Film Lucy : Scienza, Mistica e Alchimia dei Cerchi nel Grano

Ieri sera ho visto LUCY, di Luc Besson. Bravo Luc, sei giunto lì a comprendere e riforrmulare il messaggio che pochi grandi Tradizionalisti hanno saputo tramandare nei secoli. Che l'ultimo stadio evolutivo dell'essere umano è il ritorno all'essere di pura energia. Hai strutturato questo film meraviglioso sulle stesse basi su cui ho letto il messaggio dei cerchi nel grano. Per chi ha visto il film invito a leggere questo passo, che scrissi nel 2001, ben 13 anni fa, riportato nel mio saggio "Scienza, Mistica e Alchimia dei Cerchi nel Grano" (in aggiornamento e ristampa) per notare le correlazione con quanto Besson ha studiato per Lucy.

(…) Se la “Vibrazione” è la perfetta armonizzazione di due energie uguali e contrarie, l’Uomo Divino è la perfetta unione di due polarità uguali e contrarie.
L’azione di questa energia nell’Uomo è foriera di cambiamenti, in quanto l’energia elettromagnetica sprigionata dalle cellule di un Uomo perfezionatosi grazie a questa conoscenza vibrerà a una potenza superiore rispetto al normale, il suo DNA sarà differente e potenziato. Egli sarà il seme di una nuova specie umana, una superspecie in armonia con la Natura. Perché la Natura, come dimostrato da Ilya Prigogine e dalla Meccanica quantistica, è portata a evolvere verso stati sempre più ordinati e superiori. I fisici teorici e astrofisici Gritchka e Igor Bogdanov scrivono in Dio e la Scienza: «Esiste una specie di trama continua che unisce l’inerte, il previvente e il vivente, dato che la materia tende a strutturarsi in modo da divenire materia vivente». E poiché, dalle forme viventi più semplici per arrivare all’Uomo vi è un’evoluzione graduale, dobbiamo presumere che esiste un gradino più alto rispetto a quello umano. Quello che gli antichi chiamavano “Semi-dio”, colui che è divenuto “il Verbo incarnato”, il “Messaggero della divinità sul piano materiale”, in quanto in grado di interagire con la natura fisica e metafisica, o meglio, iperdimensionale della realtà. Se il mondo reale è unito da una rete invisibile di energia, come la Fisica quantistica dimostra, e la comunicazione tra molecole avvenga a livello “non-locale”, sebbene tra esse vi siano miliardi di chilometri di distanza, lo stesso può accadere per quei cervelli umani, che in quanto antenne riceventi e trasmettenti, interpretano le onde elettromagnetiche provenienti da questa e/o da un’altra dimensione. I princìpi della Fisica e della Meccanica quantistica possono spiegare i fenomeni paranormali, sebbene il resto della Scienza positivista faccia finta di nulla, e sono queste le capacità che dovrebbero contraddistinguere l’Uomo-Dio. Egli sarebbe in grado di usare il cervello volontariamente per superare le barriere spazio-temporali, comunicare a distanza e interagire con l’esistente. Proprio come paiono fare le nostre sfere di luce, aspetto speculare di un processo cerebrale iperdimensionale. Abbiamo dimenticato questi concetti che gli antichi conoscevano in quanto essi si fondano su una scienza antica, più antica della nostra civiltà. Un processo cui l’Uomo, punto finale di questa evoluzione dal non vivente al vivente dovrebbe puntare, se solo non si comportasse come un essere costantemente addormentato dalle illusioni generate dalla società moderna e suoi falsi bisogni. È il fenomeno Cerchi nel Grano ad affermarlo, ma questo concetto di “Uomo-Dio” e di nuova specie, che in sé ha risvegliato il suo stato quantico, il suo Spirito di luce, sembra essere un fatto accettato anche dai filosofi moderni e dai fisici teorici. (…) Questi glifi, tracciati grazie a questa somma intelligenza nei campi di grano di tutto il mondo, riportano in auge l’antica conoscenza dimenticata per creare un Uomo nuovo, o meglio “l’Uomo Primevo” l’essere che era prima della caduta nelle Tenebre della materialità. Soprattutto, la manifestazione di questo fenomeno nelle modalità sinora descritte ed in questo specifico periodo storico è un invito ad operare una trasformazione nel nostro nucleo spirituale più profondo. Non importa se pochi agiranno secondo i dettami della Tradizione e di quanto i Cerchi nel Grano stanno comunicando. È fondamentale, invece, che anche uno solo possa avere successo in quest’impresa perché egli sarà come il gamete maschile che tra milioni e milioni di suoi simili vincerà la sfida e feconderà il suo nucleo aureo, accedendo ad un nuovo stadio di esistenza. Tale stadio corrisponderà alla nascita della Luce in Lui, la sua Illuminazione, il collegamento con “la Rete universale”, che lo renderà immortale nello Spirito.

Adriano Forgione – Direttore di Fenix

PERCORSO DI ENNEAGRAMMA

Enneagramma-tantra

PERCORSO SERALE DI ENNEAGRAMMA

dal 5 novembre 2014

Conosci Te Stesso e il tuo Carattere tramite l'antica saggezza Sufica e Gnostica dell'Enneagramma degli Archetipi di Personalita'

Ogni mercoledi sera ore 20.45 – 7 incontri presso il centro olistico Tana del Bianconiglio 

Busto Arsizio (Va)

L’enneagramma, antico mezzo di conoscenza di sè e di evoluzione spirituale, pare sia nato in Afghanistan e Kashmir, nella stessa zona dell’origine del Tantra e dalla stessa radice esoterica cioe’ lo sciamanesimo Bon dove era usato come percorso iniziatico ed esoterico dai maestri Sufi piu’ di 2000 anni fa.   Se ne ritrova traccia anche nello Gnosticismo del Cristianesimo delle origini. La conoscenza di se’ e’ ritenuta estremamente importante nella via tantrica (manifestata dal significato stesso della parola TAN-TRA) ed e’ per questo che utilizzeremo questo antico strumento per raggiungere una migliore consapevolezza di se’, andando a riconoscere il bordo caratteriale che ci contraddistingue nelle relazioni con noi e con gli altri. L'enneagramma o ennagono è una figura geometrica costituita da nove punti. Si usa per rappresentare un modello dinamico di nove diversi tipi psicologici.
Andremo ad indagare sul nostro carattere in un forma molto innovativa, rispetto ai corsi puramente teorici, cioe’ utilizzando , come insegna la via tantrica, le sessioni esperienziali pratiche, sostenute da un forte impianto teorico .

L’enneagramma e’ uno strumento che aiuta a fare verità e chiarezza su se stessi: da una parte ci rende consapevoli della nostra unicità e dall’altra ci spinge a cogliere le similitudini che ci legano alle altre persone. Permette infatti di rendersi conto che ognuno di noi ha modelli e schemi di comportamento, tendenze selettive o filtri che lo condizionano, e che gran parte delle difficoltà umane sono causate dal fatto che siamo ciechi al modo di vedere degli altri e inconsapevoli dei nostri condizionamenti.

L'enneagramma descrive nove diversi tipi di personalità e il rapporto tra loro. Se siamo in grado di riconoscere il tipo a cui apparteniamo, ci sara' piu' semplice affrontare meglio i nostri problemi, oltre che conoscere meglio i nostri partner,familiari, amici e colleghi. Ma oltre alla descrizione delle varie caratteristiche umane, conduce al cambiamento interiore. E’ più di un'indagine profonda per la conoscenza di sé: ci dà la possibilità di metterci a confronto col nostro io inconscio, invitandoci a prenderne coscienza. L'enneagramma della personalità, più spesso chiamato semplicemente enneagramma, è quindi un modello di lettura degli "archetipi di personalità", che mette in luce le specifiche peculiarità di un carattere e le relative connessioni con gli altri.

Tutti possediamo qualche lato oscuro, che il Tantra chiama Demoni, che ci condiziona negativamente, che altro non  è una strategia di autodifesa legata sia all’imprinting di nascita che al contesto familiare e sociale, che serve per ottenere apparente risposta di sicurezza e soddisfazioni effimere. Riconoscere il segreto di queste pulsioni è il primo passo verso la libertà interiore e dal liberarsi da schemi costrittivi ,attuando una efficace per un'armoniosa crescita psicologica e spirituale. E' un cammino di conoscenza di sè e degli altri, emozionante, che se percorso onestamente e lealmente fino in fondo consentirà di conoscere la verità su sè stessi.

