Stare negli estremi

E' facile stare negli estremi.

Alcuni sono oltremodo spirituali new age immaginando che tutto sia trascendente e rifiutano il corpo,

altri sono oltremodo edonisti epicurei immaginando che tutto sia piacere carnale rifiutando lo spirito. 

L'aspetto difficile invece, tema che propone anche la Via del Tantra, e' tenere e insieme Trascendenza e Immanenza, aspetto spirituale e aspetto corporeo. Per il Tantra il corpo e' il tempio dello spirito senza contraddizioni. E Questo e Quello. NON o questo o quello.

"….Così come da una troppo grande indulgenza e i piaceri dei sensi, non permettono di raggiungere lo scopo, così il digiuno e l’astinenza generano la vanità. Stai in disparte dagli estremi e Vivi Semplicemente….." Lalla – Tantrica Kashmira

Jose'&Resya TantraLove

Il denaro e’ sporco?

A volte ci capita di leggere alcune dissertazioni sul denaro rispetto ai percorsi di crescita del se’. Nel mondo olistico, ma anche nella new age in generale , le persone sembrano tenere un atteggiamento difficile, altalenante e contraddittorio con il denaro. 
Infatti c’e’ una vaga percezione che denaro e crescita del se’ non possano andare d’accordo. Il denaro e’ sporco. Se esiste un percorso spirituale il denaro sembra non poterci entrare, non va bene.
In realta’ cio’ e’ collegato alle nostre dinamiche come occidentali rispetto al peccato, tema che riguarda la sessualita’ , ma anche i sensi di colpa legati al denaro.

Il denaro in realta’ non e’ ne’ positivo ne’ negativo.

Il denaro assume la valenza di negativo o positivo a seconda dell’intento, ma l’intento non c’entra con il denaro. La stessa somma di soldi puo’ essere investita per comprare armi o costruire ospedali, ma cio’ e’ indipendente dal denaro.

Il denaro e’ una forma come una altra di scambio di energia, si potevano usare le conchiglie o perline o patate anche, ma per praticita’ abbiamo scelto la carta frusciante.
Il denaro appare quindi come forma di energia condensata , che veicola e trasferisce e riequilibria l’energia intellettiva, fisica, emotiva, che sta dietro all’impegno umano di qualunque genere sia.

Dato che siamo incarnati sul pianeta, abbiamo la semplice e naturale necessita’ procurarci cio’ che ci necessita per vivere, per mantenerci, per cibarci, per nutrire i nostri figli, per curare il nostro corpo, per vivere sotto un tetto, per muoverci e tutto cio’ viene procurato attraverso lo strumento del denaro. Quando saremo Angeli e non saremo piu’ incarnati, vivremo altri tipi di strati dell’essere, ma per ora siamo sul Pianeta Terra che ha le sue leggi intrinseche.

Il denaro quindi ci permette di scambiare energie in un bilanciamento e in un equilibrio. Un maestro ci dona le sue conoscenze di Yoga e noi ristabiliamo l‘equilibrio attraverso il denaro. Una maestra di meditazione, ci porta in uno stato di percezione attraverso le sue conoscenze lungamente apprese, e noi riequilibriamo con i soldi. Una massaggiatrice olistica ci dona ore del suo tempo e della sua pratica acquisita in anni di apprendimento ed esperienza, e ci dona la sua essenza di consapevolezza e noi ristabiliamo l’ordine di cio’ che abbiamo ricevuto. Semplice legge di compensazione e di riequilibrio energetico.

A volte sentiamo dire la parola “mercenario”, riferita agli insegnanti olistici. Tutti sono mercenari allora a questa stregua. Vivi con un lavoro ? Scambi a tua forza lavoro intellettiva, manuale, emozionale con un salario o un onorario? Quindi anche tu sei un mercenario se viene messa cosi’. Non si capisce in ultima istanza, perche’ se a un commercialista o un fotografo, per esempio, diamo un contributo per il suo impegno lavorativo allora va bene, ma se diamo un contributo a un insegnate di Yoga per il suo tempo e impegno allora e’ un mercenario.

Altro discorso e’ invece un ossessivo attaccamento al denaro, al guadagno, come forma patologica, alla brama, all’arraffare oltre ogni limite, ma non stiamo parlando di questo.

Abbiamo sentito anche dire che in India i percorsi non si pagano, perche’ spirituali e i Guru non vengono retribuiti.

Se voi andate pero’ in un Ashram indiano, pagate, e a volte anche molto profumatamente, il vostro soggiorno, l’insegnamento proposto dai vari maestri, le pratiche insegnate, il cibo, il tetto su una testa e cosi’ via. E perche’ mai non si dovrebbe pagare? Consumate del cibo? usufruite di un insegnamento? dormite in una stanza?
Abbiamo anche sentito dire a volte che i Guru tantrici non si facevano pagare nei tempi antichi, perche’ questo non e’ consono a un percorso di liberazione spirituale. Non sembra proprio.

Abihnavagupta ,uno dei massimi maestri tantrici kashmiri del 1100, scrive in uno dei piu’ famosi testi tantrici tradotto dal sanscrito, “L’Essenza del Tantra” :

“…..il discepolo deve venerare il maestro con una adeguata retribuzione….”

e ancora dopo

“…Il discepolo deve riverire e approvare il maestro e infine, dagli la retribuzione d’uso, che solitamente e’ costituita da denaro e in certi casi puo’ anche consistere nell’offerta di se’ stesso….”

Forse in questo rimaniamo fuorviati. In molti paesi orientali, India compresa, se un discepolo non ha denaro per compensare l’insegnamento, scambia la propria opera di forza lavoro al posto del denaro, in quelal che viene chiamata Bakti. Coltiva l’orto, ripara il tetto, costruisce muretti, spazza il cortile. Ma non e’ che cio’ non sia una retribuzione, ma semplicemente baratta la propria forza lavoro con l’insegnamento. La forza lavoro personale e’ una altra forma di denaro pagata direttamente in natura.

Anche qui si parla di bilanciamento energetico.

Jose’&Resya – TantraLove

Tantra e Sensi

Il Tantra e’ una delle poche vie spirituali sopravvissute e attuali che rispetta e integra la nostra natura umana nella sua totalita’. Viviamo nella societa’ che spezza l’uomo in due, sopra e sotto, puro e impuro, buono e cattivo.  Le energie sessuali sono disdicevoli e negative, se sei spirituale non puoi essere sensoriale, se sei sensoriale non puoi essere spirituale.  Moltissimi percorsi olistici new age o percorsi ascetici, come cosi’ spesso abbiamo constatato per esperienza diretta, emarginano anche loro le energie sensuali chiamandole energie “sporche”.  La nostra societa’ ha sfregiato le energie sessuali e la sensorialita' imbrattandole di un giudizio che e’ privo di senso. I sensi nel Tantra sono i veicoli sacri di scoperta del proprio’ se’ interiore attraverso il corpo e non contro il corpo.  Recita il Tantra:

".. per questo chi desidera la liberazione dovrebbe praticare cio' che deve essere praticato. Rinunciare agli oggetti dei sensi equivale a torturarsi attraverso l'ascetismo – non fatelo!! Quando vedete la forma guardatela!  Allo stesso modo ascoltate i suoni, inspirate i profumi,  assaggiate i gusti deliziosi , palpeggiate le trame. Usate gli oggetti dei cinque sensi, e raggiungerete presto la buddhita' suprema…." – Candramaharosana Tantra

Il Tantrismo non e’ duale e quindi non ha senso dividere le energie che il Creato ci ha donato considerando i primi chakcra disdicevoli e non spirituali e i chackra dal cuore in su invece alti, spirituali e consoni. Questa e’ una deformazione del nostro tempo, ma che non trova giustificazione nel corpo, che e’ sempre assolutamente Uno.  In una societa’ completamente mentale, come quella occidentale, il Tantra indica che la autenticita’ del corpo (e quindi anche nei sensi) ha preminenza e ci porta nella profonda consapevolezza del se', perche’ al corpo non possiamo mentire, proteso nel fremito costante verso la vita, un fremito fatto di vibrazione vitale e di desiderio. Recita il Tantra :

"….Così il corpo giova vederlo pieno di tutti i cammini, variegato dal vario operare del tempo, sede di tutti i moti del tempo e dello spazio. Il corpo, così veduto, e dentro di sé naturato di tutte le divinità, dev'essere quindi oggetto di contemplazione, di adorazione e di riti di soddisfazione. Chi penetra in esso, trova la liberazione….." – Abhinavagupta

A fronte di cio' non ha nessun significato la colpevolizzazione cattolica e new age delle energie sessuali e della sensorialita' nel piacere, che sono le energie piu' potenti che l'uomo e la donna possono sperimentare, nell'incontro in consapevolezza tra Shiva, le energie maschili, e Shakti le energie femminili. Recita il Tantra:

“…L’uomo vede la donna come una Dea. La donna vede l’uomo come un Dio. Attraverso l’unione dello Scettro di Diamante e del Fiore del Loto loro dovrebbero compiere offerte uno all’altro. Non c’e’ alcuna adorazione oltre a questa…” –  Candamaharosana Tantra

Migliaia di anni fa, gli antichi tantrici nei testi indicarono che alla fine della era del Kali Yuga, cioe’ proprio il nostro tempo, in un momento di enorme difficolta’ nella ricerca del se’ come sono i tempi attuali, il Tantra sarebbe stata una delle poche vie spirituali a non smarrire la strada. Non possiamo che confermare questa saggia preveggenza antica.

