Ogni volta che incontri un insegnante, ci sarà una scintilla.  Al primo incontro tra te e il tuo insegnante troverai ciò che di te è “sbagliato”. Principalmente non ti piacerà sentirlo. Eviterai quella persona. Sei libero di evitarlo. Ma non sai di aver perso quella possibilità che l’anima ti era promessa. Il lavoro dell’insegnante e’ di continuare ad agire. Il lavoro dello studente di continuare a reagire. E a non accettare. Ma una volta che uno studente inizia ad accettare, non è più uno studente E allora diventa un insegnante…” –  Yogi Bhajan

Quando un allievo o allieva entra in questo tipo di comportamento reattivo difensivo, spesso non c’e’ piu’ nulla da fare, almeno non in quel momento. Qualsiasi aspetto che sara’ analizzato assieme al Maestro, dato lo schema difensivo che si e’ attivato, portera’ l’allievo/a sempre fuori dal se’ cercando responsabilita’ sempre all’esterno e l’introspezione interiore ne risulta a quel punto bloccata. Se poi l’allievo/a ha una mente intellettiva/mentale forte trovera’ giustificazioni proiettive sempre piu’ sofisticate, ma non autentiche. L’ego e’ terribile quando inzia a mettere in campo i suoi meccanismi. Ci porta nella totale dualita’. 

Il Tantra è una via che tende all’autenticità, diversamente dalla New age che invece tende allo stereotipo Peace and Love.
La New Age tende a inseguire un falsa armonia a tutti i costi anche quando questa non c’e’, ma bisogna salvaguardare la facciata. Io ho dentro una profonda rabbia, ma la dissimulo con sorrisetti e atteggiamenti falsamente armonici. In fondo questo e’ un moralismo olistico.

La autenticità può divenire molto scomoda in alcuni casi perché il percorso tantrico mette a nudo le nostre ombre e questo non ci piace molto, ma per il Tantra questa è l’unica forma possibile di evoluzione reale per poi giungere in direzione dell’Estasi.

Senza avere sciolto le nostre Ombre l’estasi tantrica rimane una chimera. Le ombre ostacolano la via al piacere e ostacolano un accesso a una parte piu’ autentica del se’.

Il resto sono mere parole, ma il Tantra ti osserva nei fatti e non nella parola.  Ti osserva nei tuoi comportamenti non in quello che dici.
Ecco perché il Tantra lavora prevalentemente sul corpo (I fatti) e non sulla mente che rappresenta la nostra proiezione mentale potenziale.

Jose’&Resya – TantraLove

La Aspettativa, Potente demone nel Tantra

Spesso nei nostri corsi tantrici emergono domande insistenti sul significato della aspettativa.
L’aspettativa e’ quell’atteggiamento, mentale, pieno di obbiettivi che ti vuole condurre la’ dove la mente smaniosamente vorrebbe.

Il Tantra indica l’importanza del rimanere nel Qui e Ora evitando proiezioni e aspettative inutili.

“…Cio’ che e’ Qui e’ anche La’. Cio’ che non e’ Qui non e’ in alcun altro luogo…” – Vishvasára Tantra

La mente ti vuole gia’ portare ossessivamente alla fine di una esperienza, gia’ sapendo a priori cosa dovra’ necessariamente succedere.
Che manifestazione sublime dell’ego. Il gusto sottile del viaggio e’ distrutto, perche’ la mente ti vuole gia’ alla fine del viaggio. Un altro Velo di Maya, la Illusione. La mente mente.

“…Oh Mente! Perché ti sei intossicata al vino delle credenze? Piuttosto che all’amore vero? Perché hai visto una realtà irreale? La tua assenza e divisione, mi ha proiettata in un mondo di artifici. E di movimenti illusori…” – Lallaśvarī – Maestra Tantrica XII sec

Nel Buddismo Tantrico la aspettativa viene indicata come fonte di ogni sofferenza. Perche’ la vita reale difficilmente ti porta nella direzione del manifestare le tue aspettative.