L'enneagramma viene usato ormai in molti . Essere a conoscenza del proprio enneatipo serve soprattutto per capire i propri pregi e limiti per poterli enfatizzare nel primo caso, e smussare nel secondo.

Comprendere il proprio enneatipo significa avere a disposizione una mappa per:

1) Comprendere i propri punti di forza e Talenti
2) Comprendere i propri punti di debolezza e Demoni
3) Avere una direzione per migliorarsi e non cadere in schemi precostituiti
4) Comprendere i comportamenti degli altri (partner,colleghi, figli, familiari, amici)
5) Conoscere le leve per collaborare migliormente con gli altri
6) Evitare i comportamenti che creano situazioni ingestibili

PROGRAMMA PERCORSO: 

05 -11-14:   L'enneagramma – I fondamenti teorici e Test di valutazione
12-11-14:    Enneatipo 1 Normativo e Enneatipo 2 Altruista
19-11-14:    Enneatipo 3 Mercantile e Enneatipo 4 Drammatico
26-11-14:    Enneatipo 5 Evitante e Enneatipo 6 Diffidente
03-12-14:    Enneatipo 7 Epicureo e Enneatipo 8 Boss
10-12-14:    Enneatipo 9 Diplomatico e approfondimenti sull'Enneagramma
17-12-14:    Proiezione Film – Esercizio x riconoscere gli enneatipi e condivisione/approfondimento finale 

ISCRIZIONI APERTE A TUTTI  – IL PRIMO INCONTRO E' OBBLIGATORIO PER LA PROSECUZIONE DEL PERCORSO –

E' POSSIBILE RICHIEDERE L'ATTESTATO DI FREQUENZA.

per ulteriori  informazioni o iscrizioni  scrivere a :

tantra@tantralove.biz

"Comprendere gli esseri umani è intelligenza, comprendere se stessi è saggezza. Dominare gli esseri umani è forza,dominare se stessi è il vero potere. (Lao Tzu)"

Logo-Originale

Attestazione di Competenza Professionale SIAF n.LO1112P-OP   e n.LO1274T-OP ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n.4 – www.siafitalia.it

enneagramma sufi

Tantra e Sensualita’

La sensualità è la festa dei sensi e dello spirito, la manifestazione della gioia e del piacere, l’incontro fra il mistero e la bellezza. Il gusto del mistero è lo svelamento, lento od improvviso, con tutte le emozioni che può fare sorgere. E’ letteralmente la poesia dei sensi, l’invito all’abbandono amoroso. La sensualità è una manifestazione dell’anima, dipende dalla capacità di sentire e di percepire. L’apertura del cuore stimola l’apertura all’infinito. Nella misura in cui i corpi si muovono liberamente allontanandosi dalla materialità sociale dei gesti, degli impeti, delle maschere, del potere, possono tutti vivere una magnifica e potente sensualità, che deriva dallo scorrere delle emozioni e delle fantasie attraverso i gesti, attraverso il modo di vestire, di abitare, di comunicare, con sé e con gli altri.


L’amore, la conoscenza, l’emozione, la donazione, il desiderio, la curiosità, la forza, sono tutti presenti nella gara della reciproca sensualità, fra l’uomo e la donna, fra tutti gli esseri. Spesso i primi movimenti della sensualità vengono vissuti con impazienza, per cui si cerca di passare agli impeti della sessualità. Se attenuiamo il piacere sensuale, e rincorriamo l’istinto genitale, si rinforza il desiderio di possedere, nell’immaginazione o nella realtà. Ma in questo modo si perde la sensibilità sensuale, si perdono le percezioni profonde presenti appunto nell’anima. La sessualità ha un suo ritmo avvolgente, coinvolgente, in cui sembra volere rapidamente scaricare emozioni, piaceri e desideri. Ma la vera natura divina della sessualità si manifesta quando s’immerge nell’oceano della sensualità.


Questa rappresenta una forma di felicità promessa, che si manifesta nell’arte di muovere i corpi, i gesti, i movimenti, da soli o con l’altro e con gli altri. Diventa anche una complicità trasversale, dove gli oggetti e gli ambienti, i suoni ed i colori, possono aumentare e dilatare la trasmissione dell’effetto magico del piacere sensuale. Dovrebbe accompagnare ogni rapporto umano, come pure ogni espressione animica. In tutti i rapporti viviamo l’amore, la bellezza, le attrazioni. Viviamo la nostra completezza di esseri composti di corpo, anima, cuore e spirito, in cui la musica dell’incontro suona ed armonizza tutti i nostri veicoli espressivi. L’energia sessuale universale si nutre e si coltiva in questo mare di sensualità. Tutti i rapporti umani dovrebbero potere svilupparsi nel piacere dei sensi e dell’anima, come nota inseparabile dai piaceri del sentimento, dell’affetto, della donazione, dell’abbandono.

Kohra Becherini
 

Basi neurobiologiche e chimiche del piacere sessuale

Il professor Barry Komisaruk – scienziato dell’Università Rutgers del New Jersey – ha studiato l’orgasmo femminile attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica, diffondendo un in cui mostra cosa succede nel cervello di una donna quando sta per raggiungere l’apice del piacere sessuale.
L’obiettivo era quello di capire come si arriva all’orgasmo attraverso la stimolazione genitale, e quali parti del cervello siano coinvolte nel percorso. La ricerca mostra quanto sia complesso, a livello cerebrale, il processo che porta al culmine del piacere, attraverso l’attivazione successiva di varie zone, deputate a diversi compiti e tutte perfettamente coordinate tra di loro.
L’attività cerebrale prende il via dalla corteccia sensoriale – che è l’area legata alla zona genitale- , ma poi passa rapidamente nel sistema limbico, coinvolgendo emozioni e memoria a lungo termine. Da qui si divide nel cervelletto e nella corteccia frontale, per poi raggiungere il picco nell’ipotalamo, da dove iniziano gli impulsi nervosi responsabili del rilascio di un ormone – l’ossitocina – che causa la contrazione dell’utero ed è responsabile della sensazione di piacere. Vengono registrate attività anche nel nucleo accumbens, un’area legata alla ricompensa e alla sensazione di piacere. Passato l’orgasmo, l’attività cerebrale diminuisce lentamente, fino a tornare nelle condizioni di partenza.
Certamente non è il caso di ridurre il raggiungimento del piacere al sessuale al “semplice” funzionamento di alcune aree del cervello, tuttavia gli spunti di riflessione sono interessanti: ancora una volta nel mostrare quanto mente e corpo siano collegati tra loro! Tant’è che c’è chi sostiene che l’organo sessuale per eccellenza sia proprio il cervello.
principali componenti chimiche e biologiche dell’amore e della sessualità
È ovviamente impossibile condensare l’essenza di una relazione amorosa all’interno di semplici formule chimiche, ma è interessante
 sapere che il nostro corpo utilizza risorse sorprendenti per modulare la  vita amorosa… basta non dimenticare che a sua volta la nostra psiche influenza la produzione di determinate sostanze in varie fasi e momenti, in un vicendevole e continuo processo di accomodamento mente-corpo!

Dopamina: la sostanza dell’amore romantico.  Si tratta di un neurotrasmettitore che agisce su vari processi corporei e psicologici, e la sua attività è collegata strettamente al funzionamento del sistema limbico, zona del cervello sede delle emozioni e di alcune funzioni vitali, tra le quali la stessa sessualità. Essa permette di potenziare alcuni comportamenti che procurano piacere e soddisfazione, facilitando quindi la ricerca ripetuta dell’esperienza che ne ha stimolato la produzione: ecco come mai nelle prime fasi di una relazione di coppia si desidererebbe stare sempre insieme all’altra persona!


Testosterone: l’ormone del desiderio sessuale. A dispetto di quanto si creda solitamente, questa sostanza ha a che fare non solo con la sessualità maschile, ma anche con quella femminile. Nell’uomo regola il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale: ha la funzione di regolare l’inizio e la fine dell’erezione, collegando l’attività cerebrale con le manifestazioni fisiologiche dell’eccitazione. Nel cervello i recettori neurali di testosterone producono una vera e propria cascata di eventi biochimici che coinvolgono i recettori di testosterone nei nervi, nei vasi sanguigni e nei muscoli, e la regione pelvica è ricca di recettori di questa sostanza. Nella donna il testosterone ha un ruolo importante collegato al desiderio sessuale, fino ad ora esplorato principalmente grazie all’evidenza della diminuzione di desiderio nel periodo post-menopausale.