Jose'&Resya – TantraLove

 

 

 

 

Il rito dell’Unione del Maithuna

Il rito del Maithuna e' l’atto sessuale realizzato fra un uomo ed una donna che incarnano la presenza divina. Non si tratta di un uomo e una donna comuni che vivono, cioè, legati ai condizionamenti ed ai vincoli, che cedono alle passioni bramose, ma di persone risvegliate alla consapevolezza della presenza divina, avviate in un processo di trasformazione, consapevoli di non essere separati dalla divinità. L’uomo straordinario e la donna straordinaria esprimono l’aspetto interiore trascendente. 

Nell'immaginario collettivo comune essere bramosi sembra una qualita' della passione, il realta' il Tantra spiega che questo e' uno dei veli di Maya, (illusione) che ci tiene avvinti alla impossibilita' di crescita di noi stessi. Solitamente la brama ci porta al possesso e al controllo dell'altro, alla gelosia. Molte volte abbiamo sentito dire sono molto gelosa/o e quindi amo molto. Esattamente il contrario, se ci fosse vero amore la liberta' dell'altro e' la prima cosa che emerge, liberta' e non il controllo.

Il rapporto di unione nel Maithuna si svolge realizzando un processo d’immobilità e di poco movimento: il Dio Shiva rimane immobile e la dea Shakti manifesta l’attività. Infatti nel Tantra e' la Shakti, incarnata nella donna che manifesta la iniziativa dell'andamento energetico dell'unione sessuale, guidando l'amplesso divino e non l'uomo come siamo abituati in occidente. L'uomo, Shiva, segue nel respiro e asseconda i movimenti della donna. Le donne, se lasciano sorgere la parte piu' autentica del Femmineo, sono naturalmente portate a guidare l'amplesso, e a portare loro stesse e l'uomo nell'estasi. Le donne devono solo ricordare la Via Tantrica mentre l'uomo la deve imparare, questo dicevano gli antici insegnanti tantirci.

I tempi si dilatano e si perde lo stato ordinario di realta'. Spesso durante i rituali, anche nel massaggio rituale, ci si stupisce delle ore che passano senza accorgersi.
La disciplina orientale tende ad approfondire le funzioni naturali attraverso il loro rallentamento: si valuta necessario portare alla quiete ed all’immobilità la respirazione, il pensiero e l’emissione seminale. Il rallentamento e' ancora piu' necessario a noi come occidentali che viviamo in una societa' del Capitale frenetica e in fibrillazione, che quindi ci porta lontano dall'ascolto del Qui e Ora.

Non si tratta soltanto di un rituale, o di un insieme di valori e di comportamenti propri esclusivamente della sensibilità orientale, dato che fortunatamente molti rituali possono essere trasumati anche in Occidente.
Sicuramente variano le condizioni sociali, storiche ed ambientali, non si possono trasferire meccanicamente le pratiche ed i riti, ma il problema sollevato è radicale e profondo per tutta l’umanità. Tutti gli uomini e le donne provengono dalla stessa fonte e hanno lo stesso bagaglio energetico e lo stesso funzionamento dei Chakra. Siamo una specie molto molto omogenea, anche se il colore della pelle cambia, ma e' ininfluente.
Il funzionamento della natura umana è centrato sull’esercizio del libero arbitrio. Ogni essere umano è libero di realizzare le proprie scelte, ma non è libero dalle conseguenze delle azioni, cosi' come ci ricordano le leggi del Karma , per la prima volta analizzate in antichita' dagli scritti tantrici. 
Sono i livelli dei condizionamenti che plasmano quindi la natura umana, (schemi, credenze, tradizioni…) alterando le potenzialità dello sviluppo del corpo, dell’anima e dello spirito. Noi abbiamo un funzionamento diventato automatico, che tende ad investire tutti i processi, anche quelli fisiologici. Quindi il nostro comportamento naturale non è l’espressione della vera natura.

Chi vuole ripensare il rapporto fra l’uomo e la natura, dentro di sé e fuori di sé, deve immergersi in un processo profondo di rigenerazione. Ecco quindi che anche le capacità di godere attraverso i sensi, di armonizzare il corpo e l’anima, dipendono da una forma di rallentamento delle funzioni di tutte le componenti della realtà umana. Il Tantra, nato dalle donne, da millenni conosce questa verita' energetica, facendone sperimentazione sul corpo e nell'esperienza attraverso la sensorialita'. Rallentando il respiro, la mente e l’emissione seminale, si possono percepire realtà più profonde, ed entrare in una comunicazione nuova con la natura e con lo spirito. Nel maithuna l’uomo e la donna incorporano una condizione divina, in quanto non solo sperimentano la beatitudine, ma possono contemplare direttamente la realtà ultima. Questo insegna il Tantra , tra i vari aspetti. Quanto e' lontano dal nostro percepire e intendere anche la sessualita' meccanica in occidente, scollegata dai centri energetici.

Dal punto di vista dell’esperienza, in questi termini l’unione sessuale ha un potere liberatore, sospende la legge della dualità, produce un’apertura estatica, porta per un istante di là della coscienza individuale e samsârica. La legge delal dualita' e' quella che ci fa sempre sentire separati dagli altri , distinti, questo contro quello.  L’uomo e la donna divenendo momentaneamente identici ai loro rispettivi principi ontologici, a Shiva e a Shakti, presenti nel loro essere e nel loro corpo, ed essendo sospesa la legge dualistica, in ciò che viene chiamato samarasa, ossia nella simultaneità dell’ebbrezza, dell’orgasmo e del rapimento che nell’amplesso unisce i due esseri, si ritiene che si possa suscitare lo stesso samatá, lo stato di ‘identità’ e di trascendenza, il sahaja, ovvero che si ottenga una forma speciale di piacere esaltato e trasfigurato. La Kama , l'attrazione e il piacere , che naturalmente sorge tra uomo e donna aiuta in questa fascinazione, se ben trasmutata, e aiuta questo processo. Appena uomo e donna sono vicini una energia inizia a fluire e a scorrere magicamente, anche senza fare niente altro. In pratica il tantra suggerisce di sfruttare questa energia gia' esistente naturalmente, la potente energia orgasmica per auiutare a sentirsi parte integrata del Tutto. A questa stregua, il Kularnava Tantra giunge a dire che solamente per mezzo dell’unione sessuale l’unione suprema può essere raggiunta.

Jose'&Resya integrando scritti di Julius Evola

L’omosessualita’ e Brizzi

Il punto centrale che viene pressoché totalmente ignorato dall’uomo mediocre quando si tratta dell’argomento omosessualità è che l’uomo in generale – e quindi l’omosessuale in particolare – non è libero. Nessuno decide di essere omosessuale così come nessuno decide di essere timido o artista.

La nostra attuale identità – ciò che siamo convinti di essere e i modi in cui ci comportiamo – deriva dalla nostra infanzia e ne è una costante espressione. Niente di più lontano da ciò che possiamo definire libertà di pensiero o libertà di azione. Se così non fosse non avrebbero senso di esistere né l’esoterismo né il lavoro su di sé né la psicologia. Esiste la psicologia – che si colloca alla base di un corretto lavoro su di sé – proprio in quanto l’uomo non si conosce profondamente e tuttavia è maggiormente condizionato proprio da quegli aspetti inconsci che meno conosce.
L’aspetto omosessualità non fa eccezione e non vedo perché dovrebbe.

