Sessualita’ e Meditazione

Il Sesso racchiude in sé segreti immensi, e il primo di questi segreti è che la gioia sopraggiunge perché il sesso scompare; se mediti lo vedrai. E ogni volta che ti troverai in quell’istante di gioia, anche il tempo scomparirà – se mediti mentre fai l’amore lo vedrai – e anche la mente scomparirà. E queste sono tutte qualità della meditazione.

A mio avviso, la prima intuizione di meditazione dev’essere entrata nel mondo attraverso il sesso; non può essere altrimenti. La meditazione deve essere entrata nella vita attraverso il sesso, perché è il fenomeno più meditativo: se lo comprendi, se vi entri in profondità, se non lo usi solo come una droga, pian piano, man mano che aumenterà la comprensione, scomparirà il bisogno spasmodico, e verrà un giorno di grande libertà, allorché il sesso non ti perseguiterà più. Allora sarai quieto, silente, totalmente immerso in te stesso. Il bisogno dell’altro è scomparso. Puoi ancora fare l’amore, se scegli di volerlo fare, ma non sarà più un bisogno. In quel caso sarà una forma di condivisione.

Quando due amanti sono in un orgasmo sessuale profondo, si dissolvono l’uno nell’altra. In questo caso la donna non è più una donna, l’uomo non è più un uomo. Diventano simili al cerchio dello yin e dello yang: si uniscono tra loro, si incontrano, si fondono, dimenticano le loro identità. Ecco perché l’amore è così bello. Questo stato è chiamato Mudra; e lo stato finale di orgasmo con il Tutto è chiamato Mahamudra, l’orgasmo totale.

L’orgasmo è uno stato in cui il tuo corpo non è più sentito come materia; vibra come energia, elettricità. Vibra così profondamente, partendo dalle fondamenta, al punto che ti dimentichi completamente che si tratta di qualcosa di materiale. Diventa un fenomeno elettrico – e lo è effettivamente. Oggi nella fisica si afferma che non esiste la materia: è solo un’apparenza; in profondità, ciò che esiste è elettricità, non la materia. Nell’orgasmo, giungi a questo strato abissale del tuo corpo, là dove la materia non esiste più, ci sono solo onde di energia: diventi energia che danza, che vibra. Non hai più confini: pulsi, ma non hai più sostanza. E anche il tuo amato pulsa e vibra.

Pian piano, se i due partner si amano e si arrendono l’uno all’altra, si arrendono a questo istante di pulsazione, in cui tutto vibra, dove essi sono pura energia, e non ne hanno paura… È un fenomeno simile alla morte: i corpi perdono i loro confini, diventano simili a vapore, evaporano in quanto sostanza; resta solo l’energia, un ritmo molto sottile, e si trova se stessi, ma come se non si esistesse. Solo in Amore profondo si può raggiungere questo stato.

L’Amore è simile alla morte: muori per ciò che riguarda la tua immagine materiale, muori per ciò che concerne il tuo pensare di essere un corpo; muori in quanto corpo e ti evolvi in quanto energia, come energia vitale. E quando il marito e la moglie, o due amanti, iniziano a vibrare in un unico ritmo, quando i battiti dei loro cuori e i loro corpi si fondono; diventano un’armonia, allora accade l’orgasmo; a quel punto non sono più due entità separate. Quello è il simbolo dello yin e dello yang: yin che entra nello yang, yang che entra nello yin; l’uomo che entra nella donna, la donna che entra nell’uomo. Ora sono un cerchio e vibrano insieme, pulsano insieme. I loro cuori non sono più separati, i loro battiti non sono più separati: sono diventati una melodia, un’armonia.

Questa è la più squisita delle musiche, la più grande; le altre sono solo cose evanescenti al confronto, ombre inconsistenti. Questa vibrazione di due esseri in quanto uno è l’orgasmo. E quando la stessa cosa accade, non con una persona, ma con l’intera esistenza, ecco il Mahamudra, in quel caso si ha l’Orgasmo totale.

Osho

Olistico : parola ingannatrice della New Age?

Dal confronto di pochi giorni fa con alcuni operatori e insegnati nel campo del Tantra sono emersi alcuni punti allarmanti che abbiamo condiviso. Riassumendo la maggioranza degli operatori cosidetti “olistici” percepisce il lavoro sul corpo e sulla sessualita’ immondo, sudicio e disdicevole. Fortunamente non si parla di tutti gli operatori olistici, ma comunque di un atteggiamento largamente diffuso.

Questo atteggiamento moralistico e giudicante si allarga anche agli operatori cosiddetti “olistici” che sono proprietari di centri o agriturismi olistici. Discutendo e confrontandoci come operatori di Tantra ci siamo scontrati nella impossibilita’ di affittare un centro per il semplice motivo di operare nella Via Tantrica. 
Se insegni e trasmetti la antica Via del Tantra questi non ti danno la possibilita’ di affittare i centri , perche’ altrimenti ….”si sporca la energia”. E certo energia sessuale (uno degli ambiti di indagine del Tantra) significa sporcizia nel loro mentale pieno di pregiudizi.

Ora non sarebbe molto sconvolgente se questo tipo di atteggiamento fosse trasmesso da una anziana nonna di 90 anni vestita di nero con il foularone in testa. Invece no. Questa modalita’ di pregiudizio e’ trasmessa da noti “operatori olistici” con tanto di migliaia di ore alle spalle di corsi che dovrebbe far supporre, a torto, che orami sono riusciti ad integrare tutte le energie che ci compongono. Non e' cosi'.

Sara’ allora utile ricordare quale e’ il significato di OLISTICO

OLOS DAL GRECO SIGNIFICA INTERO , INTEREZZA ,

OLISTICO SIGNIFICA ACCETTARE QUINDI TUTTA LA NATURA UMANA INELLA SUA INTEREZZA SENZA PREGIUDIZI INTEGRANDO TUTTE LE ENERGIE CHE CI COMPONGONO. ENERGIA TRASCENDENTE, ENERGIA MEDITATIVA, ENERGIA CREATIVA, ENERGIA AFFETTIVA ,ENERGIA RADIANTE, ENERGIA EMOZIONALE ED ENERGIA SESSUALE, cosi' come per altro indica la via Tantrica.