La aspettativa e’ la fonte primaria dell’Ego che non vuole accettare e non vuole accogliere. Rifiuta la realta’ e vuole piegare la realta’ al proprio volere.

“…Prenditi cura di te. Accetta di ignorare il momento in cui Shiva soddisferà la tua sete. Aspetta la chiamata Divina che ti porterà sull’altra riva…” – Lallaśvarī – Maestra Tantrica XII sec

Punto fondamentele, accetta la ansia di ignorare il momento in cui la Vita soddisfera’ le tue aspirazioni.
Ma noi, nati all’interno della societa’ capitalistica, la societa’ suprema degli obbiettivi , facciamo molta fatica ad abbandonare la ossessione della aspettativa.
La aspettativa ci impedisce di stare con fluidita’ nel flusso della vita.

Prendiamo un esempio: incontriamo qualcuno che ci attira. Sin dai primi secondi il nostro mentale e la nostra aspettativa si mette in movimento ed elaboriamo una strategia, un progetto, delle speranze. Alcune paure insorgono immediatamente. La paura di essere traditi, di essere abbandonati, appare molto rapidamente. Non avremo ancora avuto il tempo di sviluppare una reale intimità con questa persona che già tutto il nostro sistema sarà entrato in una situazione di eccesso o di scacco. Tutto il campo energetico dell’incontro e già minato da strategie tanto più devianti in quanto saremmo in due ad averle elaborate

Lo possiamo la aspettativa notare anche nelle richieste all’interno dei trattamenti dei massaggi tantrici.
Tocchero’ il Divino? Mi si accendera’ la Kundalini? Mi si apriranno i Chakra?
La risposta e’ “non si puo’ sapere”.

Invece di stare nell’ascolto AUTENTICO del corpo e del sentire naturale, ci poniamo degli obbiettivi ossessivi, e la nostra mente ci continua a distrarre dal nostro percepire naturale.

Perche’ non mi si accende la Kundalini? Perche’ non si aprono i Chakcra? Perche’ non tocco il Divino? …perche’..perche’…
Per altro il Tantra ci ricorda che piu’ noi siamo bramosamente legati ad una aspettativa ossessiva e piu’ i nostri desideri NON si realizzano.

Ma allora non possiamo desiderare nulla?

C’e’ una grande differenza tra la aspettativa e la aspirazione. Un ricercatore spirituale autentico ha delle aspirazioni, dei desideri. Perche’ altrimenti muoversi?

Ma c’e’ una differenza.

La aspettativa e’ mossa dall’Ego superbo  che vuole smaniosamente un risultato. Se questo risultato non si manifesta dice che qualcosa non ha funzionato. La aspettativa non e’ quindi libera, e’ bramosa. Come un bimbo piccolo che picchia i piedi per terra, perche’ vuole assolutamente il gelato. La aspettativa e’ legata all’inseguimento della Volonta’ che proviene dalla mente.

La aspirazione nasce dal desiderio, de-sideral qualcosa che arriva dal cosmo, e l’aspirazione pur anelando qualcosa non e’ cosi’ ossessiva. Anzi si dimentica pure dell’oggetto del suo desiderio. E poi magicamente se lo trova di fronte, proprio nel momento in cui se lo era dimenticato e meno se lo aspetta. La aspirazione e’ connessa alla liberta’ dell’intuizione che proviene dall’istinto.

La aspirazione libera e’ un proponimento che giunge dalla passione della pulsione della vita. Non si arrabbia se qualcosa non giunge. Fluisce nella Vita.

La aspettativa e’ una attesa ossessiva che giunge dall’ego della fissita’. E si arrabbia molto quando qualcosa non si realizza. Si scontra con la Vita.

Spesso questo si manifesta nel corpo. Chi e’ pieno di aspettativa bramosa ha un corpo rigido e corazzato. Dice nella sua mente , io vado a ricevere un massaggio rituale tantrico e sentirò questo e vivrò quello e succederà quell’altro. Tutto e’ gia’ previsto e normato. E torna a casa scontento, perche’ le sue aspettativa non si sono realizzate, pieno di giudizio e pregiudizio.