La comunità scientifica ad oggi (Gennaio 2016) ha prodotto differenti teorie, ma non ha ancora trovato una spiegazione soddisfacente e conclusiva sul tema dell’orientamento omosessuale. Secondo l’esoterismo invece si diviene omosessuali per due cause principali: quella animica e quella psicologica. Nell’omosessuale animico l’orientamento sessuale fa parte integrante della sua missione di vita, in quanto la sua anima aveva già in programma di venire a sperimentare questo particolare aspetto dell’amore. Niente avrebbe potuto impedirgli di essere omosessuale. Questo genere di omosessualità spesso si manifesta, almeno come tendenza, già a partire da giovanissima età (6-7 anni).

L’omosessualità psicologica è frutto di quanto è accaduto a quella persona quando era ancora nella pancia della mamma e durante i suoi primi mesi/anni di vita. Questo non vuol dire che il soggetto debba aver necessariamente vissuto un trauma, stiamo infatti parlando di come l’individuo ha reagito ai comportamenti, più o meno affettivi, dei genitori, che presi dal loro punto di vista rientravano probabilmente nella più assoluta normalità. Questo significa che a un certo punto della sua vita l’individuo sarà orientato a un comportamento omosessuale, ma non vuol dire che lo diventerà sicuramente, potrebbe restare latente a lungo o non manifestarsi affatto, inoltre, punto essenziale, potrà variare questa tendenza nel momento in cui deciderà di lavorare sui suoi condizionamenti inconsci allo scopo di scioglierli.

Questa seconda possibilità non è molto gradita alla comunità omosessuale perché, a loro dire, tratterebbe un gay alla stregua d’un malato. Il punto è che l’omosessuale vuole essere considerato a tutti gli effetti “normale” pur tenendo un comportamento che normale non è. Non credo si debba essere laureati in medicina per comprendere che avere rapporti anali non è per nulla “normale” per un maschio. Credo che dal desiderio di tolleranza verso chi è diverso si stia sfociando nel “fanatismo al contrario”: tutto deve essere considerato normale, altrimenti è discriminazione. Siamo in una condizione di ipocrisia sociale tale per cui si ha timore di affermare l’ovvietà per paura di essere tacciati di omofobia. Sta divenendo normale un comportamento non normale e al contempo diventa anormale chi si permette di farlo notare!

Se già il rapporto anale è qualcosa di molto particolare per una donna – infatti non è naturale nemmeno per lei – ma che tuttavia viene concesso al partner più come atto di devozione che per lussuria, sicuramente non mi si potrà convincere che due genitori si devono aspettare come comportamento “normale” dal figlio maschio che questo crescendo abbia rapporti anali con altri uomini. L'ANO NON è UN ORGANO SESSUALE, da quel buco le cose devono uscire e non entrare. L’amore per un altro uomo è una cosa, ma il rapporto fisico è ben altra. Oltre che una questione di buon senso (reperibile alla stregua di un metallo prezioso in questo periodo storico), anche dalla prospettiva esoterica, il maschio (portatore della “bacchetta”) deve penetrare la donna (che offre la coppa, ossia la yoni, la vagina).

La donna, per restare nell’ambito della correttezza energetica, dovrebbe istintivamente cercare la penetrazione da parte dell’energia maschile, a meno che, come affermato in precedenza, non rientri nei due casi soprariportati: omosessualità animica o psicologica.

La domanda piuttosto è a monte: Cosa vuol dire essere sani? Chi è sano e chi no? Per l’esoterismo (e per Carl G. Jung) NESSUNO è psicologicamente sano finché non ha realizzato il Sé. Questo significa che essere timido, aggressivo o gay sono tutti comportamenti (come ogni altro comportamento) che hanno origine nelle cariche emotive accumulate nel nostro inconscio, ossia, nel modo più o meno traumatico con cui abbiamo reagito ai fatti della vita nel primo periodo della nostra esistenza sulla Terra. Ripeto: nessuno è sano, per cui nessuno è normale, finché non è avvenuta la realizzazione del proprio Sé. Infatti tutti siamo qui per lavorare su noi stessi.

L’aspetto più considerevole che caratterizza – almeno di norma – la psicologia dell’omosessuale è il suo non voler accettare la diversità. L’omosessuale vuole essere percepito come “normale”: vuole tenere un comportamento diverso ma essere considerato a tutti gli effetti normale. Il suo è un disperato (nel vero significato del termine, ossia, senza speranza) tentativo di annullare proprio la principale fonte del lavoro psicologico che è venuto a compiere. Ma la diversità va ammessa e accettata, non estinta lottando – all’esterno di sé – per conquistare gli stessi diritti degli altri. Volersi sposare e voler allevare dei figli rientrano nell’ambito delle reazioni messe in atto per non sentire in maniera troppo bruciante la propria diversità. Il primo omofobo è l’omosessuale stesso, che non riesce a sostenere il peso della sua diversità. E proietta sugli altri la sua stessa omofobia. E il mondo gli risponde di conseguenza. 

Nel maggio 2015 l’Irlanda ha introdotto il matrimonio fra persone dello stesso sesso nella Costituzione. Questo risultato è stato salutato come una conquista di libertà individuale. Anche in Italia ci sono state manifestazioni di euforia diffusa, come a indicare che noi siamo culturalmente più arretrati di loro e che anche il nostro popolo non vede l’ora di fare altrettanto. In quei giorni chi non era d’accordo, chi percepiva questa cosa come una forzatura anziché un passo avanti, è dovuto rimanere in silenzio per non rischiare il linciaggio! In realtà pretendere di chiamare “matrimonio” l’unione fra due uomini o due donne è una violenza bella e buona fatta alla società intera. Il matrimonio ha una sua definizione e una sua ragion d’essere, per cui se voglio ufficializzare l’unione fra gay devo trovare un altro nome per questo atto e NON ANDARE A MODIFICARE IL SIGNIFICATO DEL TERMINE GIÀ ESISTENTE.

Questa è una differenza importate di cui nessuno si è accorto. Non stiamo trovando un termine nuovo per definire due uomini che decidono di andare a vivere insieme e vogliono accedere agli stessi diritti delle altre coppie, ma stiamo modificando la definizione stessa del termine matrimonio. Questa è una deviazione pericolosa. I miei figli cresceranno con l’idea – sbagliata – che matrimonio significhi “due persone di qualunque sesso che decidono di vivere insieme”. Ma il matrimonio non è questo, è l’unione di un uomo (energia maschile… bacchetta… ricordate?) e una donna (energia femminile… coppa… ricordate?) allo scopo di procreare. Non solo il matrimonio fra gay, ma lo stesso matrimonio civile è già una deviazione rispetto all’autentico matrimonio, non solo religioso (di qualunque religione) ma di ogni genere di matrimonio sciamanico o tribale che sia, tutti rituali che non prevedono l’unione di due uomini o due donne né i conseguenti rapporti anali all’interno del tepee (tenda degli indiani d’america)!

Ma quelli erano guerrieri…

Non mi sto in alcun senso schierando contro l'omosessualità in sé, faccio solo notare che stanno avvenendo cambiamenti collettivi nell’idea di famiglia e nei comportamenti sessuali, che modificano il dna culturale dei popoli nella maggior parte delle nazioni occidentali. In realtà una minoranza influente e ricca che controlla gli organismi internazionali ed è in grado di dettare le agende sociali e culturali, starebbe in maniera premeditata mettendo in crisi la famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio e operante in maniera ben precisa sul piano energetico. Ufficializzare sia le convivenze eterosessuali che le unioni gay sono azioni che fanno parte di questo piano di disgregazione energetica e quindi sociale. La coppia sacralizzata nel matrimonio costituisce il NUCLEO ENERGETICO FONDAMENTALE DELL’INTERO IMPIANTO SOCIALE in quanto è nell’ambito di questa unione che avviene un’unione magica che rende più forte l’intera struttura. Il matrimonio dall’epoca tribale a oggi, in ogni cultura, senza eccezione, ha sempre costituito un atto magico, sacro e ritenuto indispensabile alla sopravvivenza della comunità. Quello della procreazione è solo uno degli aspetti da considerare, forse addirittura meno importante rispetto alla fusione magica fra maschile e femminile, la quale tiene in piedi l’intero corpo sociale.