Feromoni: la chimica della ricerca del partner. Si tratta di molecole invisibili e volatili prodotte da ghiandole situate sotto le ascelle, intorno ai capezzoli e nell’inguine; sono inodori, e vengono captati da un apposito sistema, detto vomeronasale. Essi variano in rapporto allo stato d’animo e possono stimolare il desiderio sessuale. Dato che gli odori vengono percepiti senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, i feromoni sono uno strumento perfetto per fissare ricordi legati alla sfera emotiva (più che a quella razionale).


Feniletilamina: la droga dell’amore. E’ alla base dell’innamoramento e dell’attrazione amorosa: la sua presenza è strettamente collegata con il rilascio di dopamina, in una continua vicendevolezza che genera eccitazione, euforia, entusiasmo. viene rilasciata nel cervello quando l’individuo sperimenta sentimenti di gioia e amore 


Ossitocina: la colla chimica dell’amore. Viene secreta dalla ghiandola pituitaria e liberata nel cervello e nel sistema riproduttivo ogni volta che c’è un contatto con la persona amata. Essa aumenta notevolmente durante l’orgasmo, e soprattutto nella donna è presente durante il parto e l’allattamento; inoltre, è ormai dimostrato che aumenta la nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al contatto fisico e agli abbracci. La sua funzione è quindi strettamente collegata all’importanza del contatto fisico come collante necessario a far durare una coppia nel tempo

Biodanza Open Source 

 

Bharatanatyam antica Danza Tantrica

ll Bharatanatyam è un'arte composita avente come elementi che la costituiscono la danza, l'arte drammatica, la musica, la rima e il ritmo in assonanza ai principi tantrici dove danza, arte, musica, ritmo erano tenuti in grande considerazione . E’ una collezione di un gran numero di movimenti, una varietà di ritmi, di elaborate espressioni del volto, di gesti della mano, di movimenti del corpo e di differenti gesticolazioni che hanno significati profondi.

 La patria del Bharatanatyam è il sud dell'India , dove e’ fiorito il Tantrismo Shakta legato al culto della Shakty femminile. La tradizione dice che la danza Bharatanatyam è intimamente connessa con l'aspetto religioso. Viene persino affermato che il ritmo fondamentale, implicato nella creazione cosmica, fu usato come materiale di base per questa forma di danza. Nel cercare l'origine di questa danza, infatti, si finisce per risalire a storie intessute di leggenda e mitologia.

In accordo con le scritture, il divino Shiva danza ogni giorno con il figlio Ganesha sul picco del monte Kailasha. Shiva, il ballerino per eccellenza, il più esperto nell'arte della danza originò dapprima Tandava, nella quale l'elemento dominante, nella sua lotta per sconfiggere il male, è Vira Rasa. Parvati, la consorte del dio Shiva, danzò un ruolo complementare, nel quale gli elementi complementari, sono Lasya, ossia la grazia e Sringara Rasa o sentimento erotico.

Alla danza come arte viene data così tanta considerazione che le pose di danza sono usate come motivi di decorazione nei templi. I bellissimi dipinti, fregi e figure, sia all'interno che all'esterno della maggior parte dei templi antichi dell'India , e anche in particolar modo i templi di origine tantrica ,ci mostrano quanto quest'arte fosse rispettata nei tempi antichi. L'arte fu lasciata in consegna ai tradizionali nattuvanar, i tradizionali maestri, e alle Devadasi, le ballerine tantriche dei templi. Così si è preservata la continuità della tradizione.

Furono comunque le Devadasi le principali responsabili della preservazione di quest'arte, che altrimenti si sarebbe del tutto estinta, lasciando le statue nei templi come uniche reliquie per ricordarci della tecnica di quest'arte. Le Devadasi erano le ancelle del tempio desiderose di dedicare la loro vita, anche come danzatrici, al servizio delle divinità installate nei templi esperte nella poesia, danza,  Le Devadasi possono essere classificate in tre gruppi: devadasi, rajadasi, sivadasi. Le rajadasi sono quelle che danzano davanti ai dipastambham, i paletti delle insegne dei templi. Le devadasi danzano dentro i templi e le sivadasi danzano in speciali occasioni. Con il passare del tempo l'usanza di danzare nei templi andò in declino a causa della mancanza di appropriato patrocinio (il bramanhesimo induista osteggio’ il tantra) , e anche a causa della colonizzazione inglese che chiuse i templi. Privata della sicurezza e del patronato del tempio la danza degenerò , per potere sopravvivere, nella direzione della prostituzione. Alcuni scritti inglesi pero’ ricordano come queste donne avessero una capacita’ amatoria cosi’ coinvolgente da far svenire un uomo.

Molti inglesi erano marinai e avevano condiviso il talamo amoroso con donne di tutto il mondo , ma questi  inglesi ricordano ,nei loro diari , che le Devadasi avevano delle capacita’ particolari amatorie e una grazia e avvenenza innate naturali che non avevano riscontro in tutto il mondo.

Avendo perduto giocoforza , con la chiusura dei templi, il senso di santità religiosa, le Devadasi si trasformarono in mantenute di qualche ricco e dei responsabili dei pubblici intrattenimenti. La reputazione ne soffrì tanto, che si parlò persino di abolire l'istituzione delle Devadasi. Grazie, comunque, al nuovo spirito generato dagli elementi progressisti della società indiana, la manovra trovò forti resistenze. La famosa Rukmini Devi giocò un ruolo guida nel risollevare la condizione sociale di quest'arte e nel farla rivivere in vari altri modi. L'apertura di due scuole per l'addestramento di allieve ebbe un ruolo importante nella rinascita del Bharatanatyam. Si tratta della Kalakshetram a Adayar, e dell'Istituto Indiano di Belle Arti e Egmore, situate entrambe a Madras. Non passò molto tempo prima che la danza Bharatanatyam venisse riconosciuta in tutto il mondo come la più ricca e migliore forma di danza classica dell'India.

Alla sopravvivenza di questa danza contribuirono le mogli vittoriane inglesi degli ufficiali, gli stessi che chiudevano i templi tantrici. Si erano probabilmente accorte della ricchezza antica di questa danza e ne tutelarono le maestre piu’ famose e trascrissero i passi e le movenze. Ovviamente fecero rivestire le Devadasi che notoriamente danzavano nude, coperte solo di gioielli, o al limite con corti gonnellini a seno nudo, come si vede nelle sculture degli antichi templi. E interessante notare come le movenze , le acconciature dei capelli, i mudra della mani, i gioielli indossati, siano praticamente identici attualmente a quelli ritratti negli antichissimi templi , anche tantrici, indiani.

Jose'&Resya – TantraLove

Thribanga

 

Nataraja1

 

 

Ponte

 

 

 
 
