STAGE MASSAGGIO TANTRICO IN NATURA

Massaggio in Natura

Per tutti i partecipanti di terzo livello di massaggio tantrico rituale stiamo organizzando 

STAGE MASSAGGIO TANTRICO RITUALE IN NATURA

30-31 AGOSTO 2014 – LAGO D'ORTA (NO)

SCAMBIO OLISTICO DI MASSAGGIO TANTRICO INTEGRATO DA NUOVE SESSIONI EMOZIONALI NELLA NATURA 

Andremo insieme a esplorare il massaggio tantrico veicolato nella piena natura e non piu' chiusi in sale olistiche, assaporando la possibilita' di donare e ricevere il massaggio tantrico in contatto con gli elementi naturali attraverso anche la presenza reale vicino a noi di ARIA,ACQUA,TERRA E FUOCO.

L'evento si configura come una esperienza di scambio di massaggio olistico tantrico tra i partecipanti, che hanno gia' frequentato il terzo livello, integrata da sessioni emozionali tantriche che faranno ampio utilizzo della natura.

Ci accogliera' un bosco meraviglioso, pieno di energia che noi stessi abbiamo sperimentato in prima persona, una radura boscosa ombreggiata  (privata) da un rigogliosa foresta lambita da un torrente di acque cristalline e piena di vita , adagiati su soffici muschi ed erba,

Bagni di sole, bagni di acqua nel torrente e alle cascate, naturismo in contatto con la natura.

Saremo ospitati in un villa appositamente affittata,  che sara' il nostro punto di appoggio logistico, completamente immersa in una  foresta piena di verde , fresco ombra e magia all'interno del terreno privato a nostra disposizione di 11000 mq

Per le sessioni serali avremo anche a disposizione una sala olistica scaldata da un generoso camino.

Si potra' pernottare all'interno della villa adattandosi un po' convivialmente o per i piu' esigenti in strutture e agriturismi vicini.

per ulteriori informazioni scrivete a :

tantra@tantralove.biz

Cascata

 

 

 

Nel Tantra non e’ questione di tecnica

Il Tantra dovrebbe essere un ‘Non Fare’, non può essere tecnico…
"Il tantra è la via naturale, la via normale per arrivare a Dio. 

L’obiettivo è quello di diventare così completamente istintuale, così senza mente o programmazioni, da immergersi con la natura al livello più alto – la donna scomparire e diventare una porta per raggiungere il livello più alto, e così l’uomo, che dissolvendosi diventa la via per l’esperienza suprema.
Questa è la definizione tantrica della nostra sessualità: il ritorno ad una totale innocenza, all’unità completa e assoluta. L’emozione maggiore non è la ricerca di sensazioni, ma un aspettare silenzioso – totalmente rilassato, senza alcuna programmazione. Si è consapevoli, consapevoli d’essere consapevoli. Si diventa consapevolezza. Si è contenti, ma non esiste alcun contenuto, e per questo si prova una grande bellezza, una beatitudine maggiore.
La persona che ha posto la domanda ha chiesto: “Cos'è il sesso tantrico…un tipo di sesso basato su tecniche particolari?” (tipica domanda n.d.r.)
Se sei orientato verso le tecniche, perderai il senso del mistero del Tantra, diventerà uno pseudo-Tantra, basato su tecniche, e per via delle tecniche l’ego sarà lì a controllarle. Quindi farai Tantra ma il fare sarà il problema, provocherà l’azione. Il Tantra dovrebbe essere un ‘Non Fare’, non può essere tecnico. Tu puoi imparare le tecniche, una certa respirazione per accrescere l’esperienza durante il coito. Se respiri davvero lentamente, senza alcuna fretta, il coito sarà più lungo ma tu sarai nel controllo. Non sarà selvaggio né innocente, non sarà nemmeno meditazione, sarà mente – come potrebbe essere meditazione? Non puoi nemmeno respirare velocemente, devi mantenere lenta la respirazione – se la respirazione è lenta l’eiaculazione prenderà tempo: perché avvenga l’eiaculazione, il respiro deve essere veloce e caotico. Questa è una tecnica, ma non è Tantra. Il Tantra non è tecnica, ma preghiera. Non è mentalmente orientato, ma è rilassamento nel cuore, ricordalo. Sul tantra sono stati scritti così tanti libri, tutti parlano di tecniche, mentre il vero Tantra non ha niente a che fare con le tecniche. Il vero Tantra non può essere scritto, il vero Tantra deve essere assimilato. Come assorbire il Tantra? Devi trasformare in modo radicale il tuo approccio nei confronti del sesso. Prega con la tua donna, canta con lei, gioca con la tua donna, danza con lei, senza alcun’idea del sesso. Non andare avanti, pensando, “Quando si andrà a letto?” Dimenticati del letto, fai altro e perditi in quello che fai. L’amore apparirà da questo tuo perderti, improvvisamente vedrai che stai facendo l’amore senza farlo. Succede, sarai posseduto, quindi avrai la tua prima esperienza di Tantra – posseduto da qualcosa più grande di te. Stavate ballando o cantando insieme, intonando mantra o pregando o meditando insieme, e improvvisamente vi siete accorti di muovervi in uno spazio tutto nuovo. Voi non sapete, quando avete iniziato a fare l’amore né lo ricordate. In questo sarai posseduto dall’energia tantrica e per la prima volta avrai vissuto un’esperienza non – tecnica."

Osho, This Very Body the Buddha

Malattie Spiritualmente Trasmissibili

MALATTIE SPIRITUALMENTE TRASMISSIBILI

I Demoni Olistici

1. La spiritualità “fast-food”: Coniuga la spiritualità a una cultura che celebri la velocità, il multitasking e la gratificazione istantanea, e il risultato più probabile sarà la spiritualità “fast-food”. Quest’ultima è il prodotto dell’illusione, comune e comprensibile, che la liberazione dal dolore proprio della condizione umana possa essere facile e immediata. Tuttavia, una cosa è certa: la trasformazione spirituale non si può ottenere in un batter di occhi.