I miei figli penseranno di poter scegliere se limitarsi a convivere o sposarsi (tanto i diritti sono gli stessi), se sposarsi in chiesa con un atto magico oppure farlo in comune in modo da poter divorziare senza problemi (tanto i diritti sono gli stessi) e, soprattutto, potranno scegliere se unirsi a qualcuno di sesso diverso oppure del loro stesso sesso (tanto i diritti sono gli stessi). Questa si chiama disgregazione sociale, un fenomeno pianificato dall’alto affinché l’uomo medio-cre lo scambiasse per “maggiore libertà”. E l’uomo medio-cre reagisce con euforia ogni volta che si scende un gradino verso la decomposizione. Questo fenomeno sta avendo e avrà sempre di più conseguenze pericolose sul piano energetico e porterà a disastri sul piano sociale. Un esempio viene riportato in un altro mio post (Sull'immigrazione), dove cito un articolo di Maurizio Blondet sugli eventi della notte di capodanno 2015 a Colonia. 

Per finire, un’esortazione agli omosessuali: siate dignitosi, sempre. 

Siate fieri della vostra diversità e non tentate di mascherarla mendicando uguaglianza e rendendovi ridicoli con un finto matrimonio (perché sul piano energetico non ha alcun valore) e con il tentativo grottesco di adottare bambini. Non avete bisogno del riconoscimento di nessuno… se non del vostro. Non esiste omofobia, se non all’interno di voi, nella vostra paura di restare diversi. Sappiate che la vostra anima, in entrambi i generi di omosessualità, ha comunque scelto un percorso difficile ma carico di possibilità; accettate il fatto che in questa vita certe cose non potrete farle, perché è giusto così, perché solo così l’omosessualità – così come ogni difformità dal consueto – può diventare una Via davvero molto rapida verso l’Illuminazione e la Liberazione finale. 

Sostiene Draco Daatson che niente potrebbe adattarsi meglio ai nostri bisogni di ciò che sta accadendo in questo istante. Potrà anche apparire strano, ma la mente egoica, ossia il nostro piccolo ego, si alimenta grazie alla non accettazione della realtà così com’è. 

Salvatore Brizzi

  

L’omosessualita’ e Osho

L’omosessualità è un prodotto di un mondo maschile. E probabilmente l’omosessualità andrà crescendo sempre più – perfino stati, governi e religioni inizieranno a raccomandarla. Nei prossimi cinquant’anni lo ve­drete accadere. Allo stesso modo in cui i governi ora raccomandano il controllo delle nascite e l’aborto, in futuro lo faranno con l’omosessualità – perché la popolazione raggiungerà livelli tali che l’omosessualità rappresenterà un metodo per impedire la nascita di nuovi esseri umani. Prima o poi, ogni governo autorizzerà i matrimoni tra omosessuali – matrimoni tra due uomini o tra due donne. Accadrà.
Già ora ci sono mol­te più persone che diventano omosessuali.

Solo una società rilassata, in cui le cose funzionano bene, c’è cibo in abbondanza e non ci sono guerre, di­venta eterosessuale. In caso contra­rio, quando c’è la guerra, uno stato conflittuale permanente, la società diventa patriarcale.
Ora anche nel mondo delle donne sta accadendo la stessa cosa, perché il movimento di liberazione delle don­ne è il primo movimento in cui le donne si trovano tra loro e creano gruppi di sole donne. Ora si sta dif­fondendo il lesbianismo. Se le don­ne si mettono insieme e contro gli uo­mini, dove metteranno il loro a­mo­re? L’uomo è il nemico: devono perciò amare le donne. Attualmente sia l’omosessualità che il lesbianismo sono in aumento: è una semplice constatazione.

Ma non sto dicendo nulla contro l’omosessualità – so che qui ci sono molti omosessuali. Se non sei interessato a dimensioni più alte, l’omosessualità va bene, tanto quanto l’eterosessualità. Non c’è alcun problema. A livello di sfogo sessuale, l’omosessualità vale quanto l’eterosessualità. Ma se è la tua crescita che ti interessa, allora avrai dei problemi.
Una storia d’amore omosessuale può essere molto più comoda, è vero, perché non c’è conflitto. È un’unione di simili: si capiscono, conoscono le tendenze e le menti reciproche. Non c’è conflitto, ma non c’è neppure crescita. Con la polarità, si scatena il conflitto, la sfida – di penetrare e co­noscere l’altro, capire il mondo dell’altro.

E per la crescita spirituale è necessario che l’uomo arrivi a conoscere la donna e che la donna arrivi a conoscere l’uomo.
Perché dico che è parte della crescita spirituale? Proprio l’altro giorno stavo dicendo che all’ultimo mo­­­mento, al sesto chakra – l’ajna cha­kra – deve avvenire un incontro pro­fondissimo tra uomo e donna. An­che interiormente sei diviso in due: uomo e donna.

Se non riesci a unirti con una donna esteriore, ti sarà mol­to difficile fare spazio alla donna in­teriore. Se non riesci ad amare l’altro fuori di te, ti sarà impossibile creare uno spazio d’amore per l’altro che sta dentro di te.

Un uomo non è solo uomo, è uo­mo-donna. È nato da un uomo e da una donna – è mezzo e mezzo, e così anche la donna. E l’unione interiore suprema, l’alchimia interiore è possibile solo se hai imparato la via nel mondo esteriore.
Quando un uomo si innamora di una donna, impara qualcosa. Quando un uomo si innamora di un uomo non impara nulla. Quando una donna si innamora di un uomo, impara qualcosa – qualcosa di ignoto, qualcosa di opposto, qualcosa dell’altro.

L’amore tra un uomo e una don­na indica che l’emisfero destro è in amore con l’emisfero sinistro. Perciò se sei interessato alla crescita spirituale, devi procedere dall’omosessualità all’eterosessualità. Se non ti interessa la crescita spirituale, allora non c’è nulla di sbagliato. Puoi rimanere ciò che sei – eterosessuale o omosessuale – è la stessa cosa. Penso di averlo chiarito a sufficienza. Se non ti interessa la crescita spirituale, non c’è alcun problema. Io non sono contro l’omosessualità, non sono contro nul­la. È la tua vita – devi decidere tu; chi sono io? Io sto semplicemente affermando che alla fine, all’interno del tuo essere, deve avvenire un incontro: preparati per questo incontro. Ed è l’amore con l’altro all’esterno che ti prepara.
Più giungi a comprendere la donna e l’uomo esterni, maggiore sarà la comprensione della polarità interiore. E un giorno, al sesto centrodel tuo essere – in quello che lo yoga chiama ajna chakra, e che io ho defini­to ‘supercoscienza’ – sentirai che la tua comprensione dell’uomo e della donna ti è di stra­ordinario aiuto. Lì, intuizione e logica si uniscono, immaginazione e volon­tà si uniscono, ini­ziativa e ricettività si uniscono. Ti sa­rà facile.
Hai imparato la strada nel mondo esterno – ora la puoi usare per la tua alchimia interiore.
Se ti interessa la crescita spirituale, procedi verso l’eterosessualità. Se non ne sei interessato, non c’è problema. Se vuoi crescere, se vuoi davvero scoprire il tuo essere più intimo, il tuo spazio interiore, al­lora l’eterosessuali­tà ti potrà aiutare.
Come ti ho già detto: il primo stadio è la masturbazione, il secondo stadio è l’omosessualità, il terzo stadio e l’eterosessualità, il quarto stadio è asessuale – è lo stadio del brahmacharya.
E solo quando avrai raggiunto il quarto stadio sarai in grado di ac­cedere al nucleo più intimo del tuo essere – non altrimenti. Un masturbatore rimane infantile, un omosessuale rimane adolescenziale, un eterosessuale rimane animale. Questi stadi devono essere oltrepassati. Non ri­manere bloccato. E la mia non è una condanna, ricordalo sempre: io non condanno nulla.

Il sesso non è una cosa ordinaria. È una delle parti più essenziali del tuo essere. Non bisognerebbe trattarlo inconsapevolmente.
Costituisce le fondamenta del tuo essere: tu sei nato dal sesso, vivi attraverso il sesso – la tua nascita è attraverso il sesso, la tua gioventù è attraverso il sesso, l’amore è attraverso il sesso, e attraverso il sesso incontrerai la morte. La tua intera esistenza è una storia sessuale. Devi essere davvero molto attento, e consapevoledi tutto ciò che riguarda la tua energia sessuale.