Chi manifesta un carico meno bramoso, piu’ libero da aspettative, ha spesso un corpo piu’ fluido, morbido, meno corazzato. Dice nella sua mente, non so bene perche’ sono qui, ma intuisco che potrebbe essere utile. Stiamo a vedere in ascolto. E torna a casa pieno di intuizioni, di trasmutazioni e scoperte sul proprio se’.

La scienza della meccanica quantistica e’ d’accordo con il Tantra.

Nella fisica quantistica c’e’ un mistero che e’ il comportamento onda/particella di un fenomeno quantistico. Sembra strano, ma un fenomeno in fisica quantistica puo’ manifestarsi come forma d’onda o come particella singola. Ma come puo’ essere che qualcosa sia entrambe le cose?
La fisica quantistica si e’ accorta che la coscienza dello sperimentatore ha influenza sugli esperimenti.
Allora fino al momento che un fenomeno non e’ osservato il campo dell’onda quantica puo’ manifestare tutte le realta’ possibili nell’essenza dell’universo e delle probabilita’.
Ma appena l’onda quantica e’ influenzata dalla aspettativa dello sperimentatore , l’onda , come dicono i fisici, collassa in un particella e a quel punto non sono piu’ possibili tutte le realta’ , ma una e una sola soltanto.
Infatti a quel punto la forma d’onda si “condensa” in una particella e acquisisce una massa, una polarita’, uno senso di rotazione, insomma diventa una realta’ unicamente definita e non saranno piu’ possibili cambiamenti.

Fisica e Mistica si uniscono in un matrimonio alchemico.

“….Ora poniti fuori dalla progressione spirituale, fuori dalla contemplazione, fuori dall’abile loquacità, fuori dalla ricerca, fuori dalla meditazione sulle divinità, fuori dalla concentrazione e dalla recitazione dei testi. Dimmi, qual è la Realtà assoluta che non lascia spazio ad alcun dubbio? Ascolta bene!  Smetti di aggrapparti a questo o a quello, e restando nella tua vera natura assoluta, gioisci tranquillamente della realtà del mondo…” – Abinavaghupta Maestro Tantrico kashmiro

Jose’&Resya – TantraLove

 

Karma e Terrorismo

Dato i continui attacchi terroristici e l’onda emozionale che generano volevamo spendere due riflessioni sul tema.

Siamo come previsto dagli antichi tantrici nell’epoca del Kali Yuga, l’eta’ del Ferro, la piu’ difficile perche’ viene agita la massima divisione possibile e la massima caduta e decadenza spirituale e morale.

Spesso ci chiediamo attoniti come mai si vengono a generare questi continui attacchi terroristici in occidente di questa violenza efferata mietendo vittime innocenti. Non capiamo il perche’ di questa assurda violenza.

Ma questa violenza efferata abbiamo contribuito a generala noi, come popoli occidentali, nelle centinaia di anni precedenti.
Abbiamo invaso, sottomesso, ucciso, stuprato donne a migliaia, rubato, impiccato, fucilato, assassinato bambini e non qualche centinaio di persone, ma stiamo parlando di milioni di persone. In tutto il mondo e in particolare in medio oriente e nord Africa cosi’ come in Asia. Come governi occidentali abbiamo compiuto azioni violente al pari delle esecuzioni dell’Isis. Gli Inglesi giustiziavano gli Indiani legandoli su un cannone e poi facendo fuoco.
Tutto questo nel nome del dio denaro, in attinenza alla societa’ del capitale, per appropriarci di petrolio, terre, coltivazioni e sfere di influenza, per generare mercati dove piazzare le nostre inutili merci.

Ora non possiamo stupirci. Il Karma ritorna. Questo non significa avvallare o giustificare questi episodi di grave violenza e di uccisione, ma occorre capire da dove tutto cio’ si e’ generato, per non fare i coccodrilli che prima si riempiono la pancia e poi piangono per i dolori di stomaco.