Sarebbe quindi meglio che tali operatori e proprietari di centri togliessero dalle loro pagine web e dai loro bigliettini da visita la parola OLISTICO. 
Potrebbero scriverci sopra operatore socio-sanitario, operatore tecnico in un singolo ambito e invece di un pomposo “Centro olistico per la integrazione della crescita umana” potrebbero mettere il piu’ modesto “ Sede con palestrina”.

Per molti di questi operatori l’uomo e’ “spirituale” solo se parte dal 4 chackra in su , il gettonato chackra del Cuore, perche’ dal 4 chakcra in giu’ la natura umana e’ immonda e peccaminosa. E siamo alla eterna questione della Dualita’ e della considerazione dell'uomo drammaticamente SPEZZATO IN DUE, cosi' presente nei nostri tempi.

Tutto e’ Uno, e Uno e’ Tutto……. si pero’ calma, a patto che parta dal 4 chackra in su.

Tempo fa Daniel Odier, insegnante tantrico francese, menzionava che la New Age si sta trasformando in un fondamentalismo spirituale non molto diverso dal fondamentalismo cattolico. Con una aggravante. 
Infatti se orami e’ chiaro a tutti che il credo cattolico e’ contro il corpo , contro la sessualita’ e pieno di pregiudizi, la new age si ammanta di un cosmopolitismo spirituale che non possiede in realta’ , ma che non e’ cosi’ facile da osservare.

In pratica la new age sembra aver dismesso i panni del prete cattolico con il pastrano nero con colletto bianco e indossato i sandaletti di cuoio con il pujab bianco e il tao appeso al collo, ma in realta’ poco e’ cambiato, perche’ sembra aver fatto proprie le istanze giudicanti e moraliste del mondo cattolico. Tutto e’ cambiato, niente e’ cambiato. Dalla padella alla brace.

Ecco la menzogna e l’inganno ipocrita della New Age.

Il Tantra indica che il corpo e’ il Tempio dello Spirito da millenni. Il tantra apre la consapevolezza alle sensazioni, aumenta le vibrazioni energetiche e coltiva un atteggiamento sacro verso se’ stessi, gli altri e gli eventi della vita e dà la capacità di sperimentare anche l’energia sessuale creativa. In modo sottile, delicato, ma potente e amorevole che porta guarigione senza separare energeticamente corpo e spirito.

Terminiamo con un aforisma tantrico.

“…Nel corpo dimora la grande conoscenza, completamente priva di qualsiasi giudizio. Essa pervade tutte le cose .E’ presente in tutto il corpo, eppure non scaturisce dal corpo…” Hevajra Tantra

Jose'&Resya – TantraLove

La festa del bagno delle donne: Il Teji.

Alla fine del monsone – tra agosto e settembre – quando i cieli si tingono d’azzurro e le notti scintilano di stelle – si celebra in Nepal la festa del “Teji”. E’ un rito millenario che consacra la fertilità e la magia femminile con danze e bagni rituali. Una folla di donne vestite a festa, con i sari rossi bordati d’oro che svelano corpi belli, unti e profumati, si ritrova al tempio di Pashupatinath, sulle rive del Bagmati. Finalmente sole, senza padri e mariti tiranni, danzano notte e giorno con gran ardore attorno al lingam d’oro del dio Shiva. Un Dionisio nepalese, godereccio e creativo, il cui fallo ardente é simbolo dell’energia creativa della vita. Il Teji é un carnevale, un’orgia, un tempo da dedicare agli ozii, ai piaceri e alle trasgressioni. Nei tre giorni di festa le donne si ubriacano e si scelgono liberamente un amante per celebrare la piu’ bella preghiera del mondo: una notte d’amore.

Il Teji é la festa del bagno che si fa nel Bagmati, il fiume sacro che nasce dai ghiacci dell’Himalaya e muore nel Gange. Ad ogni alba di festa ci si immerge nel fiume. Le donne si spogliano del sari e del “cholo” – il corpetto di velluto – per indossare l’ampio camicione da bagno e si tuffano nell’acqua ghiacciata. Con un’argilla medicinale ci si dovrà frizionare per ben 360 volte – é un numero di buon auspicio – viso, petto, ventre e i sette chakra. Dopo questa cura ci si sottopone a un battesimo rigenerante. A turno le donne si versano in testa l’acqua del fiume, carica di prana, che viene filtrata attraverso un colino riempito con l’erba magica chiamata “Daitwan”. Le donne piu’ belle, lucide d’acqua e di olio, assomigliano a dee tantriche e a sirene. I loro corpi scuri, pieni e nudi sono angelicati dall’acqua sacra. Spuntano dalle acque di fiume con auree luminescenti, grondanti liquidi amniotici, medicinali. Le donne si trasformano così in vere “dakini” – vere dee. Belle, uniche. Regali preziosi della vita. Nulla farebbe il potente dio Krisna senza la sua bella Rada, e il terrribile Yama senza la sua divina Yami. E ogni uomo senza quel manto di dolcezze e di vera poesia che ci regala la donna.

di Italo Bertolasi

Comprensione del Tantra

Molti conoscitori della via tantrica , anche con un certo senso di superiorita' e disprezzo, rimandano indicazioni sdegnose che o si comprende il nucleo centrale dell'apprendimento tantrico oppure l'avvicinamento al Tantra e' del tutto inutile.

Da una parte e' pur vero che il Tantra possiede dei nuclei di conoscenza centrali peculiari ed esoterici non facilmente accessibili , ma e' anche vero che il Tantra si apprende a buccia di cipolla. Difficile penetrare la via tantrica tutto all'improvviso, anche se e' un via molto diretta e veloce. Anche questi detrattori critici , e un po' saccenti , a loro volta all'inizio saranno stati neofiti e ignoranti della Via.

Mano mano che si procede nella comprensione della Via tantrica , che avviene anche per via esperienziale e non solo teorica, si sfoglia una buccia della cipolla e si procede verso un nucleo piu' centrale, e cosi' via.
Pur non essendo ancora arrivati ai nuclei piu' profondi di conoscenza tantrica, ogni strato di comprensione dona alla persona intuizioni profonde sul se' . Quindi la Via Tantrica e' sempre molto utile rispetto alla consapevolezza anche se non si giunge ai nuclei piu' intimi intuitivi della Via Spirituale Tantrica.