Osho  – The Divine Melody – 1978

Shiva e Shakty nel Sole e la Luna

eclissi

E' molto interessante e rappresenta una sincronicita' potente l'unione del Sole e la Luna nell'eclissi solare. Da sempre questo fenomeno in antichita' e' stato onorato. ma vogliamo far notare la peculiarita' dell'unione di questa simbologia maschile (Il Sole o Shiva) e di questa simbologia femminile (La Luna o Shakty).

Simbologia che e' anche dei colori dove Shiva e' bianco e Shakti e' nera. L'aspetto del tutto strano e' che i due dischi si ricoprono perfettamente e dal punto di vista della terra sono esattamente sovrapponibili, attuano di fatto un matrimonio alchemico.
La Luna e' 400 volte piu' piccola del Sole , ma il Sole sta 400 volte piu' lontano, e cosi' la magia della sovrapposizione osservata dalla Terra avviene. Se solo la luna fosse stata 401 volte piu' piccola o il sole 399 volte piu' distante, cio' non sarebbe potuto accadere.

E invece no, sono esattamente nell'unica posizione e nell'unica dimensione possibile a realizzare la perfetta coincidenza.

Shiva si unisce a Shakti.

Jose'&Resya – TantraLove

Le Dakini Tantriche

La Dakini è una figura di divinità femminile diffusa sia nell'Induismo che nel buddismo.
Nel mondo Indu, la Dakini è associata alla Dea Kali, in genere nella forma di demone femminile che la assiste, e a Kali rimandiamo per la sua trattazione. Parleremo qui invece della Dakini in ambito buddista tantrico.

Dakini è una traduzione della parola tibetana "khandro", che letteralmente significa "colei che va in cielo", o "colei che si muove nel cielo".
In termini più poetici, Ella è detta "la Danzatrice del Cielo" e per tale appellativo è stata assimilata qui in occidente alle figure celesti angeliche.
Colei che danza nel cielo, che è libera, libera grazie all'aver superato gli ostacoli e i limiti della mente comune.
Le Dakini – perchè Dakini in realtà è plurale, una pluralità di Dee, una pluralità di forme della Dakini, incarnazione del femminile divino – sono diverse fra loro come possono esserlo le singole fiamme dell'unico fuoco che nell'iconografia la circonda. Sono la conoscenza e il potere magico.
Come aiuti spirituali, sono in grado di risvegliare le forze dormienti che giaciono nel profondo. 
Le Dakini hanno la natura del fuoco e dell'acqua: sono il fuoco della conoscenza che disperde l'illusione e sono forme fluide, in grado di sciogliere le parti di noi che si sono irrigidite.

In generale, la dakini rappresenta il flusso sempre mutevole di energia su cui chi pratica la meditazione deve lavorare per arrivare alla realizzazione. Può assumere sembianze umane, apparire come una Dea – pacifica o aggressiva – o essere percepita semplicemente come l’eterna manifestazione dell’energia nel mondo fenomenico.

La dakini è probabilmente la più importante manifestazione del principio femminile nel buddhismo tibetano.
Secondo l'insegnamento tibetano, il principio femminile si compone di due aspetti principali: la Madre e la Dakini.
In quanto principio femminile, questi due aspetti liberano la mente del praticante dagli schemi abituali teorici e li portano nel campo dell' esperienza immediata del mondo dei fenomeni .
L'aspetto della dakini è direttamente legato al primo aspetto del principio femminile, il principio materno, che rappresenta la purezza non-nata della madre di tutti i fenomeni, ma lo coniuga anche con la potenza del discorso logico.

Molte donne illuminate della tradizione buddista tibetana sono state riconosciute come incarnazioni di una dakini. Spesso esse avevano, della dakini, il potere oracolare. Per lo più tali donne mostrano una predilezione per l'abitare solitarie in una caverna, luogo del femminile archetipico.

Iconografia, immagini, manifestazioni e incarnazioni

La dakini è rappresentata per lo più in forma di donna nuda o seminuda, in posa danzante o attiva (colei che si muove, che danza , abbiamo detto), con un numero variabile di braccia. 
E' in genere inserita in un cerchio di fuoco, di fiamme. Ha spesso una collana di teschi e/o decorazioni di teschi. Può avere unghie simili ad artigli.
Tre sono gli oggetti principali che di solito appaiono nella rappresentazione della dakini: il coltello uncinato (kattari), il bastone con il tridente (katvanga), e la coppa-teschio colma di sangue (kapala).

Il coltello uncinato a mezzaluna della dakini (che la associa all'astro lunare), con il manico a vajra, nell'interpretazione tibetana fa uscire dalla sofferenza, taglia a pezzi il sé centrato nell'io ed è guidato dalla chiarezza adamantina della conoscenza.

Il katvanga, il bastone, rappresenta il consorte segreto maschile della dakini. Tenendo il katvanga la dakini dimostra di aver incorporato il principio maschile dentro di lei e che questa energia è a sua disposizione. Grazie a questo bastone ha il potere di stare da sola, da cui la predisposizione all'autonomia e all'isolamento delle dakini incarnate.

La dakini che tiene il bastone, come suo consorte, può essere fonte d'ispirazione per la donna nella nostra cultura, dove non sono comuni immagini di questo tipo del principio femminile con cui identificarci. È evidente che la nostra cultura ha dissuaso la donna dall'affermare la propria potenza femminile. La donna non è incoraggiata a considerare le sue asserzioni e la sua ira in modo positivo, mentre per secoli è stato trasmesso che è bene che il femminile sia docile e mai minaccioso.

Più in generale, se consideriamo la dakini quale principio femminile come sottile flusso di energia che attraversa tutto il mondo fenomenico e quindi in primo luogo la natura, quando qualcuno si comporta in modo da disturbare l'energia della terra, anche il principio della dakini sarà offeso, e ciò porterà malattie, carestie e guerre. Anche in questo caso la dakini si manifesterà nella sua energia irata.

Al di là dell'iconografia cui fa riferimento la meditazione formale sulla dakini, c'è la spontanea manifestazione della dakini nella vita di tutti i giorni, l'incarnazione della dakini. Nelle biografie delle dakini e nelle storie dei grandi santi del Tibet, la dakini appare in momenti particolari. Tali incontri si rivelano spesso come una sfida sottile e penetrante al praticante concettualmente fissato. Si possono manifestare attraverso una dakini umana, attraverso un sogno o una visione simile al miraggio, che svanisce dopo che il messaggio è stato comunicato. Questi incontri hanno spesso una qualità concreta, pratica e penetrante, che è tagliente e terrificante. Attraverso il contatto con la dakini si aprono le facoltà dell' intuito e si manifesta la conoscenza; se tali energie non vengono rese attive, la pratica rimane qualcosa di amorfo e intellettuale.

La giovinetta scherzosa e la megera
Le dakini si manifestano in questi momenti particolari con volti diversi, fra i quali spiccano due aspetti, che ci ricordano le innumerevoli dee dal duplice volto, quello luminoso e quello oscuro, quello diurno e quello notturno, delle tradizioni mediterranee e nordeuropee.

La dakini può giungere con l'apparenza della giovinetta:
La dakini crea anche un senso di vicinanza e gaiezza scherzosa che può rivelarsi terrificante. Come afferma Trungpa Rinpoce:
La giovinetta scherzosa è sempre presente. Ti ama e ti odia. Senza di lei la vita sarebbe una noia continua. Ma continuamente ti gioca scherzi. Quando vuoi liberarti di lei si aggrappa. Liberarti di lei significa liberarti del tuo stesso corpo, tanto ti è vicina. 
Nella letteratura tantrica si parla del principio della dakini. Alla dakini piace scherzare: gioca d'azzardo con la tua vita.