Il karma ritorna. Il Karma esiste anche per i popoli, che sono una entita’ energetica. L’aspetto negativo del karma dei popoli e’ che spesso i figli, innocenti, pagano per le malefatte dei padri.

Ora i nipoti arabi di quei morti che abbiamo assassinato per secoli, ricolmi di odio e di risentimento ( che passa di generazione in generazione ) si riversano sulle nostre piazze a seminare morte. Non ha importanza se loro non hanno vissuto direttamente questa violenza, e’ passata nel loro sangue attraverso le loro nonne stuprate e i loro nonni assassinati.

Su questo risentimento dilagante fra i giovani arabi, sul risentimento che esiste verso i popoli occidentali, che fa presa l’ideologia assassina dell’Isis che manipola questi giovani con le sue ideologie di rivalsa e di risentimento, che attecchiscono sulle violenze che per primi noi occidentali abbiamo commesso.

Qualche riflessione anche sul terrorismo.

Il terrorismo e’ l’arma dei poveri e degli sconfitti.
Non riuscendo a far sentire la propria voce, non riuscendo ad avere sfera di influenza , non riuscendo ad avere un campo di influenza culturale e sociale, da secoli qualcuno pensa di utilizzare lo strumento del terrorismo, pensa che sia funzionale.

Strumento perdente, che non ha mai cambiato nulla e mai e’ riuscito a spostare l’asse dell’influenza, e l’unica cosa a cui serve e’ a creare orfani e vedove. L’arma degli sconfitti, che cercano di utilizzare l’ultimo strumento che gli e’ rimasto. Utilizzare questo strumento significa essere gia’ perdenti.

Un giorno eravamo in aeroporto e un nostro amico ci suggeri’ di nasconderci dietro le colonne di cemento, mentre aspettavamo, perche’ in caso di attacco era il luogo piu’ sicuro.
Ecco l’unica arma del terrorismo, creare ansia e paura. Ma l’ansia e paura dipende da noi.

La nostra risposta fu spostarsi proprio in mezzo alla sala di attesa completamente esposti a tutto e tutti.

Non abbiate paura.

Jose’&Resya – TantraLove

Le Donne e il Tantra

Molti nostri allievi maschili ci riportano alcune testimonianze degne di nota. Quando si confrontano con loro amiche sul percorso tantrico che stanno frequentando ci riportano, in maniera davvero molto frequente, che le donne hanno una reazione di soprassalto, sono esterefatte, e generalmente manifestano apparentemente una forte ritrosia e perplessita'.

Non parliamo quando poi magari, presi dall'entusiasmo per il percorso tantrico che stanno frequentando, cercano di invitare a condividere questa coinvolgente via spirituale della crescita del se'. 
"..ma sei matto?…" "no no assolutamente!…". 
Strano, perche' le donne sono le principali persone che usufruiscono dei percorsi di crescita, basta osservare le massicce presenze femminili all'interno di un corso olistico..

Stessa cosa succede alle nostre allieve femminili. Quando condividono che stanno frequentando un percorso di crescita spirituale di Tantra con le amiche, subito queste cercano di dissuaderle e sono molto perplesse e intimorite, "…ma sei impazzita?.."

Poi pero' ci riferiscono i nostri allievi, maschili e femminili, che, pur manifestando perplessita', poi in realta' sotto sotto esiste una forte curiosita' e vengono tempestati di domande sul percorso tantrico. Atteggiamento altalenante e ambiguo. E' come se molte donne fossero da un parte spaventate dal percorso tantrico, ma dall'altra intuiscono che nasconde una gemma preziosa, la loro possibilita' di liberazione.

Lo notiamo anche noi osservando le domande piene di ansia che ci vengono rivolte nelle email informative.

Come mai ?