Qualche praticante riuscira' a giungere a comprensioni supreme e altri si fermeranno agli strati piu' esterni della "cipolla". Fa parte di un naturale processo di processione della conoscenza.
Cio' non toglie che comunque sia particolari aspetti intuitivi potranno essere raggiunti comunque.

Mancanza di umilta' e saccenza sono elementi molto lontani dalla Via Tantrica Spirituale, i maestri e le maestre tantriche antiche si sono sempre distinti per semplice umilta' del loro animo, pur essendo insegnanti famosi.

"..Agli occhi di un vero Kaula tutti meritano rispetto; nessuno pretendera' d'essere superiore agli altri affermando di essere un Guru o un anziano saggio. Chi pensa con orgoglio sono un Guru ..sono un conoscitore della Verita' non potra' mai essere un Tantrika…" – Kularnava Tantra

Jose'&Resya – Tantralove

Vacanza Tantrica Marche

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IL CORPO SACRO

Vacanza Tantrica

Da Venerdì 25 a Domenica 27 Settembre 2015

Agriturismo nelle colline marchigiane

“Il corpo umano è un tempio, e come tale va curato e rispettato, sempre”   Ippocrate

Per i tantrici il corpo è un tempio, uno spazio sacro e divino.

A differenza della nota idea secondo la quale il corpo sarebbe il contenitore dell’Anima, nel Tantra il corpo è l’Anima, ogni cellula, molecola, atomo, è Energia Divina. Noi siamo il nostro corpo. Siamo divini. Siamo sacri. Anticamente il rapporto col corpo era armonico, spontaneo, non filtrato da pregiudizi o tabù nati con le religioni monoteistiche.

Quando l’essere umano viveva in armonia con la natura, ne conosceva e ne rispettava cicli e risorse, il corpo faceva parte di questa armonia, ed era considerato un valore e una grande possibilità di conoscenza. E non era contaminato da quella dualità corpo/anima che invece caratterizza la nostra cultura.

In Occidente abbiamo avuto bisogno di rivolgerci alle tradizioni orientali per recuperare l’antica libertà di essere interi e ritrovare nel corpo e nella sessualità, sua massima espressione, quella bellezza e quel veicolo evolutivo che ci è stato tolto da millenni.

Il Tantra è un’antichissima Via che può riaprire in noi quella sensazione di essere parte di qualcosa di più grande e importante di quanto ci sia stato insegnato fin dalla nascita. Può quindi indicarci un modo per rientrare in un salutare rapporto con noi stessi e con l’altro, ritrovando l’originaria sacralità del contatto anche, ma non solo, con la nostra energia sessuale, che più di tutti è stata danneggiata, distorta e usata per obiettivi di ottundimento delle coscienze.

rituali-tantra

In questo seminario si sperimenterà una nuova conoscenza del proprio corpo, si individueranno le sovrastrutture mentali che ne limitano la libera e gioiosa espressione, per tornare a quella antica bellezza e sacralità che permette la connessione con la parte divina di noi, col nostro vero Sé.

E’ rivolto a tutti coloro che sentano la necessità di riprendere contatto con la propria corporeità in maniera sana, non veicolata da necessità estetiche o mediche. Perché un corpo ascoltato è un corpo amato e onorato. E non ha più bisogno di esprimersi attraverso segnali di evidente disagio. E’ inoltre un seminario propedeutico al successivo “La Sessualità Sacra”, rivolto alle coppie, in cui si sperimenterà un corretto utilizzo dell’energia sessuale. 

Il corpo verrà attivato nelle sue energie vitali, spesso spente o usate male. Un corpo vitalizzato, con le energie che fluiscono liberamente può essere un momento di grande gioia e benessere, molto importante nella coppia, in particolare, dove spesso si prendono modi di essere statici e prevedibili.   Quando il corpo è attivo, la mente viene depotenziata e tante difficoltà di contatto con l’altro si sciolgono, lasciando spazio alla naturale aspirazione all’unione.  Ognuno verrà accompagnato al contatto col proprio corpo e a prendere confidenza col corpo dell’altro in maniera sana, amorevole e intima. Durante il lavoro di gruppo non ci saranno contatti sessuali né nudità completa. Consigli tecnici per migliorare la propria “performance amatoria” non interessano questo tipo di percorso.

Lavoreremo in una bella struttura immersa nelle colline marchigiane, avvolta da girasoli, campi coltivati e aria incontaminata, con un delizioso centro benessere. Con cibo biologico e pesce pescato. Le stanze, tutte con bagno privato, sono curate in ogni particolare. Colorate con tinte calde, accoglienti, ognuna diversa dall’altra e quasi tutte con una attraentissima vasca da bagno in camera.  La struttura è dotata anche di una bella piscina all’aperto,con sdraio e ombrelloni, per i momenti di relax e una piccola Spa benessere interna.

Ci sarà la possibilità di trascorrere mezza giornata in libertà, in cui si potrà stare in comodo relax nella struttura oppure andare al mare a Porto Sant’Elpidio, distante 20 km, o in altre località gentilmente indicate dal proprietario dell’agriturismo..

Per vedere la struttura che ospitera' la vacanza vai a:

Vuoi conoscere l'agriturismo dove si svolgera' la Vacanza Tantrica? 

Prenotazioni e iscrizioni fino al 15 Settembre 2015

Per ulteriori informazioni  e iscrizioni scrivere a : 

sharmjla@tantralove.biz

(Sharmjla, laureata in Lettere Teatrali e in Scienze dell’Educazione, Counselor Relazionale, diploma ASPIC riconosciuto dal CNCP. Conduttrice di gruppi di meditazione e crescita personale, e di incontri di Tantra individuali.. Esperienza e formazione nel Tantra presso l’Istituto di Tantra e Counseling “Maithuna”, approfondimento del percorso attraverso numerosi stage con Daniel Odier ed Eric Baret.)