Altre volte la dakini giunge al saggio in meditazione con l'apparenza della vecchia megera: 
Nella vita di Naropa si narra di un incontro che egli ebbe con una dakini nelle sembianze di una donna vecchia e brutta. 
Era una vecchia con 37 elementi di bruttezza: gli occhi erano rossi e profondamente incavati; i capelli colore rosso giallastro e scarmigliati; la fronte larga e sporgente; il viso aveva molte rughe ed era raggrinzito; le orecchie lunghe e pesanti; il naso storto e infiammato; aveva una barba gialla striata di bianco; la bocca storta e aperta; i denti rivolti in dentro e marci; la lingua faceva movimenti di masticazione e inumidiva le labbra; fischiava quando sbadigliava; piangeva e le lacrime le scorrevano giù per le guance; rabbrividiva e ansimava per riprendere fiato; la sua carnagione era di colore azzurro scuro; la pelle ruvida e spessa; il corpo curvo e obliquo; il collo piegato. Era gobba ed essendo zoppa, si appoggiava a un bastone.
"Che cosa stai facendo ?" disse la vecchia a Naropa. "Studio i libri della grammatica, l'epistemologia, i precetti spirituali e la logica". 
"Li capisci?". "Si". " Capisci le parole o il senso?". "Le parole ".
La vecchia fu deliziata da quella risposta, si scuoteva dal ridere e cominciò a danzare brandendo in aria il bastone. Pensando che avrebbe potuto sentirsi ancor più felice, Naropa aggiunse: "Capisco anche il senso". 
Ma allora la donna prese a piangere e a tremare e buttò in terra il bastone. "Come mai eri felice quando ho detto che capivo le parole, ma ti sei rattristata quando ho aggiunto che capivo anche il senso?". "Mi sono sentita felice perchè tu, che sei un grande dotto, non hai mentito e hai ammesso francamente di capire soltanto le parole. Ma mi sono sentita·triste quando hai mentito affermando di capire il senso, che tu non capisci". 
"Allora chi capisce il senso?". "Mio fratello Tilopa". " Presentami dunque a lui, dovunque egli possa essere". "Vai tu da solo, fagli i tuoi omaggi e pregalo di farti arrivare ad afferrare il senso".
Con queste parole la vecchia scomparve come un arcobaleno nel cielo.
Questa visione scosse Naropa poiché la dakini gli aveva rivelato senza misericordia che, solo con una conoscenza analitica, non si raggiunge il cuore dell'argomento. Tutto quello che Naropa aveva trascurato e mancato di sviluppare gli fu rivelato dalla dakini nelle sembianze della megera vecchia e brutta.

Le dakini trasmettono direttamente attraverso l'esperienza di vita, anziché tramite complicate disquisizioni filosofiche. Per questa ragione la dakini è in relazione agli insegnamenti tantrici che hanno a che fare direttamente con l'energia del corpo, della voce e della mente, piuttosto che con gli insegnamenti sutrici più intellettuali.

La dakini è la divinità che incarna della saggezza, il potere di chiarezza indistruttibile, in quanto essenza di ogni esperienza. 
Essa non è più puro spazio (quello spazio che rappresenta la madre), ma l'ardente energia del risveglio che proviene dalla saggezza della purezza.

La dakini nella tradizione buddhista ha subito una trasformazione che l'ha resa diversa dalla sua omonima induista, con la quale, abbiamo visto, condivide parte dell'iconografia, una trasformazione che la rende colei che si pone all'interno della concettualità, dell'egocentrismo, della mente limitata e consuma l'illusione con un ardore che conferma il suo indistruttibile risveglio.

Personifica il carattere sacro inerente e tutti i fenomeni, a ciò che appare, ha ciò che si manifesta, e ha il potere di ricordarlo alla mente del praticante.

L'essenza della dakini è espressa nel suo essere "Colei che danza nel cielo". Come il cielo essa è l'essenza dello spazio infinito; la sua manifestazione è dinamica: qualcuno che è in movimento, che danza o che cammina. 
Essa è quindi la manifestazione dinamica della saggezza, la purezza non-nata che appare in tutte le esperienze.
Le sue qualità penetranti ci ricordano la purezza fondamentale e il potere dell' esperienza ordinaria.

Dakini e la tradizione orale, il soffio delle dakini

Il ruolo fondamentale della dakini è quello di essere guardiana delle istruzioni orali e degli insegnamenti esoterici. 
Le dakini sono le ispiratrici della trasmissione dal maestro al discepolo e ne proteggono l'integrità attraverso le loro qualità irate. 
In questa trasmissione orale, chiamata Lignaggio mormorato, è essenziale che questi potenti insegnamenti personali siano trasmessi sotto buoni auspici.
Per questi motivi le dakini garantiscono che:
gli insegnamenti siano concessi in un ambiente appropriato;
l'insegnante sia un guru qualificato;
i discepoli abbiano devozione e rispetto;
i tempi siano maturi;

che gli insegnamenti siano appropriati nel contenuto e nella forma alla situazione nel suo insieme.
Quando queste condizioni sono unite all'intensa devozione, le dakini sostengono l'insegnamento e vengono invocate e venerate dal guru e dal discepolo. Milarepa, a proposito delle istruzioni orali, disse: gli insegnamenti del lignaggio mormorato sono il soffio della dakini.

Nel caso dei terma, o tesori d'insegnamenti nascosti, la tradizione tibetana racconta che Padmasambhava confidò alle dakini insegnamenti scelti, celati e dissimulati per una scoperta e una propagazione futura.
Il segreto di questi insegnamenti venne protetto dal codice segreto delle dakini, nel quale erano trascritti, per essere rivelato quando fosse giunto il momento opportuno. I testi sono di fatto incomprensibili per chi non ha ricevuto la trasmissione spirituale che permette di decifrarli.
Nelle circostanze e nell'ambiente adatto, il codice delle dakini risveglierà la trasmissione nella mente del praticante perspicace e gli insegnamenti diverranno immediatamente comprensibili.

In quanto guardiane dell'integrità degli insegnamenti, le dakini sono la manifestazione dell'essenza della mente della saggezza dei buddha: esse garantiscono che il giusto significato sia trasmesso, con tutto il potere e l'intensità che ne caratterizzano la sua autenticità. Per questa ragione, all'assemblea delle dakini viene chiesto di di aprire le porte della saggezza della mente.

Altri miti e racconti

Qualche volta la dakini si manifesta come guida spirituale o come maestro e insegna in molti modi. Secondo le biografie tradizionali, molto spesso la dakini sostiene e benefica lo yogi o la yogini scoraggiati; qualche altra volta si manifesta, invece, per mettere alla prova il praticante sulla sua reale motivazione.
Può ricorrere a dei metodi molto impressionanti e non convenzionali per istruire lo yogi o la yogini, creando un caos che mette in luce le rimozioni e le zone d'ombra, provocando un immenso dolore, così come una immensa chiarezza. 
Nel celebre aneddoto del mahasiddha Naropa che abbiamo raccontato, la dakini gli appare sotto l'aspetto di un'orribile megera che lo sbeffeggia in quanto, sebbene erudito, non ha compreso il vero significato degli insegnamenti e gli suggerisce di trovarsi un guru qualificato come maestro.

Come maestra/consorte, la dakini ha la capacità di unire lo yogi e la sua natura più intima, in una maniera molto diretta e potente. L'unione con la consorte, risveglia nello yogi realmente pronto, l'esperienza della natura vajra che taglia le interferenze sul cammino.. Con un addestramento adeguato, la sessualità diventa uno strumento potente di liberazione dei canali fisici sottili e crea la via reale per l'illuminazione ultima.
Durante il suo terzo viaggio in India, Marpa il traduttore fu inviato da Naropa presso Vajrayogini, chiamata "consorte co-emergente", per ricevere conferma sulla sua comprensione degli insegnamenti. Quando si incontrarono la dakini lo benedisse nell'unione e gli rivelò l'essenza ultima degli insegnamenti mahamudra.

Nell' aspetto di ydam (forma abbreviata di yid-kyi damtsig o legame sacro della mente), divinità personale che aiuta la scoperta della vera natura della mente, la dakini insegna nel modo più potente. E' lo ydam che lega irrevocabilmente il praticante alla chiarezza luminosa che è in lui.
Come ydam, la dakini è la forma protettrice della pura saggezza della mente del praticante, indissolubilmente a lui legata, benché esistente separatamente.

Vajrayogini, Dakini -Ydam
Vajrayoghini, la personificazione della vacuità vajra, è la forma più celebre della dakini-ydam. 
La si visualizza semi-irata, di colore rosso vivo, adorna di ornamenti macabri. E' la passione che brucia con ardore il combustibile delle interferenze emozionali e si manifesta nell'ambito dell'egocentrismo. 
In quanto divinità semi-irata, ha il potere di disgregare immediatamente i veli dell'oscurantismo; brandendo il kattari, essa taglia le illusioni egoiche. Inoltre, attraverso la sua figura di passione, invita il praticante e lo inebria. 
Nella sua mano sinistra essa sostiene una calotta cranica che contiene amrita inebriante.