2. La finta spiritualità. La finta spiritualità consiste nella tendenza a parlare, vestirsi e comportarsi come immaginiamo farebbe una persona spirituale. È una sorta di spiritualità imitativa che mima la realizzazione spirituale, così come la finta pelle leopardata imita quella autentica.

3. Motivazioni confuse. Benché il nostro desiderio di evolverci sia puro e genuino, spesso è contaminato da motivazioni secondarie come il desiderio di essere amati, di appartenere a un gruppo, di riempire il nostro vuoto interiore; la speranza che il cammino spirituale elimini la nostra sofferenza e la nostra ambizione spirituale stessa; il desiderio di essere speciali, migliori, straordinari.

4. Identificazione con esperienze spirituali. In questa malattia, l’ego si identifica con la nostra esperienza spirituale e la considera come sua; cominciamo a credere di essere la personificazione vivente di certe intuizioni sorte in noi in determinati momenti. Nella maggior parte dei casi, tale malattia non dura all’infinito, benché tenda a prolungarsi maggiormente in coloro che si ritengono illuminati e/o si comportano da insegnanti spirituali.

5. L’ego spiritualizzato. Questa malattia si verifica quando la struttura stessa della personalità egoica si imbeve di idee e concetti spirituali. Il risultato è una struttura egoica “a prova di proiettile”. Quando l’ego si spiritualizza, siamo impermeabili a ogni aiuto, a nuove idee o feedback costruttivi. Diventiamo esseri umani impenetrabili e la nostra crescita spirituale si blocca (in nome della spiritualità stessa).

6. Produzione di massa di insegnanti spirituali. Vi sono molte correnti spirituali alla moda che sfornano una dietro l’altra persone che si ritengono a un livello di illuminazione spirituale ben al di là di quello effettivo. Questa malattia funziona come una sorta di nastro trasportatore spirituale: assorbi questa luce, abbi quell’intuizione e – bam! – sei illuminato e pronto a illuminare gli altri allo stesso modo. Il problema non è tanto che tali persone insegnino, quanto che si presentino come maestri spirituali.

7. Orgoglio spirituale. L’orgoglio spirituale sorge quando il praticante, attraverso anni di sforzi intensi, ha effettivamente raggiunto un certo livello di saggezza, ma usa questo risultato per chiudere le porte a qualsiasi nuova esperienza. La sensazione di “superiorità spirituale” è un altro sintomo di questa malattia spiritualmente trasmessa. Si manifesta sottilmente attraverso la sensazione “Io sono migliore, più saggio e superiore agli altri, perché sono spirituale”.

8. Mentalità di gruppo. Anche nota come pensiero di gruppo, mentalità settaria o malattia degli ashram, la mentalità di gruppo è un virus insidioso che contiene molti elementi tradizionali della co-dipendenza. Un gruppo spirituale decide in modo invisibile e inconscio quali siano i modi giusti di pensare, parlare, vestirsi e comportarsi. I gruppi e gli individui infettati dalla “mentalità di gruppo” rifiutano le persone, gli atteggiamenti e le circostanze che non rispettano le regole, spesso tacite, del gruppo.

9. Il complesso degli Eletti. Consiste nella convinzione che “il nostro gruppo è il più spiritualmente evoluto, potente e illuminato; in poche parole, è il migliore di tutti”. C’è una grande differenza tra il pensare di avere scoperto la via, l’insegnante o la comunità migliori per sé, e il pensare di aver scoperto “il meglio in assoluto”.

10. Il virus mortale: “Sono arrivato”. Questa malattia è tanto potente da essere potenzialmente mortale per la nostra evoluzione spirituale. Consiste nella convinzione di “essere arrivati” alla fine del cammino spirituale. Il progresso spirituale termina ogni qual volta questa convinzione si cristallizzi nella nostra psiche, poiché quando pensiamo di aver raggiunto la fine, ogni ulteriore crescita è impedita.

Mariana Caplan

Campane tibetane, antico strumento di guarigione

Come accade sempre più di frequente, le antiche discipline Orientali, stanno coinvolgendo – non di poco – le menti Occidentali, portandole a una naturale conversione verso le arcaiche medicine.
Tra queste vi è l’utilizzo delle campane Tibetane, veri e propri strumenti di benessere quando adoperati con consapevolezza – ed è proprio quest’ultima a fare la differenza. Utilizzare infatti le campane tibetane in maniera inappropriata potrebbe essere tutt’altro che benefico per la salute. Per questo motivo, Suren Shrestha, autore Nepalese che ha vissuto per molti anni a pochissimi chilometri dall’Everest, ha scelto di guidare tutte le persone interessate attraverso un piccolo manuale: “Guarire con le campane Tibetane”, edito da Il Punto d’Incontro Edizioni.

Shrestha ha avuto la fortuna di nascere in un luogo in cui imperava la medicina degli erboristi, dei monaci e degli “uomini medicina”, la cui conoscenza si contraddistingueva dalla loro abilità nell’utilizzo di tamburi sciamanici, mantra e Gong a scopo terapeutico. Dopo essere stato per parecchio tempo negli Stati Uniti, Shrestha decide di tornare nella sua terra d’origine per imparare le antiche conoscenze guaritrici che utilizzano il suono e le vibrazioni come strumento terapeutico.
Fin dalle prime pagine, l’autore spiega subito le evidenti differenze di interpretazione del suono tra ilsistema vedico e quello tibetano, in particolare quando associato ai Chakras. Essendoci tra i due sistemi parecchie discrepanze, consiglia a ognuno di scegliere quello che più si adatta alla propria personalità.
Uno dei metodi principali per avvicinarsi alla musica guaritrice è quello di conoscere il sistema delle quinte. Fin dai tempi antichi, infatti, i guaritori predisponevano i loro strumenti all’utilizzo di tale sistema. Per far questo è sufficiente, spiega Shrestha, «iniziare dalla nota Fa nel chakra della radice e salire cinque note ogni chakra».