 

Perche’ la Sessualita’ rappresenta una via ineludibile

"…..I filosofi tantrici ci raccontano che al momento del concepimento una scintilla di beatitudine si unisce con una goccia dei fluidi generativi femminili e maschili, formando una scintilla di Piacere che è il nucleo del nuovo essere. Nell’intera genesi di un essere umano è presente quindi un elemento di piacere metafisico: il Sé interiore o l’Essenza….."

"….Questa beatitudine che è presente nel momento del concepimento di un essere umano rimane lì, nel suo recesso più intimo, nel suo cuore per sempre, come un ponte che gli indica la via del ritorno, un ponte che può riportarlo indietro alla Prima e Ultima realtà…."

da Miranda Shaw, Illuminazione Appassionata

Noi fondamentalmente nasciamo da un atto orgasmico che sigilla fin dal suo nascere l'essere concepito. In pratica noi siamo generati da una scintilla di piacere che nell'unione di Shiva e Shakty materializza prima il concepimento poi il bambino e poi l'uomo. Possediamo tutti quindi un legame primordiale con il piacere e con la bellezza.

Come ben conoscono anche gli scienziati della Fisica quantistica cio' che genera un inizio sancisce un imprinting per sempre.
E questo vale per tutti, nessuno puo' eludere questa verita', anche se pero' la si puo' dimenticare.

I bambini molto piccoli , non ancora inficiati dalla societa' castrante moderna , conoscono bene la vicinanza tra corpo e piacere , traendo gioia per ogni singolo atto che loro compiono. Poi man mano che crescono perdono progressivamente questo contatto con il piacere. 

Preti, Bramhini, Imam, che tanto si sbracciano rispetto alla sessualita' bollandola come peccaminosa e disdicevole,  sono anche essi sottoposti alle legge della beatitutine del concepimento sessuale primordiale e del legame conseguente che la sessualita' ha con la nostra vita.

Jose'&Resya – TantraLove

SHIVA al CERN – Mistica e Scienza si uniscono

"…Nel nostro tempo i fisici hanno utilizzato la tecnologia più avanzata per ritrarre i modelli della "danza subatomica". La metafora della danza cosmica quindi unifica la mitologia antica, l'arte religiosa e la fisica moderna…." Fritjof Capra- 28/04/2009

Mai piu' azzeccato fu il dono del governo indiano di una statua ddi SHIVA NATARAJA (lo Shiva danzante) , India da sempre coinvolta con i propri fisici all'avanguardia , al Cern di Ginevra dove si indagano i piu' reconditi misteri della fisica quantistica e della fisica delle particelle attraverso il LHC Large Hadron Collider. Proprio attraverso di esso e' stato possibile scoprire un particella compatibile con il Bosone di Higgs che era fondamentale per validare l'intera teoria attuale delle particelle elementari. Proprio questo anno dopo due anni di fermo per modifiche il LHC sara' riacceso con energia doppia a 14 Tev (Tera Electron volt) che dovrebbe confermare se il nostro universo aderisce alla teoria della SUPERSIMMETRIA O DEI MULTIUNIVERSI.

SHIVA NATARAJA
Una figura è raffigurata nell’atto di danzare al centro di un cerchio di fuoco. Si tratta di una delle rappresentazioni del Dio Shiva, conosciuta come Nataraja, espressione che significa appunto “Signore della danza”. 
Shiva è una delle più complesse e antiche divinità del pantheon indiano. Possiede diversi aspetti, ed è stato rappresentato diversamente nel corso del tempo. Uno di questi è appunto lo Shiva come “danzatore cosmico”. Potrebbe essere interpretato come una metafora perfetta dell’essere ancorato al proprio sé, al proprio centro, ma in grado di agire, muoversi armoniosamente all’interno della sua dimensione esistenziale e cosmica. La danza divina ha qui una valenza mitica, cosmogonica, di creazione e trasformazione del mondo. La vita dell’intero cosmo oscilla tra i poli di creazione e distruzione, e senza questa costante interazione sarebbe impossibile progredire. All’interno di questo cerchio di fuoco le forze opposte del cosmo sono in perfetto equilibrio. Creazione e dissolvimento fanno parte non solo del mondo esterno, ma rivestono costantemente e ciclicamente anche l’interiorità dell’essere e il suo cuore.
Nataraja è in grado di danzare nell’eterno presente, è il centro, e sembra manifestare che attraverso la danza è possibile liberarsi dall’ignoranza che rende l’uomo ancorato ai sensi e alla materia, in quanto non consapevole della verità.

Esistono molte statuette votive, raffigurazioni del dio Shiva come Nataraja, che venivano portate anticamente in processione nei giorni dedicati alla divinità. In queste immagini il dio presenta un serpente che si avvolge su una delle braccia, e indossa due orecchini, maschile e femminile, dunque come emblema di completezza e di integrazione di entrambe le polarità, e delle energie del cosmo.

Il dio ha quattro braccia come accade tradizionalmente in questa tipologia iconografica: la prima mano è colta nel gesto protettivo del Mudra (abhaya mudra), nel secondo palmo c’è ildamaru, uno strumento percussivo a forma di clessidra che allude alla creazione, nella mano sinistra regge la fiamma dello Spirito, mentre con la seconda mano indica il piede opposto. Il piede sinistro è sollevato, come simbolo di liberazione, il destro schiaccia un demone chiamato Apasmara, simbolo della materia. Si tratta di un gesto evocativo e fortemente simbolico, come capacità di elevarsi, e di essere al di sopra dei vincoli della materia e degli attaccamenti mondani. I capelli di Nataraja sono spettinati a causa del movimento della danza, e vanno verso l’esterno, raggiungendo la personificazione del Gange, i fiori, la luna crescente e il teschio, ovvero gli altri elementi di questa affascinante e profonda iconografia.