Noi crediamo che sia dovuto al fatto che la Via Tantrica, a differenza di altre, include nel percorso di crescita del se' tutte le nostre energie, compresa tra i vari aspetti energetici della via del Tantra, anche la possibile esplorazione dell'energia dell'Eros, l'energia per una donna piu' trasmutativa che esista. Il Tantra indica cone l'energia dell'Eros sia una delle nostre componenti che sia possibile attraversare nella conoscenza del se'.

Anzi, alcune donne, forse prese da alcuni stereotipi comuni, immaginano immotivatamente che questo sia l'unico aspetto che viene sviluppato nel Tantra. Quello che bisognerebbe capire che l'esplorazione del primo chakcra e' solo uno degli espetti affrontati nel Tantra.
Questo spaventa, anche se erroneamente, molte donne che spesso hanno degli irrisolti e dei sospesi con la sessualita', perche' non sono libere.

E' tipico della nostra societa' occidentale che permea tutto quanto di giudizio e pregiudizio, spesso infondato.
Il Tantra indica che le donne sono le piu' vicine alla via Tantrica per costituzione, per attitudine e per organizzazione energetica dei centri sottili.

”….La Donna crea l’universo, è il corpo stesso di questo universo. La Donna è il supporto dei tre mondi, è l’essenza del nostro corpo. Non esiste altra via oltre a quella che la Donna ci apre. Non c’è mai stato né ci sarà mai, né ieri, né adesso, né domani, un altro tesoro oltre alla Donna, né regno, né pellegrinaggio, né yoga, né preghiera, né mantra, ne’ ascesi, né appagamento quanto quello prodigato dalla Donna.…” – Shaktisangama Tantra

Pero' nella nostra societa' patriarcale piena di giudizi, e' transitato il concetto erroneo in molte donne che il Tantra sia una via spirituale immonda, proprio perche' esplora oltre le sei energie (trascendenza, meditativita', espressivita', affettivita', radianza, emozionalita') anche la sessualita'. Si e' annidato in  molte donne il senso di colpa, vergogna, peccato, sporco, la negazione del piacere per effetto di secoli di patriarcato, ma il risveglio della dea nella donna passa anche dal Tantra, via che e' nata all'interno del Matriarcato.
Questo giudizio negativo, fuori luogo e gratuito, colpisce proprio prevalentemente le donne, perche' hanno assorbito piu' che altro dalla filiera femminile (madri, sorelle, nonne ecc.) il concetto della sessualita' come qualcosa di sporco e disdicevole. Frutto di un paio di millenni di pregiudizio cattolico.

Tutto cio' ostacola, ma ovviamente non impedisce, un migliore accesso delle donne a questa trasmutativa via spirituale di crescita personale, ed e' un vero peccato, perche' preda di pregiudizi immotivati, molte donne si tagliano fuori da un percorso esperienziale e spirituale di grande efficacia a priori, perdendo una occasione per poter diventare veramente libere e di superare la diffidenza.
Altre donne invece che riescono a superare i preconcetti e gli stereotipi, apprezzano poi fortemente questa via di conoscenza del se', e si trovano poi immerse in un emozionante percorso di liberazione. Piu' di una volta abbiamo sentito dire, "..per fortuna, nonostante le mie ritrosie, mi sono iscritta, e ora posso godere degli effetti positivi, mi sento libera …".

Il Tantra rompe gli schemi e uno degli schemi da rompere nella nostra societa' tra i tanti e' che l'energia dell'Eros sia disdicevole e sporca.

Jose'&Resya – TantraLove

Armonia tra Uomo e Donna

E’ un periodo, questo, in cui si vuol sentir parlare di obiettivi, di spiritualità, di cose da raggiungere, di cosmo… non si vuol sentir parlare di radici, di terra, di profondità, di essenza, di responsabilità. Si vuole andare verso il cosmo e non si vuole andare dentro se stessi. Si esercita una forza maschile e si ignora quella femminile.