Se il Chakra della radice, ubicato alla base della spina dorsale, deve essere combinato con una campana tibetana che esegue il Fa, il chakra Sacrale che si trova tra l’ombelico e l’osso pubico, intervallerà le note Fa-Sol-La-Si-Do. Si prosegue, quindi con il Chakra successivo: Do-Re-Mi-Fa-Sol e via dicendo.
L’acquisto della campana tibetana, si legge sul libro, è altrettanto importante. La scelta dovrebbe cadere su quelle artigianali, fatte a mano con almeno 6 metalli. Quelle di manifattura industriale sembrano essere maggiormente indicate per la meditazione che non per la terapia.
Quando la si compra, deve essere una sorta di “amore a prima vista”. E’ necessario, quindi, provarle e acquistarne una il cui suono appaia piacevole. Inoltre, l’autore, offre un piccolo trucco per una scelta consapevole: «Se dovete scegliere un’unica campana, suonatela innanzitutto con un martelletto ricoperto di feltro o pelle, prestando ascolto alla qualità di sonorità e tonalità. Colpitela nuovamente e portate il bordo della campana a cinque-sette centimetri di distanza dalla bocca, aprendo e chiudendo quest’ultima. Dovrebbe facilmente prodursi un effetto musicale “wah wah”, che costituisce una tecnica da ricercare».

Nel volume sono presenti altri interessantissimi consigli, tutti da scoprire, come per esempio mettere una piccola quantità di acqua nella campana tibetana e come fare un auto-trattamento con una grossa campana sia per i piedi che per la testa.
Vi sono molti aspetti importanti da prendere in considerazione prima di iniziare un trattamento terapeutico. Per esempio, bisogna conoscere i vari tipi di strofinamento e percussione, oppure comprendere dove l’alterato stato di salute viene pregiudicato da un chakra squilibrato. Le campane tibetane, infatti, attraverso le loro vibrazioni benefiche possono portare nuovamente ordine laddove vi era un disturbo in atto.

La teoria della guarigione attraverso il suono, nasce dal pensiero che «Tutto è energia. […] Il termine Entropia si riferisce a un certo grado di disordine. Viene usato per indicare l’energia disorganizzata. A livello globale, vi è una tendenza al disordine. […] Tuttavia, a livello locale le cose propendono per l’equilibrio energetico e quindi a un maggior livello di ordine. Usando l’energia possiamo ridurre l’entropia locale o accrescere il livello di ordine», si legge su “Guarire con le campane tibetane”.
Shrestha, attraverso l’uso consapevole del suono intende eliminare l’entropia nel corpo che spesso si manifesta con patologie di diverse entità. Il cardiologo Andrew Fryer, che ha introdotto il libro, racconta come trascorra spesso il fine settimana da Shrestha, sdraiato su un materassino e circondato da campane di varie tonalità. La prima volta si è sentito «incredibilmente tranquillo, rilassato, appagato e in un profondo stato meditativo. […] Quando le campane mi venivano applicate direttamente sul corpo, riuscivo a percepire il suono attraversarmi. Qualsiasi tensione o resistenza, come pure il dolore o il disagio a esse associato, si allentavano».

Ma le prove del benessere fornito dal suono, sono molteplici, per esempio quella del dottor Mitchell Gaynor professore di clinica medica presso il Weill-Cornell Medicale College. Secondo lui, i suoi numerosi pazienti oncologici hanno tratto grandi benefici da quando ha insegnato loro a cantare mantra mentre ascoltavano il suono delle campane tibetane.
Indubbiamente i riscontri relativi ai benefici di quest’antica arte non mancano, resta a noi la possibilità di provarla e sfruttarla nel modo corretto. Il tutto con estrema umiltà e consapevolezza perché non si tratta di una disciplina da imparare in pochi giorni, ma è per lo più una possibile via di crescita interiore e benessere. 

Suren Shrestha

Il Sesso e’ una danza tra maschile e femminile

La Vita a Passo di Donna

Ancora sul sesso.. scrivo di questo argomento perchè trovo che ci sia tantissima scontentezza e mancanza di informazione vera, C'è anche molta mancanza di comunicazione tra uomini e donne e tantissima frustrazione..

IL SESSO è UNA DANZA TRA MASCHILE E FEMMINILE

"..mi chiese: "che cosa vuoi che faccia?", "tutto quello che vuoi, tu" risposi,"tutto quello che ti piace, ti prego"mi supplicò..non trovai di meglio che dire:"mi piace tutto quello che fai, mi piace come sei", sperando che avrebbe accettato la mia piena accettazione.
Rotolò via dal letto e si chiuse in bagno sbattendo la porta.

Voleva portarmi a conoscerla.. In macchina mi ero perso nell'energia del suo bacio, smettendo di accarezzarle il braccio come mi aveva insegnato e lei si era raffreddata, avevo poi cercato di recuperare ma si era ormai aperto un abisso. E lei non aveva più fiducia nella mia sensibilità e nella mia capacità di condurla. A letto mi aveva chiesto di darle un ordine, ma io avevo restituito a lei l'iniziativa. E questo era esattamente ciò che non voleva.

Ero stato educato a trattare uomini e donne in modo paritario. Non avevo la minima idea che, nell'intimità, l'uguaglianza non è sexy. Mi ci volle un po' per capire che il magnetismo sessuale si basa sul gioco delle polarità maschile e femminile, ugualmente forti ma anche diverse.

Il sesso è appunto la danza di queste diversità. Lo spingere dell'una e il cedere dell'altra, la loro interpretazione, la loro comunione, la loro unione. Una minestra insipida di uguaglianza neutra non è il terreno di gioco dei sessi. Non fate mai qualcosa solo per ottenere l'approvazione del partner, fatelo per aprire il vostro corpo all'amore.

La mia ragazza voleva rilassarsi nella sua parte femminile, arrendersi all'amore..si era stancata di fare la parte del maschio che dirige le cose. Voleva essere rapita, lasciarsi andare, avere fiducia nelle mie capacità di condurci oltre ai nostri confini senza dovermi suggerire cosa fare.