Jose'&Resya – Tantralove

Il 18 giugno del 2004, fu disvelata un'insolita pietra miliare al CERN – il Centro europeo per la ricerca in Fisica delle Particelle a Ginevra – una statua di 2m di altezza della divinità indiana Shiva Nataraja, il Signore della Danza. La statua, simbolo della danza cosmica di creazione e distruzione di Shiva, è stata donata al CERN dal governo indiano per celebrare il centro di ricerca, da lungo tempo associato con l'India.
Nella scelta dell'immagine di Shiva Nataraja, il governo indiano ha riconosciuto il significato profondo della metafora della danza di Shiva quale danza cosmica delle particelle subatomiche, osservata e analizzata da fisici del CERN. Il parallelo tra la danza di Shiva e quella delle particelle subatomiche è stato discusso per la prima volta da Fritjof Capra in un articolo intitolato "La danza di Shiva: “La visione Hindu della materia alla luce della fisica moderna", pubblicato su “Main Currents in Modern Thought”(Correnti principali nel pensiero contemporaneo, ndt) nel 1972. La danza cosmica di Shiva è poi diventata la metafora centrale del best-seller internazionale di Capra: Il Tao della Fisica, pubblicato per la prima volta nel 1975 e tuttora stampato in oltre 40 edizioni diverse in tutto il mondo.
Una speciale targa accanto alla statua di Shiva al CERN, spiega il significato della metafora della danza cosmica di Shiva con diverse citazioni da Il Tao della Fisica. Ecco il testo della targa:

Ananda K. Coomaraswamy, vedendo al di là del ritmo incontenibile, della bellezza, della potenza e della grazia di Nataraja, una volta ha scritto: "E' la più chiara immagine dell'attività di Dio, che qualsiasi arte o religione possano vantare".
Più di recente, Fritjof Capra ha spiegato che "la fisica moderna ha dimostrato che il ritmo della creazione e della distruzione non è solo palese nel ciclo delle stagioni, nella nascita e nella morte di tutte le creature viventi, è anche l'essenza stessa della materia inorganica” e che “Per la fisica moderna, quindi, la danza di Shiva è la danza della materia subatomica".
E', infatti, come Capra ha concluso: "Centinaia di anni fa, gli artisti indiani crearono immagini visive di Shiva danzante in una bella serie di bronzi. Nel nostro tempo, i fisici hanno utilizzato la tecnologia più avanzata per ritrarre i modelli della danza cosmica. La metafora della danza cosmica quindi unifica la mitologia antica, l'arte religiosa e fisica moderna ".


Fonte: http://www.fritjofcapra.net/shiva.html, Fritjof Capra©

Escursione Sciamanica al Parco delle Incisioni Rupestri

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Escursione Sciamanica al Parco

 Incisioni Rupestri Preistoriche

1-2 AGOSTO 2015 – Parco di Naquane – Parco delle Foppe di Nardo

Val Camonica (BS) ore 9.15

Pernottamento in Foresteria in quota nella natura 

Concerto alla sera di didgeridoo in grotta Preistorica rischiarati dalla luce del fuoco

"Il canto dei Sogni"

A Nord di Brescia la valle dell'Oglio è il primo sito UNESCO italiano, rappresenta uno dei più importanti luoghi dell' arte rupestre europea. Un Parco, una riserva nazionale e numerose altre aree protette regionali e comunali tutelano e valorizzano questo patrimonio unico.

Andremo a visitare le piu' antiche e misteriose incisioni rupestri guidati da Elena preziosa guida e nostra allieva in tutti i parchi e musei. Alla sera , illuminati da un fuoco dentro una grotta preistorica ascolteremo il concerto di didderidoo condotto da Luz Amparo Osorio rievocando atmosfere antiche e magiche, pernottando in foresteria in quota nella natura.

PROGRAMMA

SABATO

ore 9.15 – Ritrovo e iscrizioni

ore 10 – Visita al Parco Archeologico Preistorico delle Foppe 

ore 13 – Pranzo al sacco –  Picnic nei boschi in natura

ore 15.30 – visita al Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica

ore 17.00 – Trasferimento e sistemazione nelle Foresterie in natura

ore 19.30 – Cena in agriturismo

ore 22.00 – Concerto di Didgeridoo in riparo Preistorico in Natura alla luce del falo'

Al termine Pernottamento in Foresteria

DOMENICA 

ore 9.00 – Colazione

ore 10.00 – Visita al Parco Preistorico di Naquane 

ore 13.00 – Pranzo al sacco – Picnic in Natura 

ore 14.30 – Esperienze sciamaniche in natura

Chiusura dell'evento

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10-15 mila anni fa quando i ghiacciai dell'Adamello e del Tonale iniziarono il loro progressivo e inarrestabile ritiro, si lasciarono dietro vaste superfici rocciose perfettamente lisciate.
Quelle rocce qualche millennio dopo quando ai primi cacciatori raccoglitori lasciarono il posto a popolazioni sedentererizzate divennero le lavagne sulle quali per fini culturali o pratici quelle genti lasciarono dal neolitico alla conquista romana e oltre la testimonianza alle generazioni future sui loro usi, rituali e credenze. Segni talvolta molto realistici, altri di più difficile interpretazione. Sono alcune decine di migliaia (300.000) le istoriazione sin'ora scoperte e inventariate, ma molte altre attendono ancora di tornare alla luce e molte sono quelle scomparse per sempre.
La Val Camonica è con la Valle delle Meraviglie il principali siti di arte rupestre alpina. Non pochi e semplici segni sparsi su qualche pietra in qua o in là ma veri e propri santuari della preistoria con scene talvolta dinamiche e composizioni monumentali.

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La Canonica è la valle percorsa dal torrente Oglio prima di immettersi nel Lago di Iseo e prende nome dalla popolazione dei Camuni che si reputano gli artefici delle incisioni. In realtà di questo popolo conosciamo l'esistenza in base alla tarda documentazione epigrafica e agli scritti dei conquistatori romani, ma nulla non fa supporre che in questa appartata area alpina la vita sia trascorsa per millenni senza particolari stravolgimenti etnici. Dal Passo del Gavia al Lago sono circa 90 Km, di questi almeno una settantina sono interessati a vario titolo dalla presenza di rocce incise. Una prima area ad alta concentrazione la si ritrova nei dintorni di Boario ma è nella conca di Capo di Ponte che i segni lasciati dagli antichi abitanti trovano il loro apice.
Capo di Ponte è al centro di una vasta conca dominata dal Pizzo Badile e dal Concarena e le incisioni si trovano sui due versanti della valle dai 300 ai 1.400 m.

