Frequenza di risonanza planetaria di Schumann

Si tratta della frequenza sonora della Terra che sta aumentando con molta velocità. Essa è la frequenza sonora di base conosciuta con il nome di Risonanza di cavità Schumann, che fu identificata già nel 1899. Dal momento della sua scoperta al 1940 questa frequenza è rimasta inalterata a circa 7,8 hertz o 7 cicli al secondo. L'inizio del suo innalzamento è avvenuto nel 1986-87 e all'inizio del 1996 aveva raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavità Schumann avrebbe già superato i 10 hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente.
Ma non finisce qui !
L'aumento della risonanza di cavità Schumann è "accompagnato" da un altro fenomeno: la diminuzione del campo magnetico terrestre. Il nostro pianeta è un enorme magnete avente una moltitudine di livelli che ruotano per formare un campo magnetico. L'intensità della densità del campo magnetica è proporzionale alla velocità di rotazione del pianeta. Tanto tempo fa, all'incirca duemila anni fa, l'intensità del campo magnetico terrestre raggiunse il massimo della sua intensità, ma da allora questa intensità è sempre diminuita, man mano che la Terra diminuiva la sua velocità di rotazione.
Attualmente il campo magnetico terrestre ha raggiunto una flessione pari al 50 per cento se comparato a quello di 1.500 anni fa.
Questo fenomeno, che è destinato ad andare avanti, rientra in un meccanismo del tutto naturale. Per rendere l'idea, un po' come il meccanismo che regola le stagioni, ma assai più complicato e potente.

Secondo il geologo Gregg Braden , tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero.
Secondo Gregg Braden, il Punto Zero sarà associato alla quasi totale diminuzione del campo magnetico.
Nonostante ciò, la gravità del pianeta non sparirà in quanto essa è governata da altre leggi, non dalla sua rotazione. Non sarà la prima volta che accadrà una simile trasformazione visto che una cosa simile pare si sia palesata per ben 14 volte negli ultimi 4,5 milioni di anni.
L'ultima volta che il fenomeno è esordito risale tra gli 11mila e 13mila anni fa, un'era che molti esperti associano con la fine di Atlantide e l'inizio della ricostruzione dopo il grande cataclisma avvenuto dopo il 10500 a.C.
Esiste un Grande Ciclo di 26mila anni che governa questo processo di trasformazione e tredicimila anni fa ci trovavamo nel mezzo di esso.
Ora, questo Grande Ciclo è in dirittura d'arrivo e questo comporterà enormi mutamenti. Gregg Braden non scarta certo la possibilità che il nostro pianeta possa smettere di roteare. Inoltre, da analisi del ghiaccio in Groenlandia e nelle aree polari emerge che probabilmente l'asse terrestre si sia spostato di recente, circa 3.500-3.600 anni fa. Tutte le volte che l'intensità del campo magnetico del nostro pianeta è diminuita, fenomeno che oggi possiamo sperimentare in prima persona, è corrisposto uno spostamento dei poli, ovvero l'inversione del nord e sud magnetico. 

Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire, e alla peggio, ignorare molti eventi geofisici. Anch'egli conferma la veloce diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungerà lo zero.
Anche il servizio geologico degli Stati Uniti conferma queste tesi.
L'ente di stato sostiene che ogni 500mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. Questa transazione causerà epocali trasformazioni geologiche, cataclismi terrestri, eruzioni esplosive dei vulcani, ecc.,

Colleghi di Brian Desborough affermano che il campo magnetico della Terra abbia già toccato lo zero e che si sia elevata la conversione dell'idrogeno in elio.
Questo processo di intensificazione delle frequenze non interessa solamente il nostro pianeta ma anche il sistema solare e l'intera galassia.
Gli antichi sapevano molto bene di queste svolte energetiche che causavano epocali cambiamenti strutturali e geofisici della Terra.
I calendari dei Maya (che risalgono a circa 18 mila anni fa), degli egizi (che risalgono a circa 39 mila anni fa), dei tibetani, dei cinesi e di altre civiltà portano nel periodo che corrisponde a quello nostro; quello che sta per terminare.
In particolare, i Maya parlavano di un tempo di transizione, ovvero del periodo di "Assenza di tempo", in cui il vecchio tempo veniva sostituito dal nuovo tempo. Secondo i Maya, il tutto iniziava nel luglio del 1982 e avrebbe condotto al cambiamento nel 21 dicembre 2012. Infatti, neanche a farlo apposta, attorno agli anni ottanta si inizia a sentire sempre con maggiore intensità di mutamenti del clima, del surriscaldamento della Terra e via dicendo…

fonte: www.ecplanet.com/canale/ecologia-6/clima-61/1/0/14535/it/

Il Tantrismo, una psicologia naturale

Il Tantrismo, una psicologia naturale

Filosofia pratica, psicologia e spiritualità naturale che ha per fine la libertà

La parola tantra deriva da due temi: tan, che significa stendere e tra, liberare. I Tantra sono libri in cui si esplicita la stesura di metodi atti a conquistare la libertà. Il tantrismo è una filosofia pratica, una psicologia e una spiritualità naturale che ha per fine la libertà. I testi più antichi risalgono ai primi secoli dell'era volgare e la loro elaborazione non è mai cessata; non appartengono a un'epoca, a una scuola, a una religione, a un popolo preciso; culti, scuole, popoli tra loro rivali posseggono ciascuno i propri Tantra.

La prima forma di libertà è quella dal conosciuto. Il tantrico, dovunque e comunque lo incontri, è sempre un personaggio capace di destrutturare il tuo mondo di opinioni: presenta la possibilità di un cammino controcorrente rispetto a quello tracciato dalle tue conoscenze; di una percezione naturale, cioè non mediata da valori percettivi comuni, della realtà.

Da un punto di vista psicologico, in ogni cammino tantrico l'innocenza dei sensi è la chiave dell'esperienza di sé. Ciò che rende i sensi vittime dell'ipnotismo comune è la paura, la quale spinge l'individuo a conformarsi. Causa della paura è l'attaccamento a sé, o senso dell'ego. Tutti i metodi tantrici, dallo yoga indiano a quello tibetano, dalla meditazione induista a quella buddista, hanno come effetto lo scioglimento degli attaccamenti, quegli stessi attaccamenti, quel medesimo senso del vantaggio e dello svantaggio personale, il calcolo razionale, sul quale le culture, le economie, le società sono fondate. Ogni cultura può essere vista, nella sua essenza immediata, come l'espressione di un tentativo umano di fuga dalla morte.