Specchio
 

La differenza tra Tantra e Yoga

Il Tantra e lo Yoga sono fondamentalmente diversi.
Raggiungono lo stesso obbiettivo, tuttavia i loro sentieri sono non solo diversi, ma anche opposti.
Perciò questo punto deve essere compreso molto chiaramente. Anche il processo dello Yoga è una metodologia, anche lo yoga è una tecnica. Lo yoga non è filosofia ; proprio come il Tantra, dipende dall’azione, dal metodo, dalla tecnica: il fare conduce all’essere anche nello yoga, ma il processo è diverso.
Nello Yoga si deve lottare: è la via del guerriero.
Sul sentiero del Tantra non si deve assolutamente lottare. Anzi, al contrario, si deve indulgere, ma con consapevolezza.
Lo Yoga è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole.
Il Tantra dice che qualunque cosa tu sia, l’Assoluto non è opposto a te.
E’ una crescita: puoi crescere fino a essere l’Assoluto. Non c’è opposizione tra te e la realtà: ne fai parte, perciò non è necessaria alcuna lotta. Devi sare la natura, devi usare qualunque cosa tu sia per andare oltre.
Nello Yoga devi lottare con te stesso per andare oltre.
Nello Yoga, il mondo è moksha, la liberazione –come sei e come puoi essere- sono due cose opposte.
Reprimi, lotta, dissolvi ciò che sei in modo da raggiungere ciò che puoi essere. Nello Yoga andare oltre è una morte, devi morire perché possa nascere il tuo essere reale.
Lo Yoga è molto attraente perché è proprio l’opposto della mente ordinaria, perciò la mente ordinaria può capire il linguaggio dello yoga: tu sai come il sesso ti stia distruggendo, come ti abbia distrutto, in che modo continui a girarci intorno come uno schiavo, come un fantoccio.
Lo sai per esperienza personale. Perciò quando lo yoga dice di combatterlo, capisci subito il messaggio. Questa è l’attrattiva, la semplice attrattiva dello yoga. (…)
Perciò, a meno che questa fissazione sul sesso non verrà dissolta, l’uomo non potrà mai essere naturale.
L’uomo si è sviato solo a causa del suo atteggiamento nei confronti del sesso. Nessun atteggiamento è necessario: solo allora sarai naturale. Che atteggiamento hai nei confronti dei tuoi occhi? Sono malefici o divini? Sei a favore o contro i tuoi occhi? Non assumi un atteggiamento!
L’atteggiamento semplicemente non c’è! Ecco perché i tuoi occhi sono normali. Assumi un atteggiamento. Se pensi che i tuoi occhi siano malefici, la vista diventerà difficoltosa, assumerà la stessa forma problematica che ha assunto il sesso: vorrai vedere, desidererai vedere, bramerai vedere, ma quando vedrai ti sentirai in colpa. Tutte le volte in cui vedrai ti sentirai in colpa per aver fatto qualcosa di sbagliato, per aver peccato. Vorresti uccidere lo strumento stesso della vista, vorresti distruggere i tuoi occhi, e più vuoi annientarli, più ti fisserai su di loro; comincerai un’attività veramente assurda: vorrai vedere sempre di più e, allo stesso tempo, ti sentirai sempre più in colpa. Lo stesso è accaduto con la fissazione sul sesso.
Il Tantra dice dunque di accettare qualsiasi cosa tu sia. Sei un grande mistero di molte energie multidimensionali: accettalo e muoviti con ogni energia con profonda sensibilità, con consapevolezza, con amore, con comprensione. Muoviti con loro! Di conseguenza ogni desiderio diventa un veicolo per andare oltre, ogni energia diventa un aiuto, e questo stesso mondo è il nirvana, questo stesso corpo è un tempio: un tempio sacro, un luogo sacro.

Lo Yoga pensa in termini di dualità: ecco la ragione della parola “yoga” .
Significa unire due cose insieme.
Mahavira per esempio, era sulla via dello yoga, ma non reprimeva realmente il sesso: lo aveva conosciuto, lo aveva vissuto, aveva profonda familiarità con esso, ma gli diventò inutile, perciò il sesso cessò.
Una volta che conosci qualcosa te ne liberi: semplicemente cade, come le foglie morte cadono da un albero (…)
In un mondo sano, dove ognuno vive in modo autentico, individualmente, non imitando gli altri ma vivendo a modo proprio, sono possibili entrambi i sentieri.
Un uomo del genere impara la profonda sensibilità che trascende i desideri, può giungere al punto in cui tutti i desideri diventano inutili e si esauriscono. Anche lo yoga può condurre a questo, nello stesso modo in cui il Tantra può condurvici ma abbiamo bisogno di una mente sana, di un uomo naturale.
In questo mondo dove c’è un uomo naturale il Tantra e lo Yoga condurranno alla trascendenza dei desideri. Nella nostra società malata né lo yoga né il Tantra possono farlo perché se scegliamo lo yoga, lo scegliamo non perché i nostri desideri sono diventati inutili . No! Hanno ancora significato, non stanno esaurendosi da soli. Dobbiamo forzarli. Se scegliamo lo yoga lo scegliamo come tecnica di autorepressione, se scegliamo il Tantra, lo scegliamo come astuzia come un profondo autoinganno, una scusa per indulgere sul sesso. Con una mente malata né il Tantra né lo Yoga possono avere un effetto positivo,condurranno entrambi all’automanipolazione.

Per poter cominciare occorre avere una mente sana, in particolare una mente sessualmente sana, in questo caso non sarà difficile scegliere il tuo sentiero: puoi scegliere lo Yoga come il Tantra.
Fondamentalmente esistono due tipologie di persone, il tipo maschile e quello femminile. Non intendo biologicamente, ma psicologicamente.
Lo Yoga è il sentiero per coloro che di base sono psicologicamente maschili, mentre il Tantra è il sentiero per coloro che di base sono psicologicamente femminili .(…)
Lo Yoga è energia che si muove verso l’esterno, il Tantra è energia che si muove verso l’interno.
In termini psicologici moderni lo yoga è estroverso e il Tantra è introverso.
Perciò dipende dalla personalità: se hai una personalità introversa, la lotta non fa per te; se hai una personalità estroversa, la lotta fa per te.

Articolo su REnudo n.06

La Sessualita’ come via Esperienziale Tantrica

Le culture antiche, che non condividono l'occidentale separazione moderna tra il sacro ed il profano, hanno sempre considerato la sessualità come un aspetto del grande mistero dell’esistenza. In grado, quindi, di fornire importanti contributi culturali. La letteratura Indiana, in pratica scritta in Sanscrito, ma anche in Tamil e Pali (la lingua del Buddha), ha una ricca tradizione di trattati sulla sessualità che fu scoperta in Occidente dalle traduzioni degli studiosi nelle lingue indo-europee. Il testo più antico e più conosciuto è il Kama Sutra, scritto da Vatsyasana tra il IV e VI secolo. Dal Kama-Sutra (il più antico noto, ma non il primo che fu scritto) fino al Aranga Ranga, una serie di opere del XVII° secolo che, a partire da fonti analoghe, adatta la conoscenza della sessualità e dell’amore a ciascuna delle relative epoche. Essa include il Koka Shastra, scritto nel XII° secolo da un poeta e trovatore di nome Kokkoka di cui sappiamo ben poco.

Il fatto che tutti i manoscritti sanscriti sulla sessualità venerano il classico di Vatsyasana e si basano su di esso, e l'esistenza di molte versioni e traduzioni che portano alla stessa opera, mettono spesso in dubbio l'originalità dei testi. La lettura di queste opere ci ricollega alla tradizione tantrica in cui il sesso ha una dimensione religiosa e simbolica. I libri del Maestro Vatsyasana dedicati al massaggio sensuale e alle posizioni dell’amore sono stati elaborati e sviluppati in maniera più dettagliata per avere un più abbordabile linguaggio.

In Occidente abbiamo una visione troppo ristretta dell'umanità, e quindi, abbiamo anche una limitata visione della sessualità. Noi non possiamo vivere l’erotismo senza prima recuperare la sua profondità spirituale. La sessualità ci aiuta a riprendere contatto con tale profondità ed è la porta d'accesso alla dimensione spirituale. La verità della tradizione tantrica Indù risale al periodo più lontano della storia umana, dato che la sua epoca d'oro fu nel 7000 a.C., e nel suo aspetto più essenziale non colpì gli occhi dell’uomo, stupefatto davanti al mistero della sua esistenza e stupito davanti alla potenza della sua naturalezza sessuale.

Il Tantra è un antico sistema di pratiche rituali e tecniche che utilizzano la capacità creativa della energia sessuale per portare gli individui ad un più elevato stato di coscienza. Quasi tutte le tradizioni religiose lo guardano con diffidenza e celato sospetto perché il Tantra utilizza l’unione sessuale come il veicolo per l'illuminazione cosmica. Questo lo ha portato a rimanere nascosto e a conservare le sue tecniche segrete per secoli. Le menti controverse di questi detrattori "religiosi" hanno fatto più male delle Inquisizioni Sataniche. La trascendenza tramite il sesso che rende possibile il Tantra non deve essere intesa come una licenza per una sfrenata lussuria sessuale poichè la sua pratica richiede una grande disciplina. Il Tantra trasforma la lussuria in amore. I metodi del Tantra utilizzano l’energia più potente che abbiamo, l'energia sessuale, per penetrare nel reame spirituale. La padronanza della propria energia sessuale è il primo passo per il dominio dell’energia cosmica.