Il suo potere femminile avrebbe avuto la possibilità di esprimersi più pienamente se prendevo io il comando, lasciandola libera di irradiare amore con ogni sua cellula e senza dover interrompere il suo fulgore perchè io non ero abbastanza sensibile da condurci più in profondità nell'amore.

La tecnica è inutile senza il gioco delle forze di una consapevolezza maschile affidabile e di una energia femminile indomabile. Ognuno dei partner può incarnare entrambi i lati di questa polarità.

L'uomo offre il dono della fiducia e dell'intensità di presenza in modo che la donna si senta presa profondamente, conosciuta con sensibilità ed estaticamente rapita. La donna offre il dono dell'espressione senza freni del piacere e di un cuore che anela ad essere devoto, attirando il partner al di là di qualunque separazione nella radiosa beatitudine del vero amore.

Se la presenza dell'uomo si allenta, la donna perde fiducia, si protegge emozionalmente e non sperimenta più la gioia della totale apertura del corpo e del cuore che è l'offerta dell'amore femminile. Se la radianza della donna si attenua, se corpo e cuore si chiudono, se le onde di piacere diminuiscono e l'espressione emotiva tace, l'uomo si chiude nella dimensione della testa e dei genitali, perde l'energia dell'interezza sessuale del corpo e dell'apertura del cuore, si allontana e si chiude nel proprio piacere egoistico. "

David Deida

La persona giusta in Amore

Ho sempre creduto che esista la persona giusta, che è qualcosa di più di quella che ami. E' quella con cui puoi camminare a lungo, guardando nella stessa direzione, costantemente arrichendovi a vicenda.

Nella vita puoi amare molto, ma se sei fortunato incontri pochissime persone giuste per te e tu per loro. Questi rari incontri vanno preservati, a mio avviso dandogli un primato, anche sessuale. Mi resta però il dubbio che chi ha poco sperimentato se’ stesso nei rapporti e nella sessualità, abbia pochi parametri per decidere di fermarsi con una persona piuttosto che con un'altra. Mi piace l'idea che chi arrivi a me ci arrivi dopo molto aver amato, col cuore e col corpo, tante donne , ognuna diversa, ognuna speciale e che le porti tutte in sé. Ma scelga me alla fine di un percorso di esperienza, dando un primato a questa scelta, tuttavia non precludendosi mai, né precludendo a me, esperienze che entrambi potremmo ancora aver bisogno di fare. Qualunque altro approccio lo considero emotivo-passionale (del tipo: sono innamorato di te, ti prometto oggi eterna fedeltà ecc ecc) oppure mentale-dogmatico (secondo me l'amore prevede monogamia quindi tutta una serie di rinunce in nome di un ideale). quello che sposo è un approccio 'animico', in cui da anima ad anima sai riconoscere la tua 'gemella', ma sai anche che il mondo è pieno di fratelli e cugini e ogni tanto, semplicemente, fai 'na rimpatriata in famiglia.

Emotivo non sono 'categorie', sono livelli di coscienza, l'emotivo e il dogmatico sono livelli di coscienza inferiori a quelli dell'anima, il che non è né giusto né sbagliato, ognuno ha il suo. Se ti lasci prendere dall'emozione dell'innamoramento o ti rifai a dogmi, in amore, semplicemente le possibilità di instaurare un rapporto soddisfacente e durevole, davvero intimo e al tempo stesso libero, sono nulle. Ma la maggior parte delle persone sceglie uno di questi due approcci, perché non ha un livello di coscienza e un contatto con l'anima abbastanza saldo da permettergli di vivere in libertà pur avendo saldi valori interiori. Quindi inizia la giostra senza fine dei rapporti tormentati nel primo caso o freddi e irrigiditi nel secondo caso. Per come sono fatta mi tengo alla larga da entrambi gli approcci e privilegio sempre e comunque la fluidità, l'esperienza, la passione verso se stessi e la vita. seppure ci si ferma, non dev'essere mai per restare prigionieri

Voglio anche aggiungere una cosa per me fondamentale, a cui raramente si pensa, in merito alla faccenda di essere 'l'unica degna' per un uomo. Questa per me è una trappola insidiosissima per una donna, essere relegata su un piedistallo dalla considerazione maschile. In primo luogo perché essere l'unica degna tra le altre donne ti allontana irrimediabilmente dalle tue sorelle, principio in base al quale il patriarcato ha potuto far breccia nella sorellanza femminile. Competere per la considerazione maschile, accettare una considerazione maschile che ti allontana dalle altre donne in una chiave competitiva è altamente destabilizzante per il femminile, ne deturpa la più profonda essenza. La donna iniziata impara ad amare il proprio corpo vitale, pieno nelle sue forme armoniose che manifestano sensualità e vitalità.
La donna iniziata impara ad ammirare le altre donne che percepisce sempre e soltanto come alleate nella realizzazione dell'amore universale; impara a riconoscere nelle altre donne il sostegno adeguato per riportare l'intera società a contatto con i valori immutabili dell'amore, della forza della natura, della spiritualità. La donna iniziata è cosciente che ogni attimo d'amore non vissuto è irrimediabilmente perso. 

Il concetto dell’unica degna intossica comunque il concetto di libertà interiore, essere degni vuol dire potenzialmente non esserlo più se si cambia, se ci si trasforma, cosa pericolossissima perché una donna ha un bisogno fondamentale di scorrere, fluire, trasmutare, molto più dell'uomo. Trovo pericoloso per entrambi, insomma, invischiarsi in questo gioco, soprattutto per una donna.

'sei quella giusta per me, lo sappiamo entrambi e sono felice di poterlo dire con cognizione di causa'. ecco una bella frase che mi piace sentirmi dire.