Vajrayoghini concilia in sé i due aspetti del principio femminile: la madre e la dakini. 
E' conosciuta come Prajnaparamita, madre del vincitore dei tre tempi, non-nata, senza fine, dotata di una natura simile al cielo, che può essere sperimentata solo dalla saggezza del discemimento.

Essa è anche conosciuta come consorte co-emergente, o saggezza simultanea.
In termini di principio femminile la saggezza co-emergente implica il riconoscimento dei fenomeni per quello che essi realmente sono, privi della necessità di concettualizzazione o di interpretazione. 
Vajrayoghini personifica i fenomeni che spontaneamente sono emersi nella realizzazione della saggezza nella mente del buddha.

Le dakini e la natura femminile

I lama tibetani affermano spesso che certe donne, fuori dal comune, sono delle dakini. Il femminile non è un principio astratto;esso si manifesta costantemente, in maniera specifica, nella realtà umana relativa.
Un verso della Prajnaparamita dice:

non dubitare della donna, adorala!

Nella sua vera natura è Bhagavati, perfezione di saggezza e, in questo mondo empirico, Bhagavati ha assunto una forma femminile.
La natura femminile nel contesto della tradizione vajrayana è spaziosità, che significa saggezza, nel caso della madre; in più, è l'ardente, appassionata ed energica attività destinata a risvegliare gli altri alla spaziosità e alla purezza fondamentale, nel caso della dakini.

La dakini, abbiamo visto prima, tiene il bastone, incorpora cioé il suo lato maschile. 
Per il femminile che si ispira alla dakini ciò significa che non è precluso un rapporto positivo e appassionato con un uomo reale. Piuttosto, la forza che essa acquista incorporando l'aspetto maschile in sé, bilancia la polarità interiore di energie e la rende maggiormente disponibile a una relazione genuina. Anziché considerare il suo compagno da una posizione di povertà (la bella addormentata che deve essere svegliata dal principe), essa è già sveglia e ,danza e non ha bisogno di succhiare l'energia dal consorte per trovare l'equilibrio. E in grado di dare e di ricevere grazie a una condizione di totalità e di ricchezza. In questo modo riesce a evitare relazioni che si rivelerebbero dolorose e masochistiche.

La saggezza del principio femminile inoltre comprende la natura ultima della mente che non è né maschile né femminile. La dualità fra maschile e femminile sottolinea l'attitudine del vajrayana nei confronti dei fenomeni. li samsara non è un problema da risolvere: è una realtà della quale bisogna gioire. 
La dualità del femminile e del maschile sono delle realtà gioiose, che ricordano la felicità innata nella dualità dei fenomeni.
La passione vissuta dagli uomini e dalle donne avvicina alla felicità della realizzazione assoluta.

L'importanza di un contatto intimo con una dakini che abbiamo incontrato nei racconti della dakini quale consorte co-emergente, che benedice nell'unione, ci introduce al tema del tantra, quello dell'importanza dello yoga del sesso, che aprirebbe ulteriori aree di consapevolezza e di conoscenza, ma si tratta di un tema 'delicato' nel buddismo tibetano…

Jose'&Resya – TantraLove 

“…I Buddha ordinano che tu serva una deliziosa donna che ti sosterra’. Folle e’ l’uomo che viola questo comando, non otterra’ la illuminazione…” – Candamaharosana Tantra

 

La tradizione dei Testi Tantrici

Tantrasutra

II Tantra sono una serie di testi di origine centro asiatica (India, Kashmir, Bengala, Orissa, Assam, Kerala, Valle dell' Indo ecc.) al pari delle raccolte dei Purana o dei Veda, ma che si manifestano al modo di testi esoterici divini rivelati e spesso sono scritti come se fossero le divinita' Shiva e Shakty (e le loro emanazioni) in persona a parlare e fanno parte dei testi indu' Agama.

L’origine dei Tantra e’ pre-Vedica, cioe’ molto piu’ antica dei testi su cui si fonda l’Induismo e i Veda, e trae origine dalle antichi popoli matriarcali e in generale tutte le raccolte di testi indu' sono profondamente influenzati dai Tantra. Non c'e' rituale induista e braminico che non affonda le proprie radici nel Tantra.

I Tantra sono stati trascritti molto tempo dopo la loro nascita, in quanto precedentemente la tradizione veniva tramandata solamente per via orale di maestro in maestro, di maestra in maestra. Infatti nel Tantra, contrariamente all'Induismo, i maestri potevano essere uomini o donne. A partire circa dal VI d.c. iniziano ad apparire invece le trascrizioni scritte di molti Tantra.

I testi Tantrici hanno piu' di una lettura e puo' essere vissuta a diversi livelli di intuizione. Secondo la tradizione Tantrica un testo puo' confondere o illuminare. Spesso i testi tantrici parlano per aforismi (sutra e karika).e spesso poi generano degli immensi commentari che spiegano gli aforismi che a volte possono essere di difficile comprensione.

Il termine Tantra , legato agli antichi testi, e’ stato poi traslato anche per indicare la Via Esperienziale Spirituale che segue questi antichi insegnamenti.

Si conoscono piu' di 500 Tantra esistenti che appartengono a diverse vie iniziatiche o lignaggi, (Krama , Kaula, Trika, Spanda, Saura, Shakta, ecc,ecc,) e molti di essi non sono mai nemmeno stati tradotti dal Sanscrito. Di altre vie tantriche si sono persi i testi e non si conosce bene cosa tramandassero e si dice che i testi raggiungesero il ragguardevole numero di 14000 volumi. Quindi il panorama dei testi inizatici tantrici e' molto vasto e non tutti i Tantra trattano temi in maniera uguale a seconda del lignaggio a cui appartengono. Per cui questo genera anche una certa confusione rispetto agli insegnamenti. Alcuni Testi Tantrici possono essere di poche pagine, altri di migliaia di pagine.

Bisogna quindi comprendere che sotto la parola Tantra si raggruppano insegnamenti diversi, anche se su molti punti, molti Tantra concordano essenzialmente. Non si puo' dire che i vari testi tantrici siano in contraddizione tra loro, ma che semplicemente danno una certa premineza piu' a un aspetto piuttosto che a un altro. Alcuni Tantra privilegiano la trasmissione del concetto di Presenza, altri del concetto del Corpo, altri rispetto alla Sessualita'.  Un aspetto generalmente condiviso e' il "liberato in vita" cioe' la non necessarieta' di innumerevoli reincarnazioni per sciogliere il Karma. Nel tantra infatti si indica che seguando certe ritualita' o insegnamenti e' possibile sciogliere i nodi karmici velocemente, arrivando presto a una conoscenza di se' anche attraverso alla sperimentazione dell'eros e della sessualita' nell'incontro tra Shiva e Shakti e comunque seguendo una via lontana dalla rinuncia del corpo.

Le rivelazioni dei Tantra vengono considerati superiori ai Veda perche' sono molto piu' efficaci alla liberazione degli uomini e li conducono piu' velocemente ad uno stadio piu' elevato e si presentano piu' adatte all'attuale era cosmica, il Kaliyuga. Il Tantra considera i testi vedici pur validi, ma su un piano inferiore come regole generali di base, ma che vengono poi integrate da insegnamenti tantrici specifici piu' elevati ed esoterici.

I testi tantrici non si rivolgono all'asceta rinunciatario del mondo , ma al contrario si rivolgono a colui che nel mondo ci vive, assieme agli altri, senza allontanarsi o dedicarsi all'ascetismo.