Siamo stati così tanto tempo senza gli uomini, che andavano in guerra, al lavoro, nei campi, in sacerdozio, all’estero… abbiamo fatto il pieno delle donne, delle madri, delle zie, delle nonne, delle suore, sempre presenti, a fare tutto, a chiederci di sostituire chi mancava… abbiamo fatto il pieno delle donne e ci mancano gli uomini.

Mancano alle donne come agli uomini. La figura maschile è mancata e la stiamo cercando da molti anni. Stiamo andando sulla luna, esploriamo il cielo, l’universo, spacchiamo gli atomi, rincorriamo obiettivi, attendiamo un voto, un responso, uno sprono, una gratificazione, cerchiamo qualcuno che ci dia una direzione, chiediamo agli altri che cosa dobbiamo fare. Cerchiamo il padre.

Nel frattempo sfruttiamo la terra, vediamo la materia con brama, pretendiamo che ci venga dato, la terra ci pesa, il denaro ci pesa, le cose materiali ci pesano e siamo così frustrati nella ricerca continua del fare, nello sfinirci verso la spasmodica corsa verso il padre, da stancarci al punto da non vedere lo squilibrio e da chiedere alla madre, alle cose, alla materia, di nutrirci, compensare e sostenerci.

La madre è la terra. Il padre è il cielo. Tutto quello che va verso l’altro corrisponde al padre, tutto quello che va verso il basso corrisponde alla madre.

Da tempo ormai non vogliamo sentir parlare di basso se non in maniera bieca. Tutto quello che è basso è svilente, tutto quello che corrisponde alla terra, alla stabilità, alle radici, all’oscuro – ovvero alla madre – lo troviamo noioso e di poco valore. Allo stesso tempo lo pretendiamo. Mentre tessiamo lodi per il pensiero, le scoperte, gli obiettivi raggiunti, il fare, l’azione – ovvero il padre – stressandoci per raggiungere qualcosa che non sappiamo nemmeno descrivere. Perché manca la radice, perché il movimento parte da una fuga e 
non da una stabilità.

Il movimento è maschile e senza la sua radice femminile diventa puro stress.

Ci hanno abituato a vedere le donne come scontate e come meri dispensatori di cibo e sostegno. E così le trattiamo. Allo stesso tempo abbiamo visto gli uomini come conquistatori del mondo. E così li trattiamo.
Vogliamo soldi, ma senza la spiritualità. Oppure tendiamo alla spiritualità negando i soldi. Vediamo sempre uno senza l’altra. Perché?

Perché non abbiamo visto un’armonia tra madre e padre, non abbiamo visto gli uomini e le donne unirsi per collaborare e creare qualcosa insieme.

Abbiamo visto gli uomini andare via da casa per fare la guerra, per andare al lavoro, per inseguire i loro obiettivi. E abbiamo visto le donne fare le manifestazioni, andare contro gli uomini, voler diventare come gli uomini. Abbiamo visto le donne dimenticarsi di accudire la vita. Le abbiamo viste a casa, dimenticandosi di loro stesse.

Non abbiamo visto fiorire le donne. E non abbiamo visto fiorire gli uomini. Abbiamo visto le une contro gli altri. Non abbiamo visto la collaborazione, perciò non sappiamo che esiste e che la possiamo esercitare partendo da dentro noi stessi. Non sappiamo che lo spirito e la materia danzano insieme, non sappiamo che il femminile e il maschile dentro di noi esistono affinché l’energia si muova da una verso l’altro in una continua onda di vita e creazione…

Tutto questo non l’abbiamo visto. L’abbiamo letto, certamente l’abbiamo letto e l’abbiamo sentito dire da molti maestri. Ma non l’abbiamo VISTO.

Noi siamo esseri emulatori. Facciamo quello che vediamo.
Ripetiamo l’esempio di chi è intorno a noi.

Abbiamo visto maestri spirituali senza una compagna. Abbiamo visto donne scienziate e donne medico e donne simbologhe girare il mondo per diffondere le loro scoperte, senza un compagno.

Non abbiamo visto gli uomini e le donne collaborare.