Debora De Angelis

 

 

 

 

 

A me le donne piacciono Troie

Un amico mi raccontava di quante volte si fosse sentito dire una frase tipo “Sai, sarebbe ora che ti trovassi una brava ragazza!” e di come lui ogni volta pensasse, senza osare dirlo, una risposta del tipo “Ma veramente a me piacciono troie!”
A una frase del genere sicuramente si scateneranno gli ego di tutti, donne e anche uomini perbenisti che si sono dimenticati chi sono.
Alle donne, d’altro canto, viene detto “Trovati un brav’uomo e fatti una famiglia!” e intanto, quelle più sane e meno castrate dalla menzogna, pensano “Ma veramente a me piacerebbe farmi scopare da uomini in fila!” …or something like that!
Peraltro, di solito, a dispensare questi sacri consigli su una vita casta e pura, sono i più depravati fra migliaia. Coloro che si giudicano sporchi al sol pensiero di quello che desiderano ardentemente negli angoli remoti delle loro menti e di quello che, molto spesso, anche fanno.Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv (cit.)

Infatti, l’atto di dire agli altri cosa fare, come essere delle persone migliori, e quindi segnalare loro dove stanno sbagliando, non può che venire da un giudizio che sta divorando proprio il predicatore stesso.

Tutto, vedremo, nasce dal giudizio. Ma il giudizio dove affonda la sua consapevolezza del bene e del male?
Perché se il parametro è errato ed è stato stabilito da persone ottuse e cieche, allora forse dovremmo rivedere un po’ tutto il nostro sistema di credenze, a comunciare da questo che è un’auto-castrazione che causa frustrazione, violenza, imbrogli, sotterfugi e tristezza.

In tempi antichi, quella che noi chiamiamo prostituzione, era ritenuto un atto sacro e magico, di enorme valore. La donna non veniva svalutata se considerata da molti uomini attraente e seducente, anzi, aveva una grande importanza ed era considerata da tutti con rispetto e godeva di infinita stima. Quale migliore gioia, infatti, per una donna, che l’essere considerata e stimata da tutti gli uomini e le donne? Queste “prostitute” erano sacerdotesse e, anche se a volte potevano da qualcuno essere considerate immorali, sicuramente da tutte le donne erano invidiate ed ogni uomo avrebbe voluto unirsi sessualmente a loro.

Solo successivamente, all’incirca al tempo della legge ebraica, la prostituzione fu indicata per la prima volta come atto dissoluto e peccaminoso.

E’ importante precisare che, sia nell’antica Grecia che nell’antica Roma, le cortigiane, concubine, fino alle più comuni prostitute, erano ritenute utili e non venivano condannate o disprezzate per il loro lavoro. Alcune concubine venivano anche prese in casa dai ricchi, spesso per dare loro figli (del tutto legittimi) senza esporre le mogli nobili ai rischi del parto che all’epoca erano molto elevati.

Inizialmente anche la Chiesa non si schierò contro la prostituzione. Condannò l’omosessualità, già condannata anche in Grecia dai tempi di Teodosio II, e cercò di convertire le prostitute ma non considerò questa pratica, da sempre ritenuta legale e regolamentata da precise leggi, come un peccato grave. Lo stesso Sant’Agostino disse “Togli le prostitute dalla società e ogni cosa verrà sconvolta dalla libidine.” (dal De Ordine II, c. 4, 12). Esso sosteneva che gli uomini, tolte le prostitute, avrebbero comunque continuato a cercare rapporto al di fuori dal matrimonio. E mi pare di poter affermare che non si sbagliasse affatto.

De Andrè cantava:
“Quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia
quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia”

La necessità fisica di dare (più insita nell’uomo) e di ricevere (più presente nella donna) sono infatti caratteristiche dell’essere umano animale, e del corpo fisico, e sono ciò su cui si fonda la vita da sempre. Dirò anche che la spasmodica voglia di accoppiarsi intesa come bisogno assoluto è data da quel senso di vuoto e di mancanza, che è il risultato della primordiale separazione da Dio, sancita fin dall’inizio dei tempi. Tale separazione, che noi viviamo con sofferenza estrema e senso di abbandono, non è stata voluta dall’uomo, come ci vogliono far credere, aumentando il nostro senso di colpa, ma è stata una necessità divina. Una necessità di conoscere se stesso che ha portato a creare la separazione per poi, un giorno, tornare all’unità. Non può esistere coscienza di Sé, infatti, senza che vi sia prima la caduta, la divisione. E’ un po’ come dire che l’Uno non può essere uno, senza che vi sia un due. Un uno senza l’esistenza del due, è il nulla.

Questo stimolo del dare e ricevere di cui parlavo, trova la sua massima espressione d’amore, pur sempre umano e terreno, nel donarsi e condividersi, per l’uomo, e nell‘accogliere e servire, per la donna. Purtroppo però tutta questa mescolanza di desideri elevati di amore e condivisione, tipici degli animali che vivono con serenità la loro sessualità e vita affettiva, viene vissuta con senso di colpa e filtrata da menti umane arrabbiate con Dio perché si sentono sole. Gli animali però (mi riferisco prevalentemente a quelli che vivono lontani dall’uomo), che sono nella nostra stessa condizione, non si sentono in conflitto con Dio poiché hanno mantenuto il loro equilibrio interiore. Essi, svolgendo alla perfezione il loro compito, vivono con serenità il loro transito nella materia, svolgono il loro compito e fanno le loro esperienze senza per questo sentisi sbagliati, senza sentirsi malati o sfruttati.

Vivere serenamente ciò che siamo e quello che stiamo facendo a questo mondo significa fare quello che abbiamo voglia di fare, come abbiamo voglia di farlo, e nella misura in cui ci aggrada. La violenza che tutti temiamo quando parliamo di libertà non dipende dall’avere carta bianca di essere e fare ciò che desideriamo ma, al contrario, la cattiveria e la violenza si formano ogni volta che noi reprimiamo la nostra innata propensione alla condivisione, al sentirsi liberi di essere ciò che siamo. Ogni volta che ci sentiamo giudicati, ogni volta che giudichiamo, stiamo creando separazione, sofferenza, e tutto questo turbinio di emozioni negative necessitano di essere sfogate e diventano perversione, violenza, separazione.