Coraggio e disciplina sono entrambi necessari e indispensabili per sviluppare una prospettiva della sessualità tantrica, a causa delle molte forze che cercano di inibire l’espressione del sesso. L'idea ossessiva occidentale di sopprimere il sesso porta alla creazione di numerosi problemi psicopatologici. L'amore è l'essenza autentica dell'uomo. La civiltà occidentale ha proibito l'espressione dell’amore per condannare la sessualità. L'amore è l'energia sessuale trasformata. Per conoscere l’elementare verità dell’amore, è necessario innanzitutto accettare la divinità del sesso e imparare ad adorarlo attraverso i sensi. Maggiore accettazione del sesso, maggiore libertà di fronte ad esso. La totale accettazione e apertura alle energie naturali porta verso le più sublimi esperienze. Questo è il messaggio del Tantra.

Il Tantra è una via difficile, pur essendo la meta con un ego molto forte. L'uomo di oggi non cerca di capire la sua bellezza, non cerca di scoprire la vera natura del suo essere, non cerca di conoscere se stesso: ciò implica il "mettere il dito sulla piaga". In cambio, preferisce ridurre il tantra, ridicolizzarlo, fino a creare danni con i suoi metodi diretti per ottenere la verità. Tuttavia, il Tantra rimane vero, immutabile, impossibile da offuscare. Lo stesso vale per gli altri metodi che esistono in tutte le parti del pianeta, e che fin dai tempi antichi hanno dimostrato di poter ottenere la vera conoscenza di sé. "Infinite strade portano all’Essere", ma l'ego è ignorante e arrogante, e cerca di manipolare la sua percezione: solo l'ego è capace di trasformare la luce e farla ritornare ombra, come disse Platone, molto saggiamente, nella sua allegoria della caverna.

L’Homo sapiens non è stupido, è solo offuscato. Possiamo dire che egli ha fatto della pigrizia e dell'orgoglio il suo Dio. Preferendo vedere le ombre, si perde la possibilità di gustare la vera bellezza e la perfezione dell’Essere. Le Scritture dicono: "Quando la Shakti danza, la maya avvolge il mondo". Infatti, quando l'energia si muove, nasce la Maya, e con la nascita di Maya, emerge l'ego – strumento indispensabile per muoversi nel mondo – e se così non fosse, al di là di ciò, è diventato il protagonista del nostro vita. Il mondo delle apparenze, dunque, domina l'essere umano con l’auto-inganno e così, le passioni, non possono essere controllate. Pertanto, un maestro tantrico aiuterà il discepolo serio e costante ad emergere vittorioso dal labirinto dell’ego. Ben difficile compito quello del maestro, che si avvarrà di tutta la sua conoscenza e creatività al fine di portare il discepolo nella sua evoluzione.

Senza aspettarsi nulla in cambio, egli rinuncia alla sua illuminazione per prestare il suo aiuto a quegli ego evasivi, resistenti ed esperti nella sublime arte della scusa, che si avvicinano a lui con la speranza di ottenere un miracolo in cambio di nulla, però i miracoli esistono solo per quelli che fermamente credono che tutto è possibile, e che lottano con una fede ferrea per ottenere ciò che vogliono. Il maestro diventa, quindi, un bodhisattva, ed è grazie a questa rinuncia, che egli può trovare la propria illuminazione, "Chi aiuta gli altri, in realtà aiuta se stesso".

Gli antichi abitanti della terra, vivevano in armonia con la natura, perché in realtà l'universo non è un’ eredità avuta dai nostri genitori, ma è un prestito ai nostri figli; gli attuali abitanti della Terra sono dei parassiti, e ciò che è peggio: la stanno distruggendo. Cioè, noi la stiamo distruggendo, perché, senza la Terra, senza l'universo, cosa può esserci per noi, come possiamo riempire le nostre pance?. E questa attitudine autodistruttiva la troviamo perfino nei virus. Guardatevi allo specchio, siate umili e onesti con voi stessi, e ditemi: perché continuare senza affrontare le situazioni che fanno soffrire, e perché stare con persone che non sono convenienti, e perché rifiutarsi di dire basta! nei rapporti o sul luogo di lavoro, e perché rifiutare di essere se-stessi e preferire di fare ciò che dicono gli altri, e perché non cambiare quelle abitudini che vi danneggiano e vi rendono infelici, e perché lasciare che vi accusino, perché rispondere con la violenza alla violenza, mettendovi allo stesso livello, e perché mentire perfino a se stessi, di cosa avete paura… E sicuro che troverete una scusa per evitare di rispondere con umiltà. Quando affronterete con coraggio le vostre scuse, potrete trovare la risposta a questi interrogativi, con vera sincerità, allora e solo allora starete facendo Tantra. Perciò, gli antichi tantrici adottarono il Guru Yoga come il miglior metodo per cui un discepolo, chiamato il guerriero spirituale, possa conoscere il suo vero maestro, il maestro interiore. C'è una sola condizione: volontà di evolversi veramente. Il Guru Yoga, o la stretta relazione tra maestro e discepolo, è il metodo di insegnamento in generale impiegato per il Tantra, e in particolare per gli Shivaiti. 

Il guerriero spirituale è esposto a qualche rischio canalizzando la passione per farla finire più in alto, così da farle oltrepassare la condizione umana. Chi è un adepto del dharma usa il veleno come una medicina, trasgredisce il rigido dogma delle religioni, si espone alle conseguenze karmiche per poter trovare un altro modo di espressione, per ottenere una coscienza equanime ed inalterata, e per saper distruggere tutti i tipi di legami e attaccamenti. Egli entra nel mondo delle ombre per illuminarlo, ciò che distrugge gli altri, aiuta a purificare il tantrico, ciò che rende svuotati gli altri, ricolma di energia il tantrico, ciò che indebolisce e confonde gli altri, dà vigore e lucidità al tantrico. Egli così giunge alla conoscenza di tutti i suoi difetti e li trasmuta negli scopi più elevati: l'amore, l’eroismo, la creatività, la conoscenza di se stessi… Noi ci priviamo di tutto per raggiungere il massimo. Il Tantra è asociale, ma non antisociale. La prima cosa che un tantrico deve fare è di riconoscersi schiavo, di riconoscere quali sono i suoi legami e frantumarli per diventare libero. Quindi, chi ha realizzato la sua vera natura, non può essere soggiogato da nessuna volontà né dogmatica, nè politica nè religiosa. Ma attenzione ad evitare gli equivoci! La libertà non esiste all’esterno, ma è al nostro interno: Fate in modo di trovarla! 
Il Tantra è il culto della femminilità, della Dea, delle donne. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Il Tantra è lo sviluppo della sensibilità, l'esperienza di amare intensamente, senza timore della perdita, completamente fusi con l'amato o l’amata. È il saper trascendere il superficiale e l’apparente, in quanto un tantrico non è mai un collezionista di amori. La donna è la passione stessa, la Shakti, però prima egli deve scoprire se stesso, e poi trovare il suo Shiva interiore, la sua temperanza, il suo maestro, e deve anche riconoscere il suo Shiva esterno – la sua anima-gemella, così da raggiungere l'unità, lo Yoga supremo. Il Tantra sarà di grande aiuto e fondamentale l'assistenza di un maestro tantrico, essenziale per ottenere la liberazione. I tantrici personificano Dio con l'amore e la devozione per poterlo venerare più facilmente. Noi chiamiamo Shiva la parte maschile della coscienza, e Shakti la parte femminile, l’energia, la Dea. Shiva e Shakti, il matrimonio cosmico, formano tutte le dualità emotive che dobbiamo imparare ad unire. Perciò, il tantrico celebra la Shakti in ogni atto della vita, impara ad amarla e venerarla nel dolore e nel piacere, nel profitto e nella perdita, e grazie ad essa produce la Liberazione. L’Essere, Shiva, non è possibile senza Shakti, e senza la Shakti, l’Essere non è in grado di espandersi.

I veri maestri sono "poveri", ma non perché rinunciano al denaro, che è una forma di energia che è necessario saper gestire, ma piuttosto perché sono snobbati dagli ignoranti che rinunciano ad essi. E gli ignoranti sono ignoranti perché amano i loro vincoli, le loro disgrazie, e soprattutto, il mondo delle apparenze e delle vanità illusorie. Dobbiamo imparare a farle finire. Il vero maestro è ricco, è l'uomo più ricco del mondo, perché ha rinunciato a tutto. C.G. Jung disse, "Colui che resiste, persiste". La nostra Via è il sentiero dell’amore, della rinuncia, dell’umiltà e della fiducia, che non nega il dolore e lo sforzo. Concentrate tutte le vostre energie per ottenere ciò che desiderate, non perdete una sola goccia per rinunciare a ciò che volete.