Non li abbiamo visti. E non sappiamo che è possibile.

Vediamo grandi obiettivi raggiunti e vediamo la terra soffrire.

Vediamo involucri di plastica dimenticati sull’erba in nome di un commercio e una de-responsabilizzazione degli individui, in cui “tanto ci pensa qualcun altro”, “a me cosa me ne frega”, “ho altro da fare, non posso pensare a queste cose”. Vediamo un affannoso muoversi alla ricerca di qualcosa, dimenticandosi di cercare se stessi. Vediamo una grandissima rabbia nei confronti della terra – della figura madre – che è stata troppo presente, che viene data per scontata, che non abbiamo imparato ad accudire, da cui pretendiamo e a cui non diamo valore. E allo stesso tempo vediamo l’elogio dell’uomo, dell’irraggiungibile, della missione, della medaglia al valore, del nuovo, del super tecnologico, del fittizio, del fallico, della legge del più forte.

Vediamo uno squilibrio. E lo squilibrio esercitiamo.

Ma stiamo male. E questo è un dono, un immenso segnale per ritrovare l’armonia.

Questa è la salvezza. Unire.

E parte da dentro.

Non l’abbiamo visto fare, se non da pochi. Perciò l’esempio è dato da pochi. Così, possiamo iniziare noi.

Ognuno di noi può iniziare.

Ad ascoltarsi, a dare spazio all’aspetto femminile, a sentire qual è la sua via. E così percorrerla. Senza negare la partenza puntando all’obiettivo. Sapendo che tutto è uno. Che la partenza è l’obiettivo, che uno non esiste senza l’altra. L’obiettivo esiste quando esiste la partenza, altrimenti è puro vagare.

Quando il femminile e il maschile collaborano, viene data vita alla creazione.

Quando maschile e femminile sono insieme, la materia ha un grande valore spirituale e lo spirito si manifesta nella materia. Esse sono INSIEME.

Quando si parte dalle radici, si può andare verso il cielo mantenendo solida la connessione con se stessi e realizzando la propria verità, senza farsi confondere da tutte le arie che tirano…

Questo è possibile mettendo insieme, unendo.

Nessuno vince.

Tutti collaborano, per la vita di tutti.

Rossella Schianchi

Mente, sensi e corpo

La nostra societa'  occidentale e' fondata principalmente sulla mente e sull'intelletto. Cogito Ergo Sum e' il motto dell'Occidente. E' come se il pianeta Terra, come un organismo vivente, si fosse diviso i compiti. L'Oriente ha presidiato la parte sinistra del cervello, emozionale e intuitiva, che risiede piu' nel sentire e l'Occidente ha presidiato la parte destra del cervello razionale e cognitiva che risiede piu' nel fare. Dalla difficoltà di comunicazione tra Oriente e Occidente derivano molti problemi attuali come in un cervello autistico privato del corpo calloso e quindi ostacolato nelle comunicazioni tra parte intuitiva e razionale.

Il centro focale quindi per l'Occidente e' la mente. Intelletto che ha molti vantaggi e funzioni, ma anche alcuni lati d'ombra. Il Tantra indica che la vera conoscenza NON passa a livello cognitivo, quindi attraverso la mente, ma a livello di memoria cellulare e quindi la autentica conoscenza risiede nel corpo e non nella mente. 

“…Nel corpo dimora la grande conoscenza, completamente priva di qualsiasi giudizio. Essa pervade tutte le cose. E’ presente in tutto il corpo, eppure non scaturisce dal corpo…”  Hevajra Tantra

“…Senza il corpo non c’e’ liberazione …” – Kirana Tantra

La prevalenza in Occidente della mente e' molto visibile anche da come ci approcciamo alla conoscenza potenziale del sè. Conferenze continue, simposi intellettuali, satsang meditativi a ripetizione, tavole rotonde intellettive in ogni dove, libri che ci spiegano ogni cosa. Certo e' piu' facile, la conferenza ci lascia nella nostra zona di confort, dopo le due orette di Satsang o simposio ci si alza tranquillamente dalla sedia e si torna a casa immutati.