Parlando con amici, da sempre sento raccontare storie sessuali di ogni genere. Incesti o desideri di rapporti incestuosi sono all’ordine del singolo; nell’antichità erano buona norma, eppure col tempo sono diventati la peggiore delle pratiche, dopo la pedofilia, altro tabù che da centinaia di anni crea i più grossi traumi mai concepiti dagli esseri umani.
Ho sempre ritenuto che, nel momento in cui i bambini vengono naturalmente attratti dalla sessualità, una delle cose peggiori che l’essere umano possa fare, sia trasmettere loro il senso della pudicità, il messaggio che vi sia qualcosa di sbagliato, qualcosa da nascondere, o di cui vergognarsi. Il doversi nascondere, il dover tacere. Non abbiamo forse tutti creduto, quando abbiamo scoperto la sessualità, di essere sporchi e di avere qualcosa di sbagliato? Non abbiamo quindi cominciato a temere il contatto  fisico, a limitare il nostro spontaneo desiderio di affetto o a praticarlo con paura? E da qui non abbiamo iniziato forse a sviluppare quelle che vengono definite perversioni e a cercare di mentire, nasconderle, per poi finire a praticarle con paura, negatività e, perfino, corstrizione e violenza?

La costrizione, creata o subita, non è forse direttamente dipendente dal credere che ciò che facciamo o subiamo sia sbagliato? Le stesse cose che, praticate con senso di colpa, venissero proposte come esaltazione della persona, della sua anima e corpo, con profondo rispetto e con la libertà di volersi bene e di creare un contatto profondo, partendo dal corpo e finendo col toccarsi l’anima, non sarebbero quindi i migliori gesti d’amore e di benevolenza che si possano concepire?

Eppure tutto questo sesso che a noi fa così schifo e che ci fa sentire delle persone orribili, potrebbe tranquillamente, e in ogni sua forma, risultare normale ed accettato da tutti, se solo ci si facesse una semplice domanda: quale colpa ci può mai essere nel provare e regalare piacere? Quale mostro potrebbe mai desiderare che noi non godiamo di ogni piacere?

Quale perversione è mai quella che ci spinge a rinnegare gli usuali ritmi del nostro corpo in nome della colpa e di una presunta santità che di divino non ha niente?

Noi umani veniamo concepiti (e a volte anche nasciamo) liberi dalla colpa, al contrario di quello che ci dice la Chiesa, e veniamo al mondo con tutto il potere divino integro, pronto a manifestarsi. Ma nasciamo in un mondo ormai abituato a soffocare nel suo stesso respiro. Veniamo al mondo brucianti come fiamme sacre e ci ritroviamo incupolati sotto ad una volta ermetica che, piano piano, ci toglie ossigeno e ci costringe a spegnerci. E, in questo lento morire, ce la prendiamo con Dio. Guardiamo in cielo, anziché guardarci dentro, e soffriamo. Desideriamo sentirci completi, desideriamo per qualche attimo conoscere il godimento divino, e quale miglior modo per sentirci pieni, felici ed entusiasti, che un orgasmo?

Ciò che Dio ha previsto non può essere fuori dalla sua volontà. E Dio ha previsto ogni cosa, poiché ogni cosa ha un suo perché. La sofferenza e la morte del corpo non preoccupano Dio. Preoccupano solo l’uomo che non sa chi è e che, giorno dopo giorno, punisce la sua sacralità, sottoscrivendo e difendendo il diritto ad essere uomo separato, ad essere un corpo, coltivando quindi sofferenza ed ottenendo miseria.

Si può fare, è previsto. E’ una parte del Tutto anche questa. E’ divina. E’ senza colpa. E, finché ci andrà, potremo credere di averla.

Finché ci andrà potremo giudicare gli altri per non osservare ciò che siamo.

Potremo rivendicare il diritto alla sofferenza.

Alla colpa e alla morte.

Daniela Coin

FESTIVAL NATURISTA

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Grande attesa per il Festival naturista di Capalbio, che si svolgerà dal 16 al 18 maggio prossimi.

Sport, musica, arte, mostre, stage e dimostrazioni olistiche, conferenze ed escursioni in spiaggia.

E tanta, tanta festa naturista. Vuoi proprio restartene a casa?

Saremo presenti anche noi come TantraLove

www.festivalnaturista.it 

Tantra della mano Sinistra – Tantra della mano Destra

Molto spesso di parla  di Tantra genericamente senza specificare, cadendo in una contraddizione, in quanto in realta' esistono due Vie Tantriche nel scuola Kaula che hanno si aspetti in comune , ma anche differenze sopratutto nelle pratiche. Via della Mano Sinistra e Via Della Mano Destra

Il periodo massimo sviluppo del tantra si ebbe, tra il IX e il XII secolo d.C. sia in India che in Tibet, dove grazie a diversi monaci, tra cui ricordiamo Marpa e Milarepa, ebbe vita la famosa scuola tantrica, Kagyiipa, mentre Tilopa e Naropa fondarono quella di Kalachakra. A queste due scuole si devono alcuni dei più importanti testi antichi Tantrici.

Successivamente la scuola tantrica si divise in due filoni: il cosiddetto Via della mano Sinistra (Tantra Rosso) e il Via della Mano destra (Tantra Bianco). La corrente del Tantra rosso continuò a praticare anche tecniche di unione sessuale e al contatto con la Shakti/Donna, come previsto dalla tradizione antica, mentre il Tantra Bianco, deviò verso una moralizzazione delle discipline, evitando, in maniera monastica l'unione rituale e comunque sia la manifestazione fisica incarnata della energia della Shakti. 