Possiamo dire che il Tantra è un’autentica rivoluzione interna, è spogliarsi di tutte le fedi religiose, le morali, i vincoli, i pregiudizi, ecc. E’ creare lo spazio interno che è necessario per concepire l'infinito e la verità senza tempo. Dal momento in cui la mente si svuota e si adatta a ciò che realmente accade, quando apprendiamo dal nostro interno più profondo, tutto diventa un mantra, che è il tessuto, la base della vita, in cui uno mette tutto e che magicamente assume molte forme diverse di creatività infinita. Il Tantra spezza i tabù, le credenze e i dogmi imposti da qualunque religione.

Per questo esso prevede una ribellione contro la morale sociale e le credenze religiose. Ed è anche l'intelligente osservazione dell’essere umano con tutte le loro contraddizioni, l'ammissione che il corpo è tanto divino quanto l'anima, perché tutto proviene dalla stessa fonte. Così, per trovare Dio, noi non dobbiamo rinunciare al sesso né alla celebrazione di esso, non dobbiamo rinunciare alla vita. Se noi reprimiamo il sesso, lo respingiamo, o lo portiamo verso il suo contrario, la lussuria, questo ci porterà innumerevoli problemi psicologici e spirituali. Invece, dovremmo imparare che la libertà è ben diversa dalla dissolutezza e che il sesso deve essere collegato all’amore, perché è così che si può godere la vita, vivere e imparare. Se non vi è amore nella nostra vita, vi è la paura, che è l’opposto dell’amore, e noi moriremo prima di morire.

Il Dio Shiva ha affermato che il sesso è l'energia fondamentale. Il Tantra la fa sua e la trasforma. Ed inoltre, quando noi amiamo, il passato e il futuro non esiste. L’Amore ci apre all'Infinito, all'eternità della vita. La sessualità è quando abbiamo il sesso nella testa, il pensare sempre ad esso è sessualità. L'esperienza reale è molto diversa. Qualunque cosa, pienamente vissuta, vi porta oltre. Non abbiate paura di nulla! Vivetelo! Quando si sopprime il moto del cuore, si creano esigenze simboliche, e falsi bisogni. Noi siamo pieni di falsi bisogni, per questo non siamo mai soddisfatti. Quando nell'abbraccio i vostri sensi si agitano, come le foglie di un albero, addentratevi in questa sensazione di scuotimento. 
Quando fate l’amore, lo state facendo con la vostra stessa esistenza. La donna è solo una porta, ed anche l'uomo è solo una porta. L'altra persona è solo una porta verso il Tutto.

Quanto più siete sensibili, più sarete vivi! Quanto più siete vivi, molta più vita entrerà nel vostro Essere interiore. Che male c’è nel vostro godere? Cosa c'è di sbagliato nell'essere felici? Se qualcosa di male c’è, è la vostra infelicità, perché la persona infelice porta sempre infelicità intorno a sè. Siate dunque felici!

Il sesso è solo il principio, non la fine. Ma se ci si perde nell'inizio, si perderà anche la fine. Gli ideali non possono far sviluppare le vostre potenzialità, soltanto l'esperienza, la conoscenza della realtà, vi può aiutare. Nell’amore c’è una potenzialità naturale di rinuncia. Rinunciate e sentitelo; estendetelo poi a tutte le dimensioni della vostra vita.

Sessualità, Soggettività ed Energia

La nostra sessualità viene dalla nostra personale storia sessuale, dalle situazioni e dalle esperienze che ci apparivano sessuali durante la nostra crescita. La sessualità fa riferimento alla radice stessa dell'identità di ogni persona. Viviamo in un continuo rito sessuale, un permanente calore derivante dal nostro essere bipedi. Una sessualità il cui scopo principale è il nostro piacere, il rafforzamento dei legami affettivi, l'aumento dell’energia sessuale e della potenzialità di riproduzione.

Secondo l'OMS, "La salute sessuale è l'integrazione degli elementi somatici, emotivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuale, in modo che siano positivamente proficui e che rafforzino la personalità, la comunicazione e l'amore". Il diritto all’informazione sessuale, il diritto al piacere e ad intensificare il godimento della vita sono condizioni essenziali per l'esistenza di quelle relazioni amorose dalla parità di genere, per imparare a risolvere i conflitti, e ad evitare critiche, disprezzo e atteggiamenti evasivi e di difesa. Seguendo il rituale magico degli antichi tantrici, al di là di un piacere senza fine, si trova la loro vera identità universale. Questa è la vera luce che ora li illumina, la vera gioia che rimarrà in loro eternamente e per sempre…

Ricordate sempre: Date allo stesso modo in cui ricevete, perciò, date al vostro partner quello che vi piacerebbe ricevere. Compiacetelo, o compiacetela, se volete essere accontentati. Se avete troppa fretta di arrivare alla fine, perderete la gloria del principio, e l'emozione del durante finirà presto. E' assurdo voler terminare quando c'è il piacere, avere fretta quando si sta godendo.

Il sesso libero e il libero amore sono cose completamente diverse. Il sesso libero ha paura dell'amore e di amare, anzi reprime l’amore. Con il persistere dei timori, si creano dipendenze affettive, che poi sono violentemente rotte, con grande amarezza e rancori, senza saper perdonare, quando il rapporto si conclude. L'amore libero è di per sé cosciente, puro, senza dipendenze, senza condizionamenti o attaccamento e, quando la relazione finisce, l'amore continua. L'amore libero è solo per coloro che cercano la vera coscienza, l’emancipazione, la luce, la conoscenza, la libertà. E' per i coraggiosi.

Se l'amore è vero, non potrete mai soffrire. Soffrirete solo se vi innamorerete con il vostro possessivo ego che crede di possedere qualcosa che non appartiene a lui. Le persone non sono oggetti da dover possedere. Esse non appartengono a nessuno, ma solo a Dio, ed anch’io non appartengo a nessuno, se non a Dio. Quando si impara ad amare senza possesso, in quel giorno si cresce e ci si libera dalla sofferenza causata da una perdita che è reale solo nel vostro orgoglio. È umanamente comprensibile che quando si è innamorati, se il vostro partner vi lascia, vi fa male. Ma ricordate, voi non siete il suo proprietario e non potete trattenerlo. Se davvero vi ama, non potrà mai abbandonarvi e se vi lascia è perché non vi ama realmente. Evolvetevi, perché volete al vostro fianco qualcuno che non vi ama?

Una volta che il rapporto è finito, la lezione appresa e il karma soddisfatto, la coppia dovrebbe essere sciolta, ma resterà sempre qualcosa di bello che non potrà mai cancellarsi, anche se non è l’ego che potrà mai possederlo o cancellarlo. Il karma sarà la vostra benedizione…, ricevetelo, unitevi, e vi sarà sempre un perpetuo godimento. In esso si trova l'illuminazione. Volate!

Aliberth

Vacanza Tantrica nel Cilento

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VACANZA TANTRICA NEL CILENTO

“Sessualità Femminile e Sessualità Maschile a confronto”
Per con-frontarsi ed in-contrarsi.

5-7 SETTEMBRE 2014, zona Cilento (SA)

            
 Nello splendido paesaggio del Cilento, ricco di storia, di bellezze naturali e di gustosissime tradizioni enogastronomiche. In una accogliente struttura “olistica”, condotta con l’amore di chi ha fatto una scelta di vita.
 Situata sulla collina da cui è possibile godere del bellissimo panorama dell’isola di Capri. Vicino ad un mare cristallino e alle suggestive rovine di Paestum.  

Un’occasione per visitare luoghi meravigliosi e allo stesso tempo lavorare in gruppo su una tematica che smuove grandi emozioni e su cui sembra sia di grande urgenza cominciare a fare chiarezza.

Cosa cerchiamo nel sesso?
Come consideriamo noi stessi e l’altra persona?
Siamo sicuri di comunicare in modo chiaro cosa vogliamo per la nostra soddisfazione sessuale?
E quanti pensieri condizionano la nostra vita sessuale?