Il Tantra indica la poca utilita' di tutto cio'. Sprechiamo un sacco di tempo a inseguire una conoscenza cognitiva che poi ci e' inutile a livello di conoscenza emotiva. Certo molto interessante, ci fa passare il tempo, acquisiamo molti concetti mentali, ma non ci e' veramente utile. Lo sappiamo anche a livello pragmatico potenzialmente. Quando facciamo la patente auto, intraprendiamo della teoria, ma poi il battesimo del fuoco sono le guide auto. Sappiamo parcheggiare? sappiamo approcciare un rotatoria? sappiamo tenere l'auto a 90 km/h? sappiamo cambiare una marcia? Sappiamo muoverci nel traffico reale?

La nostra parte teorica rimane integrata e ci aiuta solo se e' supportata da una adeguata esperienza reale.

E così dopo mille conferenze mentali, la minestra continua a essere sempre quella e raramente avvengono trasmutazioni o modificazione del se'. Continuiamo a ricadere sempre gli stessi errori e ci illudiamo che ora sappiamo cognitivamente di piu'. Come e' possibile se abbiamo ascoltato mille conferenze e Satsang, ricadere sempre negli stessi lati ombra?

Il Tantra indica che solo attraverso il corpo, nel fuoco trasmutativo dell'esperienza, avvengono realmente delle modificazioni emotive del se' registrate a livello della intelligenza cellulare. Il corpo è uno strumento essenziale per la conoscenza di sé e per poter instaurare una relazione efficace con l’altro. Uno dei mezzi che utilizza il Tantra per l'esperienza sono i rituali e comunque il coinvolgimento del corpo. Il corpo e' autentico e non mente mai, non fa proiezioni mentali. Se senti dolore, e' dolore. Se senti piacere e' piacere. 

"….Così il corpo giova vederlo pieno di tutti i cammini, variegato dal vario operare del tempo, sede di tutti i moti del tempo e dello spazio. Il corpo, così veduto, e dentro di sé naturato di tutte le divinità, dev'essere quindi oggetto di contemplazione, di adorazione e di riti di soddisfazione. Chi penetra in esso, trova la liberazione….." – Abhinavagupta maestro tantrico XII sec.

Anche se in ritardo anche alcune parti della scienza sono giunti alla stessa conclusione. “..Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo…” scriveva Alexander Lowen

Questa e' anche una delle motivazioni per cui il Tantra indica che parte della conoscenza reale  risiede anche nella Sessualita' Sacra, che veicola una istintualita' libera e consapevole del corpo autentico, giusto cio' che invece in Occidente e' colpevolizzato.

"….Il fiore di Loto, l'organo sessuale della donna, è un oceano pieno di Beatitudine. Questo Fiore di Loto è anche lo spazio vuoto in cui l'impulso della Illuminazione sorge. Quando lo Scettro di Diamante, l'organo maschile, unisce con esso, la loro miscela è come l'Elisir derivante dalla combinazione della noce moscata e la mirra e dalla loro unione nasce una conoscenza pura, che illumina la natura di tutte le cose….." Kalachackra Tantra

Osserviamo quindi che nella nostra epoca, quindi troppa valenza e importanza e' demandata alla mente (che mente). Non c'e' equilibrio tra i nostri tre centri: mente, emozioni e istinti. Ci sono relatori e conferenzieri molto bravi, ma purtroppo poi quasi nessuno di questi tramuta il concetto mentale in una esperienza reale e istintiva, tutto rimane nel campo del puramente teorico. 

La vera conoscenza ci giunge quindi dagli istinti per il Tantra, che e' giusto la parte che e' piu' repressa in occidente. Devi essere controllato, non ti devi lasciare andare, e' disdicevole se manifesti emotivita'.

Meno conferenze mentali e piu' esperienza reale e corporea del se'

Jose'&Resya – TantraLove