E’ significativo come il Tantra rosso venne chiamato “della Mano Sinistra” (sinistra = femminile) , mentre quello del Tantra Bianco “della Mano Destra” (destra = maschile) , quasi ad enfatizzare l’approccio intuitivo del primo e quello razionale del secondo. Cio' si riflette anche in una certa contrapposizione tra scritti Vedici e scritti Tantrici, ricordando che la cultura tantrica e' pre-Vedica , derivando dallo sciamanesimo matriarcale Bon, tutt'ora presente.
Tutto cio' nasceva dalla esigenza che le vie monastiche, in particolar modo quelle tibetane, avevano fatto voto di castita' e quindi non potevano unirsi materialmente alle donne nelle pratiche tantriche, altrimenti rischiavano la espulsione dal monastero. Il Tantra Bianco diventa un Tantra Rosso mondato pero' di una serie di pratiche e privato del contatto reale tra Shiva e Shakti, tra l'energia maschile e femminile, quanto meno nell'atto incarnato, dove l'energia maschile e femminile viene solamente sublimata a livello mentale meditativo, immaginativo e simbolico.

In questa dimensione il Tantra Rosso o Via della Mano Sinistra, e' quello piu' antico nato dalle culture matriarcali, che si manifesta anche attraverso la sessualita'. Il Tantra Bianco o Via della Mano Destra e' la corruzione del patriarcato successivo che ha eliminato dal Tantra originale la intensa energia trasmutativa della sessualita' consapevole, energia che e' propria archetipicamente delle donne. Da sempre il patriarcato tende a controllare la sessualita' femminile.

Il Tantra Rosso o Via della Mano Sinistra o VamaMarga comprende pratiche che si esplicano anche in gruppo, (chackrapuja) includendo il contatto e la veicolazione tramite i sensi, include l'incontro e lo scambio energetico di Shakti anche nella donna incarnata, le tecniche sono per lo piu’ “esterne” utilizzando yantra, rituali, movimento del corpo etc. anche seppur “esterno” nei rituali, il tutto viene interiorizzato comunque dal praticante che conosce le correlazioni tra interiorita' ed esteriorita'. Viene ritenuta una via veloce.

Nel Tantra Bianco o Via della Mano Destra o DakshinaMarga le pratiche sono per lo piu’ “interne”, basate su tecniche di concentrazione e visualizzazioni, movimenti della consapevolezza interna, meditazioni solitarie, che comunque escludono il contatto fisico con un altro essere, tanto meno  il contatto con una donna incarnata etc. Viene ritenuta una via lenta.

Nei secoli successivi in India, a causa dell’invasione islamica prima e successivamente quella Inglese,  il Tantra Rosso, quello originario, fu ufficialmente soppresso e fu costretto a trasformarsi nuovamente in una scuola occulta. Il Tantra bianco, che presentava aspetti monastici ed era privo di rapporti sessuali, fu generalmente piu' tollerato dal moralismo e dai dettami Arabo e Inglese, ma perse gradualmente la propria identità finendo col fondersi allo Yoga. Oggi lo conosciamo come Tantra Yoga, e ha completamente perso la sua peculiarità di approccio concreto alla sessualità, tipica del Tantra originario.

In pratica il Tantra Bianco e' affine al il Tantra Rosso come fine, ma e' sterilizzato e disinfettato da tutte quelle pratiche che i moralisti potrebbero intendere come disdicevoli cioe' tutte quelle pratiche  includono la sessualita' e che sono state spesso considerate dal Tantra Bianco immonde e impure o comunque non funzionali alla ricerca del se'.

I Tantrici della via della Mano Sinistra tendono ad accogliere la pluralita' delle visioni, i tantrici della via della Mano Destra tendono ad enfatizzare alcune critiche, forse legate all'aspetto censurante da cui trae origine il Tantra Bianco cioe' la via monastica. Il Tantra Rosso sembra essere affine alle personalita' istintive, il Tantra Bianco alle personalita' analitiche. 

In particolar il Tantra Bianco spesso , sopratutto da chi non conosce bene la via tantrica, intende che le energie esplorate nel Tantra Rosso sono "basse" e quindi da evitare, o magari da esplorare fuori dal tempio, fuori dal corso, fuori dalla sala forse esclusivamente in privato e forse nemmeno in quel caso.

Cio' e' molto in sintonia con il modo di procedere del Bramhamanesimo (la cultura dei brahmini) che ha forti radici nel puritanesimo e negli aspetti moralistici dove tutto puo' essere diviso in Puro e Impuro, Casto e Immondo, Giusto e Sbagliato, Bene e Male e quindi fondamentalmente afflitta da aspetti giudicanti tipico della via Hindu ortodossa che e' zeppa di regole e schemi e di visioni dualizzanti.

Oseremmo dire che se Tantra Bianco e' nella Dualita' mentre Tantra Rosso e' nella Non Dualita'

Occorre fare un po' di chiarezza.

Per il Tantra Rosso non esistono energie basse o alte ma molto piu' semplicemente una scala energetica che risale dal primo chackra fino al settimo chackra. In tutte scuole esoteriche ,ma anche nelle radici del cristianesimo primordiale stesso, viene indicato come regola spirituale COSI' IN ALTO COME IN BASSO (ripreso addirittura anche nella preghiera del Padre Nostro …venga il Tuo Regno cosi' in Cielo come in Terra..) . Il tantra Rosso e' una via INCLUSIVA e INTEGRATIVA e non una via che tende a fare a pezzi la energia della nostra specie umana indicando che questo e' sbagliato e quello e' giusto
Alla nascita noi ci incarniamo con tutte e sette le energie e queste diventano il bagaglio per tutta la nostra esistenza sia che ce ne siamo consapevoli oppure no.
Energia sessuale, emozionale, radiante,affettiva,espressiva , meditativa e trascendente corrispondente ai sette chackra.
Voler indicare , come spesso succede nel Tantra Bianco, in una forma anche un po' dispregiativa, come alcune di queste energie siano "disdicevoli e basse" e altre " auspicabili e alte" apre un rischio fortissimo di spezzare in due la natura umana che va proprio nella direzione contraria alla via del Tantra Rosso che e' notoriamente una via NON DUALE.

Non e' possibile accedere compiutamente alle energie piu' sottili se prima non si e' attraversato energeticamente anche le energie piu' dense della sessualita', anzi i due aspetti sono collegati e non possono essere distinti, nel Tantra Rosso immanenza e trascendenza sono uniti assieme.