La tradizione tantrica esiste come forma di manifestazione dell'esperienza del sacro, intesa quale alta capacità di darsi. Il tantrismo, dunque, è una riflessione sulla morte, sull'amore, sulla bellezza e sulla giustizia, riflessione che non esiste se non in presenza del manifestarsi dell'esperienza stessa. Le tecniche tantriche sono strumenti estatici di evocazione di quella esperienza; ciò fa sì che l'intera ritualistica tantrica ruoti intorno al tema del sacrificio.

Estraneo alle religioni ortodosse, il tantrismo costituisce uno dei più vasti movimenti spirituali dell'India, ma non solo. Filosofia e psicologia astorica per eccellenza, la tradizione tantrica ha raccolto in sé l'eredità delle tradizioni sciamaniche e animiste pre-buddiste e pre-induiste sviluppandole in un corpus di testi la cui codificazione risale a varie epoche ed è ancora viva ai giorni nostri: i Tantra, per l'appunto.

Ma la tradizione senza tempo è anche la tradizione apolide che, con diverse vesti e nomi, si ritrova in Oriente come in Occidente quale parte connaturante delle tradizioni dei misteri. In Occidente si pensi agli aspetti tantrici dell'alchimia, dei riti templari, dei culti celtici e persino, nel mondo islamico, alle somiglianze evidenti tra le tecniche dell'estasi del sufismo e quelle del tantrismo.

Lo yoga è l'aspetto più pratico del tantrismo indiano e tibetano ma, in senso allargato, esso assume molteplici connotazioni a seconda del tessuto socioculturale nel quale si innesta: vi è uno yoga tantrico buddista, uno yoga tantrico induista, uno yoga tantrico antico e uno moderno, uno yoga tantrico occidentale spesso identificato con l'alchimia, uno yoga tantrico islamico, come è anche stato definito il sufismo, e vi è persino uno yoga tantrico in Estremo Oriente, identificato con lo Zen. Con la parola yoga si definisce un cammino di risveglio della consapevolezza atto a portare l'uomo alla liberazione a mezzo della unione con la natura divina. In perfetta sintonia con la filosofia tantrica, tutte le forme di yoga comprendono l'utilizzo del corpo come strumento della liberazione.

Nel tantrismo non è presente una concezione metafisica, semmai la tradizione tantrica tramanda una visione animista e sciamanica in cui la divinità è un tutt'uno con la natura e con il corpo. Nella prospettiva metafisica la salvezza è nel trascendimento della dimensione naturale del limite, ma nel misticismo naturale, essere uno con la divinità significa essere uno con la Grande Madre, con la terra, che è anche oscurità, che è anche morte, che è anche dolore, che è fondamentalmente limite. Il tantrico, dunque, aspira ad essere uno con il limite, senza speranza di riscatto e senza paura, ma semmai ritrovando una percezione libera, selvaggia, autonoma del limite che, in condizioni non socialmente gestite, si rivela pura forza e conoscenza.

Liberarsi dall'idea che ciò che è luminoso tale invece non sia, liberandosi dalle aspettative e dai timori è un'essenza dell'insegnamento tantrico.

Il tantrico non aspira a sovvertire l'ordine delle cose ma a liberare l'anima. In una filosofia naturale le cose acquistano significato grazie all'esistenza del loro contrario: la libertà ha senso unicamente in relazione a un mondo che libero non è. Perciò il tantrico, liberato in vita, fa del mondo un proprio strumento, un mezzo, non un soggetto di una rivoluzione. Tuttavia neppure si deve pensare che il tantrismo sia un cammino di salvazione personale che escluda una salvezza globale: semmai è proprio l'opposto.  La felicità è per il tantrico una meta collettiva, la cui realizzazione non può essere lasciata esclusivamente allo sforzo individuale. Tuttavia il raggiungimento collettivo della felicità è subordinato a certe condizioni epocali il cui manifestarsi sulla terra non è influenzabile a livello individuale. Dinnanzi a ciò il tantrismo non assume un atteggiamento fatalista di attesa passiva, come sarebbe logico (nel tantrismo la logica è una scelta, non un imperativo). Il tantrico sa che la libertà degli altri, in quanto evento interiore, non può essere influenza dagli uni, pur tuttavia offre il proprio essere al servizio della libertà generale. Nella filosofia naturale il limite e l'impossibilità non esistono se non come basi di partenza per aprire infinite possibilità.

In un discorso del 21 Giugno 2005 del primo ministro bhutanese, Jigmi Y. Thinley si legge: «La felicità può essere realizzata come un traguardo sociale, essa non può venire conseguita come obiettivo personale, come fosse una merce, parimenti non può essere perseguita come uno scopo della competizione individuale. La felicità non può venir distribuita agli individui come una merce o un servizio. Tuttavia essa è troppo importante perché venga lasciata al puro sforzo e alla ricerca individuale, senza un impegno collettivo o di governo. […] Nelle società comuni, a mezzo dell'apprendimento culturale, dell'educazione, dell'insegnamento psicologico, molti sforzi vengono profusi per far sì che le persone cerchino la libertà partendo da una attitudine che nega loro la felicità. Portare alla luce ciò che assilla l'uomo, scoprire ciò che inganna la sua vera natura e rivelare il suo Sé interiore, è un compito assai più elevato che domare la natura e conquistare il mondo esterno.»