L’uomo e la donna si rapportano alla sessualità in maniera profondamente diversa.
Sono “complementari” e, dunque, opposti.
Questa differenza, se non ben spiegata o chiaramente espressa, crea enormi difficoltà.
Le difficoltà in cui la maggior parte delle persone vive attualmente dipendono soprattutto dalla mancanza di una buona comunicazione dei propri desideri e bisogni.
Si considera che per l’altro sia evidente ciò che nel rapporto non sta funzionando e ci si aspetta di essere compresi senza il bisogno di dare spiegazioni, all’apparenza banali.
E quando questo non avviene si vive una dolorosa frustrazione, ci si sente incompresi, abbandonati, trascurati. Ci si riempie di rabbia e risentimento e si considera che l’altro sia una specie di nemico da cui difendersi in tutte le maniere possibili, esplicite o implicite.
I meccanismi attraverso cui si devia dal confronto sono molto fantasiosi, quindi non direttamente riconducibili al problema specifico. In questo modo le incomprensioni si accumulano fino a creare una spessa nube tra i due partner nella quale spesso si rinuncia ad entrare
Questo vale per la coppia ma vale, in maniera più generale, per l’uomo e per la donna che, in questo periodo storico, si trovano a dover fare i conti con una situazione spesso esasperata di incomprensione e rivendicazioni reciproche. Una situazione che risulta di grande sofferenza per entrambi

In una modalità leggera, divertente ma anche intensa e profonda, ci inoltreremo nella nube comunicativa e porteremo alla Luce ciò che la confusione e il silenzio rendono doloroso.
Ascolteremo in un altro modo, con maggiore attenzione e presenza, e con l’aiuto degli strumenti del Tantra, arriveremo a far parlare il nostro Cuore così da poter entrare in una relazione empatica con il nostro altro complementare e sentirci finalmente uniti e valorizzati nelle nostre diverse energie.

Per informazioni, programma e costi scrivere a :

sharmjla@tantralove.biz  

Tantra e NeoTantra – Un confronto tra Ortodossi e Non Ortodossi

NEO-Tantra
Le origini del neotantra 

Pubblichiamo questo articolo in quanto piu’ volte abbiamo sentito da alcuni operatori “olistici” e diverse persone impegnate in un percorso personale di crescita accennare in forma dispregiativa rispetto al Neotantrismo, abbandonandosi a forme di giudizio e pregiudizio. Tale aspetto in realta’ riflette la stessa questione che abbiamo gia’ affrontato in Tantra della Mano Destra – Tantra della Mano Sinistra.

In Occidente si è creata una interpretazione intorno all’importanza del sesso nel tantra e questa ha una precisa radice storica: quando negli anni ottanta, Osho commentò il Vijnanabhairava Tantra in chiave psicologica e al contrario di altri maestri indiani parlò esplicitamente delle pratiche sessuali legate al Tantra, molti allievi occidentali, cresciuti in un paradigma religioso dove la ricerca spirituale era associata alla rinuncia al piacere, si sentirono sollevati di poter include il piacere sessuale nel percorso spirituale. Cio’ e’ reale , il Tantra e’ una delle poche Vie che non spezza la natura umana tra corporea e spirituale e che non demonizza il piacere in se’. Nel Tantra il corpo e’ ritenuto il Tempio dello Spirito.

La sua allieva Margot Anand (ora insegnante presso La Osho University) diede inizio ad una corrente chiamata per la prima volta Neo-tantra: benché basata sui principi tantrici tradizionali, usava anche metodi tratti dalla bioenergetica e dalla sessuologia esperienziale e comunque sia da discipline piu’ moderne che non esistevano specificatamente in tempi antichi, introducendo musiche, sessioni e pratiche rituali inedite.

Il Neo-tantra considera la meditazione anche attraverso la energia sessuale una componente importante sul percorso spirituale,senza essere la componente fondamentale,  perché come nessun altra pratica, trova l’essere umano pienamente coinvolto nell’intensità della vita: con la mente, il corpo, i sentimenti, la relazione, l’alta eccitazione. 

Miranda Shaw (insegnante di religione all’Università di Richmond, nel 2006 ha pubblicato Illuminazione Appassionata  – Venexia) , nella sua ricerca storica in Tibet arriva alla conclusione che la importanza della meditazione in unione sessuale non è un’invenzione del neotantra, ma stava alle radici del tantra stesso, quando il tantra veniva insegnato dalle donne come tradizione della sua origine matriarcale. 

Addirittura il tantra tibetano, che dall’anno mille in poi è diventato una religione patriarcale e gerarchicamente organizzata, ha una radice femminile: Padmasambhava, il fondatore del buddhismo tantrico, aveva imparato da una donna e trasmise l’essenza dei suoi insegnamenti fino alla liberazione completa a molte discepole attraverso pratiche sessuali, come ci racconta Yeshe Tsogyel nella sua biografia.

Il Neotantrismo quindi non rinnega l’insegnamento tradizionale, anzi spesso i Neotantrici possono possedere una buona conoscenza del Tantra della tradizione, ma non si fossilizzano su pratiche o su dogmatismi che avevano un senso 2000 anni fa , ma molto meno nella nostra epoca e in un luogo che non e’ L’India o L’Assam, ma e’ l’occidente che e’ permeato da una diversa cultura e tradizione.

Il Neotantrismo quindi integra e trasmuta, (pur mantenendo una aderenza rispetto ai principi generali del Tantra), e nuove conoscenze moderne sulla neurofisiologia, o sulla sessualita’, o sugli aspetti di tecniche meditative introducendo nuovi rituali e nuove modalita’ per trasmettere la Via Tantrica. I Tantrici non sono mai stati dei dogmatici e degli schematici. Hanno sempre innovato tradizionalmente nel corso dei secoli le loro pratiche, introducendo aspetti inediti e riprova ne sia l’esistenza di oltre 500 testi tantrici differenti a riprova della vitalita’ e della creativita’ del Tantra.

Definizione 

Inquadramento 

Il neo-tantra, come pure il Tantra tradizionale, non è mai stata una corrente codificata. Ogni scuola, ogni lignaggio e ogni maestro lo interpreta in modo leggermente diverso,includendo le proprie esperienze personali e la sua cultura negli insegnamenti. Il tantra e’ sempre stato storicamente  molto vitale e creativo nella trasmissione.

In generale si può dire che le scuole negli Stati Uniti sono più concentrate sul percorso personale e sullo sviluppo del piacere, mentre in Europa (Francia, Germania e Italia) si orientano a una fusione del percorso personale con quello spirituale. 

Distinzioni dal tantra tradizionale 

Distinzione negli obiettivi 

Se il tantra tradizionale ha come obiettivo l’illuminazione, il neo-tantra mira anche al benessere, all’armonia (anche nella coppia), e comunque una via di conoscenza del se’ anche con strumenti moderni non presenti migliaia di anni fa.

Distinzione nei metodi 

Sul piano dei metodi le differenze prevalenti sono due. Il tantra tradizionale enfatizza la meditazione intesa come presenza totale al proprio corpo, alla mente e all’esistenza, per coltivare il testimone interiore.
Il neo-tantra invece focalizza anche al passaggio dal cosiddetto falso SE’ al vero SE’ (il se’ stesso, l’io).

Distinzione nella didattica 

Nel tantra tradizionale la pratiche sono prevalentemente individuali e il maestro insegna in sessioni a due all’allievo. Nel neo-tantra l’insegnamento avviene spesso in gruppo o in coppia. In realta’ se andiamo alla radice in antichita’ scopriamo che anche in remoto passato il tantra veniva pratricato in gruppo e in coppia (chackrapuja) ed e’ solo successivamente con l’introduzione del Tantra Bianco la pratica e’ diventata fondamentalmente meditativa e proposta in sessioni da svolgere singolarmente e simbolicamente.

Riferimento alle fonti 

Nel tantra a secondo dell’appartenenza della scuola (buddhista, induista, ecc.) il maestro si riferisce esclusivamente ai testi sacri. Nel neo-tantra i testi tradizionali vengono combinati con nozioni e metodi della psicologia umanistica, della sessuologia, del counseling (orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità, promuovere atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta) di coppia e transpersonale. 

Metodologia 

Presupposto per la scelta dei metodi 

In un sondaggio effettuato emerge che la maggior parte delle persone in occidene una certa armonia nei rapporti e una armonia del se’ sono prioritari rispetto ad aspetti puramente meditativi.

Articolazione del percorso 

Di solito un training di tantra ha la durata di uno o più anni, si svolge in gruppo o in coppia e si articola in una successione di almeno tre fasi:

1.    La prima parte è dedicata all’esplorazione del SE’ (dell’io), alla conoscenza e alla risoluzione dei principali blocchi corporei e dei conflitti mentali, come ad un’integrazione tra corpo e mente, che nella nostra cultura vengono spesso percepiti come separati nel senso cartesiano, per es. “Sono convinto di una cosa, ma i sentimenti mi dicono il contrario” e ancora “ho dei desideri inconsci, ma sono condizionato ad un comportamento che me li impedisce”. In questo e’ consono anche alle vie antiche che sottoponevano i discepoli a prove per risorverne i blocchi e gli schemi mentali.