La scala si sale dal primo gradino.

Troppo spesso, sopratutto nella new age, pero' si ascolta proporre che la scala energetica si sale dal quarto gradino saltando di fatto i primi tre. Si sale dal chackra del cuore, sempre molto menzionato nella New Age,  SENZA attraversare ed esperire il primo chackra , il secondo chackra e il terzo chakcra …energie basse secondo il giudizio di una parte New Age.
Questo puo' generare un percorso spirituale a forte rischio e che non ha piena consapevolezza di se' perche' semplicemente non si e' potuto esperire, nel reale e oggettivamente , una parte importante delle nostre energie che ci compongono inequivocabilmente, come anche quella sessuale .

Spesso succede che i praticanti della Via della Mano Destra si sentano autorizzati a criticare e dispregiare la Via della Mano Sinistra. A volte il Tantra Bianco sembra quasi rappresentare un ripiego di chi non riesce a gestire, per propri blocchi interiori energetici irrisolti sopratutto nella sessualita', le intense energie dei primi chackra e che quindi, ci si ritira, anche in forma inconsapevole, in pratiche che ti pongono molto meno in discussione , essendo incentrate esclusivamente su un aspetto peculiare immaginativo e meditativo o comunque senza nessun reale veicolazione della energia dell'Eros e dello specchio tra Shiva e Shakti.

".. per questo chi desidera la liberazione dovrebbe praticare cio' che deve essere praticato. Rinunciare agli oggetti dei sensi equivale a torturarsi attraverso l'ascetismo – non fatelo!! Quando vedete la forma guardatela!  Allo stesso modo ascoltate i suoni, inspirate i profumi,  assaggiate i gusti deliziosi , palpeggiate le trame. Usate gli oggetti dei cinque sensi, e raggiungerete presto la buddhita' suprema. Rifugiatevi nella Vulva di una Donna che tenete in gran conto per ottenere il rango di Candramaharosana….. " – Candramaharosana Tantra

Jose'&Resya – TantraLove

BAGNO SONORO CON LE CAMPANE TIBETANE

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BAGNO SONORO CON CAMPANE TIBETANE 

 

ARMONIZZAZIONE CON I SUONI DI GUARIGIONE

18 APRILE 2014 venerdi – BUSTO ARSIZIO – (Milano) ore 21

presso il centro Tana del Bianconiglio che possiede una bellissima sala olistica

Le campane tibetane sono uno strumento di meditazione e guarigione di antichissima origine diffuse in India, Nepal, Tibet, Corea, sono lavorate a mano e composte da una lega.

Le  campane tibetane sono accordate secondo la scala armonica, cioè hanno il suono fondamentale e tutte le armoniche perfettamente accordate tra loro in modo che il suono emesso dalle campane sia armonico e produca armonia. La scala armonica (detta anche numero aureo, proporzione aurea, numero d’oro, sequenza di Fibonacci, ecc…) è il metro con il quale la natura organizza sé stessa nelle sue infinite manifestazioni.

Le campane infatti producono una vasta gamma di suoni armonici che interagiscono con i piani psicofisici e bioenergetici dell'essere umano, ciò porta ad un profondo stato di rilassamento fisico-emotivo-mentale . Questa armonizzazione aiuta quindi negli stati di stress, carenza e blocchi energetici, stimola un processo di autoguarigione e armonizzazione. Le campane tibetane riportano alla giusta frequenza tutto ciò che è dissonante, il loro suono ti sintonizza con l'Universo.

Si viene così a creare una “concordanza di fase” fra la campana e la persona che ascolta i suoni, producendo di solito uno stato di profonda quiete interiore ed esteriore, che può andare ben al di là del semplice rilassamento, fino a raggiungere le frequenze delle onde degli stati meditativi più profondi.

Banner Campane

Tutto ciò che esiste nel cosmo vibra e anche noi vibriamo dentro a questa sinfonia universale. Nell’armonizzazione di gruppo risuonano le campane tibetane armoniche, con diversi toni, altezze e intenzioni, in una sequenza disegnata per evidenziare la combinazione dei suoi armonici e produrre effetti benefici di rilassamento ed equilibrio interiore, facilitando lo sciogliersi di blocchi e tensioni. Permetti che il suono giunga là dove ha bisogno di andare, lascia andare tutto ció di cui non hai piú bisogno. Questo tipo di incontro è basato sull’applicazione della tecnica di Sincronizzazione Armonica sviluppata da Albert Rabenstein.

Distesi comodamente a terra, su tappetini, ascoltando armonicamente i suoni prodotti dalle campane,  andremo a sperimentare in gruppo  in forma esperienziale , guidati dalla Master di Campane Tibetane Pascal Rumi  (esperto in questa Via da anni) , le vibrazioni sonore in una calda sala polivalente con pavimento in  legno, apprezzando la pratica che durera' circa 2 ore.

Le iscrizioni sono aperte a tutti.

PROGRAMMA

20.30  iscrizioni

21.00 inizio pratica e spiegazione

 Attivazione energetica corporea di movimento libero

per predisporre il corpo a ricevere la pratica.

21.30 Inizio bagno con le Campane Tibetane

22.30 Armonizzazione vocale finale

Condivisione libera emozionale sulla pratica

23.00 fine pratica

PER ULTERIORI INFORMAZIONI SUL PROGRAMMA , COSTI, SULLA LOCATION  O ISCRIZIONI SCRIVERE A:

tantra@tantralove.biz

Attestazione di Competenza Professionale SIAF n.LO1112P-OP ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n.4 www.siafitalia.it

Conduttore: Pascal Rumi Marino

Musicoterapeuta (diplomato Aiemme), musicista e ricercatore, opera da molti anni nel campo della relazione d'aiuto attraverso il suono, promuovendo il benessere e la cura delle persone. L'incontro con le ciotole tibetane e con Albert Rabenstein gli offre un'ulteriore, e piú approfondita, conoscenza dell'utilizzo della musica e dei suoni con finalità di prevenzione ed evoluzione della salute dell'essere umano.

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