Il Bhutan è il solo luogo al mondo che ha per religione ufficiale il buddhismo tantrico Drupa Kagyu. Non solo il tantrismo buddista conserva molti dei tratti fondamentali dell'antica religione sciamanica primitiva, ma, in particolare, il Drupa Kagyu, la forma di tantrismo buddista del Bhutan è, rispetto al Buddhismo Mahayana in generale, il più vicino alla antica religione primitiva, ai culti mitico-simbolici dello sciamanismo ed enfatizza la pratica della disciplina dello yoga tantrico e della meditazione solitaria, secondo l'insegnamento dei grandi yogin tantrici che da Naropa arrivò a Marpa e al famoso poeta mistico Milarepa. Non si può liberare la mente a mezzo della mente, non si può liberare l'intelligenza se non per tramite di un'intelligenza superiore. Esiste nella natura, nella femminilità, e, dunque, nel tantrismo, una intelligenza mistica che appare un po' come l'altra metà della mela rispetto alla mente logica.  La tradizione tantrica ha la consapevolezza di essere nata oltre la storia, così come sa di essere legittimata da una forza che è oltre la mente; per accedere all'origine di quella forza il tantrico passa attraverso l'esperienza estatica.

La natura dell'esperienza estatica è puramente artistica e creativa: la poesia e l'immaginazione sono gli strumenti dell'estasi tantrica.

È a mezzo della forza poetica che si può creare nella coscienza quello «stato ampliato» nel quale ciò che è immaginato acquista la forza di accadere nella realtà quotidiana. Il grande Aurobindo sosteneva di essere divenuto uno yogin poiché era un poeta. La poesia è da sempre il segreto dell'estasi tantrica. Leggendo le vite dei grandi tantrici (Milarepa, Ma gcig, Padamasambhava, ecc) ciò risulta evidente.  Sbaglia chi ritiene che l'estasi sciamanica sia la conseguenza dell'utilizzo di droghe psichedeliche o di squilibri mentali. Anzi, come sostiene autorevolmente Mircea Eliade, il ricorso alle droghe rappresenterebbe piuttosto un'aberrazione del fenomeno sciamanico, «la decadenza di una tecnica dell'estasi» (Lo Sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Mircea Eliade, Edizioni Mediterranee, 1988, Roma, p. 507. Sull'argomento di veda anche alle pp. 442 e 523).

La «percezione libera, creativa» della realtà è dovuta piuttosto all'animo poetico dello sciamano, al suo essersi risvegliato dall'ipnotismo dei valori del mondo e all'aver acquisito un modo libero di percepire la realtà attraverso l'innocenza dei sensi. Tamburo, canto, danza, controllo del respiro e tutti gli altri strumenti della trance, non avrebbero efficacia se non fossero mezzi di una percezione libera.  Il tantrismo è una tradizione nobile la cui simbologia ha lo scopo di risvegliare nella coscienza la capacità di darsi. Le tradizioni dell'anima hanno sempre coltivato il senso del sacro, ovvero il sacruum facere, quell'alta capacità di darsi, la quale contiene in sé sia la guarigione che la liberazione. La psicologia moderna e la psicanalisi, nella misura in cui sono espressione della visione di una certa classe sviluppatasi in tempi relativamente recenti, la borghesia, concepiscono il simbolo in maniera autonoma rispetto alle tradizioni psicospirituali di natura e i valori interpretativi risultano di fatto ribaltati. Ma sono proprio le categorie diagnostiche e il bisogno di normalizzazione che applicati alla psiche ne causano i disagi.  Il metodo scientifico applicato alla psiche ne determina l'osservazione a mezzo di strumenti di valutazione che dipendono dai valori dell'epoca, dalle mode culturali, dallo spirito dei tempi. La scienza, per via dello strumento discriminante che la produce, la ragione, viene ad essere un prodotto dei valori della società da cui nasce.

In una civiltà in cui il soggetto che detiene il potere del simbolo ed è padrone del linguaggio è il mercato, sono fioriti a dismisura i paradigmi scientifici e pseudoscientifici della psiche, unitamente ai modelli terapeutici proposti per il mercato. La crisi del metodo scientifico lascia oggigiorno molto spazio al ritorno alla filosofia degli antichi e alle tradizioni dell'anima pre-scientifiche come, appunto, il tantrismo, che dimostrano il loro carattere universale nella capacità di rispondere anche ai bisogni dell'uomo moderno in una chiave non terapeutica. Si dovrebbe riflettere in maniera approfondita sul nesso tra la necessità terapeutica e il dio dei tempi moderni: il mercato. In proposito, chiedo perdono se non riesco a resistere alla tentazione di citare la battuta di un grande dei nostri giorni, Woody Allen, che, mi auguro, farà sorridere per primi gli psicanalisti stessi: «La psicanalisi è un mito tenuto in piedi dall'industria dei divani».   Dopotutto «c'è bisogno di «riflettere sulla mentalità analitica, di rendersi conto delle sue predilezioni per la psicopatologia e del fatto che la psicologia è divenuta un imponente e tuttavia sottile sistema per deformare la psiche instillandole il convincimento che in essa vi è qualcosa di sbagliato e, di conseguenza, per analizzare la sua immaginazione attraverso categorie diagnostiche.» (James Hillman Il mito dell'analisi, Adelphi, Milano, 1979., p. 16.)

Ma «l'analisi è troppo potente perché sia possibile disfarsene così facilmente. Fa troppo parte della concezione che questo secolo ha di se stesso ed è troppo necessaria alla sua psicologia dell'Io. L'analisi avrà fine quando scopriremo quale mito essa mette in scena, una scoperta che potrà anche non arrivare tutta d'un colpo ma che affiora gradualmente con le intuizioni che rivelano il rapporto dell'analisi con il fare anima.È il fare anima che ci tiene avvinti, come affascinati, all'analisi. Non la diagnosi di ciò che non va, e neanche la cura della nostra malattia, ma il potenziale contenuto nella terapia analitica in rapporto appunto al fare anima.» (James Hillman, op. cit., p. 19)

Voglio concludere con una poesia.

Premetto che, secondo i Tantra, l'attività percettiva è una attività di pensiero che comporta delle scelte: io posso scegliere attraverso quali strumenti filtrare la percezione e in quali modi usare i miei strumenti. Ne consegue che non esiste un solo modello di corpo e di psiche, ma tanti modelli possibili quanti sono gli strumenti e i modi della attività percettiva umana. Ecco una visione tantrica del corpo umano.

Nel tuo corpo c'è il monte Meru

racchiuso dai sette continenti;

ci sono fiumi,

mari, montagne, pianure,

gli dei della terra.

Si vedono profeti, monaci,

luoghi di pellegrinaggio

e divinità che li proteggono.