Jose'&Resya – TantraLove

Testto tantra

Alcuni testi Tantrici antichi Hindu e Buddisti conosciuti:

Akulavira Tantra
Annadakalpa Tantra
Brahmi Tantra
Brahma Yamala Tantra
Brihadnila Tantra
Brihatsara Tantra
Butthashuddhi Tantra
Candamaharosana Tantra
Chakrasamvara Tantra
Cittavisuddhiprakarana Tantra
Devimata Tantra
Devimahatmyta Tantra
Devipancasatika Tantra
Devirahasya Tantra
Devyayamala Tantra 
Gandharva Tantra
Goraksasataka Tantra
Guhyasamaja Tantra
Guptasadhana Tantra
Hevajira Tantra
Isanasivagurudevapaddhati Tantra
Jayadrathayamala Tantra 
Jnanarnava Tantra 
Jnanasankalini Tantra
Kamadhenu Tantra
Kamakhya Tantra
Kilasa Tantra
Kali Tantra            
Kalika Purana 
Kalivilasa Tantra
Kankalamalini Tantra
Kaulajnananirnaya Tantra
Kaulavalinirnaya Tantra
Kramasadbhava Tantra
Krsnayamarinamata Tantra
Kubjikamata Tantra
Kulachudamani Tantra
Kulananda Tantra
Kularnava Tantra
Kamakhya Tantra            
Kamaratna Tantra        
Kumari Tantra    
Laksmi Tantra
Lalitasahasranama Tantra
Kurukulla Tantra 
Mahachinacara Tantra        
Mahakala Tantra            
Mahamaya Tantra
Mahamudra Tantra
Mahanirvana Tantra
Mahavairocana Tantra    
Mahavidya Tantra
Maheshwari Tantra
Malinivijayottara Tantra
Manjushri Mula Tantra
Manthanabhairava Tantra
Matrikabheda Tantra 
Netra Tantra
Nila Tantra
Niruttara Tantra
Nytiotsava tantra
Nytioshodasika Tantra
Paramarthasara Tantra
Parasurama-kalpa Tantra
Pashimamnaya Tantra
Picumatabrahmayamala Tantra
Prapancasara Tantra
Pratiyabhijnahrdaya Tantra
Raktayamamarita Tantra
Rudrayamala Tantra
Sahajayoginicinta Tantra
Sambapancasika Tantra
Sammohana Tantra
Samvarodaya Tantra
Saradatilaka Tantra
Satchakranirupana Tantra
Saurasamhita Tantra
Shaktanandatarangini Tantra
Shivasutra
Shrinathanavaratnamalika Tantra
Siddhasiddhantapaddhati Tantra
Skatisamgama Tantra
Somasambhpaddhati Tantra
Spandakarika Tantra
Svacchanda Tantra
Saradatilaka Tantra
Tantraloka
Tantraraja Tantra
Tantrasadbhava
Tantrasamuccaya 
Tantrasara 
Todala Tantra
Vajrapatala Tantra
Vamakesvarimata Tantra
Vidyarnava Tantra 
Vigyananabhairava Tantra
Vijnana Bhairava Tantra
Yantrachintamani Tantra
Yogini Tantra
Yoginihrdaya Tantra
Yoni Tantra

Il Tantra come Via Femminile nata dal Matriarcato

Non tutti sanno che il Tantra e’ nato dalla via femminile, in epoche antiche. E’ sorto come quell’insieme filosofico di vita che era veicolato dalle societa’ matriarcali, alcune di esse ancora esistenti nella culla del Tantra, come i Kashi o i Newar ceppi dei popoli tibeto-birmani.

La cultura del matriarcato e’ permeata da una essenza del tutto, da una armonia di visione, da una mancanza di sottomissione, da una cultura del dono e del consenso, da una natura legata al piacere e all’eros. La energia del riso, dell’allegria, della gaiezza e dello spirito gioviale fanno parte di queste culture.

Nel matriarcato la sessualita’ e’ molto libera e non repressa, e spesso anche multirelazionale cioe’ non monogamica. Le donne e gli uomini possono intessere piu’ di una relazione amorosa o sessuale senza che ci sia problema o gelosia. E’ possibile trovare traccia di cio’ anche nel libro del famoso sanscritista Giuseppe Tucci “Il paese delle donne dai molti mariti”.

Nelle societa’ matriarcali esistono strutture di controllo, come i gendarmi, perche’ la matriarca e’ naturalmente rispettata da tutti in quanto non cerca interessi personali, ma e’ al servizio della comunita’. Mentre nel patriarcato il leader si ritaglia privilegi e ricchezze, nel matriarcato il leader e’ al servizio e si fa carico di responsabilita’ per il bene di tutti tenendo presente il consenso e non l’imposizione.

Un contributo importante alla nascita del Tantra lo ha dato le antichissime culture sciamaniche BON, molto tempo prima dei Veda dei bramini patriarcali, all’interno delle valli dell’Indo, in Nepal, Buthan, Tibet, Kashmir. Lo sciamanesimo Bon era condotto da sciamani sia maschili che femminili, anche da donne libere e piene di conoscenza, figure che poi sono confluite nelle Dakini Tantriche, le camminatrici del cielo, tutrici del Tantra della via della Mano Sinistra. Questa cultura Bon era molto legata al culto degli antenati e alla rinascita di essi attraverso le donne e la Dea Ka Blei confluira’ poi nella dea tantrica Ka-li. Ai tempi Kali era una Dea non maritata con Shiva, ma una dea libera. Numerosi rituali sono similari tra Tantra e cultura Bon. Le divinita’ terrifiche affiancate da divinita’ pacifiche, le montagne come luoghi sacri, i due veicoli di conoscenza destra legato al maschile , sinistra legato al femminile.

Le maggiori citta Nepalesi, ancora oggi, sono presidiate ai quattro punti cardinali legati ai 4 elementi, da pietre delle vulve Sacre, le PITHA. E’ probabile che il nostro termine per designare la vulva popolarmente ,” figa” , derivi proprio dal nome tantrico di queste pietre , PI si trasforma in F e TH scivola nel lessico G. E’ da notare che anche il dolce del bacino del mediterraneo, chiamato PITA, viene confezionato ancora oggi con la forma di una vulva. Il bacino del mediterraneo era anche esso culla del matriarcato con epicentro l’isola di Malta, ultimo territorio a piegarsi al patriarcato.

In Nepal esiste un culto unico al mondo , sopravvissuto dal matriarcato , della Kumari o  la Dea vivente. Kumari ha letteralmente il significato di vergine, ad indicare la purezza della Dea. È l’incarnazione della Dea Taleju Bhawani, meglio conosciuta come Durga, in India. La Kumari viene scelta tra le bambine delle famiglie Newar, gli Sakya residenti a Kathmandu, la stessa cui apparteneva il Buddha, in qualunque momento dallo svezzamento alla pubertà. Ella perde il suo ruolo con il primo mestruo.

Le culture matriarcali dell’Asia centrale adoravano la Kali con un sari rosso portandole fiori, lucignoli accesi, ma anche sacrifici. Durante questi rituali bevevano vino, mangiavano carne, pesce, cereali e partecipavano alle ritualita’ erotiche orgistiche , al pari dell 5 M  del rito del Panchamakara tantrico. Esistevano tre Kali , quella bianca diventata poi la tantrica Parvati, quella Rossa diventata poi la tantrica Laksmini, e quella nera propria della tantrica Kali.

Coltivavano il culto della Sa-trig, la grande Madre del Cosmo, commutato poi nel tantrico Shakti, legata anche al mondo fisico dei sensi. Dal suo corpo si formo’ tutto l’universo, Dalla testa il cielo, dall’occhio sinistro la Luna e dal destro il Sole, dai denti i pianeti.

Un detto dello sciamanesimo BON recita ” Quando Ella apri’ gli occhi fu giorno e quando li chiuse fu notte..” e un aforisma tantrico posteriore recita “…Quando la venerata Shakti, fonte di energia, apre gli occhi, l’universo è riassorbito in pura coscienza, quando li chiude l’universo si manifesta dentro di lei…..” – Spandakarika Tantra

Quando in Tibet sorsero i monasteri maschili del buddismo patriarcale (legati al Tantra della via della mano Destra), i buddisti tentarono di sovrapporsi , anche violentemente, al culto BON (che comunque sopravvive ancora oggi) senza riuscirci, e quindi furono costretti ad adottare, per imporsi sul culto precedente, la cosmogonia Bon che conflui’ poi nel Buddismo Tantrico o Lamaismo.

In questa dimensione il Tantra Rosso o Via della Mano Sinistra, e’ quello piu antico nato dalle culture matriarcali, che si manifesta anche attraverso la sessualita’. Il Tantra Bianco o Via della Mano Destra e’ la corruzione del patriarcato successivo che ha eliminato dal Tantra originale la intensa energia trasmutativa della sessualita’ consapevole, energia che e’ propria archetipicamente delle donne.

Jose’ & Resya – TantraLove

“…La donna inizia con la stessa Yoni dalla quale, in una vita precedente, ha donato la vita all’uomo. La donna inizia con gli stessi seni che, in una vita precedente, allattavano l’uomo. La donna inizia con la stessa bocca che, una volta, acquietò l’uomo. La donna è la suprema iniziatrice del Tantra….”  KaulaRahsya Tantra