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Le aree principali da non perdere sono tre: il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane, Cemmo e le Foppe di Nadro. Il primo è stato istituito istituito nel 1955 con lo scopo di proteggere e rendere fruibile la parte più significativa delle incisioni rupestri camune. Nel suo perimetro si trovano ben 103 rocce incise, distribuite su 60 ettari. Nel museo si trovano anche alcuni reperti provenienti da altre zone circostanti. Ci si attiva a piedi percorrendo una stradina acciottolata che sale dal paese dall'altra parte della ferrovia (in auto per disabili).
Cemmo è invece una borgata sull'altro versante della valle e ci si sale in auto. Nel vasto spazio recintato si trovano due dei più importanti massi i primi ad essere scoperti dagli studiosi, autentiche e affascinanti composizioni monumentali. Di fronte si trova il Museo d'arte e vita preistorica di Ausilio Priuli. Il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, inaugurato nell'ottobre del 2005, costituisce l'ampliamento di una piccola Area demaniale, detta "dei Massi di Cemmo", esistente fin dal 1964. Ritrovamenti archeologici avvenuti durante l'allestimento del Parco ne hanno arricchito la connotazione di luogo di culto con pietre incise: gli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici tra il 2000 ed il 2007 hanno portato alla luce un santuario strutturato, fondato nell'età del Rame (III millennio a.C.) Proseguendo lungo la strada lasciata a destra la digressione per la Pieve di Pian Siro si giunge all'ingresso del Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina:la zona è divisa ancora in sottozone: Seradina I-Corno, Seradina I-Ronco Felappi, Seradina II, Seradina III e Bedolina, località famosa per l'insieme di incisioni note come la Mappa di Bedolina. Cinque percorsi di visita, permettono l'approccio alle varie tipologie di incisioni costituite da guerrieri-cacciatori, scene di aratura, capanne e iscrizioni in Nord Etrusco. Un ripido sentieo collega l'area di Seradina a Bedolina, sino ad arrivare a scoprire la Mappa, posizionata su una terrazza naturale dove lo sguardo può spaziare su tutta la valle.

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La Riserva delle Foppe di Nadro (strada poco prima di Capo di Ponte) è l'area archeologica protetta più grande della Valcamonica, con oltre 400 rocce incise. Si estende per circa 300 ettari abbracciando i tre paesi di Nadro di Ceto, Cimbergo e Paspardo. La visita inizia dal Museo didattico della Riserva a Nadro e prosegue lungo uno dei numerosi percorsi segnalati con accesso da Nadro (per Foppe), da Cimbergo (per Campanine – Figna) e da Paspardo (Capitello dei due Pini) Gli itinerari anche molto lunghi, consentono, di ammirare i molteplici aspetti della riserva archeologici, etnografici ed ambientali.

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Eros Agape Amore

Non si può parlare di sessualità senza partire da una riflessione sulla parola agape e sulla sua origine. In greco significava: il voler tanto bene a qualcuno, ma senza desiderio sessuale. È un sentimento forte, totalmente aperto, che dà moltissimo e non chiede niente in cambio. E qui voglio raccontarvi un episodio sull’agape, molto interessante: riguarda proprio la precisazione del suo significato, e si trova nel Vangelo di Giovanni, ma pochi lo sanno.

Verso il finale, nel capitolo 21, Gesù risorto ricompare ai discepoli: qualche discepolo era già scappato, dopo lo shock del processo e della crocifissione, ma ce n’erano ancora sette o otto che andavano in giro insieme. Gesù, dunque, compare mentre sono sulla riva di un lago; fa fare ai discepoli una pesca miracolosa; mangiano tutti insieme; dopodichè si rivolge a Simon Pietro: «A proposito, Simone, ci sarebbe un problemino…» Pietro stava facendo finta di niente, ma naturalmente se l’aspettava: Pietro, come sapete, quando durante il processo aveva visto che le cose si mettevano male per Gesù, aveva detto di non conoscerlo. Qualcuno gli aveva chiesto: «Ma tu non eri uno che andava con quello lì?» E Pietro aveva detto: «Io? No… No no, figurarsi; non lo conosco nemmeno». Per tre volte.
Adesso Gesù gli dice: «Pietro, senti un po’…», e Pietro fa un’aria mogia, perché sa che adesso gli tocca.

Il brano era tradotto molto male nell’edizione della Bibbia della Conferenza Episcopale Italiana, fino al 2008. Poi, per fortuna, l’hanno corretto un pochino; si vede che il precedente papa [Benedetto XVI] conosce il greco. Prima era tradotto così: «Pietro, mi ami tu più di loro?» dice Gesù. Pietro gli dice: «Signore, lo sai che ti amo». …E in questa risposta, a guardar bene, ci sarebbe già qualcosa che non va: Shakespeare mise le stesse parole sulle labbra di Iago; quando Otello, lì per lì per impazzire di gelosia e di angoscia, chiede a Iago: «Iago, almeno tu… Do you love me?», in risposta Iago gli dice: «My lord, you know that I love you!», ovvero tu sai che ti amo – è una cosa che sai tu, sono fatti tuoi, io non dico niente.

Pietro, nelle vecchia traduzione, risponde proprio allo stesso modo, ma Gesù sembra non farci caso e dice: «Va be’, pasci le mie pecorelle». Poi gli domanda di nuovo: «Pietro, mi ami tu più di loro?». Pietro risponde: «Signore, lo sai che ti amo». E due. Gesù dice «Pasci i miei agnelli». Poi Gesù dice per la terza volta: «Pietro, ma tu mi ami?». Il lettore potrebbe pensare che essendo stato appena crocifisso, e poi risorto, Gesù magari sia ancora un po’ frastornato, e non capisca ancora bene le cose; anche Pietro sembra pensare così, e dice per la terza volta: «Signore, tu sai tutto, lo sai che ti amo». Ma a quel punto, stranamente, Gesù gli fa una scenata, e gli dice: «Allora vedrai cosa ti succederà! Quando sarai vecchio gli altri ti metteranno addosso i vestiti che vogliono loro e ti porteranno dove vogliono loro!». Al che il lettore di questa traduzione non ci capisce più niente.