Ci sono le stelle e i pianeti

il sole insieme alla luna.

Ci sono le due forze,

quella che distrugge, quella che crea.

Sì, nel tuo corpo c'è tutto ciò

che esiste nei tre mondi.

 

di Selene M. Calloni Williams

Agriturismo Marche – Pesaro Urbino

SCHEDA AGRITURISMO

La Struttura è una casa padronale risalente al 1535 sapientemente ristrutturata riportando alla luce, sino nei minimi particolari, gli elementi essenziali dell'epoca; travi in quercia, pietra rosa del furlo, pavimenti in mattone originale ed in cotto, mobili in legni pregiati totalmente lavorati a mano, massima espressione della più alta tradizione marchigiana.

La combinazione di tutti questi elementi fanno ancora sentire l'atmosfera e la storia di questo casale, intelligentemente fusa con ogni comfort dell'era moderna. Ospita in 8 camere arredate in stile e di grande fascino ,tutte dotate di bagno interno e con finestre che si affacciano su un suggestivo panorama mozzafiato delle Marche. Inoltre nella realizzazione di muri e porte sono stati utilizzati solo materiali naturali.

L’agriturismo è anche un azienda agricola biologica che con i suoi 5 ettari di terreno è in grado di offrire cibi naturali e "puliti" e serviti in una sala comune per le colazioni e i pranzi con camino, per chiunque preferisca assaporare comodamente le specialità della zona e anche una bellissima terrazza sul panorama. Occasione da non perdere per assaporare i gusti della tradizionale cucina marchigiana nel contesto di una natura dolce e avvolgente.

La struttura pur essendo immersa nella natura e nella pace più assoluta, "il paradiso terrestre", ha la fortuna di avere nelle sue vicinanze tanta storia ed arte. Situata tra le splendide colline al confine tra Marche, Umbria e Toscana, questa dimora storica è il punto di partenza ideale per una vacanza alla scoperta delle bellezze naturali e culturali della zona: si trova infatti a pochi chilometri di distanza da Gubbio, Urbino, Pesaro, Fano e dagli splendidi castelli medievali di San Leo, Gradara, Piandimeleto, Piobbico e dalla Rocca di Sassocorvaro.

Yoga Naturista – Naked Yoga – 20 Aprile 2018

YOGA NATURISTA A MILANO – 20 APRILE 2018 venerdi – ORE 21

 NAKED YOGA  

 SESTO ANNO DI REPLICA DI PERCORSO 

Nel Tantra la percezione del nostro corpo e’ fondamentale in quanto viene considerato il Sacro tempio del nostro Spirito.

Contrariamente a molte discipline orientali o anche occidentali dove il corpo viene ritenuto un nemico da combattere e da contrastare , il Tantra parte dalla espansione della sensorialita’ e dall’ascolto corporeo come veicolo per accedere a una profonda consapevolezza di se’ stessi.  «Tutto quello che è qui è altrove, tutto quello che non è qui non è da nessuna parte» afferma il Vishvasara Tantra. Il corpo umano, vero e proprio microcosmo, diviene dunque mezzo privilegiato per giungere alla comprensione suprema; armonizzando il principio maschile e femminile il Tantra consente al discepolo di trascendere la dualità, giungendo così all’unità cosmica.

Le tecniche che possono essere utilizzate comprendono diverse pratiche che tendono tutte ad aumentare la consapevolezza di se’.

âsana:  per la purificazione del corpo attraverso le posture yogiche
prânâyâma:  per controllare la circolazione delle energie attraverso il respiro
meditazione:  per sintonizzarsi con la coscienza divina
mantra:  per esprimersi attraverso i canti rituali recitati con la musica
mudra:  gesto simbolico che viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale.
yantra:  rappresentazioni geometriche e diagrammi simbolici, utilizzati come supporto nella concentrazione

Le tecniche possono avere effetti profondi, e sono da intendersi come preliminari ed hanno lo scopo di preparare il discepolo a pratiche più avanzate.

Esploreremo insieme in queste serate lo Yoga Naturista attraverso le Asana Yogiche

In tal senso lo Yoga puo’ essere un valido strumento e una profonda via spirituale per accedere a una migliore percezione esperienziale di se’ stessi, e a maggior ragione lo Yoga naturista, ormai cosi’ presente in molti paesi esteri, permette di accedere con maggior liberta’ ed maggiore espansione dell’ascolto del nostro corpo, liberi dal vincolo dei vestiti che spesso ostacolano le asana, oltre essere una via salutare per mantenere il nostro tempio corporeo ad un giusto equilibrio psicofisico.

Lo Yoga insegna a dominare l’energia cosmica presente nell’uomo, manifesta come respiro, e quindi a conseguire un sicuro controllo della cosa più instabile e mobile che si possa immaginare, ossia la mente sempre irrequieta, sempre pronta a distrarsi e divagare.

Anticamente lo Yoga era profondamente connaturato alla via tantrica , da cui successivamente se ne e’ distaccato in numerose vie spirituali.

In tal maniera lo yoga, influendo insieme sulla vita psichica e su quella fisica dell’individuo, che del resto pensa strettamente congiunte, si propone di compiere una revulsione immediata dal piano dell’esperienza quotidiana, umana e terrena e di attuare con grande prontezza il possesso della più alta beatitudine.

Saremo magistralmente condotti nel mondo dello Yoga ricordando che per partecipare non occorre una particolare esperienza o predisposizione e le iscrizioni sono aperte a tutti e praticheremo in una calda sala polivalente IN UN CLIMA DI GRANDE RISPETTO.

Esploreremo il mondo delle Ashana yogiche in relazione alla via tantrica e alla armonizzazione del corpo che ha ricadute sulla mente e sullo spirito.