2.    La seconda parte mira ad una migliore comunicazione, sia sul piano verbale che su quello corporeo, per evitare le classiche dinamiche distruttive.

3.    La terza fase si orienta a coltivare anche il piacere sensuale  come all’intimità profonda dell’incontro tra Shiva e Shakty. Suona paradossale, ma benché tutti teoricamente desiderano maggiore piacere, pochi sono preparati a sostenerlo quando si manifesta nella pratica. Il sistema corpo-mente deve abituarsi ai grandi piaceri (che vanno oltre l’orgasmo) e all’intensa intimità prima di iniziare le pratiche tantriche. Le pratiche tantiche comunque non si riducono al solo aspetto sessuale , ma all’integrazione di tutte le energie che ci compongono.

Il passaggio dal personale allo spirituale

Gli insegnanti del neo-tantra “consigliano di fare un percorso di crescita prima di iniziare a meditare, per un semplice motivo: finché l’io rimane un concetto astratto pieno di conflitti interiori, anziché diventare un polo sicuro e un territorio interiore ben esplorato, non puoi oltrepassarlo. Finché corpo, mente e sentimenti non si uniscono a formare un sé organizzato, è inutile cercare l’unione tra il sé e lo spazio. Meditare, ossia osservare con la coscienza i fenomeni interiori quando questi sono talmente tanti che affollano la mente, è solo una perdita di tempo.

Il testimone interiore non trova un posto tranquillo dal quale osservare la confusione mentale. Soltanto quando la psiche ha raggiunto una certa stabilità e il dialogo interiore non è combattuto tra «devo fare questo o quello, glielo dico o non glielo dico, la amo o non la amo», il testimone interiore riesce ad osservare le sensazioni sottili, i quasi-pensieri emergenti, le pulsazioni energetiche, dal core-self, cioè il centro del sé. Questi processi sottili, una volta iniziati, diventano così numerosi da non riuscire a coabitare con i pensieri e i sentimenti, poiché lo spazio della coscienza è limitato e non può contenerne troppi contemporaneamente. Soltanto quando cessano il processi psichici e mentali grossi, quelli sottili possono emergere, e quando anche questi si esauriscono, subentra la pace interiore.”

Ricordiamo cosa scrive il grande maestro della scuola Dzog-Chen (una forma di antico tantrismo) Namkhai Norbu:

“….In realtà, per un occidentale praticare un insegnamento che proviene dall’Oriente non implica dover diventare un orientale. Al contrario, è fondamentale che egli lo sappia integrare con la sua cultura per poterlo comunicare, nella sua forma essenziale, ad altre persone occidentali. Ma spesso, quando ci si avvicinano insegnamento orientale, si crede che la propria cultura non valga niente. Questo atteggiamento è davvero sbagliato, perché tutte le culture hanno un loro valore, relativo all’ambiente e alle circostanze in cui sono sorte. Non esiste cultura migliore di un’altra, ma è l’uomo che ne può trarre più o meno vantaggi ai fini della sua evoluzione interiore. Per questo motivo e’ inutile trasportare regole e tradizioni di un ambiente culturale diverso da quello cui sono sorte. Le abitudini e l’ambiente culturale di una persona sono importanti per poter comprendere un insegnamento. Non si può trasmettere una conoscenza usando esempi di cose sconosciute a chi ascolta. Se un occidentale viene servita della Tsampa tibetana (farina d’orzo abbrustolita) probabilmente non avra’ idea su come mangiarla. Un tibetano, che fin da bambino si è nutrito di Tsampa, non avrà problemi e subito la mescola con il the’ e il burro e la mangerà…  Questo è il valore della cultura. Insegnamento, però, è una conoscenza interiore che non deve essere confuso con la cultura, le abitudini, le tradizioni gli schemi politici e sociali. L’uomo crea cultura diversi luoghi e tempi diversi, e chi è interessato all’insegnamento ne deve essere consapevole e saperle utilizzare, senza però farsi condizionare dalle forme esteriori. Ad esempio, coloro che hanno un già una certa familiarità con la cultura tibetana penseranno che per praticare lo Dzog-Chen ci si debba convertire al Buddismo o alla cultura Bon, per il fatto che si è diffusa attraverso queste tradizioni del luogo. Ciò dimostra quanto sia limitata la nostra mentalità. Se decidiamo di seguire l’insegnamento spirituale, infatti siamo convinti che sia necessario cambiare qualcosa come il modo di vestire, di mangiare, di comportarsi. Ma nello Dzog-chen (una forma di trasmissione tantrica) non si chiede di aderire ad una dottrina religiosa o di entrare in un ordine monastico, né di accettare ciecamente l’insegnamento. Tutto ciò può creare seri impedimenti alla vera conoscenza. In realtà l’uomo e’ cosi’ assuefatto a porre etichette che non è capace di concepire qualcosa che non rientra nei suoi limiti.  Faccio un esempio personale. Ogni volta che incontro un tibetano che non mi conosce bene, mi viene rivolta la domanda a quale scuola e lignaggio appartieni. In Tibet nel corso dei secoli sono sorte quattro principali tradizioni buddiste E se un tibetano sente parlare di un maestro  e’ convinto che debba necessariamente appartenere a una di queste quattro vie….”

Il maestro Norbu ci ricorda quindi il valore dalla cultura del luogo in cui viene trasmesso un insegnamento senza legarsi a rigidita’ dogmatiche, ma entrando nella fluidita’ che ti permette, tramite il giusto strumento comprensibile per la cultura di quel tempo, di far transitare un giusto messaggio e “integrare con la sua cultura per potere comunicare” e non e’ possibile “trasmettere una conoscenza usando esempi di cose sconosciute a chi ascolta”.

In conclusione in tutte le Vie Spirituali c’e’ un confronto tra Ortodossi e Non Ortodossi. E anche nelle Scienze insiste questo dibattito tra i ricercatori Normativi e i Creativi, tra Conservatori e Innovatori.  Fa parte dei vari caratteri della nostra specie. Alcuni vorrebbero le vie ingessate in schemi dogmatici che magari non sono piu’ consoni alla nostra epoca o all’Occidente, dove noi viviamo, e vanno trasmutati, altri si fanno portavoci di un processo evolutivo naturale che si allinea al tempo e allo spazio di dove una via e’ insegnata. 

Non si comprende perche’ per esempio allo yoga viene concesso di potersi evolvere rispetto allo Yoga Tradizionale di Patanjali di 2000 anni fa (esistono infatti numerose scuole Yogiche diverse in occidente Anusara yoga, Ashtanga yoga, Bikram yoga, Hatha Yoga, Iyengar Yoga, Vinyasa Flow Yoga, Kundalini Yoga), ma il Tantra dovrebbe invece essere legato a dogmatismi e schematismi rigidi poco consoni alla nostra epoca e alla nostra cultura che ha radici differenti da quelle orientali.

Il Tantra e Neotantra in realta’ propongono con modalita’, rituali e peculiarita’ differenti un percorso spirituale che ha numerosi punti e numerose ispirazioni in comune. Solo che il Neotantra lo trasmuta con pratiche piu’ consone a noi occidentali , piu’ comprensibili, e piu’ reali rispetto al nostro tempo e alle nostre esigenze.  Ovviamente questa evoluzione del Tantrismo non piace a volte agli “Ortodossi” che  vorrebbero mantenere la “tutela della tradizione” senza nessuna possibilita’ di cambiamento, ma comunque sia la evoluzione fa parte del processo creativo dell’umanita’.

“…L’osservanza dogmatica dei precetti equivale a non mantenere il vero impegno.  Non avere fissazioni e’ libertà dal dogmatismo.   Il pensiero è come l’onda che si alza e ritorna naturalmente. Quando si è liberi dal dogmatismo, perché non ci si fissa più su una conclusione, si consegue la visione del vero significato di tutti gli insegnamenti.  Se si penetra questa verità ci si libera dalla gabbia del divenire.   Se si contempla questa verità si brucia tutto ciò che oscura e causa sofferenza…”  –  Mahamudra Tantra

Jose’&Resya – Tantralove