Sapete invece com’è nel testo originale di Giovanni, scritto in greco? Gesù dice: «Pietro, agapàs me?», cioè: tu mi vuoi un gran bene, hai agape per me? Pietro risponde: «Signore, tu lo sai che io filò se» Usa il verbo filein, cioè: «provare un senso di amicizia». In pratica, dice: no, io non sono capace di agape, non ci arrivo, mi spiace, io al massimo provo dell’amicizia per te. E Gesù commenta: «Allora puoi solo fare il pretino, pascolare le pecorelle. Pietro, senti, pensaci bene. Sei sicuro che tu non agapàs me?». Pietro dice: «Eh be’ sì, Signore, io filò se, e basta». È una scena sempre più drammatica: Pietro è un uomo costretto a guardare dentro di sé, sta capendo i suoi sentimenti e si accorge di non essere capace di agape. Non ce la fa.

E badate che tanti di noi non ne sono capaci. In particolare, tantissimi maschi, in questo periodo, perché non sono liberi: sono degli obbedienti, servi o capi di qualcuno, e se una persona serve o comanda, non può più provare agape, perché è troppo attaccato al vantaggio personale, ha paura, e deve stare in guardia dai sentimenti forti, com’è appunto l’agape.
E Gesù per la terza volta chiede: «Ma allora, Pietro, tu fileis me, soltanto?». E Pietro sgomento risponde: «Sì, tu sai tutto, io sono capace solamente di filein!». Gesù gli dice: «Bada che di questo passo farai una brutta fine, tu! Vorrai fare il capo, e finirai per fare il servo». Come sapete, già ai tempi in cui venne scritto il Vangelo di Giovanni, Pietro era il simbolo della Chiesa di Roma, della cosiddetta Grande Chiesa: e dunque il Vangelo di Giovanni era un libro un po’ più scomodo di quel che solitamente si pensa.

Agape nelle antiche scritture
Come tradurre la parola agape in italiano? Tradurre agape con «voler bene» è un po’ riduttivo. Anche un amico vuol bene all’amico. E «volere tanto ma tanto bene» è troppo vago. Allora diciamo: amore?
Mah. La parola amore, in italiano, non è gran che. Non per niente causa un sacco di problemi alla gente. Determina ossessioni, anche questa, perché non è per niente chiara. (…)

Alla ricerca del significato nascosto

Ora, lasciate perdere la stramba idea che amore voglia di dire «non-morte». Era un gioco di parole dei trovatori provenzali, basato sull’idea che in greco la a iniziale a volte è privativa, cioè equivale a un «non»; ma è una falsa etimologia, come lo sarebbe il dire che «occhiali» è occhi-a-lì, e significhi «una direzione dello sguardo»; o che in politica «un partito» indichi uno che è partito per andare da qualche parte o che derivi da parti-to’!, e voglia dire «fare un gesto scurrile nei confronti di altre parti».
Lasciamo stare e guardiamola bene, questa parola amore.

Differenza tra amare e voler bene

Più la guardiamo, e più ci accorgiamo che qualcosa qui non va. Non per nulla, nei dialetti non c’è – e i dialetti sono linguaggi sempre onesti, vividi, limpidi. Anche in un dialetto passionale come il napoletano, c’è t’aggio voluta bbene, ma non c’è io te amm’. Se uno a Napoli ti dice io te amm’, sta scherzando o parla con una straniera. In milanese, mi te ami fa ridere. È evidente che della parola amore i dialetti non si fidano, sentono che c’è qualcosa di poco chiaro, è opaca, e perciò infida.
O forse per voi è chiarissima? Valutate voi stessi: sapete qual è la differenza tra amare e voler bene? È una domanda che avevo incominciato a fare due o tre anni fa alle conferenze, e non c’era nessuno che sapesse rispondere. A me piaceva che si accorgessero di non saper rispondere, dopo che avevano usato per tutta la vita le parole «amare» e «voler bene». Una volta, a Treviso, una signora ha alzato la mano e ha detto: «Io la so la differenza! Voler bene… è voler bene. Invece, amare è quando vuoi bene e ti aspetti qualcosa in cambio». È buffo, lo so; hanno riso tutti. Ma non è del tutto sbagliato.
L’origine di amore è la parola sanscrita kama: proprio la stessa del kama-sutra. Per una legge linguistica, avviene spesso che parole sanscrite con la «k» iniziale ricompaiano in lingue europee senza quella «k»: così il sanscrito karma (sapete tutti cos’è), in latino diventa harmonia, e poi armonia in italiano. E kama significa: un desiderio sessuale intenso ed esclusivo, cioè qualcosa di molto simile al nostro concetto di eros. Dunque, quando tu usi in italiano la parola amore, stai intendendo propriamente quel tipo di desiderio: stai parlando di quello, al tuo genio della lampada di Aladino. Letteralmente, io ti amo in italiano significa: Io desidero avere rapporti sessuali con te e pretendo che tu non ne abbia con nessun altro. E anche in latino amor indica una veemenza, una pulsione erotica – il che fa suonare un po’ insensata molta metafisica dell’amore. Pensate infatti a cosa significa, alla lettera, l’espressione «amore universale». Praticamente è: «io scopo tutto». Oppure «ama il prossimo tuo»! In latino non si diceva affatto ama proximum tuum, che sarebbe risultato scurrile, come a dire: «fatti il primo che passa»; bensì dilige proximum tuum, e diligere era l’equivalente latino di agapan. (…)

Tratto dal libro Eros e Agape – Igor Sibaldi

Possibili demoni nei percorsi olistici al femminile

Notavamo la quantita' di corsi al femminile presenti sul Web … la Dea che c'e' in te, Terra Madre, il Sacro Femminino ,Percorso della Luna, il Cerchio delle Donne ecc.ecc.ecc.. 
In questi corsi l'elemento maschile non e' mai presente , o presente in rarissime volte e numericamente sempre inferiore, mancando quidi un reale confronto esperienziale con il maschile. Aleggia in molti di questi percorsi (fortunatamente non in tutti), sia leggendo le descrizioni che sentendo le testimonianze delle partecipanti, una specie di ipotesi di sottile superiorita' del femminile dove viene immaginata una inferiorita' del maschile.