Condurra’ la serata la Maestra Sabrina da anni istruttrice di Hatha Yoga

20 APRILE 2018 – venerdi –  ORE 21 – MILANO 

PER INFORMAZIONI, COSTI O ISCRIZIONI SCRIVERE A:

tantra@tantralove.biz

Logo-Originale

Attestazione di Competenza Professionale SIAF n.LO1112P-OP   e n.LO1274T-OP ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n.4 – www.siafitalia.it

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Villaggio Naturista – Piemonte – Asti

Il Villaggio e’ un podere di 3 ettari e mezzo, nel Basso Monferrato immerso nel verde delle rigogliose colline.  All’interno della proprietà collinare c’è una grande cascina di circa 450 mq. disposta su due piani che rappresenta il centro della vita dell’Ecovillaggio. Trovano posto su questa collina gli orti naturali coltivati dai residenti, boschi per produrre la legna, noccioleto, prati ed un Bed & Breakfast. All’interno del cascinale c’è anche una sala massaggi, il locale spogliatoio, un locale per ballare, 3 camere del B&B, una grande cucina, tre bagni interni ed uno esterno, l’appartamento dei residenti ed una grande cantina di 60 mq come sala attività, unita ad un nuovo bagno, un corridoio di collegamento e la sala caldaia; All’esterno c’è una piscina panoramica di 5 x 11,5 mt. proprio sul colmo della collina con vista spettacolare; esitono due Gazebo, uno con venticinque posti a sedere ed uno nei pressi della piscina con 10 posti a sedere; tavolini e sedie sull’aia, il tempietto dei massaggi nel bosco, un campetto da volley e volano, un ping-pong, situata nell’aia di fronte alla casa; un parcheggio interno e un percorso di trekking naturista che attraversa i boschi interni alla proprietà della durata di circa 20-25 minuti. Infine una piccola area servizi con macchine automatiche per la distribuzione di bevande e caffè . Un progetto ecologico di villaggio naturista con diverse attività fatte per vivere, dalle persone per le persone in un incontro armonico.

PISCINA. Aperta da metà maggio a metà settembre, lunga 11,5 mt x 5 mt. di larghezza è profonda 1,35 cm. E’ situata in posizione panoramica sulla punta della collina, dove lo sguardo può spaziare a 360°.

RISTORAZIONE. Sotto il gazebo principale, nell’aia della cascina, si trova l’area ristorazione.

AREA BENESSERE. E’ il momento di relazione tra quei soci che si scambiano un massaggio; un trattamento in cambio di un altro trattamento; è necessario avere almeno un attestato o diploma per potersi scambiare i massaggi.

BED & BREAKFAST. E’ costituito da tre camere con tre letti matrimoniali per una capienza di 6 posti letto. Le camere sono, come prevede la legge, all’interno dell’abitazione dei residenti e la colazione è servita nella grande cucina, oppure, d’estate, sotto il gazebo all’aperto.

CAMPING. Il camping è aperto solo d’estate. E’ un campeggio mobile e temporaneo ed è dotato di 27 piazzole con erba e all’ombra per tende, roulotte e camper; servizi igienici con docce, wc, bidet, lavabi. Ogni piazzola è denominata con il nome di un fiore del luogo e perfettamente integrata nel bosco ceduo del versante sud della collina del villaggio del sole.

AREA SOSTA CAMPER E PARCHEGGIO AUTO: L’area sosta camper diurna e notturna è un prato in piano di circa 1.800 metri quadrati situato a fondovalle a circa 100 mt a piedi dalla reception. Ha accesso diretto alla strada comunale asfaltata. Vi si può sostare gratuitamente e poi passare la giornata utilizzando i servizi del villaggio. Non è dotata di carico/scarico acque, ne di presa corrente. Funge anche da parcheggio auto quando quello interno è esaurito.

PARCO DELLE AMACHE: Nel piccolo parco di querce, olmi e pini, sul colmo ovest della collina è situato il parco delle amache; un luogo fresco e ventilato, all’ombra di vecchi alberi. E’ un luogo un pò speciale… dove meditare diventa quasi dormire….

TEMPIETTO dei MASSAGGI : Nella grande pineta situata a mezza collina trova posto uno dei luoghi più interessanti del villaggio: il tempietto dei massaggi. Un luogo per fare e ricevere massaggi immersi nel bosco, con l’aria, i profumi e i suoni della natura dal vero. All’interno vi possono stare fino a 6 persone per le meditazioni all’aperto, oppure il massaggiatore ed il ricevente a terra o sul lettino, per un massaggio che fa vivere delle sensazioni incredibili.

BIKE SHARING : Mountain bike a noleggio e parcheggio bici, sul retro della cascina del villaggio del sole. Chi non ha la propria due ruote, può scegliere tra quelle a disposizione, che stanno pian piano aumentando, anche grazie alle donazioni.

AREA PIC-NIC : Situata a valle della piscina, l’area pic-nic “La Terrazza” è esposta a sud ed ombreggiata da una grande quercia. E’ una zona tranquilla e panoramica dove fare pranzo al sacco. Dotata di tavolini, sedie ed ombrelloni è ideale per chi desidera relax anche durante il pranzo.

PERCORSO TREKKING : Una serie di sentieri e stradine tracciate e segnalate che percorrono i tre ettari e mezzo del villaggio, salendo e scendendo la collina, attraversado pinete, boschi, noccioleti e campi… da percorrere tranquillamente nudi

ANIMAZIONE: Dal 21 giugno al 10 settembre nei Week-end animazione, attività ludiche, culturali e di divertimento, secondo il calendario in programma ogni anno. Body painting, matrimoni naturisti, discoteca, seminari olistici, attività enogastronomiche, musica… ed altro ancora

LA TAVERNA : Il salone delle feste ospita la discoteca situata nel cuore della cascina: la vecchia cantina di circa 60 metri quadrati. Impianto professionale da 2.000 W, luci psiche, e Karaoke per la realizzazione delle più belle feste naturiste.

SPOGLIATOIO, SEGRETERIA, RECEPTION e SERVIZI

Come agisce il massaggio

Il massaggio agisce a livello fisico, mentale e spirituale. Restituisce equilibrio e armonia a una mente turbata o a un corpo teso, aiuta a sentirsi meglio con noi stessi, e ci lascia una visione della vita più fresca e ottimistica. E’ il miglior antidoto contro i dannosi effetti delle tensioni croniche e impedisce che lo stress diventi una condizione permanente.

Il corpo umano possiede una straordinaria capacità, di rinnovare e rigenerare se stesso. Questo meccanismo di autoregolazione (omeostasi) consente al nostro organismo di mantenere uno stato di equilibrio interno anche dopo che ogni suo sistema è stato sottoposto a degli sforzi per far fronte a pressioni esterne.

Lo stress cronico che persiste da lungo tempo, inibisce questo naturale processo di autoregolazione.
Quando il nostro organismo è costretto a costanti sollecitazioni, viene privato del tempo e dell’energia necessari a ristabilire una naturale condizione di armonia.
Il massaggio interviene allora permettendo all’organismo di portare a termine la sua cura, regolando il funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Quando l’organismo è su di giri per lo stress, il sistema simpatico elabora una risposta del tipo “fuga o lotta”.Ormoni quali l’adrenalina e il cortisone entrano nel circolo sanguigno, il cuore batte + velocemente e le funzioni digestive cessano la propria attività. Non vi saranno problemi se una volta passata l’emergenza ci rilassiamo, ma se continuiamo a reagire alle sollecitazioni finiremo in uno stato di allarme permanente, logorando il nostro organismo e portandolo verso la malattia. Il sistema parasimpatico che disinnesca le reazioni di “fuga o lotta” resterà dunque bloccato. Il massaggio stimola il ripristino delle condizioni normali e induce il rilassamento.

E consigliabile non sottovalutare l’importanza di dominare lo stress, e di lasciar spazio alla distensione.
Gli ormoni dello stress, che l’organismo produce quando ci sentiamo minacciati possono danneggiare il sistema nervoso, gli organi del sistema immunitario in una sequenza di effetti che si perpetua autonomamente. La stimolazione dell’ipofisi che ha effetto sulla produzione di adrenalina e cortisone. Se a causa di una condizione di stress non corata, la produzione di cortisone continua incontrollata, il sistema immunitario verrà indebolito e l’organismo resterà indebolito e indifeso di fronte hai virus.
Il rilassamento agisce anche sulla mente, durante il giorno quando siamo svegli, pensiamo e siamo concentrati, le onde celebrali si propagano sulla frequenza “beta”. Più diventiamo ansiosi + ci sintonizziamo sulla frequenza beta, se ci rimaniamo troppo a lungo non solo miniamo il nostro sistema immunitario, ma diverremo affaticati e predisposti agli infortuni.
Il rilassamento profondo invece  ci conduce sulla frequenza “alfa” molto + lenta uno stato contemplativo simile al trance, in grado di ricaricare l’organismo persino + del sonno.
La ricerca ha dimostrato che un regolare riposo di tipo meditativo come il massaggio può aumentare le difese immunitarie, migliorando la risposta dei globuli bianchi allo stress.
Il massaggio è forse il modo più semplice di indurre un simile rilassamento dato che un individuo cronicamente stressato può avere difficoltà nel raggiungere autonomamente questo stato di relax.
Il rilassamento profondo, è uno stato altamente piacevole. Durante il riposo il ns. corpo produce endorfine, gli ormoni che alleviano il dolore e provocano sensazioni di contentezza e euforia, una azione più efficace di qualsiasi farmaco. Il contatto corporeo rappresenta di per sé una grande fonte di piacere. A livello pelle esistono infatti una grande quantità di ricettori nervosi, che una volta stimolati trasmettono al cervello sensazioni di piacere.
Il massaggio dunque oltre ad avere un’enorme valenza terapeutica, rappresenta un percorso essenziale per la scoperta del benessere autentico.

Gopala

Italia paese di Arrabbiati e Depressi

Ognuno è l'arbitro unico dei suoi comportamenti (lo pensa l'85,5% degli italiani) e le regole possono essere aggirate in molte situazioni. Questo è l'atteggiamento degli italiani) nei confronti dell'aggressività, che vede in cinque anni un aumento del 35,3% delle minacce e delle ingiurie subite e del 26,5% per le lesioni e le percosse.
Questo emerge dall'indagine del Censis «La crescente sregolazione delle pulsioni», presentata il 6 giugno a Roma. Nel divertimento è ammessa la trasgressione soprattutto dai più giovani (il 44,8%); si crede che se necessario ci si possa difendere da soli anche con le cattive maniere (48,6%, quota che sale al 61,3% tra i residente delle grandi città); e che si debbano accettare compromessi pur di raggiungere i fini che ci si è proposti (46,4%).

NIENTE MORALE, SIAMO CATTOLICI. Gli italiani ritratti dal Censis pensano inoltre che si possa essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa cattolica in materia di sessualità (63,5%, percentuale che sfiora l'80 per i più giovani).
Il Censis ricorda anche, i dati del ministero dell'Interno sui reati contro le persone commessi tra il 2004 e il 2009: oltre al già citato aumento di minacce, ingiurie, lesioni e percosse, sono cresciuti anche i reati sessuali, aumentati addirittura del 26,3%.

RADDOPPIA L'USO DI PSICOFARMACI. Negli ultimi dieci anni si è verificato anche un boom dei consumi di antidepressivi, che sono raddoppiati (+114,2%). E se il ricorso alle sostanze stupefacenti è diminuito tra il 2008 e il 2009, la pericolosità sociale del consumo di droghe non sembra calare: sono infatti aumentate del 2,5% le persone prese in carico nei Sert per dipendenza da cocaina e sono in crescita i giovani consumatori a rischio di bevande alcoliche, che dal 2009 al 2010 passano dal 14,9% al 16,6% nella fascia 18-24 anni.
Segni questi, secondo il Censis, di una crisi antropologica e della riduzione del controllo sulle pulsioni.
La società italiana è «pericolosamente segnata dal vuoto». E il Paese è appiattito, ha superato la crisi ma stenta a ripartire, per colpa di un «declino parallelo» della legge e del desiderio.

Sono questi i capisaldi della fotografia scattata dal Censis, nel 44esimo Rapporto annuale, pubblicato il 3 dicembre.
Inquietante il monito di Giuseppe De Rita, sociologo e presidente del Centro studi. L’Italia ha resistito ai mesi più drammatici della crisi, seppure con una «evidente fatica del vivere e dolorose emarginazioni occupazionali». Ma se anche ingranasse nuovamente la marcia dello sviluppo, la società non avrebbe lo spessore e il vigore adeguati alle sfide da affrontare.