Se da una parte queste iniziative sono encomiabili e aiutano le donne a risvegliarsi da un torpore e avvicinarsi a una piu' ampia coscienza del se', soprattutto dopo secoli di prevalenza del Patriarcato che ha generato molte ferite nel femminile, dall'altra potrebbe aleggiare in alcuni casi un elemento distorsivo, un demone che potrebbe creare una logica di dualita' potendo avvallare una possibile divisione tra maschile e femminile, andando ad aprire ulteriormente il solco gia' difficile da armonizzare, tra uomo e donna, come e' evidente nell societa' attuale.

Dalle indicazioni del Tantra possiamo osservare che il femminile non e' superiore al maschile cosi' come il maschile non e' superiore al femminile, ma semplicemente sono diversi e presiedono archetipicamente funzioni diverse, ma complementari. 
Shiva e Shakty si incontrano in Maestra' senza che ci sia una priorita' di superiorita' di un sull'altro.

Non c'e' Shiva senza Shakty non c'e' Shakty senza Shiva.

Questo e' un degli aforismi di origine matriarcale legato ai Tantra piu' famosi. Seguiamone qualcuni tratti dagli antichi testi.

“….Sebbene Shiva e Shakti appaiano separati sono per sempre uniti, mangiando sempre dallo stesso piatto. Lei è una Compagna che non può vivere senza il Suo Signore. E senza di Lei, colui che può fare tutto, non può nemmeno apparire. Come possiamo distinguerli l'uno dall'altro? Lui appare per causa di Lei e Lei esiste per causa di Lui. Non possiamo separare lo zucchero dalla sua dolcezza, né la canfora dal suo aroma…” – Amritanubhava Tantra

“…Shiva e' pura coscienza, e' Shakti che attiva tutto, i due sono la stessa cosa, Shiva e' la fiamma e Shakti e' il calore e la luce della fiamma; si puo dividere l'immagine e l'energia della fiamma dalla fiamma stessa? Sono una sola realta' Shiva-shakti, il bindu e trikona nello yantra. Shiva e' trascendente , e Shakti e' immanente. Non puo’ esistere Shiva senza Shakti, non puo’ esistere Shakti senza Shiva. Se Shiva e’ lo strumento musicale, Shakti e’ il suono emesso dallo strumento. Se Shiva e’ il seme, Shakti e’ il frutto, e cosi’ via. Shiva e’ dunque primordiale ed eterna coscienza senza forma da cui e’ scaturita Shakti, la potenza, la vibrazione, l’energia…” Trikatantrasara

Non e' un caso che i percorsi tantrici, sopratutto nella Via della Mano Sinistra, come suggerito dagli antichi tantrika e negli antichi testi, viene sviluppato tra un perfetto equilibrio numerico ed energetico tra uomini e donne, aspetto molto raro nei percorsi olistici dove la preponderanza femminile e' sempre presente e l'energia maschile spesso in difetto, indipendentemente se si tratta di cerchi dal femminile oppure no.

Cosa significa cio' ? che una donna non puo' esistere senza un uomo o viceversa? No, semplicemente che la coronazione energetica migliormente armonizzante appare, secondo la Tradizione Tantrica nell'unione tra Maschile e Femminile, dove nel Tantra comprende anche l'Unione Sessuale e comunque l'unione di tutti i Chackra alternati nelle energie dell'Uomo e della Donna come accenna il Kubika Tantra. 

Potrebbe essere che alcuni questi percorsi giungano, anche inconsciamente a queste tesi di una pretesa larvata superiorita' del Femminile anche per reazione e per rivalsa di un passato di squilibrio nei confronti delle Donne, ma cio' non e' una giustificazione in un percorso che voglia essere di crescita reale equilibrata e che voglia armonizzare e integrare gli aspetti del maschile/femminile.

Tale rischio di distorsione puo' raggiunge in alcuni casi livelli molto pericolosi se la conduttrice ( al 95% anche essa donna) ha degli irrisolti profondi con il maschile, (e anche qui non accade sempre ovviamente) andando a trasferire nell'energia del corso e verso tutte le partecipanti donne, la propria acredine sottile nel confronti dell'uomo con il pretesto di celebrare la Dea. Invece che liberare le Donne, le spinge ulteriormente negli irrisolti, e nelle acredini alimentate dalla facilitatrice stessa. Come molte hanno commentato condurre cerchi di donne e’ molto delicato, stante il corpo di dolore e le ferite tutt’ora aperte del femminile. E’ facilissimo gettare sale su queste ferite e ottenere reattivita’ emotiva compiacente.

Abbiamo infatti osservato, per esperienza diretta,  che molte volte (ovviamente non sempre) molti gruppi femminili, apparentemente legati alla Dea, agiscono poi invece secondo logiche e dinamiche fortemente Patriarcali. Organizzazione verticale, meccanismi accentratori, logiche di capi e subalterni, esclusione e cosi’ via. 

Abbiamo traccia ,sempre per osservazione diretta, di Cerchi di Donne invitate all’incontro con Cerchi di Uomini che si sono sdegnosamente rifiutate. Allora ci e’ sorto il dubbio che forse alcuni cerchi di donne , e’ come se si autoalimentassero in un femminile chiuso su se’ stesso, autoincensando una Dea ripiegata a difesa senza mai trovare un punti di contatto con il maschile. Potrebbe essere una ipotesi.

Da qui il nostro semplice campanello di allarme, che non vuole essere un denigrare i Cerchi al Femminile, molto utili quando integrati e costruttivi, ma semplicemente porre l’accento su alcune dinamiche che abbiamo riscontrato e sui pericoli insiti in esso. Ci destano qualche perplessita quei cerchi femminili che ossessivamente vogliono sempre escludere la integrazione energetica con il maschile. Che cosa nasconde tutto cio? 

“…L’uomo vede la donna come una Dea. La donna vede l’uomo come un Dio……Non c’e’ alcuna adorazione oltre a questa….” – Candamaharosana Tantra

Jose'&Resya – TantraLove