Una società caratterizzata dal vuoto
Secondo il Censis, la cifra della società italiana in questo momento è la delusione. È diventato difficile individuare un dispositivo di fondo che disciplini comportamenti, atteggiamenti, valori. E la mancanza di riferimenti produce episodi di violenza familiare e bullismo, il gusto apatico di compiere delitti comuni e, soprattutto, la ricerca di stimoli esterni che suppliscano al vuoto interiore, nel consumismo sfrenato.
«Siamo una società pericolosamente segnata dal vuoto, visto che a un ciclo storico pieno di interessi e di conflitti sociali, si va sostituendo un ciclo segnato dall'annullamento degli interessi e dei conflitti» dice De Rita.

Parola d'ordine: tornare a desiderare
Secondo il centro studi, gli italiani desiderano sempre meno, appagati dalla soddisfazione di sogni "borghesi" covati per decenni: dalla casa di proprietà alle vacanze. Continua anche la spinta a riempirsi di oggetti: «giocattoli di cui i bambini non hanno bisogno e il sesto modello di cellulare in un anno». Ne deriva che manca la materia prima su cui lavorare, cioè la spinta verso qualcosa.
Per vincere il nichilismo dell'indifferenza generalizzata, dunque, occorre tornare a desiderare. Secondo il Censis tre sono gli aspetti su ci si può puntare: la crescita di comportamenti "apolidi" legati al primato della competitività internazionale (gli imprenditori e i giovani che lavorano e studiano all'estero), i nuovi reticoli di rappresentanza nel mondo delle imprese e il lento formarsi di un tessuto federalista, la propensione a fare comunità in luoghi a misura d'uomo (borghi, paesi o piccole città).

E c’è di che deprimersi. Da qualche anno a questa parte, infatti, le cose non si sono messe per niente bene. Il rapporto 2010 certifica che siamo una società civile in lento declino, lo specchio del Paese  che si muove «sotto un’onda di pulsioni sregolate», senza valori né credo. 

 E il tentennare emozionale fra chiusura e accettazione della globalizzazione ha lasciato il campo allo stordimento e a una crisi di creatività. Ed eccola lì: è arrivata «la curvatura concava» su cui ci siamo ripiegati nel 2002.
È da allora che è cominciata la nostra «ambigua deriva» e l’inizio di una metamorfosi verso l’infelicità. Sono passati otto anni di trasformazioni sottili: verso «una qualità localistica della vita», come recita il rapporto 2003, «una diffusa propensione borghigiana; un implicito primato della convivialità; una crescente tendenza a instaurare virtuosi stili di vita».
E niente ci ha aiutato a venire fuori dal tunnel. La violenza verso il sacro e la crescita dell’artificialità di scienza e diritto ci hanno precluso qualsiasi via d’uscita nel 2004. Hanno rotto «l'aurea di tranquillità in cui vorremmo vivere», scrive il rapporto. Un anno dopo ci abbiamo creduto e con un moto di orgoglio abbiamo avuto una «impalpabile vibrazione reattiva, quasi un insolito vigore. Forse perché siamo stanchi di un decennio intristito, passato a parlare di crisi e declino (…)».
Abbiamo visto la ripresa del 2006, che poteva essere «un piccolo silenzioso boom» se solo fossimo riusciti a esprimere tutti insieme «un impegno positivo in quei mesi invernali» come ci consigliava il Censis. Ma noi no, siamo andati a sciare e abbiamo fatto anche un tuffo alle Maldive.
Perché siamo gente del fare, ma «l’onda delle pulsioni sregolate» era già dietro l’angolo. Così il silenzioso boom è diventato solo una «scheggia di vitalità» nel 2007. Poi il crollo. Fragili e pieni di paura abbiamo fronteggiato la crisi, ci siamo trasformati, replicati, esauriti. Chissà cosa diventeremo il prossimo anno. 

Fonte : Lettera 43 – Censis
 

Anorgasmia: “il corpo non mente mai”

 

Anorgasmia: “il corpo non mente mai”

Ogni giorno, in ogni momento della nostra vita , abbiamo sempre un amico che ci sta vicino: il nostro corpo. Lui ci manda dei messaggi articolati ma anche di più semplici. Ci permette di percepire sensazioni ed emozioni che ci fanno sentire vivi ed in contatto con noi. Basta stare attenti e possiamo sentire come il nostro corpo spesso ci permette, se ascoltato, di raggiungere livelli di grande piacere. A volte, però, questo piacere non riesce a passare. Molti ostacoli non permettono al nostro corpo di lasciarsi andare, di rilassarsi, di abbandonarsi ad una maggiore profondità. Molte persone, infatti, temono la possibilità di lasciarsi andare, di sperimentare delle forti emozioni reprimendole e tenendole sotto controllo.

Se noi prendiamo come riferimento alcune persone che soffrono di attacchi panico o Disturbo di Panico (DP), vediamo che loro stesse, tendono ad evitare il dolore, tenere tutto fermo, fissato, sotto controllo. Pensano a volte di poter vivere nell’assoluta mancanza di emozioni, bloccate da uno schiacciante senso di responsabilità. Non si lasciano trasportare dal flusso degli eventi. Emozioni, aspettative o rapporti interpersonali diventano rigidi, assumono una fissità innaturale. Con la propria rigidità, la propria paura di cambiamento, la paura di morire, alcuni soggetti affetti da panico uccidono la parte più vitale di sé. Per mantenere la loro instabile sicurezza perdono la capacità di correre rischi e, con essa, la capacità di vivere emozioni, scoperte ed innamoramenti. Hanno così tanta paura di perdere la testa e quindi il controllo, che non se lo concedono neppure di fronte a cose straordinarie: tutte le emozioni vengono represse anche quelle più piacevoli. 

La loro vita sessuale è molto coartata, provano un’estrema difficoltà a lasciarsi andare. Le prestazioni sessuali diventano sempre più fredde, distaccate e poco coinvolgenti sul piano emotivo. Nel rapporto interpersonale donne e uomini mostrano un enorme calo del desiderio sessuale. L’orgasmo è particolarmente evitato nelle donne, in quanto percepito come una perdita di controllo ed un insopportabile calo delle difese. Generalmente, reprimendo la propria sessualità le donne si sentono più sicure e sfogano le proprie energie sul lavoro, rafforzando sempre più le proprie strategie di autocontrollo e di repressione emotiva. Anche l’uomo vuole tenere tutto sotto controllo, ma per farlo ricorre maggiormente all’uso di oggetti o all’impegno sul lavoro. Il sesso è meno rifiutato di quanto non avvenga per le donne, ma viene svuotato di passionalità, eseguito in modo distaccato, spersonalizzato.

Le reazioni sessuali possono funzionare con successo se la persona ha uno stato d’animo calmo ed il processo non è contrastato da controlli coscienti in altre parole, per un buon funzionamento sessuale, l’individuo deve essere in grado di abbandonarsi all’esperienza erotica. Deve essere capace di rinunciare temporaneamente al controllo. Questo è requisito indispensabile per un buon funzionamento sessuale. Tra le cause della disfunzione orgasmica possiamo dire che la sua intensità spaventa la donna. Inoltre l’impegno verso la relazione in corso, la paura di essere abbandonata, la paura di affermare la sua indipendenza, un senso di colpa verso la sessualità, etc… sono tutte condizioni che possono svolgere un ruolo fondamentale nell’insorgere di un “ supercontrollo” involontario del riflesso orgasmico che provocherà alla lunga la disfunzione orgasmica.

In alcune donne anorgasmiche, la paura di perdere il controllo delle proprie sensazioni e del proprio comportamento può essere una condizione frequente, e i concomitanti meccanismi di difesa del “ trattenersi “ e del supercontrollo sono probabilmente fondamentali nella patogenesi di questo disturbo. La donna ha paura di “lasciarsi andare” ed il controllo sulla scarica orgasmica è rafforzato dalla riduzione dell’ansia che la donna prova quando riesce a controllare le sue sensazioni. Dopo che questa inibizione volontaria del riflesso orgasmico è stata ripetuta parecchie volte, l’inibizione diventa a quanto pare automatica e non può essere più controllata volontariamente, cosicché dopo un certo tempo la donna che ha imparato a controllare il suo orgasmo non riesce più ad ottenerlo nemmeno quando è calma, innamorata, propriamente stimolata e reattiva per ogni altro verso. È necessario quindi diminuire od eliminare il supercontrollo involontario del riflesso orgasmico ad es. attraverso una psicoterapia corporea o altre tecniche della sfera corporea in cui l’allentamento delle tensioni muscolari può portare molti benefici alle persone che sono spaventate di attraversare emozioni, in quel momento troppo forti per loro

Dott. Giacomo Del Monte

Rapporto tra maestro e allievo

Rapporto maestro/allievo

Prima di essere un guru, cioè coluti che toglie il velo dell'ignoranza, Daniel Odier è un uomo, proprio come noi. La cosa che più colpisce la prima volta che si entra in contatto con lui, è la sua estrema spontaneità. Durante i seminari, per esempio, ama scherzare, fare battute che rompono gli schemi e durante le pratiche, che sono molto intense a livello emozionale, riesce con poco a rendere leggero un momento pesante e a riportare la calma nei cuori più agitati.
I suoi insegnamenti sul Tantra non sono concetti distanti e irrealizzabili, ma principi che ci permettono di vivere la vita, con i suoi alti e bassi, in modo più sereno e libero. Da questo deriva una consapevolezza diversa e, soprattutto, uno stato finale in cui nasce una gioia che non dipende più dalle circostanze esteriori, ma da una coscienza dell'istante stesso in cui viviamo, non inquinata dal mentale. Questo ci permette di vivere ogni attimo in maniera creativa e di apprezzarlo per come viene. Solo così ogni emozione e ogni sentimento può essere vissuto pienamente e intensamente fino al suo esaurirsi. 

Yoga Kashmiro
Odier trasmette l'insegnamento di una particolare corrente dello Yoga Shivaita Kashmiro, il Pratyabhijna a cui è stato iniziato dalla maestra Lalita Devi. Lo Yoga Kashmiro si basa sul riconoscimento della nostra essenza divina: nel senso che non c'è nulla da aggiungere o eliminare all'essere. La perfezione è già in noi, basta ritrovarla. La pratica di tale disciplina ha inizio con l'accettazione totale di quello che siamo, della nostra natura, che è fatta di luce, ma anche di ombre. Perchè niente è da buttare via.
Sullo stesso piano
Nel Tantra il rapporto tra discepolo e maestro è visto come legame privo di formalismi. La relazione è paritaria, non crea dipendenza, e il guru accetta totalmente il discepolo così come è, senza pretendere di cambiarlo. Questa onestà di fronte a noi stessi implica un totale abbandono delle maschere, che è poi il lavoro fondamentale che Odier propone. Come maestro è esattamente l'opposto del guru inaccessibile, è una persona sempre disponibile all'ascolto, che instaura rapporti profondi e diretti con ogni singolo allievo. 

Il Pratyabhijna, insieme allo Spanda ("fremito, vibrazione interiore"), rappresenta la via tantrica più spoglia e si rivolge alla nostra essenza originale. Questo particolare tipo di Yoga non propone asana, poichè ha avuto origine prima dell'Hatha Yoga e di qualsiasi codificazione. Accanto all'aspetto fisico di tale pratica, Odier propone anche alcuni momenti in cui, rimendo seduti e immobili, si creano visualizzazioni, in genere ispirate da brani, letti da lui, di testi tantra dello yogi Matsyendranath
Un altro aspetto fondamentale del suo insegnamento è la meditazione, attuata sia come ascolto, sia come pratica a se stante. Nel Tantra non vi è l'obbligo di assumere una postura prestabilita, c'è molta libertà a riguardo, ma è importante impostare una respirazione addominale profonda e silenziosa.
La novità assoluta di questa dottrina è rappresentata dalle micropratiche. I maestri tantrici scoprirono che seguire la velocità della mente poteva essere più semplice che fermarla, perciò proposero di praticare in maniera breve e frequente. Durante la giornata, ogni momento è buono per comunicare con la realtà: l'importante è essere consapevoli e presenti al momento che si sta vivendo, in modo da accorgersi che nella ripetizione meccanica non c'è la felicità. Così, quando il corpo avrà sperimentato la gioia della presenza, vorrà sempre ripetere tale esperienza

di Barbara Tomeucci